I clan volevano prendersi il Foggia Calcio, il club sotto amministrazione giudiziaria: scattano arresti e Daspo – NOMI

Una campagna estorsiva con intimidazioni volte a determinare una cessione forzata della società Calcio Foggia per un valore inferiore a quello di mercato, sarebbe stata messa in atto da un gruppo di ultras diretta espressione della criminalità organizzata locale.

E’ quanto accertato da indagini condotte dalla procura distrettale antimafia di Bari che hanno portato alla esecuzione oggi della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti della società sportiva, all’arresto di quattro persone ritenute responsabili di tentata estorsione nei confronti del presidente della società e all’emissione di 52 daspo.

In particolare gli arresti sono stati fatti dalla polizia in esecuzione di una ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia barese nei riguardi di quattro persone accusate di tentata estorsione in danno del presidente del Calcio Foggia 1920. Si tratta di Marco Lombardi, Danilo Mustaccioli, Massimiliano Russo e Fabio Delli Carri.

I cinquantadue Daspo “fuori contesto”, sono stati emessi dal questore nei confronti di pregiudicati della provincia per delitti di criminalità organizzata e in materia di stupefacenti.

Secondo quanto accertato dalle indagini, la lunga campagna di intimidazione e di azioni violente era diretta a costringere il titolare della società sportiva a dimettersi e a cedere il controllo della società, in seguito al suo rifiuto di affidare di fatto a quei medesimi gruppi i servizi di gestione del sistema delle sponsorizzazioni e degli accrediti per l’ingresso allo stadio, oltre che il controllo di assunzioni e rapporti professionali all’interno della società sportiva.

Gli attentati erano cominciati il 18 giugno 2023, con l’esplosione di colpi di fucile indirizzati all’autovettura dell’allora capitano del Calcio Foggia 1920, e culminati con la collocazione di un rudimentale e pericoloso ordigno esplosivo vicino all’automobile di Emanuele Canonico, allora vice presidente della società Foggia Calcio 1920, parcheggiata all’interno della sede dell’impresa edile “CN Costruzioni Generali s.p.a.” a Modugno.

Nell’ambito delle indagini sono stati sventati due attentati incendiari ad autovetture in uso ai vertici del Foggia Calcio 1920 (in un caso, era individuato nella flagranza del reato un minorenne quale uno degli esecutori del progetto delittuoso).

Intercettazioni e perquisizioni hanno consentito, anche attraverso il sequestro di materiale informatico e documenti (fra i quali un foglio manoscritto, rinvenuto in possesso di uno degli indagati, sul quale erano stati cripticamente riportati gli obiettivi criminali delle azioni delittuose), di collegare tutti gli episodi intimidatori ad un’unica regìa, diretta a destabilizzare l’assetto gestionale societario e a condizionare negativamente le stesse attività sportive, imperniata sul ricorso alla forza intimidatrice di una delle “batterie” nelle quali, come noto, si articola il sodalizio mafioso della “Società Foggiana”.

Foggia, l’inviato di Striscia Pinuccio si esibisce a teatro ma i ladri svaligiavano l’auto nel parcheggio

Disavventura per Alessio Giannone, inviato di Striscia La Notizia noto con il nome di Pinuccio. Sabato si è esibito a Foggia con lo spettacolo “Non mi trovo” al Teatro Giordano, ma la sua auto parcheggiata all’esterno è stata saccheggiata dai ladri.

“Bella serata ieri a Foggia peccato che ci hanno svuotato l’auto”, le parole pubblicate sui social dopo l’amara scoperta.

Biglietto aereo Foggia-Monaco dimezzato per la finale di Champions dell’Inter, Pagliaro: “Ennesimo scandalo”

“In pieno scandalo concorsi truccati, Aeroporti di Puglia ci regala un’altra perla: il 50% di sconto sul costo del biglietto aereo Foggia-Monaco, per andare ad assistere alla finale di Champions League, inserendo il codice apuliagate. Questo è l’ennesimo “aeroportidipugliagate”, giustificato da un’intesa tra Regione e Camera di Commercio di Foggia”.

Inizia così la nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani, sull’offerta destinata ai tifosi dell’Inter per raggiungere il 31 maggio, da Foggia, Monaco di Baviera per la finale di Champions contro il Psg.

“Ma vogliamo sapere in che percentuale Aeroporti di Puglia si farà carico della metà del costo del biglietto, per una partita di calcio disputata da una squadra non pugliese. Quanto pagherà la Regione, e quanto la Camera di Commercio di Foggia? È l’ennesima iniziativa spot in stile Aeroporti di Puglia, a cui il presidente Vasile ci ha purtroppo abituati – si legge -. Anziché preoccuparsi di trattative serie con le compagnie aeree per costringerle a calmierare i prezzi dei voli schizzati alle stelle, come noi gli chiediamo da sempre, il presidente di Aeroporti di Puglia – con il tacito assenso della Regione – sforna un’altra delle sue trovate”.

