Paura a Canosa, incendio in casa disabitata nel centro storico: crolla il tetto. Evacuati 20 vicini 3 intossicati

Un incendio nel pomeriggio ha distrutto e fatto collassare il tetto di una casa disabitata e in condizioni fatiscenti, in via Sabina, nel centro storico di Canosa di Puglia, nel nord Barese.

Tre persone che risiedono in immobili vicini sono rimaste lievemente intossicate dai fumi che sono stati sprigionati dal rogo. Per loro è stato necessario l’intervento del personale del 118. A scopo precauzionale gli inquilini delle abitazioni adiacenti sono stati evacuati: si tratta di una ventina di persone.

Secondo quanto ricostruito, l’incendio sarebbe stato provocato dall’incuria della palazzina che si compone di un piano rialzato e un primo piano.

L’intervento dei vigili del fuoco è stato complesso perché le strade troppo strette del centro storico hanno impedito l’accesso dell’autobotte e sono stati impiegati mezzi alternativi. Indagini sono in corso da parte degli agenti di polizia del locale commissariato.

Canosa, auto finisce in un canale: muore la 25enne Michela Radina. Aperta inchiesta e disposta l’autopsia

La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta sull’incidente mortale, avvenuto nella notte sulla statale 93 verso Lavello in territorio di Canosa di Puglia, nel nord Barese, dove ha perso la vita Michela Radino, 25enne di Rapolla.

L’ipotesi è di omicidio stradale. Sul corpo della 25enne sarà eseguita l’autopsia e l’incarico sarà conferito nelle prossime ore. Secondo quanto ricostruito, la vittima era a bordo dell’auto guidata da una amica 23enne.

La vettura, per cause da chiarire, è finita in un canale di scolo. Sulla conducente sono stati eseguiti i diversi esami utili a capire se abbia o meno assunto alcolici o droghe e gli esiti saranno noti tra qualche giorno.

La conducente, soccorsa dai volontari dell’Oer, è stata trasportata all’ospedale Bonomo di Andria: classificata come codice rosso a causa della dinamica dell’incidente, è in buone condizioni. Le indagini sono affidate ai Carabinieri

Follia a Canosa, litiga con la compagna e si lancia dal balcone di casa: 30enne finisce in ospedale

Litiga con la compagna, distrugge la casa e si lancia dal balcone del loro appartamento al secondo piano situato in un condominio della zona 167 di Canosa di Puglia.

Protagonista un 30enne con precedenti per maltrattamenti, l’episodio domenica scorsa. L’uomo è stato soccorso dalla Polizia mentre era riverso sull’asfalto privo di conoscenza.

A richiedere l’intervento sul posto dei soccorsi sono stati i vicini, allarmati dalle urla provenienti dall’abitazione della coppia. Il 30enne è ricoverato nell’ospedale di Barletta.

Tragedia nella notte a Canosa, auto finisce nel canale: muore ragazza sulla statale 93

È di un morto e di un ferito il bilancio dell’incidente stradale avvenuto intorno alle 2 e 40 della scorsa notte sulla statale 93 verso Lavello (Potenza) in territorio di Canosa di Puglia, nel nord Barese.

La vittima, una ragazza poco più che 20enne originaria di Rapolla, era a bordo dell’auto guidata da una 25enne sempre di Rapolla, che avrebbe perso il controllo del mezzo finendo in una cunetta.

L’impatto è stato violento e la giovane donna è morta sul colpo. La conducente, soccorsa dai volontari dell’Oer, è stata trasportata all’ospedale Bonomo di Andria ma non sarebbe in gravi condizioni.

Canosa, lite stradale finisce a bastonate: 60enne ricoverato in ospedale. Denunciato l’aggressore

Una lite forse causata da una incomprensione legata alla viabilità stradale finita con un uomo colpito da una mazza e ora ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale Bonomo di Andria.

