Emanuele perde la testa, sette gatti al buio in condizioni pietose: “Dove sono Comune e animalisti?”

Torniamo ad occuparci della storia di Emanuele e dei gatti che accudisce in via Mayer. Le condizioni in cui vivono al buio e nell’umidità sono pessime.

Ne sono rimasti 7, gli altri sono stati presi, ma la situazione resta drammatica. Emanuele scarica tutta la colpa alle associazioni animaliste, mentre ha promesso di non prendere più altri gatti.

Abbiamo provveduto ad una spesa di 150 euro per dar loro da mangiare, la nostra più che una donazione è una provocazione perché è inaccettabile gestire così una situazione.

Bari senza pace, 23enne straniero accoltellato nella notte in piazza Umberto: caccia all’aggressore

Un’altra aggressione nel cuore della notte in piazza Umberto a Bari. Un giovane libico di 23 anni, che ha precedenti penali, è stato accoltellato e colpito alle spalle nella zona dei bagni pubblici.

La vittima è stata ritrovata riversa a terra con una ferita alla nuca e un’altra alla mano sinistra. Sul posto è intervenuto il 118 con automedica e ambulanza, il giovane è stato trasportato in codice giallo al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Le indagini sono affidate alla Polizia che si è messa sulle tracce dell’aggressore. 

Bari, no ai doppi turni. Risolto il caso dell’Istituto Marconi-Hack: classi e lezioni spostate in via Re David

Le lezioni delle classi dell’Istituto Marconi-Hack sono spostate nell’edificio di via Re David di proprietà della Città Metropolitana e in parte sede dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

“Per rispondere alle esigenze degli studenti e delle famiglie e scongiurare i doppi turni, fonte di disagio, ho chiesto ai nostri dirigenti un impegno organizzativo e finanziario straordinario, anche trasferendo temporaneamente alcuni uffici della Città Metropolitana per rendere disponibili spazi da destinare alla didattica”, ha dichiarato il sindaco della Città Metropolitana di Bari, Vito Leccese, al termine della riunione che si è svolta ieri in Prefettura.

Nei giorni scorsi era scoppiata la polemica dopo la decisione comunicata a studenti e famiglie da parte dell’Istituto, costretto a pianificare l’orario scolastico con doppi turni al mattino e al pomeriggio per l’indisponibilità di aule a causa di alcuni lavori di ristrutturazione che stanno interessando l’edificio scolastico in piazza Carlo Poerio.

Bari, provoca lesioni a due agenti durante manifestazione pro Palestina: 21enne chiede il rito abbreviato

Un 21enne barese, arrestato a giugno in flagranza differita per la presunta aggressione commessa due giorni prima durante un corteo pro-Palestina per aver avvicinato un fumogeno al volto di due poliziotti, ha chiesto ieri di essere processato con il rito abbreviato. L’udienza è fissata per l’11 novembre.

Si tratta del primo destinatario barese del decreto sicurezza che prevede l’arresto e pene fino a 5 anni di reclusione per chi causa lesioni alle forze dell’ordine. Il 21enne, secondo quanto si legge nelle carte, avrebbe prima lanciato un fumogeno acceso ai piedi di uno di uno degli agenti della Digos che scortavano il corteo, poi lo avrebbe raccolto puntandolo al volto di due poliziotti, causando rossore cutaneo ed eritema a guancia e collo (prognosi di 10 giorni) e iperemia congiuntivale al collega (prognosi di tre giorni).

Entrambi i poliziotti furono costretti a recarsi nell’ospedale San Paolo per le cure. Ma non solo, il 21enne avrebbe minacciato i due poliziotti e un altro dirigente. Nel tentativo di colpire quest’ultimo gli avrebbe anche bruciato la giacca.

A manifestazione conclusa, gli investigatori sono riusciti a risalire al 21enne grazie alle immagini del corteo. Il 21enne, incensurato, è stato così arrestato due giorni dopo con le accuse di lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e lancio illegittimo di fumogeno.

Davanti al giudice il 21enne si è difeso, negando l’aggressione ai poliziotti, e 48 ore dopo fu rimesso in libertà perché il gip ritenne che non vi fossero esigenze cautelari tali da confermare la misura.

