In fiamme negozio di alimentari a Brindisi, ipotesi dolo: trovato liquido infiammabile

Un incendio è divampato nella notte all’esterno di un negozio di alimentari in viale Arno, a Brindisi.

Le fiamme, di probabile matrice dolosa, hanno annerito la saracinesca dell’attività commerciale. Ad accorgersi del rogo è stato il proprietario del locale, una delle storiche botteghe alimentari del capoluogo messapico.

L’uomo ha chiesto l’intervento della polizia che ha già avviato le indagini per ricostruire l’accaduto. Sul posto sono state trovate tracce di liquido infiammabile.

Scontri tra tifosi a Fasano durante e nel post partita, arrestati due sostenitori del Brindisi. Denunciati altri tre

Due tifosi arrestati e tre denunciati. Sono questi i primi provvedimenti dopo gli scontri che si sono verificati domenica scorsa a Fasano, durante e dopo la partita di calcio tra la formazione di casa e quella del Brindisi, valevole per il campionato di calcio di serie D (girone H).

Ai domiciliari due tifosi del Brindisi di 37 e 21 anni accusati di rissa in concorso. Ad essere denunciati, invece, un supporter del Fasano e due del Brindisi.

Le indagini sono state condotte dagli agenti della digos di Brindisi e coordinate dalla Procura. L’attività investigativa ora prosegue per l’individuazione degli altri responsabili dei tafferugli e per la possibile adozione di diversi daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive a carico di tifosi delle due squadre.

Follia durante Fasano-Brindisi, lancio di oggetti e fumogeni in campo: partita sospesa e calciatore ferito

A causa delle intemperanze dei tifosi del Brindisi che hanno lanciato diversi oggetti e fumogeni in campo colpendo anche un giocatore avversario, è stata definitivamente sospesa a Fasano la gara di calcio valevole per il campionato di serie D (girone H) tra la formazione di casa e la squadra del capoluogo messapico.

La partita è stata sospesa a circa 7 minuti dal termine dei 90 minuti regolamentari sul punteggio di 2 a 0 per il Fasano. I sostenitori brindisini hanno voluto protestare contro la loro squadra, ultima in classifica, accusando i giocatori di scarso rendimento.

Dopo il primo lancio di oggetti l’arbitro aveva sospeso momentaneamente la gara. Al rientro in campo dopo circa 30 minuti nuove intemperanze dei supporters e triplice fischio dell’arbitro per l’assenza delle condizioni di sicurezza per proseguire l’incontro.

Ora si attenderà la decisione definitiva del giudice sportivo che decreterà la vittoria del Fasano prevedendo, come è successo in altre situazioni, pesanti squalifiche e sanzioni per la società del Brindisi.

Merce contraffatta in un camion, sequestro al porto di Brindisi: tra loro smartwatch e cuffie con falso marchio Apple

Oltre 24mila prodotti risultati contraffatti, tra cui console per giochi, smartwatch e cuffie riconducibili al noto brand ‘Apple’, sono stati sequestrati nel porto di Brindisi dalla guardia di finanza e dai funzionari dell’ufficio Dogane.

Il provvedimento è stato eseguito al termine delle verifiche all’interno di un camion proveniente dalla Grecia. I controlli sono stati eseguiti con l’intervento di alcuni periti tecnici delle aziende titolari dei marchi che ne hanno confermato la contraffazione. Risultato falso anche il marchio “Ce”. Se immessi sul mercato, i prodotti contraffatti avrebbero generato profitti per oltre 1,8 milioni di euro.

Tragedia a Brindisi, auto finisce fuori strada e si ribalta: muore 35enne. Ferito il figlio di 11 anni

Un 35enne è morto in un incidente stradale poco fa a Brindisi. A bordo dell’auto c’era anche il figlio di 11 anni che ha riportato solo lievi ferite. L’auto del 35enne è finita fuori strada e si è ribaltata più volte finendo nelle campagne circostanti.

Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dagli agenti della polizia locale. Sul posto anche i vigili del fuoco per le operazioni di soccorso. Il magistrato di turno ha disposto la restituzione della salma ai familiari.

Brindisi, intervento salvavita al pancreas. Paziente 38enne voleva farsi operare a Milano: “Se viaggi non ce la fai”

Un intervento chirurgico di elevata complessità è stato eseguito d’urgenza su un uomo di 38 anni all’ospedale Perrino di Brindisi da Giuseppe Manca, direttore dell’unità operativa complessa di Chirurgia generale e dalla sua equipe.

L’intervento di duodenocefalopancreasectomia (noto anche come intervento di Whipple, una complessa procedura chirurgica in cui vengono rimossi testa del pancreas, duodeno – la prima parte dell’intestino tenue – e colecisti) in urgenza, si legge in una nota dell’Asl Brindisi “rappresenta una procedura chirurgica di altissimo livello, riservata a pochi casi selezionati per via della sua elevata complessità, del rischio operatorio e dell’elevato tasso di mortalità associato”.
Il paziente, con una storia clinica di pancreatite cronica esotossica, era già seguito da una struttura di alta specializzazione di Milano.