“E intanto i salentini fuori sede (ma anche i turisti) devono rinunciare a raggiungere il Salento, perché il prossimo 31 maggio – mentre i tifosi interisti potranno andare a Monaco anche a spese della Regione (e cioè nostre) per la finale di Champions – il costo di un volo Milano-Brindisi è arrivato a 400 euro. Piuttosto, la Regione dia seguito alla nostra mozione per cofinanziare la continuità territoriale per l’aeroporto di Brindisi, e stipuli accordi con le nostre Camere di Commercio per finalità più serie, e cioè per garantire il diritto alla mobilità ai nostri studenti fuori sede, ai lavoratori pendolari, ai tanti salentini che non possono permettersi di sostenere i costi dei biglietti aerei da e per Brindisi, e che a Pasqua hanno dovuto rinunciare al rientro in famiglia per il caro voli”, aggiunge Pagliaro.

“Basta con queste politiche squilibrate e con questi sperperi! Aeroporti di Puglia ha davvero passato il segno – conclude il consigliere -. E chiediamo al presidente Emiliano di spiegare e non far finta di niente, visto che ha condiviso il post del vicepresidente Piemontese, che gongola per questa iniziativa che promuove l’aeroporto della sua Foggia”.

Traffico droga da Colombia e Spagna e assalti a portavalori: sequestro 2,5 mln di beni a pregiudicato di Cerignola

Avrebbe accumulato soldi e proprietà attraverso le attività illecite per le quali è stato più volte condannato. Per questo la divisione Anticrimine della questura di Foggia e la Guardia di finanza di Bari ha dato esecuzione a un decreto di sequestro di beni, finalizzato alla successiva confisca, per un valore di 2,5 milioni nei confronti di un foggiano.

Secondo quanto comunica la Guardia di finanza, l’uomo è stato anche condannato dal Tribunale di Brescia, con altre persone, per il tentato assalto al caveau della società Mondialpol di Calcinatello, sventato solo grazie al preventivo intervento delle forze dell’ordine: qualora fosse andato a buon fine, avrebbe fruttato all’organizzazione criminale circa ottanta milioni di euro.

Tra gli altri reati di cui è accusato, ci sono assalti a furgoni portavalori su tutto il territorio nazionale, portati a termine con estrema violenza e tecniche paramilitari, e con l’utilizzo di armi da guerra ed esplosivi.

L’uomo, inoltre, come ricostruito nell’ambito delle inchieste che lo hanno interessato nel corso degli anni, sarebbe coinvolto in traffici organizzati di sostanze stupefacenti, a carattere transnazionale, dalla Colombia e dalla Spagna.

Tra i beni sequestrati ci sono: una impresa agricola, una impresa per il commercio all’ingrosso di prodotti surgelati, un appartamento con box e rapporti finanziari.

Foggia, medici aggrediti dopo la morte della 23enne Natasha: il Riesame dice sì all’arresto di quattro familiari

Il Tribunale del Riesame di Bari ha accolto l’appello presentato dalla Procura contro il no del gip di Foggia all’arresto dei quattro parenti di Natasha Pugliese, la 23enne di Cerignola deceduta a settembre, imputati per aver aggredito il personale sanitario del Policlinico Riuniti di Foggia a seguito della morte della ragazza.

Sono stati così disposti gli arresti domiciliari per il padre, due fratelli e lo zio della 23enne. I quattro, tramite il legale, hanno presentato ricorso in Cassazione e ora toccherà alla Suprema Corte pronunciarsi sulla vicenda.

L’aggressione avvenne il 4 settembre del 2024 davanti alla sala operatoria della chirurgia toracica dopo la notizia del decesso. I familiari avrebbero aggredito verbalmente e fisicamente medici, infermieri e personale sanitario costretto a barricarsi in una stanza attigua per sfuggire alla violenza. La scena fu ripresa e le immagini diventarono virali, suscitando anche sdegno e preoccupazione.

Sulla morte della 23enne resta aperto un altro filone, quello relativo all’eventuale colpa medica e che vede indagati una ventina tra medici e operatori sanitari accusati di omicidio colposo, oltre alla persona che la sera del 18 giugno a Cerignola investì la ragazza.

Rimosso tumore addominale di 21 chili, operazione rara al Policlinico di Foggia: 50enne sta bene

Un intervento chirurgico raro e complesso per la rimozione di un tumore addominale del peso di 21 chili è stato eseguito nei giorni scorsi al Policlinico Riuniti di Foggia.