Bari, la piccola Zaraj morta a 12 anni in sala operatoria: assolto l’ex primario del Pediatrico

La gup di Bari Valeria Isabella Valenzi ha assolto «perché il fatto non sussiste» l’ex primario di Anestesia e rianimazione dell’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’ di Bari, Leonardo Milella, accusato di falso in relazione a una cartella clinica redatta per il caso della 12enne Zaraj Tatiana Coratella Gadaleta. La piccola, di origine colombiana, morì in ospedale il 21 settembre 2017 per una ipertermia maligna subito dopo un intervento di riduzione di una frattura del femore.

Per l’accusa, Milella, che era finito a processo (in abbreviato), nel compilare la cartella clinica della paziente, avrebbe falsamente attestato che il farmaco salvavita Dantrium era stato somministrato alla bimba alle 11.30 del 21 settembre, mentre in realtà (per la Procura) sarebbe stato somministrato alle 13 dello stesso giorno.

Oggi, in Tribunale, lo stesso pm Baldo Pisani ha chiesto l’assoluzione di Milella «per non aver commesso il fatto», mentre l’avvocato del medico, Angelo Loizzi, ne ha chiesto l’assoluzione con formula piena, come poi deciso dalla gup.

Lo scorso 28 marzo, Milella era stato assolto «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di omicidio colposo in relazione alla morte della 12enne. Al primario, intervenuto ad operazione chirurgica conclusa, la pubblica accusa contestava di aver erroneamente diagnosticato una «tromboembolia polmonare» e “ritardato» di altre tre ore «la somministrazione del farmaco salvavita».

Nella vicenda era inizialmente coimputato anche l’anestesista Vito De Renzo, che ebbe in cura la 12enne prima dell’arrivo di Milella e che ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi. Inizialmente si era costituito parte civile anche il padre della bimba che oggi ha revocato la sua richiesta.

SSC Bari, Di Cesare e Magalini sul mercato: “Era finito un ciclo ossatura ricostruita. Questo è l’anno della rinascita”

Si sa, allo scadere dell’ultimo rintocco del calciomercato arriva il tempo dei bilanci. In casa Bari tante le novità proposte al tecnico biancorosso, Fabio Caserta, e qualche addio malinconico. Ai saluti Maita e Benali, pilastri del centrocampo degli ultimi anni. In arrivo sostituti di spessore come Verreth, Braunoder, Pagano ma non solo. Anche altri reparti sono stati rafforzati in vista della continuazione della nuova stagione. Dopo essere stati gli artefici di una rivoluzione tattica, tornano a parlare i due direttori sportivi, Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare: “Il cambiamento? Il nostro obiettivo. Era finito un ciclo – ha esordito Magalini- siamo molto soddisfatti del lavoro fatto. Ora è tempo di guardare il campo. A Bari abbiamo portato giocatori idonei al progetto del tecnico ed entusiasti”.

Voce alle prestazioni, reali metri di giudizio dell’operato svolto. Il Bari, reduce da un pareggio ed una sconfitta,  deve macinare punti per acquisire maggiore sicurezza nelle proprie possibilità. In queste settimane lo stop dal campionato di Serie B a causa della qualificazione al campionato mondiale della Nazionale Italiana: “Noi siamo convinti di poter fare un’annata importante – ha continuato Magalini – ma oltre alle parole servono le dimostrazioni. Di una cosa sono certo, dobbiamo arrivare ai playoff e non replicare la passata stagione”.

Onestà intellettuale circa il budget messo a disposizione, medesimo dello scorso anno, con l’ammissione che senza il fallimento del Brescia molte trattative non sarebbero probabilmente mai nate. Focus su alcuni ex della scorsa stagione, come Favilli e Mantovani: “Auguriamo a tutti buona fortuna. Il mancato ritorno di Mantovani dipende da una motivazione tecnica, quello di Favilli dal mancato accordo circa le cifre”. Mistero ancora irrisolto circa il Dorval-gate conclusosi ipoteticamente con una mancata intesa tra Rubin Kazan e lo stesso giocatore.

Parole di ammirazione e supporto sia su Gaetano Castrovilli che su Matthias Verreth. Circa la nascita di un leader, Magalini ha asserito che: ” Ci auguriamo possa emergerne più di uno e che siano in tanti. Come ha sostenuto Castrovilli,  il leader su tutti è sempre mister Caserta”. 

Ad esprimersi non solo il direttore sportivo biancorosso ma anche il suo vice Valerio Di Cesare. Anche in questa circostanza tante le tematiche affrontate. Dall’addio di Maita e Benali, ex compagni di squadra di Di Cesare alla permanenza del capitano Francesco Vicari: “Non posso far altro che ringraziare i miei due vecchi compagni di squadra. Salutarli non è stato semplice per me. Quest’anno erano tutti in discussione ed il mister ha valutato le varie situazioni. Circa Vicari, non ha performato lo scorso anno ma può capitare”.

