Sequestrati 440mila prodotti pericolosi e contraffatti nel Tarantino: blitz della Finanza in 36 negozi

I finanzieri del comando provinciale di Taranto hanno sequestrato oltre 440mila prodotti ritenuti pericolosi per i consumatori in 36 esercizi commerciali di Pulsano, Manduria, Sava, San Marzano di S. Giuseppe, Maruggio, Avetrana, Lizzano, Fragagnano, Grottaglie, Palagianello, Laterza e Ginosa.

Tra i prodotti sequestrati casalinghi, bigiotteria, ferramenta, cancelleria, accessori per abbigliamento, profumi e cosmetici, privi delle informazioni previste dal codice del consumo e potenzialmente dannosi per la salute pubblica. Tale provvedimento normativo stabilisce, infatti, che i prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, debbano riportare le indicazioni relative alla denominazione legale o merceologica del prodotto, all’identità del produttore, all’eventuale presenza di sostanze in grado di causare potenziale danno al consumatore nonché ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione.

All’esito degli approfondimenti investigativi, i titolari delle 36 rivendite interessate dai controlli sono stati segnalati all’autorità amministrativa. Le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria ora sono finalizzate alla disarticolazione della catena logistica, organizzativa e strutturale della filiera, nonché al recupero a tassazione dei ricavi derivanti dalle condotte illecite.

Truffa sui bonus edilizi in oltre 500 cantieri nel Leccese: 12 indagati. Maxi sequestro da 67 milioni

I finanzieri della Compagnia di Maglie, alle dipendenze del comando provinciale di Lecce, hanno scoperto una presunta frode che sarebbe stata attuata con le agevolazioni del superbonus al 110% e sequestrato beni e liquidità per oltre 67 milioni di euro in esecuzione di un decreto emesso dal gip del tribunale salentino su richiesta della Procura.

In tutto sono 12 gli indagati che rispondono di indebita percezione di erogazioni pubbliche, falsità ideologica in certificati commessa da persone che esercitano un servizio di pubblica necessità ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nove di essi sono accusati anche di associazione per delinquere. Nei confronti di un imprenditore, rappresentante legale della società al centro dell’inchiesta, anch’essa sottoposta a vincolo, è stata applicata la misura interdittiva di divieto di contrattare con la pubblica amministrazione e di esercitare attività professionali e imprenditoriali per la durata di un anno In particolare il provvedimento di sequestro preventivo è stato eseguito all’interno di numerosi istituti bancari e postali ‘terzi cessionari del credito’ per un importo quantificato in 25 milioni di euro e presso il ‘cassetto fiscale’ della società inquisita per oltre 42 milioni di euro.

L’indebita percezione di contributi per i bonus edilizi si riferisce a lavori non eseguiti, o eseguiti solo in parte, di ristrutturazione immobiliare in oltre 500 cantieri ricadenti nella provincia di Lecce, per i quali i professionisti abilitati e coinvolti nell’illecito ipotizzato avevano attestato lo stato finale dei lavori, rilasciandone il prescritto visto di conformità. Per tali interventi edilizi sono state emesse e contabilizzate oltre 1.200 fatture per operazioni inesistenti, inserite nel sistema dell’Agenzia delle Entrate, allo scopo di generare i crediti d’imposta e di procedere alla loro monetizzazione.

Traffico di droga, maxi blitz della Finanza a Bari: 31 misure cautelari. Sequestrati 2 milioni di beni

I finanzieri del comando provinciale di Bari e del servizio centrale investigazioni criminalità organizzata stanno dando esecuzione ad un provvedimento di 31 misure cautelari e al sequestro di beni per un valore di circa 2 milioni di euro nell’ambito di un’operazione per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bari, hanno sgominato un gruppo criminale dedito al narcotraffico.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10:30 nel Palazzo di Giustizia di Bari alla presenza del procuratore della Repubblica, Roberto Rossi.

Barche confiscate e sparite nel Salento: 6 denunce. Nei guai enti pubblici e associazioni no profit

Natanti confiscati agli scafisti erano stati affidati ad alcune associazioni no profit per svolgere scopi sociali e benefici, ma i finanzieri della sezione operativa navale di Gallipoli (Lecce) hanno scoperto che una unità da diporto era stata venduta per ripianare un debito, in un altro caso una barca sarebbe stata fatta sparire e un’altra era stata parcheggiata e smontata.

