Foggia, scoperta choc della Finanza nel seminterrato di una palazzina: 500 chili di materiale esplosivo. Un arresto

Blitz della Guardia di Finanza nel seminterrato di una palazzina del quartiere Cep di Foggia. All’interno sono stati trovati 500 chili di materiale esplosivo ad alto potenziale. I militari hanno scoperto oltre 4mila ordigni, anche di grosse dimensioni, e utensili per la loro fabbricazione.

In un appartamento della palazzina nascosti anche un chilo di hashish, 100mila euro in contanti e una pistola a salve sprovvista del tappo rosso. L’area è stata messa in sicurezza e sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia di Stato. Il materiale è stato sequestrato mentre l’uomo che ne era in possesso è stato arrestato e condotto in carcere a Foggia.

Bari, blitz della Finanza nelle sale giochi e in centri scommesse: sequestrate 9 slot irregolari. Maxi multe

Sanzioni tributarie per 900mila euro e amministrative per circa 90mila euro, oltre al sequestro di 9 macchinette presenti nelle sale gioco. Questo è il bilancio dei militari della Guardia di Finanza, occupati nei giorni scorsi nell’area metropolitana di Bari in operazioni finalizzate al contrasto al gioco illegale e irregolare nei confronti di centri scommesse e sale giochi ubicati nel territorio dell’area metropolitana del capoluogo pugliese.

Nel corso delle attività di controllo, è stata riscontrata la presenza di 6 apparecchi (in gergo, chiamati video Newslot o Awp), messi nella libera disponibilità di tutti gli avventori, che non sarebbero stati rispondenti alle caratteristiche indicate dalle leggi. Sono stati, inoltre, rinvenuti 3 totem: le apparecchiature non sarebbero risultate collegate alla rete statale di raccolta gioco, ciò avrebbe precluso la lettura dei dati relativi alle somme giocate per la successiva quantificazione dell’imposta dovuta. Nei confronti dei centri scommesse e sale giochi sottoposti ad ispezione, in considerazione del mancato pagamento del Prelievo Erariale Unico e dell’Imposta Unica, sarebbe stata constatata un’evasione di circa 500mila euro, con correlate sanzioni tributarie per circa 900mila euro. Nei confronti degli esercizi in cui sarebbero sono state riscontrate irregolarità, i finanzieri hanno provveduto al sequestro delle schede presenti all’interno delle newslot e dell’importo rinvenuto all’interno delle stesse (circa 6mila euro).

Bari, acquascooter troppo vicini alla costa o senza assicurazione: scattano i sequestri. Proprietari multati

Negli ultimi giorni sono state intensificate le attività di controllo, anche sulla costa di Bari, da parte del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, per contrastare le condotte illecite da parte di conducenti di acquascooter, che navigando ad alta velocità o a pochi metri dalla costa, mettono a rischio la sicurezza dei bagnanti.

Gli interventi, scattati anche a seguito di segnalazioni da parte dei bagnanti pervenute tramite il numero di pubblica utilità 117, hanno permesso ai militari delle unità navali delle Fiamme Gialle in concorso con le pattuglie a terra, di sequestrate complessivamente in Puglia 5 acquascooter (2 a Bari, 2 a Brindisi e 1 a Lecce), di riscontrare diverse irregolarità amministrative e di scoprire una serie di falsi documentali per i quali sono in corso mirati approfondimenti.

Elevate sanzioni amministrative ai proprietari dei predetti acquascooter per aver navigato sottocosta, in orario non consentito ovvero in quanto sprovvisti di assicurazione e, in taluni casi, senza la prevista patente nautica e le dotazioni di sicurezza. Durante tutta la stagione estiva 2024, rende noto la Guardia di Finanza, gli equipaggi aeronavali continueranno ad effettuare mirati controlli sul litorale pugliese al fine di combattere l’utilizzo improprio degli acquascooter ed al fine di accertare che i relativi conducenti assumano condotte in linea con le più basilari norme che regolano l’ordine e la sicurezza pubblica in mare, la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare.

Soldi, lavoro e pranzi in cambio di commesse, 14 arresti: tra loro dirigenti dei Comuni di Trani e Barletta

In cambio di denaro, consulenze, lavori edilizi nelle proprie abitazioni, pranzi e percorsi benessere, alcuni dirigenti della Provincia Barletta-Andria-Trani (Bat), uno dei quali è stato arrestato, avrebbero affidato commesse a professionisti turbando ripetutamente la libertà degli incanti e omettendo di segnalare casi di conflitto di interesse.