L’obiettivo primario era quello di ricreare un’ossatura portando giocatori di proprietà: “Questo è il vero anno della rinascita – ha dichiarato Di Cesare – Noi abbiamo cambiato con coraggio”. Oltre alla questione squadra e campo un altro compito. Sia mister Caserta che i due DS hanno mostrato particolare attenzione verso il coinvolgimento della città in quello che sarà il nuovo percorso del Bari: ” Vogliamo riportare la gente allo stadio con i risultati, mettendo in campo sacrificio e mentalità”.

 

Foto: SSC Bari

 

Bari a ferro e fuoco, operazione ad Alto Impatto nelle piazze e in centro: il report. Un georgiano espulso

Nella giornata di ieri sono stati effettuati servizi straordinari di controllo del territorio, nelle fasce orarie pomeridiane e serali, concentrati principalmente in piazza Aldo Moro, piazza Umberto e piazza C. Battisti, aree di maggiore aggregazione del centro cittadino.

Durante le operazioni, sono state identificate complessivamente 222 persone, di cui 120 straniere e 78 con precedenti di polizia. Sono stati istituiti 7 posti di controllo, con la verifica di 30 veicoli; elevate due sanzioni per inosservanza a norme del Codice della Strada ed effettuato un sequestro amministrativo. Sottoposti a controllo tre esercizi pubblici, uno dei quali sanzionato amministrativamente.

Relativamente al fenomeno di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, sono state effettuate due perquisizioni che, tuttavia, hanno dato esito negativo. Segnalazione amministrativa per uso personale nei confronti di un uomo trovato in possesso di 3,9 grammi di marijuana.

Particolare attenzione è stata rivolta alla verifica delle posizioni di cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. Quattro cittadini extracomunitari sono stati accompagnati in Questura per approfondimenti, due senegalesi sono stati invitati a presentarsi presso l’Ufficio Immigrazione ai sensi dell’art. 15 T.U.L.P.S. Un cittadino georgiano, risultato irregolare, è stato accompagnato presso il C.P.R. di Bari, in attesa di espulsione, mentre un cittadino gambiano, inottemperante a provvedimento di espulsione, è stato denunciato in stato di libertà e colpito da ordine di allontanamento. La Polizia Ferroviaria ha tratto in arresto 5 minori stranieri che avrebbero rapinato il telefono ad un connazionale, minacciandolo con un coltello.

L’attività straordinaria di controllo nelle piazze centrali di Bari si inserisce in una specifica progettualità, predisposta a seguito di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi in Prefettura e successivo “tavolo tecnico” tenutosi in Questura, finalizzato alla prevenzione dei reati e al contrasto di situazioni di degrado urbano, con particolare attenzione alle aree maggiormente frequentate da cittadini, studenti e turisti.

Spaccio, armi e parcheggiatori abusivi: emessi 5 divieti di accesso urbano nelle piazze centrali di Bari

Il Questore di Bari ha emesso cinque D.A.C.U.R., provvedimenti di divieto di accesso nelle aree urbane. Un provvedimento è stato disposto nei confronti di un cittadino straniero, con divieto di accesso per tre anni presso la Facoltà di Giurisprudenza in Piazza Cesare Battisti e nelle aree limitrofe. L’uomo, in occasione di un controllo, era stato denunciato perché trovato in possesso di sostanze stupefacenti e per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.

Tre provvedimenti sono stati emessi nei confronti di altrettanti cittadini stranieri, con divieto di accesso per la durata di un anno presso un esercizio commerciale ubicato in centro città e nelle immediate vicinanze dello stesso. Le tre persone erano state denunciate per aver partecipato a una violenta rissa, avvenuta nella notte del 30 agosto scorso.

Un provvedimento è stato disposto nei confronti di un cittadino straniero, con divieto di accesso per la durata di un anno in Piazza Libertà e nelle aree adiacenti, per aver più volte esercitato abusivamente l’attività di guardiamacchine.

L’attività rientra nell’ambito delle misure di prevenzione disposte dalla Questura di Bari al fine di garantire maggiore sicurezza nei luoghi di aggregazione e contrastare episodi di illegalità diffusa.

