Da Rutigliano a Palo, secondo vasto incendio alla Gm Service: in fiamme nella notte plastica e cartone

Un altro vasto incendio nel Barese dopo quello che ha colpito sabato il capannone della General Trade a Rutigliano. Questa volta il rogo è divampato nella notte nel cortile esterno della Gm Service, un’azienda che si occupa di stoccaggio e trattamento dei rifiuti a Palo del Colle, al confine con Modugno.

I Vigili del Fuoco sono al lavoro dalle 1.30 di questa notte per spegnere le fiamme. Una linea di cavi ad alta tensione, dopo essere caduta, ha bloccato una delle strade di accesso al cortile.

I Vigili del Fuoco sono riusciti comunque a intervenire contenendo l’incendio. A fuoco cartone e plastica presenti all’esterno, il capannone non è stato intaccato dalle fiamme.

Sei cavi dell’alta tensione sono caduti e questo ha causato un blackout nella zona industriale. Sul posto sono giunti diverse squadre con tre autobotti di supporto, mentre l’Arpa è già al lavoro per monitorare la qualità dell’aria. Non si registrano danni a persone.

Il sindaco di Palo, Tommaso Amendolara, ha raccomandato alla cittadinanza “in attesa di ricevere dati ufficiali da Arpa Puglia, di tenere porte e finestre chiuse”.

Bancarotta e distrazione patrimoniale: sequestrata azienda di prodotti da forno a Bisceglie. Tre persone denunciate

Un articolato meccanismo di cessioni di beni aziendali da un’impresa di Bisceglie – specializzata nella produzione di prodotti da forno ma fallita – a una nuova società grazie a un ex dipendente che avrebbe aiutato la prosecuzione dell’attività per sfuggire a contestazioni di bancarotta fraudolenta.

E, ancora, una nuova realtà produttiva che avrebbe usato i beni distratti. È quanto accertato dalla guardia di finanza che ha denunciato tre persone: due rispondono in concorso di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; l’altra di aver impiegato denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Sotto sequestro è finito l’intero compendio aziendale di una società “i cui beni strumentali sono stati distratti da una storica impresa locale operante nello stesso settore merceologico e dichiarata fallita”, spiegano i militari. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, si sono concentrate su alcune operazioni realizzate dalla società in liquidazione giudiziale.

È emerso così un meccanismo di distrazione di beni dalla società dissestata a una nuova realtà aziendale. Un passaggio in cui sarebbe stato coinvolto un ex dipendente. Le apparecchiature e altri beni sarebbero finiti alla nuova impresa che avrebbe mantenuto “la stessa sede operativa della fallita, lo stesso marchio e segni distintivi”.

A supporto della tesi investigativa, la documentazione trovata dalla guardia di finanza nell’abitazione dell’imprenditore dichiarato fallito e riconducibile alla nuova società rappresentata dal suo dipendente che proverebbe l’amministrazione di fatto della nuova società per mano del rappresentante legale della società fallita.

Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati due lavoratori impiegati in nero che avrebbero dichiarato ai militari di “aver sempre ricevuto disposizioni dallo stesso amministratore di fatto”. I finanzieri hanno chiesto e ottenuto dall’Ispettorato territoriale del lavoro l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Aggredita dal collega, l’azienda si accanisce su Domenica: “Vogliono 10mila euro entro 5 giorni”

Torniamo ad occuparci della storia con protagonista Domenica. Tre anni fa è iniziato il suo incubo con i primi messaggi minatori inviati da un suo collega, sorpreso a dormire sul posto di lavoro. Una scena immortalata anche in alcuni scatti fotografici, arrivati poi ai dirigenti dell’azienda. Sin dai primi istanti Domenica è stata individuata come l’autrice di quelle foto da parte dell’uomo.

Dalle parole ai fatti, la donna è stata poi aggredita dopo un primo battibecco verbale dal suo collega in maniera violenta, come testimoniato anche da alcune foto, nei corridoi dell’ospedale Miulli di Acquaviva.

Il caso è finito in Tribunale, ma Domenica ha perso la causa, nonostante tutte le prove portate. Un qualcosa che ha segnato profondamente a livello psicologico, tanto che la stessa Domenica, dopo aver appreso l’esito della sentenza, si è schiantata con la sua auto mentre era alla guida.

Dopo averla visitata in ospedale, siamo tornati da lei. Domenica è stata sottoposta ad un intervento chirurgico delicato, mentre l’azienda ha inviato una lettera chiedendo 10mila euro entro 5 giorni. Un accanimento inusuale che ci lascia spiazzati e ci mette in difficoltà.

Sversa i rifiuti nel piazzale, sequestrata azienda recupero rottami a Foggia: denunciati i responsabili

Un’azienda che si occupa del recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici alla periferia di Foggia sversava i rifiuti sul proprio piazzale. Lo hanno scoperto i militari del nucleo operativo Polizia ambientale della capitaneria di porto di Manfredonia che hanno posto sotto sequestro l’area.

Stando a quanto si apprende, i militari, durante un controllo delle autorizzazioni concesse alla società, hanno verificato che le attività poste in essere “erano in palese contrasto con le normative di settore in materia ambientale in quanto il piazzale aziendale era privo di impermeabilizzazione e i rifiuti, senza alcuna copertura ed esposti alle intemperie, producevano percolato che si versava sul piazzale.

Non erano presenti i formulari di carico e scarico degli stessi rifiuti”. I responsabili dell’azienda sono stati denunciati per gestione illecita di rifiuti. L’area è stata sottoposta a sequestro, spiegano i militari in una nota, a seguito della mancanza dei requisiti per proseguire l’attività e il potenziale pericolo per l’ambiente.

