Paura a Molfetta, ladri entrano di notte mentre i proprietari dormono e svaligiano la casa: via col bottino

Attimi di paura e terrore a Molfetta per una famiglia di imprenditori. Secondo le prime ricostruzioni, quattro persone incappucciate sono riuscite ad introdursi nella loro abitazione, mentre i residenti dormivano, e a farsi consegnare documenti, chiavi e altro.

A commentare l’episodio sui social è stato anche il senatore Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta. “Questo non può essere archiviato come un fatto isolato – si legge -. È criminalità che entra nelle case ed è paura che diventa normalità”.

“Molfetta non può rassegnarsi – aggiunge -. Questo è un problema strutturale, e come tale va affrontato da chi ha il dovere di farlo. La sicurezza non è uno slogan: è un diritto”.

“Mi sto lasciando andare”, Milena torna a casa ubriaca: “Chiamo sempre il 118 per la terapia” (5)

La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito da subito la nostra community. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol e con la droga, come da lei stesso raccontato.

Ci siamo avvicinati a lei la prima volta dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale. Le abbiamo preso un panino e l’abbiamo accompagnata in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia.

Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana. In queste condizioni è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni.

Milena è stata poi trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere dopo il solito show in un supermercato. È arrivato il momento di mostrarvi la prima parte dell’intervista registrata a casa sua dove Milena si è aperta ancora una volta con noi, parlando del suo passato, delle sue dipendenze, del rapporto con Antonio e della voglia di cambiare vita.

Con l’auto si ribalta, sorpreso con 9 chili di droga in casa dopo incidente: arrestato 37enne a Triggiano

Lo scorso 9 gennaio, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Triggiano hanno arrestato un 37enne originario di Triggiano ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto trovato in possesso di circa 9 chilogrammi di sostanza stupefacente, già confezionata in pacchetti, del tipo di quelli utilizzati per i chewing gum,.

L’operazione è scaturita a seguito di un incidente stradale avvenuto durante la notte del 9 gennaio, che ha visto coinvolto il 37enne il quale, in maniera autonoma, perdeva il controllo del suo veicolo che si ribaltava.

Nel corso di successivi approfondimenti, i militari della Compagnia di Triggiano hanno infatti deciso di estendere i controlli presso un appartamento di sua proprietà a Triggiano, adibito a vero e proprio deposito rinvenendo sotto alcune buste della spazzatura l’ingente quantitativo di stupefacente.

Al termine delle operazioni di rito l’uomo è stato associato alla casa circondariale di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Tragedia a Taranto, 25enne muore in casa: aveva partorito da pochi giorni. Aperta inchiesta

È morta nella serata di ieri, nella sua abitazione di Lama, borgata alla periferia di Taranto, una giovane donna di 25 anni che aveva dato alla luce il suo primo figlio alla vigilia di Natale.

La tragedia si è consumata in pochi minuti, dopo un improvviso malore. A lanciare l’allarme è stato il marito. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

La giovane è deceduta prima del trasferimento in ospedale. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali, ma non si escludono complicazioni legate al parto.

La vicenda è ora all’attenzione della Procura. Il pm di turno, Remo Epifani, sta valutando se disporre l’autopsia per chiarire le cause della morte. Al momento non è stata ancora presa una decisione in merito.

Dall’Asl si apprende che la 25enne aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Durante la degenza le era stata effettuata una trasfusione di sangue, ma non erano state riscontrate criticità. La donna era stata dimessa il 28 dicembre.

Lello e Angela, il geometra lancia la sfida: “Antonio dammi la luce e consegno casa entro l’estate”

La svolta per la casa di Lello e Angela è dietro l’angolo, ma dovremo aspettare qualche mese per vedere l’abitazione completamente nuova. Il geometra ha lanciato la sfida ad Antonio ed è pronto a consegnare la casa entro l’estate, a patto che la situazione della luce sia regolamentata. Intanto siamo pronti a gettare una colata di cemento armato su tutti gli haters che sperano nel fallimento.

Sempre più casa, sempre meno fuori: la socialità “indoor” diventa un trend

Negli ultimi anni è diventato evidente un cambiamento silenzioso ma potente: molte persone, giovani e adulti, preferiscono restare a casa invece di uscire. Non si tratta soltanto di giornate fredde o di periodi particolari, ma di una trasformazione più stabile delle abitudini. La casa non è più solo il luogo del riposo, ma il centro della vita sociale, dell’intrattenimento e perfino dell’identità. È un modo di vivere che può significare stare da soli con i propri ritmi, oppure condividere serate con amici e parenti senza muoversi dal salotto.

Questo spostamento verso una socialità “indoor” si lega anche a un fenomeno economico più ampio: se la gente esce meno, soffrono quei settori che vivevano di serate fuori, dalla ristorazione notturna ai locali di musica, fino alle discoteche. I dati sulla riduzione delle discoteche in Italia negli ultimi anni raccontano un settore in difficoltà, e non è solo una questione di burocrazia o costi: è cambiato il desiderio collettivo di “andare fuori” per divertirsi.

Il “restare dentro” come trend social

Non è più soltanto una preferenza privata: restare a casa è diventato un racconto pubblico, un’estetica condivisa. Sui social si vedono video e foto che celebrano il sabato sera domestico: luci soffuse, plaid, snack, una serie in streaming, una partita alla console, un gioco da tavolo con gli amici, o semplicemente un momento di “decompressione” dopo una settimana piena. L’idea stessa della serata perfetta, per molti, oggi coincide con il comfort.