L’intervento è stato eseguito senza complicanze post-operatorie: dopo sette giorni il paziente è stato dimesso. Secondo quanto riferito dall’Asl l’uomo inizialmente voleva recarsi a Milano, dove era già stato pianificato l’intervento.

Nonostante il parere contrario dei medici di Brindisi, il paziente era convinto di poter affrontare lo spostamento e ha firmato le dimissioni. Allertati dallo stesso paziente, anche i sanitari che lo tenevano in cura a Milano hanno sconsigliato quel viaggio che avrebbe quasi certamente potuto causare la morte dell’uomo.

“Questo caso – dichiara il direttore generale della Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio – rappresenta un importante riconoscimento dell’eccellenza medica e chirurgica dell’ospedale Perrino. L’intervento eseguito è la dimostrazione della professionalità e della capacità della sanità brindisina nel gestire anche situazioni estremamente critiche con successo, senza la necessità di ricorrere a trasferimenti in altre regioni”.

Omicidio Carvone a Brindisi: ergastolo al 28enne Giuseppe Ferrarese. Isolamento diurno di 6 mesi

Giuseppe Ferrarese, 28enne di Brindisi, è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno di sei mesi con l’accusa di aver ucciso il 19enne Giampiero Carvone nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2019 in via Tevere.

La vittima fu freddata con diversi colpi di pistola calibro 7,65 alla testa, all’origine dell’omicidio, secondo l’accusa, la volontà di punire Carvone per non avere rispettato i codici mafiosi. Il 19enne avrebbe parlato in un caso con un pregiudicato del rione facendo i nomi dei complici con cui aveva rubato un’auto. Tra questi anche lo stesso Ferrarese.

Le accuse nei suoi confronti erano di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, che è stata esclusa dalla sentenza, oltre che dai motivi futili e abietti e dall’agevolazione dell’associazione mafiosa.

Una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione, con interdizione di 5 anni dai pubblici uffici, è stata poi inflitta a Orlando Carella, 55enne di Brindisi accusato di favoreggiamento e intralcio alla giustizia, con l’aggravante del metodo mafioso.

Si sarebbe avvicinato all’ex fidanzata di Ferrarese con l’invito di coprirlo nelle testimonianze. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro tre mesi, successivamente i difensori potranno proporre appello.

Tragedia a Brindisi, perde il controllo della moto e cade sull’asfalto. Muore 22enne: inutile la corsa in ospedale

Tragedia a Brindisi dove un ragazzo di 22 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto in via Primo Longobardo. La giovane vittima era alla guida
della sua moto. Ha perso il controllo del mezzo ed è caduto rovinosamente sull’asfalto.

Sul posto è intervenuto il 118, il 22enne è stato portato d’urgenza in ospedale dove è morto. La moto si è poi schiantata contro un’auto parcheggiata distante 50 metri dal luogo dell’incidente. Sul posto la Polizia Locale per i rilievi.

Telefonini in carcere a Brindisi, in 9 mesi registrati 41 casi: detenuti a rischio processo

Tra marzo e dicembre 2023 almeno 41 detenuti del carcere di Brindisi hanno usato i telefonini cellulari per comunicare con l’esterno. Lo ha accertato la Procura di Brindisi che ha emesso un avviso di conclusione delle indagini nei confronti dei 41 indagati al termine degli accertamenti della polizia penitenziaria avviati dopo la scoperta di alcuni telefonini introdotti nel carcere del capoluogo messapico.

Gli indagati, nei confronti dei quali sarà quasi certamente chiesto il rinvio a giudizio, sono accusati di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere non sono ancora state chiarite.

Fu proprio la scoperta ed il successivo sequestro di un microtelefono in una cella a far partire le indagini. Da quanto è stato accertato dalle forze dell’ordine, durante la permanenza in carcere 41 indagati dalla loro cella avrebbero avuto, con i telefonini introdotti in modo da eludere i controlli, numerose conversazioni (e non solo con i propri familiari). Alcuni degli indagati si trovano ancora in carcere, altri in libertà.

Spaccio di droga nei locali a Brindisi, 4 arresti. Dosi nascoste in edifici e nella carrozzeria di auto parcheggiate

Avrebbero spacciato droga all’interno e in prossimità dei locali più frequentati del centro storico di Brindisi quattro persone che sono state arrestate dalla squadra mobile sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della procura.

I quattro, di età compresa tra i 41 e 52 anni, si trovano ora ai domiciliari con le accuse di detenzione ai fini di spaccio e spaccio in concorso e continuato.

Per le indagini i poliziotti hanno utilizzato numerose telecamere posizionate in centro città, e intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine, i quattro indagati (di cui due già con precedenti specifici) sarebbero diventati un punto di riferimento per decine di avventori dei locali, ai quali avrebbero venduto dosi di cocaina e hashish nascoste in anfratti di edifici e nella carrozzeria delle auto parcheggiate.

I nascondigli erano usati per evitare di essere scoperti durante i controlli delle forze dell’ordine.