Barivecchia, riqualificazione del lungomare: il Comune ordina lo sgombero dell’ex bar al molo Sant’Antonio

Il Comune di Bari ha ordinato lo sgombero dei locali occupati al molo Sant’Antonio dall’ex bar, chiuso dal 2020 dopo la revoca della licenza. Si tratta di un passaggio necessario in vista del 2023 quando inizieranno i lavori del nuovo waterfront della città vecchia e dell’ultimo atto di un contenzioso aperto da anni tra le parti. La diffida è stata inviata alla società che ora avrà una decina di giorni per liberare tutto.

Barivecchia, riqualificazione del lungomare. I costi lievitano: lavori complementari da 5 milioni e mezzo

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, la giunta ha approvato oggi il progetto esecutivo dei lavori complementari di riqualificazione del waterfront della città vecchia, nel tratto compreso tra Santa Scolastica, il molo Sant’Antonio e molo San Nicola, per un importo di € 5.500.000. Si tratta di un atto di indirizzo e programmazione che consentirà di inserire questo intervento nel Piano triennale delle opere pubbliche 2023/25. In particolare la delibera riguarda i lavori complementari all’opera di riqualificazione già in gara, pubblicata sul sito del Comune a questo link, finanziato per € 16.000.000 dal Patto per Bari. “I lavori finanziati con il Patto per Bari devono necessariamente essere aggiudicati entro la fine dell’anno – commenta Giuseppe Galasso -. Il progetto di riqualificazione di questo tratto di lungomare ha subito nel tempo alcune modifiche dovute da un lato alla necessità di implementare gli interventi a mare con l’esecuzione di nuove barriere frangiflutti a protezione delle opere sulla costa, dall’altro a ottemperare alle prescrizioni individuate dalla Sovrintendenza e nell’ambito della procedura per la valutazione di impatto ambientale, passando dagli iniziali 10 milioni e 200mila euro a 16 milioni di euro. In ultimo, a causa dei ben noti rincari dei prezzi delle materie prime, l’importo complessivo è salito fino a 21 milioni e 500mila euro. Poiché il Patto per Bari destinava a questo progetto 16 milioni di euro complessivi, e stante il vincolo temporale per l’aggiudicazione entro il 2022, abbiamo già mandato in gara il primo stralcio dei lavori che saranno completati con gli interventi previsti nella delibera approvata oggi, del valore di 5 milioni e 500mila euro, salvaguardando così l’esecuzione complessiva dei lavori originariamente progettati. Quanto alla definizione, si tratta di lavori complementari e non di stralci funzionali separati perché di fatto rappresentano un unicum esecutivo con i lavori già in gara, che complessivamente interessano tutto il molo Sant’Antonio e il tratto di lungomare fronte Fortino e quello verso il Teatro Margherita, unitamente a tutte le opere di difesa della costa, e andranno cantierizzati inevitabilmente insieme, al più a distanza di qualche mese, per non compromettere le caratteristiche qualitative e funzionali dell’opera nel suo insieme. Le risorse necessarie a finanziare questi interventi complementari, che invece riguardano tutto il molo San Nicola che si raccorda fino al Margherita e il tratto di lungomare che dal Fortino arriva fino all’arco di ingresso alla Basilica di San Nicola, saranno verosimilmente individuate dai ribassi d’asta o, per la parte residuale, con altre fonti finanziarie del prossimo anno”.

