Follia a Bari, taglia la strada all’auto e scoppia la lite: uomo picchia il conducente e la figlia epilettica

Follia a Bari dove padre e figlia sono stati picchiati con calci e pugni da un uomo in via della Costituente, nei pressi di Parco 2 Giugno. Secondo quanto ricostruito, tutto avrebbe avuto origine a causa di una lite stradale.

La vittima si sarebbe lamentata del comportamento dell’altro automobilista, colpevole di aver tagliato più volte la strada, scatenando una violenta reazione. L’uomo è sceso dall’auto e ha aggredito il 62enne con calci e pugni, prima di avventarsi anche sulla figlia 29enne che soffre di epilessia.

L’aggressore ha fatto perdere le tracce, ma sono state avviate subito le indagini per risalire alla sua identità. Le due vittime si sono recate all’ospedale di Venere. Al momento non è stata presentata una denuncia.

Al Comune esposta la Mitropa Cup vinta dal Bari contro il Genoa nel 1990: “Il passato per un futuro di traguardi”

È stata esposta nel pomeriggio, nella sala Massari di Palazzo di Città, la Mitropa Cup, la coppa vinta il 21 maggio del 1990 dalla società di calcio del Bari. Si tratta del trofeo legato alla più antica competizione calcistica europea per squadre di club, disputata per l’ultima volta nel 1992.

La coppa, quindi, è tornata a Bari dopo 35 anni dalla vittoria in finale dei biancorossi sulla squadra del Genoa, grazie alla disponibilità della società di calcio bosniaca della F.K. Borac Banja Luka, che per ultima ha vinto il trofeo nel 1992, e all’intermediazione di Casa Bari, store di abbigliamento, accessori e cimeli storici della squadra di calcio cittadina.

Per l’occasione sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, la presidente della Commissione permanente per le Pari opportunità Angela Perna, che ha promosso l’iniziativa a Palazzo di Città, l’assessore Pietro Petruzzelli, Gianni Morisco e Gigi Franco di Casa Bari, il direttore generale della F.K. Borac Banja Luka Dejan Čato e il capitano della squadra vincitrice della competizione del ‘92 Stojan Malbasic.

“È emozionante rivedere qui, a Bari, un trofeo così importante che proiettò la nostra squadra di calcio sul palcoscenico internazionale – ha dichiarato Vito Leccese -. Quella vittoria fu una grande festa per l’intera città, che si strinse con gioia e attaccamento attorno ai propri idoli. Quindi inevitabilmente tornano alla mente ricordi bellissimi ed emozioni incancellabili. Come mi capita spesso di ripetere, mi auguro che il passato possa tornare a ispirare la squadra e a tracciare un percorso sportivo ricco di soddisfazioni e di altri traguardi”.

Il sindaco, infine, ha consegnato ai rappresentanti della F.K. Borac Banja Luka una targa dell’amministrazione comunale per ringraziarli a nome della città.

Crac Immoberdan, Giacomo Olivieri imputato a Bari: l’ex consigliere regionale lascia i domiciliari ma non parla

Giacomo Olivieri è tornato in Tribunale a Bari nell’ambito dell’inchiesta per il crac Immoberdan. L’ex consigliere regionale, imputato, doveva essere ascoltato come testimone e i giudici hanno concesso l’autorizzazione per lasciare temporaneamente gli arresti domiciliari a Lecce.

L’esame di Olivieri però è stato rinviato al prossimo 15 ottobre. L’inchiesta ruota attorno al crac della società che doveva costruire una grossa lottizzazione tra Japigia e il centro di Bari.

L’inchiesta si è chiusa nel 2021 e ha valorizzato le relzioni depositati dai curatori fallimentari della Immoberdan (Antonello Tarantino e Vittorio d’Ecclesiis, quest’ultimo deceduto) e del gruppo Nitti (Virginia Patruno e Daniele Anzelmo), il cui legale rappresentante, il geometra Nicola Nitti, ha preferito patteggiare due anni con pena sospesa e non menzione.

L’accusa ritiene che l’imprenditore a capo dell’Immoberdan abbia svuotato il patrimonio con una serie di atti dissipativi, come ad esempio la maxi consulenza pagata tra il 2013 e il 2015 a Olivieri dal valore di 2.7 milioni. Il legale, secondo la Procura, si sarebbe limitato solo a occuparsi dell’acquisizione della società da parte del gruppo Nitti.

Polizia Locale Bari, caos sull’armamento del personale. Sindacati all’attacco: “Previsto solo per la notte è intollerabile”

“Le scriventi Organizzazioni Sindacali intendono nuovamente sottoporre all’attenzione degli Organi in indirizzo la questione, ormai non più rinviabile, relativa alla normativa sull’armamento del personale appartenente alla Polizia Locale di Bari. Negli ultimi tempi, anche a seguito di comunicazioni pervenute al personale attraverso canali non ufficiali, la gestione di tale materia ha assunto contorni paradossali, al limite del grottesco”.

Inizia così il comunicato congiunto di CISL FP Bari, UILFPL, CSA e S.U.L.P.L. “Tali modalità operative inducono a ritenere che i vertici della Ripartizione siano caduti in uno stato di confusione profonda, che rischia di compromettere la certezza normativa e organizzativa necessaria per un servizio tanto delicato – si legge nella nota -. Da tempo chiediamo l’istituzione di un tavolo di confronto, convinti che una tematica di tale rilevanza non possa essere affrontata con continui tentennamenti né, peggio ancora, con modifiche repentine e non coordinate delle disposizioni, spesso comunicate al personale in modo non uniforme”.

“È noto come nel Comune di Bari non sia mai stato adottato un Regolamento o una Delibera di Giunta che dichiari formalmente armato il Corpo di Polizia Locale. Manca inoltre un’armeria conforme e un’organizzazione strutturata idonea a supportare tale assetto operativo. Nonostante ciò, si tende a scaricare sui soli dipendenti le evidenti carenze e disfunzioni strutturali della Ripartizione – aggiungo i sindacati -. Eppure la normativa vigente – nello specifico, l’art. 20, comma 2, del D.M. n. 145/1987 – è chiara nel definire che, in assenza di specifiche disposizioni circa i servizi da svolgersi armati, questi si intendano riferiti di diritto ai servizi esterni di vigilanza, nonché a quelli di vigilanza e protezione della casa comunale, dell’armeria del Corpo, ai servizi notturni e di pronto intervento. Appare dunque inspiegabile come mai le recenti comunicazioni indirizzate al personale facciano riferimento esclusivamente al servizio notturno, omettendo ogni menzione alle altre fattispecie indicate dalla normativa”.

“Tale scelta appare come l’ennesima manifestazione di quella gestione differenziata e contraddittoria che da tempo denunciamo: da un lato, alcuni operatori sono di fatto esclusi dalla possibilità di svolgere servizi serali e notturni; dall’altro, si consente, solo per fare un esempio, lo svolgimento di servizi di vigilanza alla casa comunale o per un semplice turno antimeridiano e pomeridiano senza l’utilizzo dell’arma, in palese contrasto con quanto previsto dalla legge. È bene precisare che il cuore del problema non è solo la perdita economica per i dipendenti esclusi da tali servizi – elemento comunque rilevante in un contesto sociale ed economico difficile – ma soprattutto la sistematica violazione delle normative vigenti, colpevolmente ignorate da anni – aggiungono -. È risaputo, ad esempio, che molti operatori svolgono regolarmente servizi notturni pur non essendo armati”.

“Perché solo oggi si solleva il problema? E perché limitatamente ai soli turni notturni, ignorando le altre attività previste dalla norma? Si tratta di interrogativi legittimi, che esigono risposte chiare e tempestive. Essi rappresentano solo la punta di un iceberg, ovvero di una questione ben più ampia e complessa, che non può essere gestita con approssimazione e disorganizzazione – concludono -. Proprio per queste ragioni, nelle recenti assemblee è emersa, come forma di protesta, la proposta della riconsegna collettiva delle armi. Qualora la situazione attuale dovesse perdurare, le scriventi Organizzazioni Sindacali si impegneranno a sostenere e promuovere tale iniziativa. Alla luce di quanto sopra esposto, si ribadisce con forza la richiesta di una convocazione urgente e monotematica, al fine di fare finalmente chiarezza e ristabilire, per tutti, regole certe e condivise su un tema così cruciale per la sicurezza pubblica e la dignità del personale”.

Bari, in piedi sulla sella e acrobazie spericolate in centro: giovane genio barese si sputtana sui social

Un profilo Instagram riempito di video che immortalano acrobazie spericolate su moto e scooter per le strade di Bari. Alcune anche a poca distanza da passanti e altri mezzi.

Il nuovo genio barese è giovanissimo e a quanto pare, oltre ad essere un esibizionista, vuole far parlare di sé nel miglior modo possibile: autodenunciandosi.

Uno degli ultimi video, girato in corso Vittorio Emanuele, lo vede protagonista mentre impenna e si mette in piedi su una sella. Se c’è qualcuno che si complimenta con lui (i suoi followers), tanti altri puntano il dito.

E c’è chi fa notare come la targa sia ben visibile, con tanto di menzione e tag alla Polizia Locale di Bari. In altri video, lo stesso protagonista, è immortalato sul ponte di viale Unita d’Italia mentre impenna davanti ad altre auto. In un’altra occasione il giovane impenna la sua moto mentre utilizza il telefonino.

Dissalatore a Bari contro l’emergenza idrica: Consiglio comunale approva risoluzione

Il consiglio comunale di Bari ha impegnato il Sindaco a realizzare in accordo con AQP e AIP uno studio di fattibilità per la realizzazione a Bari di un impianto di dissalazione a servizio della Città.

Si tratta della prima tappa di un lungo percorso che comincia oggi e che è finalizzato a rendere i Baresi più sicuri e più autonomi rispetto alle emergenze idriche che si rincorrono soprattutto al Sud e in Puglia.

L’acqua è un elemento essenziale per il benessere e la ricchezza di una comunità, per cui (nel 2025) non si può essere dipendenti dalle piogge o dalle acque che arrivano da altre regioni, non avendo la Puglia proprie fonti per gli approvvigionamenti idrici.

Esistono ormai tecnologie e infrastrutture collaudatissime per rendere autosufficienti le Città che si affacciano sul mare e che consentono di dissalare l’acqua marina rendendola idonea a usi potabili, come dimostra la Spagna che ha investito e puntato moltissimo sui dissalatori per mettere in sicurezza le propre Città.

“Siamo estremamente soddisfatti” -ha dichiarato il consigliere Giuseppe Carrieri proponente la risoluzione sui dissalatori- “del voto unanime e convinto del Consiglio Comunale di Bari sulla nostra proposta. Ora seguiremo le iniziative che il Sindaco porterà avanti con Acquedotto Pugliese per concretizzare al più presto l’indirizzo politico che abbiamo voluto dare. Dopo l’impegno a costituire comunità energetiche a Bari per consentire alla Città e ai Baresi di essere autosufficienti dal punto di vista energetico, oggi mettiamo in sicurezza i Cittadini impegnando il Sindaco a far realizzare dissalatori a Bari. Una infrastruttura urbana essenziale per le Città moderne prive di autonome fonti idriche, che affrancherà i Baresi dalle dipendenze esterne e che assicurerà ai Baresi benessere, essendo la risorsa idrica (insieme a quella energetica) essenziale per la vita delle persone e per la sussistenza delle imprese. Il nostro impegno futuro, sarà quello di velocizzare l’iter amministrativo, in modo da poter veder realizzate entro il termine del mandato consiliare (2029) sia le comunità energetiche e sia i dissalatori nella nostra Città. Per consentire a Bari e ai Baresi di essere più sicuri, più autonomi e più autosufficienti”

Bari, il 18 maggio torna la Race for the Cure: esami diagnostici e screening gratuiti per le donne

Una passeggiata non competitiva di due chilometri, una gara podistica, anche questa non competitiva, di cinque chilometri e infine una gara agonistica di dieci. Sono i tre percorsi della 19esima edizione della Race for the Cure di Bari, che partirà domenica 18 maggio dalla centrale piazza Libertà.

La presentazione è avvenuta stamattina nella sede del Comune alla presenza, fra gli altri, del fondatore della Susan G. Komen Italia, Riccardo Masetti, della presidente del comitato Puglia della Susan G. Komen Italia, Linda Catucci, del sindaco Vito leccese e dell’assessora regionale all’Ambiente, Serena Triggiani.

La tre giorni dedicata a sport e salute comincerà ufficialmente venerdì 16 quando, alle 15, sarà inaugurato il Villaggio della salute con due ospiti d’eccezione: il procuratore di Bari, Roberto Rossi, e la presidente della fondazione Johnson&Johnson, Barbara Saba.

All’interno del Villaggio saranno eseguiti esami diagnostici gratuiti e screening per le principali patologie femminili, in particolare in favore delle persone che vivono in condizioni di fragilità sociale o economica.