Questo trend si alimenta anche di linguaggio e rituali: “serata chill”, “pigiama party adulto”, “home night”, “reset weekend”. La casa viene messa in scena come spazio curato e personale, una piccola bolla in cui tutto è sotto controllo. Ed è proprio questo controllo a essere uno dei motivi della sua attrattiva: niente traffico, niente parcheggio, niente prezzi alti all’ingresso, niente attese, niente rumore eccessivo se non lo vuoi. In un mondo percepito come frenetico, la casa diventa la risposta più semplice e immediata.

Interessi “da casa” che rendono tutto più facile

A rendere questa tendenza ancora più forte è l’enorme quantità di intrattenimento disponibile tra le mura domestiche. Oggi la casa è un hub di attività che una volta richiedevano di uscire. Lo streaming ha sostituito spesso il cinema, le consegne a domicilio hanno reso superfluo “andare a prendere qualcosa”, e la tecnologia ha trasformato la sala da pranzo in un punto di ritrovo.

Basta pensare ai giochi di società, tornati di moda anche tra adulti: non sono più soltanto Monopoly e Risiko, ma titoli moderni, rapidi, cooperativi o narrativi, perfetti per serate tra amici. Le console e il gaming online hanno creato una forma di socialità parallela: si sta a casa, ma si è in compagnia, si parla in chat vocale, si condividono obiettivi e competizione.

E poi ci sono le attività “da divano” che richiedono pochissimo sforzo e offrono gratificazione immediata: dai quiz in app alle piattaforme di intrattenimento digitale, fino ai giochi di slot online, che per alcune persone diventano un passatempo accessibile in qualsiasi momento, senza spostamenti e senza pianificazione. La verità è che restare a casa non è più sinonimo di “non fare niente”: spesso significa fare molte cose, solo in un ambiente più comodo, economico e gestibile.

Non è un male, ma cambia l’ecosistema della notte

È importante dirlo chiaramente: questa trasformazione non è automaticamente negativa. Per molte persone la casa è un luogo di sicurezza, recupero e benessere. In un’epoca di stress e iperstimolazione, scegliere una socialità più tranquilla può essere una forma di cura personale. Inoltre, non tutte le uscite sono accessibili: tra costi, trasporti, lavoro e stanchezza, la serata “fuori” può diventare un lusso o una fatica.

Tuttavia, ogni cambiamento di abitudini ha un effetto a catena. Se sempre più persone preferiscono il salotto alla pista da ballo, è inevitabile che locali notturni, discoteche e spazi di aggregazione serale ne risentano. La crisi del settore non riguarda solo i proprietari dei locali: colpisce anche un’economia fatta di lavoratori, tecnici, dj, baristi, addetti alla sicurezza, artisti e professionisti che ruotano intorno alla vita notturna. E c’è un aspetto culturale meno visibile ma decisivo: quando chiudono gli spazi fisici di incontro, si restringe anche il terreno in cui nascono relazioni nuove, scambi casuali, esperienze collettive.

La casa è comoda, sì. Ma la città senza luoghi vivi la sera diventa più spenta, meno attraversabile, meno “sociale” nel senso pieno del termine.

La comodità non deve diventare pigrizia: il tema della noia

Il punto non è demonizzare il “restare a casa”, ma evitare che la comodità si trasformi in rinuncia sistematica. Qui entra in gioco un concetto che vale per tutti: la noia. Il sociologo e filosofo tedesco Georg Simmel, tra i grandi osservatori della modernità, ha scritto e riflettuto su come la vita contemporanea oscilli tra sovrastimolazione e anestesia emotiva. Quando tutto è troppo facile e immediato, il rischio è quello di cercare solo esperienze a basso attrito, evitando qualsiasi sforzo. E nel lungo periodo questo può portare a una forma di noia “vuota”, non quella creativa che ti spinge a inventare qualcosa, ma quella che ti lascia fermo, passivo, con la sensazione di giornate tutte uguali.

Uscire non serve solo a “divertirsi”: serve anche a cambiare prospettiva, a muovere il corpo, a incontrare la vita fuori dal proprio controllo. Se l’unico criterio diventa la comodità, si perde un pezzo di crescita personale. La soluzione non è tornare per forza alle discoteche ogni weekend, ma recuperare equilibrio: qualche serata domestica e qualche esperienza fuori, qualche routine e qualche imprevisto, qualche comfort e qualche piccolo rischio.

Il trend della socialità indoor è reale e, per molti, anche sano. Ma vale la pena ricordare che la casa è un ottimo rifugio, non necessariamente l’unico orizzonte. Perché la città, la notte e gli incontri dal vivo, quando funzionano, non sono solo consumo: sono energia collettiva. E quella, se si spegne, non si sostituisce con uno schermo.

Lavori a casa e visita ad Angela, Lello super gasato per l’uscita: Antonio alza bandiera bianca

Dalla punizione alla super uscita. Sarà un Natale speciale per Lello che tornerà ad incontrare la sorella Angela. Antonio e Tino sono andati a prelevarlo dalla struttura per portarlo anche al pranzo di Natale della famiglia di Quinto Potere. Tutto questo mentre i lavori nella casa di via Don Bosco sono partiti. Lello è super gasato e tenerlo a bada è davvero complicato.