Natale, il consiglio di Leccese: “Ai bimbi regaliamo giochi di società non armi giocattolo come pistole o fucili”

“In vista del Natale invito i genitori a non regalare armi giocattolo ai bambini, come pistole, fucili o stelle da sceriffo, ma giochi di società perché anche giocando si può fare comunità”.

Lo ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese, durante il suo discorso in apertura degli stati generali dell’infanzia Zerosei. “La generazione da zero a sei anni – ha aggiunto – è titolare di diritti e noi dobbiamo dare risposte a questi cittadini”.

“La pace – ha concluso – è uno sforzo che dobbiamo fare ogni giorno, costruendola con le nostre azioni e con la creazione di rapporti ispirati al rispetto reciproco”.

Bari, stazione di ricarica dei bus elettrici di via Mitolo. Arriva lo stop dell’Anac al Comune: “L’appalto è illegittimo”

L’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) ha bloccato i lavori da 12 milioni di euro finanziati dal Pnrr per la realizzazione della stazione di ricarica dei bus elettrici prevista in via Mitolo, a ridosso del quartiere Poggiofranco, dopo un esposto presentato.

È stato chiesto al Comune di Bari di annullare entro 30 giorni tutti gli atti del procedimento perché ci sarebbe “gravi vizi di illegittimità”. Secondo l’Anac l’appalto è stato avviato senza aver adottato il relativo progetto.

“Non appare chiaro in che modo sia stata determinata la quantificazione delle lavorazioni richieste e l’assenza della progettazione produce l’effetto di rendere incerta se non impossibile la determinazione dell’offerta”, si legge nelle carte.

L’appalto è stato aggiudicato dal raggruppamento temporaneo composto dalle imprese Eurosistemi, Ap Costruzioni e Didaco. Il gruppo vincitore ha proposto un ribasso del 25,71% sui lavori e dell’80,01% su progettazione esecutiva e coordinamento della sicurezza, sensibilmente più alti rispetto a quelli degli altri operatori.

Ci sarebbero poi diverse anomalie emerse nella gara d’appalto, anche se che l’amministrazione comunale ritiene corretta la formulazione dell’offerta in sede di appalto.

Bari, il dramma di Antonia: “Mio figlio di 14 anni come Lea. Morto dopo un’ora e mezza in sala rossa”

“Dopo aver ascoltato la storia di Lea, la donna morta al Policlinico, non posso restare in silenzio. Mio figlio Domenico di anni 14, sanissimo e atleta di basket a livello agonistico, super controllato, il 2 gennaio si è svegliato con un forte dolore alla schiena. L’ho portato in ospedale all’ora di pranzo. Era un leone in gabbia nonostante i farmaci che il medico curante mi diceva di dargli. Non poteva sedersi, sdraiarsi e andava avanti e indietro”.

Inizia così il racconto inviato in redazione da una mamma. “Arrivo in ospedale al San Paolo urlando anche se lui era cosciente e parlava, io avevo capito che quei dolori lancinanti fossero qualcosa di brutto – spiega -. Lo fanno entrare, gli fanno il prelievo, l’ecocardiogramma e lui nel frattempo sviene. Chiamano la cardiologa che inizia a visitarlo e guardando lo schermo dice che non è nulla, solo una piccola pericardite e un piccolo versamento pleurico”.

“Domenico continua a lamentarsi, il dolore alla schiena era sparito ma era il petto a fargli male – continua -. La cardiologa lo tranquillizza: ‘Non è nulla Domenico ora ti passa’. Questo per un’ora e mezza, dopodiché Domenico non risponde più, non parla più. Decidono di fargli questa benedetta tac, ma è tardi. Domenico va in arresto cardiaco, esce una dottoressa e mi parla di una sospetta dissezione aortica e che va trasferito. Mio figlio stava morendo e, quando gli hanno fatto la tac, era ormai tardi”.

“Domenico è morto alle 16.30 al Policlinico, quando siamo arrivati non c’era nessuno ad attenderci, non si sapeva dove fosse la sala operatoria, ho dovuto urlare con il vigilante, ci hanno dato indicazioni sbagliate, i medici mentre rianimavano Domenico andavano da una parte all’altra per capire a che piano andare – conclude -. Arriviamo in sala operatoria, dopo un po’ arriva un medico e ci dice che avrebbe dovuto operarlo, ma quando è entrato in sala ha accertato solo la morte del mio bambino. Domenico non ha aspettato sei ore in pronto soccorso, ma è stato un ora e mezza in sala rossa in attesa di una tac che è arrivata troppo tardi. La nostra sanità è da incubo”.

Attenzione a Perrone, chiusa “La Perla Pink”. Il pacco di Natale: “Nuova gestione dall’8 gennaio”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima su cui da alcune settimane abbiamo acceso i nostri riflettori dopo la segnalazioni di alcuni clienti circa trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si è allargata con il passare dei giorni.

Dopo avervi parlato della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, della storia di Pierpaolo Progida, di Cinzia e dell’ex receptionist, dopo avervi mostrato le immagini del nostro secondo epico incontro con Perrone, con tanto di sceneggiata e dell’interpretazione da Oscar al telefono, abbiamo iniziato anche a raccontare quello che si nasconde dietro il mondo della Perla Pink.

E proprio della Perla Pink torniamo a parlare dopo l’annuncio pubblicato sui social e su un cartellone sistemato all’esterno dell’attività. Il centro resterà chiuso fino al 7 gennaio e riaprirà l’8 con una “nuova gestione”. Tutto questo mentre Perrone ha fatto cadere in un sonno profondo tutti ed è sparito nel nulla, oppure no. Ha cercato infatti di farsi avanti, tramite vie traverse, per cercare di insabbiare tutto.

Furto di materiale ferroso sulla linea ferroviaria di FS e ricettazione: 3 assoluzioni a Bari – I NOMI

Il Tribunale di Bari ha assolto Francesco Murgolo, Michele e Raffaele Cardone, al termine del processo sul presunto furto di materiale ferroso dalla linea ferroviaria di FS e sulla successiva ricettazione.

Il fatto risale al maggio 2019. Murgolo, imputato del furto aggravato di decine di contrappesi sottratti dai pali delle linee ferroviarie baresi, è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Gli imprenditori Cardone, titolari della omonima ditta proprietaria di un deposito di materiale ferroso situato nella periferia di Bari, erano invece accusati di ricettazione per aver comprato da Murgolo 82 contrappesi per un peso totale di 2 tonnellate. Entrambi sono stati accusati dal giudice perché “il fatto non costituisce reato”.

La difesa ha dimostrato come i contrappesi, ritenuti provento di furto, non avevano alcun elemento esteriore di riconoscibilità o stemma delle ferrovie e che il materiale era stato acquisito con regolare acquisto con fatture. A riportarlo è la Gazzetta del Mezzogiorno.

Svuotano un’intera casa fuori dall’spedale, SherLocont è un m segugio: blitz a casa del committente

Il servizio sulla gigantesca discarica a cielo aperto alle spalle dell’ospedale San Paolo di Bari ha scosso gran parte della nostra community e non solo. Grazie ad una segnalazione ricevuta in redazione, ci siamo recati sul posto e quello che abbiamo visto con i nostri occhi è stato sconcertante. SherLocont non ha perso tempo e ha cercato indizi tra i rifiuti, trovando qualcosa di molto interessante. Così si è recato nella maxi casa “svuotata” e ha raccolto importanti indiscrezioni.

Policlinico di Bari, terzo espianto di midollo osseo in 20 giorni: è il quinto nel 2025

Al Policlinico di Bari è stato effettuato il terzo espianto di midollo osseo in venti giorni in un donatore non familiare, il quinto nel 2025.

Lo comunica in una nota il presidio universitario sanitario, evidenziando che grazie all’intervento “pazienti con un tumore del sangue, senza legami familiari o di consanguineità con il donatore, potranno ricevere un trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, che può rappresentare l’unica possibilità terapeutica potenzialmente curativa per alcune gravi patologie ematologiche, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti o non più efficaci”.

Per il Policlinico si tratta del più alto numero registrato in questi anni della procedura. Pellegrino Musto, direttore dell’Ematologia con trapianto, sottolinea “l’importanza e la necessità delle donazioni di cellule staminali e la grande generosità dei ragazzi pugliesi che in questi giorni abbiamo toccato con mano”. Le donazioni sono state effettuate da cinque giovani pugliesi (per poter donare occorre avere dai 18 ai 35 anni), in maniera anonima.

Bari, lavori abusivi per creare box nella palazzina Arca a San Girolamo. Blitz della Locale: scatta il sequestro

Blitz della Polizia Locale di Bari nella serata di ieri in un edificio della proprietà dell’Arca Puglia situato in via De Fano, nel quartiere San Girolamo.

Gli agenti hanno accertato dei lavori abusivi con l’intento di realizzare dei box all’interno di un grande vano condominiale situato al pian seminterrato dello stabile.

Trovati sul posto secchi, cazzuole, cemento e un muro divisorio fatto di mattoni. La Polizia Locale ha sottoposto l’area a sequestro preventivo, affidandola a un custode giudiziale. Sono in corso le indagini per risalire al responsabile dei lavori.

Bari, Giacomo Olivieri e l’attico in via Melo da oltre mezzo milione di euro: processo bis per riciclaggio

Giacomo Olivieri, l’ex consigliere regionale condannato a 9 anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno, si trova ad affrontare un nuovo procedimento giudiziario.

Tutto ruota attorno all’attico in via Melo da 570mila euro. Secondo il capo d’imputazione della Procura, sarebbe stato comprato con denaro proveniente da reati di riciclaggio e fittiziamente intestato alla moglie Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale di Bari. Olivieri ci abitava lì prima di essere arrestato con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Ora ci vive la moglie, mentre l’ex consigliere regionale è confinato ai domiciliari a Parabita.

L’inchiesta nasce dagli accertamenti patrimoniali sui beni sequestrati. Olivieri è imputato per due ipotesi di autoriciclaggio e, insieme con la moglie Maria Carmen, per trasferimento fraudolento di valori. I riflettori sono accesi sul crac Immoberdan, per il quale Olivieri è attualmente sotto processo (è accusato di aver intascato parcelle da 2,7 milioni di euro per attività mai svolte contribuendo a provocare la bancarotta della società) e sulla Fondazione Maria Rossi onlus, intestata alla madre di Olivieri e in cui confluivano i fondi raccolti con le donazioni del cinque per mille.

Nella giornata di ieri si è tenuta l’udienza preliminare, subito rinviata su richiesta della pm Bruna Manganelli che ha chiesto tempo per esaminare la documentazione della difesa.