È quanto accaduto ieri mattina a Canosa di Puglia dove, in via Rovetta a pochi passi da un supermercato, due uomini di circa 60 anni, avrebbero avuto una discussione forse per una mancata precedenza stradale.

Secondo quanto ricostruito finora dagli agenti del locale commissariato di polizia che hanno sentito alcuni testimoni, la discussione sarebbe stata molto accesa e sarebbe culminata con uno dei due con un bastone conservato nella sua auto, avrebbe colpito con forza e violenza il suo interlocutore.

La vittima ha riportato diverse e profonde ferite ed è stata soccorsa e trasportata in ospedale. L’arma è stata recuperata e sequestrata dai poliziotti che hanno denunciato a piede libero il presunto aggressore: risponde di lesioni aggravate.

Tragedia tra Barletta e Canosa, schianto sulla provinciale 93: muore 70enne. Tre feriti gravi

Tragedia questa mattina sulla provinciale 93 tra Barletta e Canosa di Puglia dove un uomo di 70 anni di Canosa è deceduto in un incidente stradale. Coinvolte nello schianto due auto e un’autocisterna, la vittima è stata sbalzata fuori dal mezzo ed è deceduta sul colpo.

Sul posto il 118, la polizia locale di Barletta, vigili del fuoco e la polizia di Stato. I tre feriti sono stati trasportati in ospedale in codice rosso.

Cadavere semicarbonizzato trovato a Canosa, arriva la conferma del Dna: è il 26enne Francesco Diviesti

L’esame del Dna compiuto sul corpo semicarbonizzato trovato nelle campagne di Canosa di Puglia e Minervino Murge lo scorso 29 aprile appartiene a Francesco Diviesti, il parrucchiere di 26 anni di Barletta, di cui non si avevano più notizie dal 25 aprile.

A confermarlo all’Ansa, è il legale della famiglia, l’avvocato Michele Cianci. “Gli accertamenti del Dna eseguiti dalla dottoressa Sara Sablone dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari hanno purtroppo provato che quel cadavere è di Francesco”, dichiara evidenziando che “ora aspettiamo che possano essere quanto prima restituiti i suoi resti ai genitori che sono distrutti dal dolore”.

Proprio il papà e la mamma del 26enne avevano riconosciuto un bracciale e una collana ritrovati sul cadavere rivelando agli inquirenti che erano gli stessi indossati dal figlio. Secondo quanto ricostruito finora, la vittima sarebbe stata raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco prima che il suo corpo venisse dato alle fiamme. A coordinare il lavoro degli agenti della squadra mobile della questura di Andria è la Direzione distrettuale antimafia di Bari che ha aperto un fascicolo di inchiesta per omicidio aggravato dal metodo mafioso.

Al momento sono indagate cinque persone di età compresa tra i 25 e i 57 anni. Si tratta di tre uomini di Barletta, di un uomo di Minervino (proprietario della villa non lontana dal rudere in cui è stato trovato il cadavere e finita sotto sequestro), e di un cittadino di nazionalità albanese. All’attenzione degli investigatori c’è anche una rissa in cui il 26enne sarebbe stato coinvolto poche ore prima si sparire, e alla quale avrebbero partecipato anche due dei barlettani indagati, già noti alle forze dell’ordine. Il 26enne, che non aveva precedenti penali, la sera del 25 aprile era uscito di casa intorno alle 20:30 per poi entrare verso mezzanotte nel locale in cui lavorava con il padre nel centro di Barletta e lasciare il suo monopattino. A raccontarlo, le immagini regstrate dai sistemi di videosorveglianza della zona.

Morte Francesco Diviesti, sul cadavere semicarbonizzato segni di colpi di pistola. Sono 5 gli indagati: uno è in fuga

Diversi bossoli riconducibili a due pistole di calibro differente sono stati trovati nel rudere delle campagne tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, nel nord Barese, in cui lo scorso 29 aprile è stato ritrovato il cadavere semicarbonizzato che apparterrebbe a Francesco Diviesti, il 26enne di Barletta di cui si sono perse le tracce dallo scorso 25 aprile.