Saranno inoltre a disposizione informazioni e consulenze per programmi screening diagnosi precoce dei tumori, per la presa in carico dei pazienti e relativamente alle attività delle breast unit.

Il villaggio sarà aperto anche sabato (dalle 9 alle 20) e domenica, fino al termine della Race. Cuore pulsante, come sempre, l’area dedicata alle donne in rosa con trattamenti di benessere e makeup, e l’area per i più piccoli.

Violazioni al Codice della Strada, furti, merce confiscata, droni e commercianti irregolari: il bilancio di San Nicola

La Polizia Locale ha reso noto noto il report delle attività svolte durante le celebrazioni nicolaiane, svoltesi a Bari dal 7 al 10 maggio scorsi. Nelle quattro giornate dedicate a San Nicola, la Polizia Locale ha assicurato 1785 turni lavorativi, con altrettante unità impegnate nei diversi servizi sul territorio: viabilità, servizi specialistici di Polizia giudiziaria e di Polizia commerciale, logistica, organizzazione e presidio degli eventi.

Nel corso delle quattro giornate, è stato sequestrato un drone sorpreso a sorvolare le aree interdette dall’Enac, in occasione del passaggio delle Frecce Tricolori. Due, invece, sono state le persone denunciate per reati contro il patrimonio (nello specifico, per furti di telefoni cellulari).

Per quanto riguarda le sanzioni elevate per violazioni al Codice della Strada, la Polizia Locale segnala di avere accertato 42 attraversamenti di intersezioni semaforiche con luce rossa, 15 sono state le contestazioni per la sosta in aree riservate ai veicoli al servizio di disabili, 11 per uso del cellulare alla guida e 12 per mancato uso della cintura di sicurezza.

Le attività degli agenti, poi, si sono concentrate sulla regolarità delle attività commerciali: due sono stati i verbali contestati per occupazione di suolo pubblico superiore rispetto a quanto autorizzato (anche a carico di operatori commerciali posizionati sui posteggi dell’area destinata alla Fiera di San Nicola sul lungomare Imperatore Augusto), un verbale per commercio su area pubblica è stato contestato a un operatore privo di delega (con conseguente sanzione pari a mille euro), un verbale per commercio su area pubblica in assenza di qualsiasi autorizzazione o Scia, con contestuale sequestro della merce in vendita e sanzione pari a 5mila euro.

Infine gli agenti, coordinati dal comandante Michele Palumbo, sono stati impegnati in nove sequestri amministrativi eseguiti su area pubblica, per un totale di 610 pezzi e giocattoli (tra cui giocattoli privi di marchio CE conforme), 170 lattine di birra e bevande, oltre 300 oggetti vari (collane, palloncini, ombrelli, occhiali). La merce sottoposta a sequestro, dopo la confisca sarà regolarmente distrutta o, se idonea alla donazione, devoluta ad associazioni di volontariato.

“Ringrazio la Polizia Locale per l’impegno e la professionalità, garantiti da tutto il personale per più di 10mila 700 ore di servizio prestate nei quattro giorni dedicati al nostro San Nicola – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana e alla Protezione civile Carla Palone -. Come ogni anno, i nostri agenti sono stati per strada, giorno e notte, a tutela e supporto delle migliaia di persone che hanno raggiunto Bari per festeggiare e celebrare il nostro santo patrono insieme, in serenità e sicurezza”.

Bari, pizzo alle bancarelle abusive dei botti di Natale al Libertà: chieste 3 condanne. Tra loro Ivan Caldarola – NOMI

La Dda di Bari ha chiesto tre condanne per altrettanti affiliati del clan Strisciuglio, in merito all’inchiesta sul pizzo per le bancarelle abusive di fuochi d’artificio allestite nel quartiere Libertà in occasione del Natale nel 2018. Dopo un no ricevuto da parte di uno dei venditori, fu sparato un colpo contro la saracinesca del suo locale la notte del 24 dicembre.

Tra loro c’è anche Ivan Caldarola, figlio del boss Lorenzo, per il quale è stata chiesta una condanna di 10 anni. Per Antonio Raggi, 25enne detto Tonino il Biondo, sono stati chiesti 6 anni e 7 mesi. Per Saverio De Santis, 36enne chiamato Gigione, invece 4 anni e 8 mesi.

I tre avrebbero chiesto tra i 100 e i 300 euro per bancarella. A due venditori, in particolare, sarebbero stati chiesti 4000 euro, più altri mille in fuochi, necessari per mantenere in carcere amici e parenti.

