Tragedia a Melissano, 49enne trovata morta in casa: aperta inchiesta. Disposta l’autopsia

Tragedia a Melissano, nel Leccese, dove una donna di 49 anni è stata trovata morta in casa. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire alle cause del decesso.

A lanciare l’allarme è stato il proprietario dell’abitazione, conoscente della vittima, che ha richiesto l’intervento sul posto del 118. La donna, all’arrivo dei sanitari, era già morta.

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sull’accaduto. I militari hanno sequestrato cellulari e altro materiale presente in casa.

La salma si trova nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce e resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’autopsia stabilirà le cause della morte.

Crolla casa ad Adelfia, morti i 90enni Rocco Lotito e Antonietta Costantino: mercoledì l’autopsia

Mercoledì verrà eseguita l’autopsia sui corpi di Rocco Lotito e Antonietta Costantino, i coniugi 90enne di Adelfia tragicamente deceduti sabato scorso in seguito allo scoppio di una bombola di gas nella loro abitazione di via Oberdan.

L’esplosione, secondo quanto accertato, ha causato il cedimento del solaio e per i due anziani non c’è stato nulla da fare. Il sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola, ha proclamato lutto cittadino nel giorno delle esequie.

Muore durante l’allenamento di calcio, l’autopsia: “Fatale un’aritmia maligna”. Oggi i funerali di Riccardo Chetta

La morte di Riccardo Chetta, il 39enne di Parabita deceduto il 15 gennaio mentre si allenava sul campo di Collepasso, sarebbe stata causata da un’aritmia maligna con fibrillazione ventricolare che avrebbe impedito al cuore di pompare sangue in modo efficace, portando così in poco tempo all’arresto cardiocircolatorio.

Questo è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Tortorella nelle scorse ore. Hanno preso parte all’esame anche i consulenti di parte. Resta indagato con l’accusa di omicidio colposo il medico sportivo che, lo scorso dicembre, ha rilasciato il certificato d’idoneità sportiva. 

I funerali di Riccardo sono previsti nel pomeriggio di oggi, giovedì 22 gennaio, alle 15.30, presso il santuario della Madonna della Coltura, a Parabita.

Taranto, la 25enne Francesca Basile muore pochi giorni dal parto: l’autopsia rivela una grave patologia all’aorta

Francesca Basile, la 25enne tarantina deceduta tra l’8 e il 9 gennaio nella sua casa a Lama a pochi giorni dal parto, sarebbe morta per una patologia grave all’aorta.

Questo è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal medico legale nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Scongiurato al momento il collegamento con il parto dopo la denuncia presentata dalla famiglia contro ignoti per fare chiarezza sulle cause della morte.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dai familiari della giovane mamma che aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, prima di essere dimessa qualche giorno dopo.

Durante la degenza ci sarebbe stata solo una trasfusione per un’anemia, ma nessuna criticità rilevante. La 25enne, il 3 gennaio, aveva chiesto l’intervento del 118 dopo aver accusato dolori nella zona toracica accompagnati da alcune linee di febbre.

Cinque giorni dopo un’altra richiesta per un malore simile, la ragazza ha perso i sensi prima dell’arrivo dei medici e le operazioni di rianimazione non erano riuscite a salvarle la vita. Non si esclude che il decesso possa essere connesso a una complicanza post partum.

Omicidio a Bari, accoltellato in via Montegrappa: oggi l’autopsia sul corpo di Amleto Magellano. Caccia al killer

È in programma oggi, martedì 20 gennaio, l’autopsia sul corpo di Amleto Magellano, il 39enne pregiudicato accoltellato sabato pomeriggio nel quartiere Carrassi di Bari. L’uomo è poi deceduto in ospedale.

L’esame, affidato al professor Biagio Solarino, sarà eseguito nell’istituto di medicina legale del Policlinico e dovrà stabilire le cause del decesso. Da stabilire anche se l’arma del delitto, ancora non trovata, ha colpito gli organi vitali.

Magellano, noto alle Forze dell’Ordine, era un dipendente Amiu. Aveva preso le distanze dal suo passato e si sta scavando nella sua vita privata per risalire al killer e al movente. Non viene al momento esclusa nessuna ipotesi dagli inquirenti.

 

Taranto, la 25enne Francesca Basile muore in casa: aveva partorito da pochi giorni. Disposta l’autopsia

La Procura di Taranto ha disposto l’autopsia sul corpo di Francesca Basile, la 25enne deceduta nel Tarantino a pochi giorni dal parto. Sul caso è stata aperta un’inchiesta con le ipotesi di lesioni personali colpose e omicidio colposo a carico di ignoti.

Nella giornata di mercoledì 21 gennaio sarà conferito l’incarico al medico legale. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dai familiari della giovane mamma che aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, prima di essere dimessa qualche giorno dopo.