Il progetto, affidato al RTP S.M.N. – Studio di architettura G.L. Sylos Labini e Partners, rappresenta il primo elaborato ufficiale della riqualificazione, il cui studio di fattibilità era stato oggetto di un concorso di progettazione che riservava all’amministrazione comunale la possibilità di affidare al vincitore della competizione i successivi gradi di progettazione. Tra gli interventi previsti vi è la riqualificazione funzionale delle attività presenti sul molo San Nicola, con particolare riferimento alle attività del mercato del pescato fresco, per le quali si prevede un adeguamento architettonico che consentirebbe di svolgerle nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza vigenti. Il molo Sant’Antonio, essendo un luogo essenzialmente “tecnico”, che ospita attività commerciali e legate al lavoro di piccoli pescatori, perlopiù incompatibili con la vocazione che il molo ha per la sua posizione strategica, in prossimità del nuovo Polo delle Arti, sarà ridisegnato, a partire dall’edificio esistente, con l’inserimento, al suo interno, di una serie di funzioni legate al turismo, alla ricettività e al tempo libero. Dal punto di vista geometrico il nuovo edificio sarà impostato sull’asse longitudinale di quello esistente, confermandone la volumetria. La proposta è stata sviluppata approfondendo tutti gli aspetti legati al patrimonio culturale e ai servizi culturali presenti, considerando il lungomare come palinsesto del patrimonio archeologico, (il Museo Archeologico di Santa Scolastica, portatore di specifiche sensibilità e generatore di flussi specifici); del sistema difensivo storico (che costituisce il “sistema costiero” per eccellenza della nostra città); del patrimonio culturale architettonico nella sua funzione di contenitori di servizi, attività ed eventi culturali; delle feste e dei percorsi del sacro (festa di San Nicola), individuati come documenti della tradizione culturale popolare, carichi di riferimenti storici a funzioni urbane scomparse, centralità del passato, testimoni delle tradizioni culturali legate al mare; dei servizi culturali e dei luoghi della produzione artistica e dei servizi turistici e ricettivi di supporto ai processi di fruizione del patrimonio storico costiero. Si tratta perciò di un progetto di elevata valenza strategica dal punto di vista urbanistico ed economico, che permetterà la fruizione della porzione di mare prospiciente le aree a maggiore vocazione turistica della città.

Bari, oltre un milione di euro per la ristrutturazione della scuola Don Bosco al Libertà: via libera del Comune

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, la giunta ha approvato oggi il progetto definitivo relativo ai lavori di ristrutturazione finalizzati all’eliminazione delle condizioni di pericolo nonché al miglioramento energetico dell’edificio scolastico “San Giovanni Bosco”, in via Crisanzio 185, per un importo complessivo di 1 milione e 300mila euro. Il progetto si compone di due interventi distinti: il primo riguarda la sostituzione degli attuali elementi di protezione – grate in ferro – in corrispondenza di tutti gli infissi della scuola lungo le vie Libertà, Don Bosco, Martiri d’Otranto e piazza Redentore; il secondo, invece, prevede la sostituzione degli attuali serramenti esterni in alluminio bronzato, obsoleti e ormai inadeguati a proteggere gli ambienti dalla dispersione termica, anche a causa dell’ampiezza dei locali, con infissi di nuova generazione in grado di offrire un sensibile contenimento energetico.

“Si tratta di un progetto già inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche che prevede la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico dell’immobile, il cui importo viene incrementato di circa 600mila euro a causa del rincaro dei prezzi e delle prescrizioni dettate dalla Sovrintendenza, trattandosi di un edificio vincolato – commenta Giuseppe Galasso -. Gli uffici sono già impegnati nella redazione del progetto esecutivo, quindi contiamo di poter mandare in gara e cantierizzare i lavori entro il prossimo anno. Questo intervento rientra nell’ambito delle molteplici attività dedicate alla manutenzione straordinaria e alla valorizzazione del patrimonio scolastico esistente attraverso il restauro e la riqualificazione specie degli immobili storici, in modo tale da poter offrire agli studenti e al personale spazi più confortevoli e adeguati alle attività scolastiche”.

Giornata contro la violenza sulle donne: a Bari co-housing per vittime in appartamento di Poste Italiane

Sono state consegnate questa mattina all’assessorato al Welfare del Comune di Bari le chiavi di un appartamento di proprietà di Poste Italiane, dove nei prossimi tre anni sarà avviata un’esperienza di co-housing riservata a donne ed eventuali minori conviventi vittime di violenza. Il progetto è stato presentato dal sindaco Antonio Decaro, dal responsabile immobiliare Sud di Poste Italiane Antonio Napolitano, dall’assessora al Welfare Francesca Bottalico e dal responsabile relazioni istituzionali Sud di Poste Italiane Marco Giannelli Savastano. L’iniziativa, illustrata alla stampa in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, rientra nel progetto di Poste Italiane “Autonomia abitativa donne vittime di violenza”, attraverso il quale l’azienda ha finora destinato dieci alloggi in Italia, compreso quello barese, ad associazioni del terzo settore o a Centri antiviolenza attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito. L’appartamento barese, che dispone di quattro posti letto, sarà destinato ad esperienze di co-housing di donne ed eventuali minori vittime nell’ambito di percorsi di autonomia, supportati da equipe specializzate di psicologi ed educatori del Centro antiviolenza comunale, e all’interno di una serie di azioni complementari e integrate, quali borse lavoro, tirocini, corsi professionalizzanti – in caso di donne disoccupate e/o senza titoli di studio – e misure integrative di supporto al reinserimento sociale e all’autodeterminazione personale. L’obiettivo è supportare e accompagnare le vittime durante il percorso di reinserimento sociale e abitativo grazie a progettualità individualizzate realizzate dall’assessorato al Welfare e dai servizi socio-educativi territoriali.

“Oggi, come ogni anno, abbiamo organizzato diverse iniziative per ricordare le vittime baresi di femminicidio, un gesto che, nel ricordo di queste donne e di ciò che hanno subito, ci auguriamo possa generare un cambiamento culturale soprattutto nelle giovani generazioni – ha dichiarato Antonio Decaro -. Purtroppo, però, la cronaca quotidiana e i dati ci dicono che la situazione è ancora sconfortante: solo quest’anno sono stati oltre 170 gli accessi al nostro Centro antiviolenza, con 43 prese in carico, 14 interventi in emergenza e 6 inserimenti in strutture protette. Questo significa che dobbiamo continuare a lavorare tanto sulla prevenzione, sull’ascolto e sull’eduzione al rispetto dell’altro. Dobbiamo da un lato intervenire su percorsi educativi e culturali tarati su un’affettività sana e paritaria, dall’altro supportare le vittime con servizi e progettualità adeguati e in grado di garantire loro un’alternativa possibile. Questa preziosa collaborazione con Poste Italiane va esattamente in questa direzione, in quanto rappresenta uno strumento concreto a sostegno delle donne, come pure dei bambini, che in questo luogo protetto potranno trovare un rifugio sicuro e riprendere in mano le loro vite”.

“Oggi aggiungiamo un altro tassello alle politiche per l’inclusione di Poste Italiane, che per questo progetto ha messo a disposizione diversi immobili in tutta Italia – ha affermato Antonio Napolitano -. Siamo molto orgogliosi di consegnare le chiavi di un nostro immobile al Comune di Bari che assisterà donne in difficoltà, ospitandole in un luogo sicuro nel quale potranno avviare, in tutta serenità, un percorso di uscita dalla violenza di genere. Allo stesso tempo, siamo anche orgogliosi di rappresentare un’azienda che può vantare il 55% di dipendenti donne, anche a livelli apicali”.

“L’impegno dell’assessorato al Welfare nel contrasto alla violenza di genere prosegue quotidianamente a livello formativo, sociale e culturale, al fine di tutelare, accompagnare, proteggere e sostenere le donne vittime di violenza – ha proseguito Francesca Bottalico -. Un impegno che mira a prevenire la violenza ma anche a offrire strumenti e opportunità per l’autodeterminazione delle donne, affinché la necessità di denunciare e interrompere il circuito della violenza non sia bloccato dalla paura di rimanere sola o di non farcela da un punto di vista emotivo o economico. È in questa direzione che avviamo questa bellissima nuova sfida con Poste italiane, che ringrazio per la fiducia accordata e la lungimiranza di questa iniziativa. Grazie a questa collaborazione virtuosa daremo vita a un’esperienza di co-housing ad indirizzo protetto per donne, ed eventualmente minori, vittime di violenza e discriminazione, supportata da un’equipe di educatori e psicologi e da percorsi di reinserimento lavorativo”.

“Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per la consegna dell’immobile aziendale al Comune di Bari, con l’obiettivo di modificare nella società la percezione del fenomeno della violenza maschile sulle donne – ha commentato Massimiliano Monnanni, responsabile per Poste Italiane del settore Responsabilità sociale d’Impresa -. Poste Italiane è fermamente determinata ad operare in maniera proattiva al loro fianco in questa battaglia culturale, anche attraverso un concreto sostegno in termini di responsabilità sociale d’impresa con il progetto dell’autonomia abitativa, economica e sociale delle donne vittime di violenza con i loro figli, unico vero antidoto al ripetersi di tale fenomeni”. Poste Italiane, per il terzo anno consecutivo, ha ottenuto un posto di rilievo nella classifica Gender-Equality Index (GEI) 2022, il principale indice internazionale che misura la qualità delle iniziative aziendali per l’eguaglianza e l’inclusione, vantando una maggioranza femminile (circa il 55%) tra i propri dipendenti ed essendo una delle 19 aziende a livello mondiale ad aver superato in ogni fascia retributiva il gender pay gap, il divario retributivo di genere.