A conclusione dei controlli sei persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria ed è stata sequestrata un’imbarcazione. I finanzieri, in particolare, hanno individuato un’associazione no profit che aveva distratto un’imbarcazione affidatale in custodia giudiziale, vendendola ad una società adibita ad ormeggio e ricovero unità da diporto, allo scopo di ripianare un debito. In un’altra circostanza, i militari hanno individuato un ente pubblico a cui erano stati affidati, in custodia giudiziale, due natanti da utilizzare nell’attività di sorveglianza di un parco naturale marino regionale. Durante il controllo, l’ente non è stato in grado di giustificare la scomparsa di un natante e l’abbandono di un altro in un cantiere navale da cui mancavano tre motori.

Barba finta, passaporti falsi o nascondigli nei tir tra la merce: 10 immigrati clandestini fermati a Bari

La Guardia di Finanza di Bari ha scoperto i stratagemmi utilizzati da diverse persone per entrare clandestinamente in Italia. Un cittadino eritreo è stato fermato all’aeroporto dopo aver indossato una barba finta per somigliare alla persona di cui aveva il documento. Altri 4 sono stati invece arrestati dopo aver presentato un passaporto falso dopo essere scesi da un aereo arrivato da Atene.

Altre cinque persone sono state fermate al porto di Bari. Tra loro 4 cittadini extracomunitari, tra cui due minori, stati trovati nascosti tra la merce trasportata da alcuni tir provenienti dalla Grecia. In un caso un cittadino di origine iraniana era nascosto tra i semiasse del mezzo pesante.

Mola, intercettata barca a vela con 70 migranti: tra loro 5 minori. Lo sbarco al porto di Bari

Una imbarcazione a vela con a bordo una settantina di migranti, tra cui cinque minori, è stata intercettata dalle motovedette della guardia di finanza a largo della costa di Mola di Bari. Sono stati i finanzieri, con il supporto della guardia costiera, a scortare la barca alla banchina 24 del porto di Bari dove è attraccata intorno alle 7:45. Sono in corso le operazioni di sbarco con l’ausilio del personale del 118 e della polizia di frontiera (Foto BIT-Live).

Traffico internazionale di oloturie, blitz della Finanza: 21 arresti a Taranto

L’organizzazione si serviva di autotrasportatori stranieri per la spedizione in Grecia e Turchia del prodotto pescato ancora vivo, ma anche di ignari operatori di note aziende della logistica per spedizioni nazionali ed estere del prodotto lavorato ed essiccato. I cetrioli di mare sono molto utilizzati in Cina dove il valore delle oloturie essiccate parte da 700 euro fino a 3.000 euro per ogni chilogrammo.

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Furbetti del reddito di cittadinanza, 63 denunciati nel Foggiano: percepiti 691mila euro

La guardia di finanza di Foggia ha individuato e denunciato 63 persone che avrebbero indebitamente percepito il reddito di cittadinanza, per un ammontare complessivo di 691mila euro. I controlli a tutela della spesa pubblica e delle erogazioni previdenziali ed assistenziali hanno interessato tutto il territorio della provincia. Tutti i percettori del sussidio sono stati segnalati all’autorità giudiziaria e alla direzione provinciale Inps per la sospensione delle erogazioni.

Stando a quanto stabilito dalle fiamme gialle, numerose sarebbero le irregolarità riscontrate che vanno dalla mancanza del requisito della residenza effettiva nel territorio nazionale alle false dichiarazioni inerenti la composizione del nucleo familiare, dall’omessa dichiarazione dello svolgimento di attività lavorative, in diversi casi anche esercitate in nero, alla perdita del diritto al beneficio in conseguenza dello stato di detenzione. In un comune del Gargano, un intero nucleo familiare avrebbe presentato istanze per ottenere il reddito di cittadinanza, allegando una dichiarazione sostitutiva non veritiera e riscuotendo così oltre 21mila euro.