Oria, esce dall’azienda e viene travolta dal cancello: 66enne ricoverata in terapia intensiva

Una 66enne è ricoverata, in prognosi riservata, nel reparto di terapia intensiva all’ospedale Perrino di Brindisi dopo essere stata travolta dal cancello dell’azienda in cui lavora, a Oria.

L’episodio si è verificato martedì mentre la donna stava uscendo dalla sede dell’impresa che opera nel settore della movimentazione terra. La 66enne svolge mansioni amministrative.

Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dai carabinieri e dal personale dello Spesal dell’Asl di Brindisi.

Noicattaro, incendio in azienda dei rifiuti: 10 autocarri divorati dalle fiamme. Tra loro anche un mezzo elettrico

Una decina di mezzi della ditta che a Noicattaro (Bari) si occupa di raccolta dei rifiuti urbani sono stati distrutti da un incendio divampato ieri pomeriggio.

Le fiamme, sulla cui natura saranno effettuati accertamenti, hanno completamente bruciato piccoli autocarri usati per la raccolta dei rifiuti porta a porta alimentati a gas e un mezzo elettrico.

A domare il rogo sono state tre squadre dei vigili del fuoco che stanno completando le operazioni di messa in sicurezza della zona.

Infissi in PVC, azienda italiana rivoluziona il mercato: profili senza piombo allo stesso prezzo

Ci siamo recati nella Metal Gm infissi, azienda con sede a Modugno che ha deciso di rivoluzionare il mercato con una scelta controcorrente. Ha deciso di non acquistare più materiale dall’estero e di comprare profili in pvc italiani da Ital-Plastick.

Abbiamo indagato sulla produzione totalmente made in Italy, le macchine sono progettate e costruite in Italia. I costi? Gli stessi di quando i materiali sono comprati dall’estero, ma offrendo un prodotto competitivo, sicuro (con l’eliminazione del piombo) e italiano sul mercato. Nel video allegato tutti i dettagli.

Sventata maxi-frode informatica a Bari, azienda effettua bonifico a IBAN modificato: recuperati 120mila euro

Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bari ha nei giorni scorsi risolto un caso di B.E.C. (Business Email Compromise) denunciato da una impresa locale, commesso da persone al momento rimaste ignote. Indagini in corso per identificare gli autori. Accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Un’impresa aveva ricevuto per email una fattura da un fornitore estero, di importo pari a 120.000 euro, che provvedeva a pagare con bonifico; alcuni giorni dopo, tuttavia, apprendeva dal fornitore stesso che il bonifico non era mai pervenuto e, dalle verifiche effettuate, constatava che l’IBAN della fattura era stato modificato con coordinate riferibili ad una banca situata a Bangkok (Tailandia).

La denuncia tempestiva e l’immediato intervento della Polizia Postale che ha attivato i canali di cooperazione internazionale dell’INTERPOL, hanno consentito il richiamo del bonifico e l’intero rientro dell’importo pagato dalla vittima.

Il B.E.C., anche noto come Man-in-the-Middle o C.E.O. fraud, è una forma di frode informatica perpetrata mediante l’accesso abusivo alla casella di posta elettronica, solitamente di imprese, che consente all’organizzazione criminale di monitorare il flusso di corrispondenza per porre in essere truffe di grande impatto economico. Tali frodi vengono attuate in due modalità diverse:

– mediante l’interposizione nella corrispondenza tra impresa vittima e controparte commerciale (da cui il nome Man-in-the-Middle), con l’indicazione di un IBAN diverso dove effettuare i pagamenti, che vengono quindi indirizzati su conti correnti controllati dall’organizzazione criminale;

– attraverso la creazione di corrispondenza interna apparentemente originata dal C.E.O. (amministratore delegato) o dal C.F.O. (direttore finanziario), che ordina al dipendente preposto di effettuare un pagamento verso un IBAN che ovviamente sarà nella disponibilità dell’organizzazione criminale.

Il B.E.C. è un fenomeno ampiamente diffuso e di alto impatto economico per le vittime, che inevitabilmente si ripercuote sull’ordinario svolgimento delle attività commerciali.

La Polizia di Stato raccomanda di attuare ogni misura necessaria a tutelare il perimetro di sicurezza informatica delle imprese, per scongiurare accessi abusivi a banche dati e alla casella di posta elettronica, nonché a verificare gli IBAN sospetti prima di procedere ad un pagamento, anche contattando la controparte commerciale attraverso canali differenti.

In caso di patita frode informatica, si raccomanda di denunciare l’accaduto nel più breve tempo possibile alla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, considerando che il richiamo del bonifico è possibile solo entro i giorni di valuta che intercorrono tra la data dell’operazione e la data di disponibilità dell’importo sul conto corrente destinatario.

Cerignola, in fiamme rifiuti nella discarica abusiva sotto sequestro: aria irrespirabile e colonna di fumo nero

Un incendio di vaste dimensione, quasi certamente di origine dolosa, si è sviluppato nella tarda serata di ieri nell’ex azienda Cianci in località strada comunale San Giovanni alle porte di Cerignola ma poco distante da Stornarella, nel Foggiano, dove sono andate distrutte dalle fiamme numerose ecoballe di rifiuti sotto sequestro da tempo.

L’area dell’ex opificio, oggetto negli anni passati di sversamenti illegali di rifiuti, è stata poi posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Sul posto anche il sindaco di Stornarella Massimo Colia che ha seguito le operazioni di spegnimento andate avanti tutta la notte da parte dei vigili del fuoco, impegnati questa mattina nella bonifica del sito.

A dare l’allarme numerosi cittadini che hanno visto le fiamme . Sul posto anche gli ispettori ambientali Civilis con il comandante Giuseppe Marasco che parla di “emergenza ambientale”.