Ceglie Messapica, sentenza del Tar: il centro di riabilitazione resta alla Fondazione San Raffaele

La terza sezione del Tar di Lecce ha accolto la richiesta della fondazione San Raffaele di sospensiva di tutti gli atti dell’Asl di Brindisi che avrebbero portato alla gestione pubblica del centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, nel Brindisino. In sintesi, secondo i giudici, l’Asl non sarebbe in grado attualmente di subentrare nella gestione privata per carenza di personale. Asl e Regione faranno appello.

Nel provvedimento, il Tar, quindi, “sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati” ma “fermo restando il doveroso rispetto, da parte della Fondazione ricorrente, dei requisiti minimi organizzativi e degli standards assistenziali normativamente prescritti”. Per la trattazione di merito l’udienza è fissata al 9 aprile.
Secondo i giudici, “il previsto subentro pubblico nella gestione, con la tempistica indicata negli atti gravati” avrebbe rischiato “di procurare una soluzione di continuità nella erogazione delle delicate prestazioni sanitarie (finora) assicurate dalla Fondazione ricorrente”.

A riprova di questa tesi anche il fatto che “solo durante la odierna Camera di Consiglio, il difensore della Asl di Brindisi ha comunicato (nel corso della discussione orale) di avere avuto, peraltro informalmente, notizia di una deliberazione/determina emanata in data odierna dalla medesima Asl, relativa al reperimento di parte del personale sanitario necessario da impiegare nella gestione diretta del Centro di Riabilitazione”.

Estorsione, ricettazione e riciclaggio. Blitz dei carabinieri a Brindisi: 5 arresti

I Carabinieri di Brindisi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. L’operazione coinvolge 5 persone, sono accusate a vario titolo di gravi reati tra cui “associazione per delinquere” finalizzata al “riciclaggio”, “estorsione”, “ricettazione”, “furto aggravato in concorso” e “violazione della sorveglianza speciale”.

Brindisi, olio dalla Grecia spacciato per extravergine di origine italiana: 6 indagati

La Guardia di finanza ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a sei persone accusate di frode nell’esercizio del commercio, contraffazione di indicazioni geografiche e falso, nell’ambito di una inchiesta sulla produzione e la vendita di olio d’oliva. I militari hanno anche eseguito il sequestro preventivo, sulla base di un decreto emesso dal gip del tribunale di Brindisi su richiesta della procura, di due aziende con sedi nelle province di Brindisi e Rieti.

Dalle attività investigative è stato possibile ricostruire anche il presunto profitto illecito ottenuto dalle imprese e dagli indagati, quantificato in oltre 940mila euro. Il sequestro preventivo ha riguardato non solo le due aziende, ma anche beni intestati alle stesse società e agli indagati. Le indagini hanno consentito di disvelare le presunte condotte illecite. La prima riguarda la commercializzazione in Italia, in un solo biennio, di circa 540 tonnellate di olio extravergine di oliva di origine greca venduto come 100% italiano. Il prodotto veniva disperso in innumerevoli travasi di piccole quantità all’interno dei serbatoi delle aziende per renderne difficile la tracciabilità: in particolare, una fornitura di olio greco aveva subito formalmente oltre 500 movimentazioni apparenti all’interno della stessa azienda. Una seconda condotta sospetta ha invece riguardato la commercializzazione di circa 500 tonnellate di olio extravergine di oliva con la falsa indicazione dell’anno di produzione.

Odissea tra Ceglie Messapica, Brindisi e Lecce. Bimbo nasce prematuro in ambulanza: è grave

Un bimbo nato prematuro in ambulanza è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il piccolo è venuto alla luce a Ceglie Messapica e poi è stato trasportato al Perrino di Brindisi dove i medici dell’Unità di terapia intensiva neonatale lo hanno preso in carico.

Il neonato è stato intubato, ma subito è stato disposto il trasferimento a Lecce, visto che al Perrino sono stati sospesi i ricoveri dei neonati al di sotto delle 34 settimane. Lo ha stabilito l’Asl di Brindisi più di un anno fa (luglio 2023), non sono stati ancora presi provvedimenti dopo la comunicazione dela decisione “temporanea”. Da Ceglie Messapica a Brindisi sono quasi 50 chilometri e il percorso ha una durata di 40 minuti. I familiari del neonato ora sono col fiato sospeso.

Aeroporti di Puglia, oltre 1,2 milioni di passeggeri ad agosto: +13,1% rispetto al 2023. Bene Bari

Ancora in crescita il numero dei passeggeri negli aeroporti pugliesi. Ad agosto, infatti, i passeggeri in arrivo e in partenza dagli aeroporti sono stati 1.225.737, in crescita del 13,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Di questi 826.497 i passeggeri di Bari (+16,5%) e 399.240 quelli dell’aeroporto di Brindisi (+6,6%). Lo comunica Aeroporti di Puglia. Bene il dato riferito alla linea internazionale che sui due aeroporti ha registrato 666.608 passeggeri, tra arrivi e partenza, con un incremento del 22,1% rispetto ad agosto 2023.

Buono il dato dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia, dal quale ad agosto sono transitati 6.531 passeggeri, in crescita dello 0,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando i passeggeri erano stati 6.482. Complessivamente tra Bari, Brindisi e Foggia il mese di agosto ha registrato, tra arrivi e partenze, 1.232.191 passeggeri. Nei primi otto mesi del 2024, i passeggeri tra arrivi e partenze su Bari e Brindisi sono stati 7.121.087 con un incremento dell’8,1% rispetto ai primi otto mesi del 2023. Di questi 3.818.946 sono stati i passeggeri su voli di linea nazionali e 3.240.710 (+16.5%) quelli su voli di linea internazionale.

Brindisi, muore sei giorni dopo aver dato alla luce due gemelli: Procura chiede la seconda archiviazione

La Procura di Brindisi ha chiesto, per la seconda volta, l’archiviazione dell’inchiesta per omicidio colposo, aperta per fare chiarezza sul decesso di Viviana Delego, l’insegnante di 42 anni originaria di Fasano, morta il 22 dicembre 2022, dopo aver dato alla luce due gemelli nell’ospedale Perrino di Brindisi. Il gip del tribunale brindisino, Vittorio Testi, nel marzo scorso, accogliendo l’istanza dei familiari della donna, aveva rigettato la richiesta di archiviazione presentata dai magistrati disponendo altri tre mesi di indagine.

L’obiettivo era accertare, così come chiesto dalla famiglia della vittima, se il trattamento chirurgico a cui fu sottoposta la 42enne, era stato tempestivo e adeguato. Secondo la Procura dagli ulteriori accertamenti non sarebbero emerse novità rispetto a quanto già emerso sulla base della documentazione presentata dal consulente incaricato e ha chiesto così, nuovamente l’archiviazione del caso nato dopo la denuncia presentata dal marito della donna. Secondo quanto ricostruito la 42enne, già madre di una bimba, fu sottoposta a isterectomia a causa di una grave emorragia successiva al parto. Dalla relazione del primario del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale Perrino di Brindisi che la operò, emergerebbe che sarebbe stato il ginecologo di turno a chiedergli di intervenire perché, per sua stessa ammissione, non sarebbe stato in grado di eseguire l’intervento di asportazione dell’utero. Dopo l’intervento le condizioni della donna peggiorarono e morì cinque giorni dopo aver partorito.

Brindisi, cade e si frattura femore a 104 anni: intervento riuscito al Perrino

Cade e si frattura un femore, viene operato a 104 anni, ed in reparto a qualche giorno dall’intervento viene rimesso in piedi per i primi passi. Questa è la storia di un pensionato della provincia di Brindisi che nei giorni scorsi è stato operato all’ospedale ‘Perrino’ dall’équipe di Gianfranco Corina, direttore dell’Uoc di Ortopedia e Traumatologia per una frattura pertrocanterica del femore.

L’arto, spiegano dall’Asl Brindisi, è stato rimesso “a posto senza complicazioni, come è stato confermato da un ulteriore controllo post-operatorio che ha certificato la buona riuscita dell’intervento”. “Questi risultati – precisa Corina – sono possibili solo grazie alla sinergia che siamo riusciti a creare tra di noi e con gli altri specialisti che ci supportano in queste circostanze, come gli anestesisti e i cardiologi. Auguriamo tanta buona salute al 104enne e a tutti i nostri pazienti”. Le fratture pertrocanteriche, come quella riportata dall’ultracentenario, e quelle del collo del femore, “sono gravate da una elevata morbilità e mortalità. In questi casi, quindi, è fondamentale la rapidità dell’intervento chirurgico che va eseguito entro le 48 ore successive al trauma”.

La squadra guidata da Corina non è nuova a questo tipo di interventi. “Dati alla mano, l’Uoc di Ortopedia del Perrino – riferiscono dall’Asl Brindisi – è ai primissimi posti in Italia per il tempestivo trattamento delle fratture del femore”.