Ma ci sarebbero state anche le intimidazioni in stile mafioso, come i colpi sparati in aria per intimorire la popolazione e imporre la propria presenza sul territorio, oltre che per spaventare uno spacciatore che avrebbe iniziato a vendere droga nel quartiere senza autorizzazione del clan Strisciuglio. E si sarebbero aggirati armati per difendersi o per essere pronti a colpire in caso di agguati del clan Palermiti, con cui era in corso una guerra per il controllo dello spaccio nel quartiere Madonnella.

Nel processo il Comune di Bari e la Regione Puglia si sono costituiti parti civili chiedendo rispettivamente 100mila euro e 35mila euro come risarcimento danni. Si tornerà in aula il 22 settembre.

Bari, il sindaco Leccese fa dietrofront: “Usato toni perentori contro i giovani. La movida mi piace ma serve rispetto”

“Qualche giorno fa ho scritto un post su quello che è successo nel quartiere Umbertino nelle notti del 7 e dell’8 maggio. L’ho scritto di getto e ammetto di aver usato un tono troppo perentorio. Leggendo le reazioni a quel post capisco l’amarezza e la rabbia di chi si è sentito colpito dalle mie parole. Non era mia intenzione puntare il dito contro i giovani che cantano, ballano o si divertono”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo il precedente sfogo e le reazioni scaturite negli ultimi giorni per quanto accaduto all’Umbertino in occasione della festa di San Nicola.

“A noi, a me, la cosiddetta “movida” piace. Sia perché sono stato un ragazzo anch’io e so quanto possa essere bello passare una serata insieme agli amici per strada, sia perché, da sindaco, non posso che augurarmi che la città sia sempre più un luogo vivo, di aggregazione, di socialità, di condivisione.
Però, accanto all’entusiasmo di tanti ragazzi che si divertivano, quella sera è successa un’altra cosa. È stata convocata via social una vera e propria festa, con tanto di cassa acustica piazzata sul tetto di un’auto privata, che mandava musica a tutto volume, fino alle prime ore del mattino, nel bel mezzo di palazzi dove centinaia di persone provavano a dormire – si legge -. Questa non è movida. Ho scritto quelle cose, con un tono, lo ripeto, troppo perentorio, perché spinto da una grande preoccupazione: per i ragazzi, per gli esercenti, per i residenti. Perché da una situazione come quella, tutti sono danneggiati”.

“La festa in un luogo non idoneo, con musica a tutto volume fino alle 4 di notte, mi ha messo spalle al muro, costringendomi a pensare di ritornare alle ordinanze e ai divieti che, sinceramente, non vorrei più emanare – continua Leccese -. Tra i tantissimi commenti, ho letto alcune accuse francamente ingenerose. Si dice che non lavoriamo per creare spazi di aggregazione, quando questa amministrazione e le precedenti hanno aperto parco Rossani, parco Maugeri, il parco per tutti. E stiamo lavorando per aprire il lungomare di Santo Spirito, il parco della ex Fibronit, il parco Costa Sud, che sarà il più grande parco pubblico sul mare della Regione. Non bastano, lo so, ma continueremo su questa strada e ne cercheremo di nuovi. Allo stesso modo siamo stati accusati di aver rilasciato troppe licenze per bar, locali, paninoteche. Ebbene chi lo dice forse non sa che dal 1998 una legge dello Stato ha abolito le licenze, e dunque il Comune non può impedire a nessuno di aprire un locale o decidere dove farlo aprire. Ma proviamo tutti a lasciarci alle spalle le polemiche e pensiamo al futuro.

“Che fare adesso? La mia risposta è una sola: proseguire con il percorso di partecipazione sulle politiche della notte – conclude Leccese -. Continuare a sedersi intorno a un tavolo per guardarci in faccia e lavorare insieme a nuove soluzioni. Abbiamo analizzato le proposte fatte durante gli incontri delle scorse settimane e abbiamo immaginato una serie di attività che vogliamo condividere con le Associazioni giovanili, gli esercenti e i residenti, come abbiamo sempre fatto. Nei prossimi giorni lanceremo l’appuntamento e spero partecipiate in tanti. Non voglio tornare alle ordinanze, non voglio divieti, non voglio interventi della forza pubblica. Voglio che Bari rimanga una città viva, accogliente, allegra, nel rispetto dei diritti di tutti”.