Durante la degenza ci sarebbe stata solo una trasfusione per un’anemia, ma nessuna criticità rilevante. La 25enne, il 3 gennaio, aveva chiesto l’intervento del 118 dopo aver accusato dolori nella zona toracica accompagnati da alcune linee di febbre.

Cinque giorni dopo un’altra richiesta per un malore simile, la ragazza ha perso i sensi prima dell’arrivo dei medici e le operazioni di rianimazione non erano riuscite a salvarle la vita. Non si esclude che il decesso possa essere connesso a una complicanza post partum.

Omicidio a Bari, il 39enne Amleto Magellano ucciso a coltellate: disposta l’autopsia. Il delitto dopo una lite

La Procura di Bari ha disposto l’autopsia per risalire alla dinamica dei fatti e per accertare le cause della morte di Amleto Magellano, il pregiudicato di 40 anni ucciso ieri a coltellate a Bari, in via Montegrappa.

Ad eseguire gli accertamenti sarà il professore Biagio Solarino dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari a cui il magistrato, Cristina De Tommasi che coordina le indagini dei carabinieri, ha conferito l’incarico. Gli esami saranno forse svolti martedì prossimo.

Secondo quanto emerso finora la vittima, che aveva precedenti penali, è stata colpita più volte al torace forse al culmine di una accesa discussione. Soccorsa dal personale del 118, è deceduta poco dopo il suo arrivo nel Pronto soccorso del Policlinico.

Le indagini vanno avanti e nelle scorse ore gli investigatori hanno ascoltato parenti, amici e conoscenti del 40enne. Utili potrebbero essere le immagini registrate delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Vigilante pugliese morto nel cantiere delle Olimpiadi invernali: autopsia esclude l’ipotesi ipotermia

Pietro Zantonini, il brindisino di 55 anni deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni, è morto per un evento cardiaco acuto non direttamente riconducibile al gelo.

Questo è l’esito preliminare dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno. Al momento non sono esclusi ulteriori accertamenti. L’inchiesta per omicidio colposo, aperta dopo l’esposto presentato dalla famiglia della vittima, vede indagato il legale rappresentante della società per cui l’uomo lavorava.

Sotto esame turni, condizioni climatiche e misure di sicurezza. Nella giornata di domani è in programma a Brindisi un sit-in di protesta promosso dal sindacato Cobas.

Vigilante pugliese morto per il freddo nel cantiere delle Olimpiadi invernali: affidata l’autopsia. C’è un indagato

“La morte di Pietro è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, portati avanti in modo criminale dai datori di lavoro. Spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all’interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l’applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti”.

A dichiararlo è il sindacato Cobas annunciando per venerdì 16 gennaio a Brindisi un sit-in per la morte di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni, deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo, mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni.

“L’iniziativa del 16 a Brindisi, in Piazza Santa Teresa, serve a «denunciare che la morte di Pietro Zantonini, come tante altre, non è un fatto casuale”, evidenzia il sindacato. Il 55enne di Brindisi, secondo la denuncia presentata dalla famiglia, sarebbe deceduto la notte dello scorso 8 gennaio in seguito a un malore dovuto al grande freddo e allo stress per una lunga serie di turni notturni nell’arco di due settimane.

Le indagini vanno avanti. Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Belluno, Claudio Fabris, ha affidato al medico legale Andrea Porzionato, l’incarico di eseguire l’autopsia sulla salma della vittima. Al momento risulta indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza del cantiere, presso la quale Zantonini aveva un contratto a tempo determinato e si era recentemente trasferito dalla Puglia al Bellunese.

Tragedia a Presicce, muore durante il blitz antidroga. L’autopsia: “Stefano Urso è morto per un malore fatale”

Questa mattina è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Stefano Urso, il 48enne deceduto durante il blitz antidroga avvenuto lo scorso 11 in un’abitazione a Presicce-Acquarica.

Secondo quanto emerso dall’esame, il decesso è avvenuto a causa di un arresto cardiaco. Per conoscere le cause che lo hanno provocato, serviranno ulteriori accertamenti e i risultati si conosceranno nei prossimi 60 giorni. Esclusa al momento l’ipotesi di morte violenta.

Sono indagati, per atto dovuto, i tre poliziotti presenti al blitz, difesi dall’avvocato Antonio Maria La Scala e accusati del reato di omicidio preterintenzionale (uno dei primi casi in Italia). Con loro anche i pusher Antonio Viola, proprietario dell’immobile, e Alessia Potenza, entrambi del posto, finiti in arresto per detenzione e spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito, Stefano Urso si sarebbe scagliato contro i poliziotti dopo il blitz con pugni e calci. Gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo, ma Urso avrebbe perso i sensi. I poliziotti hanno sbloccato le manette e iniziato il massaggio cardiaco, poi sul posto è intervenuto il 118, ma l’uomo è poi morto.