Bari a ferro e fuoco, controlli serrati nelle piazze del degrado: “spariti” pusher e delinquenti

Da piazza Moro a piazza Umberto, una passeggiata ad “alto impatto”. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’assenza sul posto di pusher e delinquenti, a causa della presenza massiccia delle Forze dell’Ordine nei punti più critici della città. Un segnale importante da parte delle Istituzioni dopo i recenti episodi di cronaca che hanno riacceso i riflettori sul problema della sicurezza a Bari.

Bari, oggi l’82esimo anniversario della difesa del Porto: “Una delle tappe più significative della Resistenza”

Questa mattina la Città di Bari, l’ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia), l’IPSAIC (Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea), l’ANNPIA (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti) Bari, la CGIL Camera del Lavoro di Bari, il Coordinamento Antifascista e l’ARCI Bari hanno celebrato l’82° anniversario della difesa del porto dall’attacco delle truppe naziste.

Il 9 settembre del 1943, infatti, la nostra città contribuì in maniera determinante alla lotta di Liberazione nazionale: un gruppo di civili – composto da donne, uomini, persino ragazzi, tra cui l’allora quattordicenne Michele Romito – si affiancarono spontaneamente alle truppe del generale Nicola Bellomo e difesero con coraggio la città vecchia e il porto da un attacco dell’esercito nazista, proteggendo così un presidio strategico per gli esiti della seconda Guerra mondiale.

La cerimonia, alla quale sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, la sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio, il prefetto di Bari Francesco Russo e Nicola Colaianni in rappresentanza dell’Anpi Bari, si è tenuta presso il Palazzo della vecchia Dogana nel porto con i saluti delle autorità e la deposizione di una corona d’alloro.

“Ringrazio le autorità civili e militari, i cittadini e gli amici dell’Anpi, che ogni anno ci accompagna in questo percorso di recupero della memoria storica e dell’impegno della città di Bari in merito al contributo offerto nella lotta di Liberazione nazionale contro il nazifascismo – ha dichiarato Vito Leccese -. Il 9 settembre del ‘43 è una delle tappe più significative della Resistenza, dopo quella del 28 luglio in via Niccolò dell’Arca. Proprio il giorno dopo l’annuncio dell’armistizio, il porto, un’infrastruttura strategica importantissima, fu difeso dall’attacco nazista grazie al generale Bellomo, a un gruppo di ragazzini di Bari vecchia, a una parte dell’esercito che aveva fatto una scelta di campo e alla Polizia municipale dell’epoca. Un risultato straordinario ottenuto grazie all’impresa di questi cittadini che, animati da spirito antifascista, si mossero per difendere strenuamente il porto di Bari. Potrebbe sembrare un episodio come tanti ma, in realtà, fu determinante nell’intero processo di Liberazione nazionale: senza quella vicenda, la Resistenza avrebbe incontrato certamente qualche difficoltà in più rispetto all’epilogo del 25 aprile. Per questo voglio ringraziare ancora una volta Michele Mancini, l’ultimo dei protagonisti viventi tra quei coraggiosi ragazzi della città vecchia, che anche oggi ci accompagna nel ricordo di quell’evento nato in modo spontaneo. Voglio ringraziarlo anche per aver scritto al presidente della Repubblica affinché vi sia un riconoscimento formale per quella gloriosa giornata, durante la quale fu difeso anche il palazzo delle Poste, altra infrastruttura nevralgica. Sono tutti episodi che danno il senso di quanto la comunità barese, la città di Bari abbia contribuito alla Resistenza, ben oltre il lavoro portato avanti dagli intellettuali che, sempre qui, si raccolsero attorno alla casa editrice Laterza. Il 9 settembre del ‘43 resterà per sempre impresso nella nostra memoria grazie a quel moto spontaneo del popolo, a quella presa di posizione forte da parte di quanti avevano a cuore la democrazia e la libertà”.

A seguire, alla presenza dell’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone, le celebrazioni sono proseguite sulla muraglia, in largo Maurogiovanni, dov’è installata la pietra d’inciampo che ricorda il contributo del giovanissimo Michele Romito e dei cittadini di Bari vecchia, nonché dei militari guidati dal generale Bellomo, alla lotta di Liberazione.

Inoltre, a cura dell’ANPI e dello SPI (CGIL Pensionati), nel Palazzo ex Poste, si è tenuto un omaggio alla resistenza dei postelegrafonici e a Pietro Stallone, dirigente sindacale, cui ha partecipato l’assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola.