Frode sui bonus edilizi, nei guai marito e moglie: sequestrati beni per 870mila euro a Bari

La Guardia di finanza sta eseguendo a Bari un sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca per un totale di 870 mila euro nei confronti di due persone, marito e moglie, nell’ambito di una inchiesta su proventi illeciti originati dal sistema di frode ai bonus edilizi con crediti d’imposta fittizi.

Il sequestro riguarda il profitto ottenuto con attività di riciclaggio, per un valore di circa 70 mila euro; e quello di quattro unità immobiliari, tre terreni, cinque compendi aziendali, quote societarie, diversi rapporti bancari e polizze assicurative, per un totale di 800mila euro, riconducibili al nucleo famigliare degli indagati.

I militari evidenziano che l’uomo avrebbe ostacolato l’identificazione della provenienza di alcune somme trasferendole all’estero tramite alcune società inglesi e tedesche a lui riconducibili; successivamente, dopo numerosi passaggi mediante operazioni che hanno coinvolto diversi Stati (Regno Unito, Germania e Botswana), ha fatto rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali, e ha utilizzato parte di queste risorse per l’acquisto di un immobile, intestandolo fittiziamente alla moglie.

Le complesse attività svolte dalla Guardia di finanza, informano i militari in una nota, consistite nell’analisi di compravendite, locazioni, costituzioni di società, cessioni di quote societarie, movimentazioni finanziarie per dissimulare le operazioni di riciclaggio e reinvestimento dei capitali illecitamente accumulati nel tempo, “hanno consentito di accertare che la capacità reddituale lecita dell’indagato e dei suoi familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, un tale accrescimento patrimoniale”.

Trani, bonus edilizi per lavori inesistenti. Nei guai imprenditore: confiscati beni per 4,5 milioni

Il Gup del tribunale di Trani ha emesso, su richiesta della Procura, un provvedimento di confisca, per poco meno di 4,5 milioni di euro, eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale Barletta Andria Trani che hanno confiscato a un imprenditore 5 unità immobiliari, 11 autoveicoli, disponibilità finanziarie e crediti d’imposta relativi ai cosiddetti bonus edilizi.

L’uomo, dopo la sentenza emessa per applicazione della pena su richiesta delle parti, era stato condannato a 3 anni e 8 mesi di detenzione domiciliare. Le indagini, avviate nel 2024, dice la Gdf, “hanno consentito di far emergere un complesso meccanismo fraudolento per il conseguimento di sostegni pubblici alle imprese, sotto forma di crediti di imposta, basato sulla falsa attestazione di lavori edilizi mai eseguiti”.

I beni confiscati sono parte di quanto già sottoposto a sequestro preventivo e per equivalente disposto dal Gip nei confronti di 5 persone fisiche e 4 società, tutte della provincia, per un valore complessivo di oltre 72.000.000 di euro nel corso dell’operazione denominata “Cassetto distratto”.

Gli indagati, tra la fine del 2021 e quella del 2023, avrebbero presentato all’Agenzia delle Entrate “comunicazioni telematiche di cessione di crediti riferite a interventi di recupero edilizio, “bonus facciate” e “sismabonus” in realtà mai avviati e riferiti talvolta a immobili inesistenti o nella disponibilità di soggetti estranei ai fatti” afferma la Gdf.

“I crediti venivano poi ricevuti nel “cassetto fiscale” di altre società, riconducibili agli stessi indagati, che venivano successivamente impiegati nelle attività economiche delle stesse società, principalmente sottoforma di compensazione di debiti preesistenti con l’Erario, ottenendo così un cospicuo ma indebito risparmio fiscale” dice la Gdf.

Truffa su bonus edilizi, 8 arresti e sequestri da 10 milioni: a capo la famiglia De Scala di Altamura – TUTTI I NOMI

Emergono i primi dettagli sulla maxi truffa sui bonus edilizi che ha portato nella giornata di oggi al sequestro di 10 milioni di euro, ad arresti e perquisizioni, scoperta in una inchiesta coordinata dalla procura di Bari. Al centro un’intera famiglia di imprenditori di Altamura, quella dei De Scala, che avrebbe escogitato un sistema con l’obiettivo di emettere fatture false grazie alla quale sarebbero riusciti a creare crediti di imposta per oltre 17 milioni.

In totale sono 62 gli indagati, tra cui anche 8 società, e i reati ipotizzati a vario titolo sono quelli di associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali, truffa aggravata allo Stato e riciclaggio. Al centro di tutto ci sarebbe l’imprenditore edile Giuseppe De Scala, 47enne di Bari già arrestato in passato, per il quale però il gip Antonella Cafagna non ha concesso l’arresto chiesto dalla Procura.

Ai domiciliari sono finiti invece la madre e il padre, Maria Frappampina, 64 anni, di Bari e Aniello De Scala, 71 anni, il fratello Michele, 48 anni, di Bari, oltre ai loro collaboratori Andrea Ragone, 41 anni di Altamura, Vito Vischi, 53 anni, di Bari, il commercialista Alessandro Vigilante, 46 anni, di Bari, Francesco D’Ambrosio, 55 anni, di Bari e Giovanni Regina, 52 anni, di Altamura. Tra gli indagati anche un’altra sorella, Annarita De Scala, 37 anni, di Bari: anche per lei era stato chiesto l’arresto ai domiciliari, non concesso dal gip. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il gip ha poi disposto l’obbligo di presentazione per Vito Aufieri, Francesco Labarile, Giuseppe Panza, Eugenio Traversa, Nicola Abrescia e Donato Petrara. Eseguiti sequestri di conti correnti e beni per circa 10 milioni nei confronti delle società Fd Service, Megaservice, Vts Total Work, Dam Servizi, Centro Copie & Servizi.

Barletta, frode da 52 milioni di euro sui bonus edilizi: 14 indagati. Maxi sequestro

Falsi crediti maturati su lavori edili mai fatti e relativi a immobili che non esistono. Una truffa ai danni della casse dello Stato pari a 52 milioni di euro messa a segno usando illecitamente i bonus facciate, ristrutturazione e il sismabonus. A scoprirla sono stati i finanzieri del comando provinciale di Barletta che hanno sottoposto a indagine per indebita percezione di erogazioni pubbliche 14 persone e sequestrato beni dello stesso valore della presunta truffa.

Si tratta di crediti d’imposta conservati nel cassetto fiscale di soggetti economici per un importo superiore a 15 milioni di euro, beni immobili, partecipazioni societarie, sette auto e altrettante moto, un orologio di pregio e il saldo di 59 conti correnti intestati agli indagati.

Truffe su bonus edilizi, 10 indagati in Salento: tra loro un direttore di banca

Sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, quantificate in sette milioni di euro, dieci persone indagate in provincia di Lecce nell’ambito di un’inchiesta della guardia di Finanza sui bonus edilizi. Il gip del tribunale di Lecce, nei confronti di alcuni degli indagati, ha anche disposto un sequestro preventivo di denaro e beni per circa 500mila euro.

Secondo l’accusa quelle somme deriverebbero dalla percezione indebita di contributi per le agevolazioni su lavori di ristrutturazione immobiliari che non sarebbero mai stati eseguiti tra Copertino e Leverano, nel Leccese. Fondamentali nelle attività illecite – ritengono gli inquirenti – il ruolo di alcune società ‘cartiere’ nella fatturazione di operazioni inesistenti e quello di un direttore di banca in materia di inosservanza delle disposizioni relative all’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette per 2,5 milioni di euro, in relazione a una società coinvolta nel riciclaggio di denaro. L’inchiesta è stata avviate nell’aprile del 2023.