Sul corpo ci sarebbero segni di proiettili. A quanto apprende l’ANSA, la vittima sarebbe stata raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco prima che il corpo venisse dato alle fiamme.

Si attende l’esito degli esami autoptici condotti da Sara Sablone, dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, per stabilire se l’uomo sia stato ucciso e poi bruciato o se le fiamme lo abbiano avvolto mentre era ancora vivo.

Al momento, i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Ettore Cardinali e Daniela Chimienti, indagano per omicidio aggravato dal metodo mafioso e hanno iscritto nel registro degli indagati cinque persone: tre barlettani, un uomo di Minervino (proprietario di una villa, sequestrata, non lontana dal rudere in cui è stato trovato il cadavere), e un uomo albanese che risulta ancora irreperibile.

Corpo semicarbonizzato a Canosa, i genitori di Diviesti: “Bracciale e collana sono suoi”. Ecco chi sono i 5 indagati

Un braccialetto e una collanina identici a quelli indossati da Francesco Diviesti, il 26enne di Barletta scomparso lo scorso 25 aprile e ritrovati sul corpo semicarbonizzato trovato quattro giorni dopo in un rudere nelle campagne tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, nel nord Barese, sarebbero stati riconosciuti dai genitori del ragazzo scomparso.

Secondo quanto apprende l’ANSA, ieri nell’ambito dell’attività di conferimento dell’incarico per lo svolgimento dell’autopsia, i due oggetti repertati dagli investigatori sono stati mostrati alla madre e al padre del 26enne parrucchiere.

I due avrebbero confermato che sono gli stessi indossati solitamente dal figlio. La certezza che il cadavere sia di Diviesti si avrà all’esito dell’esame autoptico che sarà svolto da Sara Sablone, dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

Nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari per omicidio aggravato dal metodo mafioso, risultano indagate cinque persone di età compresa tra i 25 e i 57 anni. Si tratta di tre uomini di Barletta, di uno di Minervino (proprietario della villa non lontana dal rudere in cui è stato trovato il cadavere e finita sotto sequestro), e di un cittadino di nazionalità albanese che sarebbe irreperibile.

Cadavere semicarbonizzato trovato a Canosa, il legale: “Non è certo sia di Diviesti. Attendiamo esami”

“Non vi è alcuna certezza” che il cadavere trovato semicarbonizzato ieri mattina nella campagne di Canosa di Puglia sia quello di Francesco Diviesti, il 26enne di Barletta scomparso il 25 aprile scorso. Lo afferma in una dichiarazione il legale della famiglia Diviesti, Michele Cianci.

“Relativamente al ritrovamento di un corpo carbonizzato, ad oggi – sostiene il penalista -, non vi è stato alcun rapporto comparativo con Francesco nè, tantomeno, alcun riconoscimento da parte dei genitori. Pertanto, non vi è alcuna certezza che sia Francesco”.

Dopo il ritrovamento del corpo la Procura di Trani ha avviato un’indagine ma ha subito ceduto il fascicolo alla Direzione distrettuale antimafia di Bari che ravvisa aggravanti tipiche del metodo mafioso in quello che sembra essere un omicidio.

L’indagine della polizia è coordinata dal pm della Dda Ettore Cardinali che nelle prossime ore affiderà l’incarico per compiere l’autopsia al medico legale Sara Sablone che dovrà anche risalire con certezza all’identità della vittima.

Francesco Diviesti era uscito di casa intorno alle 20.30 dello scorso 25 aprile. Intorno alla mezzanotte dello stesso giorno era stato visto entrare nel barber shop in cui lavora col padre, così come registrato dal sistema di videosorveglianza del salone.

Le indagini sulla sua scomparsa si sono concentrate anche su una rissa avvenuta qualche giorno prima nei pressi di un bar di Barletta e proseguita altrove. Non si esclude che questo evento possa essere il movente della scomparsa e dell’ipotetica tragica fine del giovane.