È quanto emerge dalle indagini della Guardia di finanza che oggi ha arrestato 14 persone con le accuse, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti. Tra le nove persone finite in carcere ci sono, oltre al dirigente della Provincia Bat, due dirigenti dei Comuni di Trani e Barletta e un ingegnere. Le altre cinque persone sono agli arresti domiciliari. In una conferenza stampa in procura di Trani è stato evidenziato che le indagini riguardano la discarica di rifiuti speciali non pericolosi Cobema, di Canosa di Puglia. Gli indagati sono complessivamente 17, tra imprenditori anche della provincia di Salerno ed enti. E il denaro erogato dai professionisti che beneficiavano delle commesse pubbliche veniva drenato, in alcuni casi, da una società tra professionisti riconducibile a uno dei dirigenti indagati, in altri casi veniva dato personalmente.

Secondo quanto emerso, i lavori di chiusura definitiva e delle attività di post-gestione della discarica erano stati affidati dalla Provincia Bat con gara ad evidenza pubblica, senza comunicare l’inizio dei lavori al Comune di Canosa di Puglia, alla proprietà del sito o all’amministratore giudiziario, nonostante sulla discarica pendesse un procedimento penale per reati ambientali. I lavori erano stati preceduti da indagini ambientali fatte da un professionista che ha retrocesso parte dei compensi corrisposti dall’ente verso l’impresa del coniuge del dirigente competente all’affidamento dell’incarico. “Il patto corruttivo – evidenzia la Guardia di finanza – si è consumato con il silenzio del dirigente sull’affidamento fraudolento e sulla parziale indagine conoscitiva afferente allo stato dell’impianto e alle matrici ambientali”.

Case vacanza, controlli della Finanza nel Tarantino: scoperta evasione da oltre 150mila euro

La Guardia di Finanza di Taranto ha segnalato i titolari di alcuni B&B e di case vacanza di Martina Franca, Manduria, Maruggio, Mottola, Palagiano, Laterza e Ginosa che, secondo quanto emerso dalle verifiche, hanno omesso di dichiarare al Fisco redditi per circa 155mila euro relativi alla locazione turistica degli immobili.

È stata riscontrata in alcuni casi la violazione dell’obbligo di comunicazione alle Autorità di polizia delle generalità delle persone alloggiate. I titolari delle strutture ricettive interessati dalle attività ispettive sono stati individuati dalle Fiamme Gialle sulla base delle informazioni raccolte e dalla consultazione delle banche dati in uso al Corpo. Sono così emerse irregolarità dall’esame della documentazione acquisita e dalle risultanze scaturite dalle indagini bancarie.

Olio adulterato, blitz della Finanza a Cerignola: sequestrati 37mila litri. Scoperti 3 laboratori clandestini

La guardia di finanza della Compagnia di Cerignola (Foggia) ha scoperto tre laboratori clandestini adibiti alla preparazione di olio extra vergine di oliva contraffatto ed adulterato e sequestrato oltre 37mila litri di prodotto illegale.

Le fiamme gialle hanno individuato in aree diverse dell’agro cerignolano tre capannoni in cui veniva prodotto olio che sarebbe stato commercializzato come extra vergine di oliva, ma in realtà proveniente, come hanno documentato le analisi svolte dal personale dell’Arpa Puglia, da una miscelazione di olio di semi di girasole ad alto contenuto di acido linoleico con aggiunta di sostanze coloranti, come clorofilla e betacarotene in misura superiore ai limiti ammessi per gli oli destinati al consumo alimentare.

La miscela – stando a quanto ricostruito – veniva poi confezionata in taniche e lattine sulle quali erano apposte indicazioni attestanti la qualità extravergine del prodotto, per essere poi commercializzate. Sequestrati tutti gli strumenti e le attrezzature utilizzate per il confezionamento, imbottigliamento e miscelazione dell’olio d’oliva contraffatto tra cui 15 cisterne della capienza di 10mila litri e mille litri, pompe aspiratrici, imbottigliatrici multiple, colini, etichettatrici, soffiatrici e miscelatori insieme ad oltre 23mila lattine da 5 litri recanti indicazione “olio extra vergine di oliva”.

Tre persone sono state segnalate alla Procura di Foggia per commercio di sostanze nocive e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine. Due di esse devono rispondere anche di violazioni amministrative relative all’assenza di indicazioni sulla tracciabilità dell’origine e della qualità del prodotto alimentare.