Il caso è stato trattato dalla Struttura Complessa di Ginecologia e Ostetricia Universitaria I, in collaborazione con la Struttura Complessa di Chirurgia Generale Universitaria e con la Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione Universitaria del Policlinico Foggia.

La massa del tumore, di dimensioni eccezionali, occupava l’intera cavità addominale della paziente, ostacolando i normali movimenti respiratori del diaframma e determinando una significativa compressione dei grossi vasi, in particolare dell’arteria aorta e della vena cava inferiore.

Durante l’operazione, la reale entità della patologia è emersa in tutta la sua complessità in quanto la massa comprimeva strutture anatomiche fondamentali e rendeva estremamente difficoltose le manovre chirurgiche.

Si è dovuto ricorrere a una laparotomia estesa, abbandonando l’approccio mini-invasivo solitamente preferito nei casi oncologici. La paziente, una donna di circa 50 anni residente a Foggia, è attualmente ricoverata. Le sue condizioni cliniche sono stabili.

Foggia, associazione antimafia Giovanni Panunzio sospende attività: “Sede inagibile il Comune intervenga”

Pezzi di cartongesso e parti di intonaco che finiscono su scrivanie, sedie e arredi: nonostante le segnalazioni al Comune, nulla è stato fatto e l’associazione Giovanni Panunzio di Foggia (dedicata all’imprenditore edile assassinato dalla mafia il 6 novembre del 1992) ha sospeso la sua attività nel campo dell’antimafia sociale.

La sede offerta dal Comune in comodato d’uso nove anni fa è ormai inagibile. Il contratto prevede la concessione e l’utilizzo di due sale al primo piano di un palazzo storico che si trova nel centro di Foggia, a due passi dalla villa comunale. Negli anni scorsi in quei locali sono state svolte attività di antimafia sociale e culturali, sono state ospitate scolaresche, cittadini, comitati e gruppi, ed è stata data ospitalità anche a persone in difficoltà che hanno segnalato situazioni di illegalità.

La prima segnalazione agli uffici comunali competenti – stando a quanto riferito dal presidente, l’avvocato Dimitri Lioi – risale al giugno 2023. Nulla si è mosso e, dall’inizio del 2025, l’associazione ha sospeso le attività all’interno della sede per questioni di sicurezza.

“In questo modo viene ostacolata non solo un’attività associativa, ma una presenza civile che lavora da anni per il bene comune. Ci dispiace moltissimo per questa situazione – sottolinea ancora il presidente -. Ma l’associazione Panunzio non può più operare nella sua sede. Insistiamo perchè il Comune intervenga in modo da poter rimanere in quella sede a svolgere la nostra attività. I beni comuni, la memoria viva e l’impegno civico non possono restare ai margini. Meritano ascolto, azione e responsabilità. L’auspicio è che quella palazzina diventi la casa delle associazioni”.

Foggia, sventrato nella notte lo sportello bancomat della banca BBC: ladri in fuga con bottino

Due violente esplosioni nel corso della notte hanno interessato lo sportello bancomat della banca BCC San Giovanni Rotondo in viale Manfredi a Foggia.

Le due esplosioni (da verificare se compiute con il classico posizionamento della marmotta o con ordigni) hanno completamente divelto lo sportello bancomat e distrutto anche i vetri delle auto parcheggiate nelle immediate vicinanze.

Stando alle prime informazioni raccolte, il colpo sarebbe andato a termine. I malviventi sarebbero fuggiti con il bottino ancora da quantificare.

Paura tra i residenti del quartiere ferrovia svegliati nel cuore della notte. Sul posto le forze dell’ordine che hanno avviato indagini per risalire alla banda anche attraverso la visione delle immagini della videosorveglianza

Pedopornografia, maxi operazione in Italia: 4 arresti e 15 indagati. In manette anche 27enne di Foggia

Vasta operazione nazionale della Polizia di Stato contro lo sfruttamento sessuale dei minori online, coordinata dalla procura di di Napoli: 4 persone sono state arrestate e 15 indagate per detenzione di ingente materiale pedopornografico.

Sequestrati numerosi wallet di criptovalute e dispositivi informatici con decine di migliaia di files illegali.

Tra gli arrestati un disoccupato 27enne di Foggia, un informatico 49enne di Biella, un operaio di 22 anni di Caserta e un massaggiatore 36enni di Pesaro Urbino.

Tra gli indagati di età tra 22 e 67 anni un operaio, alcuni impiegati e professionisti, e un esercente la professione forense.

Foggia, annullato il forum sul terrorismo con l’ex dirigente di Prima linea Sergio D’Elia: “Motivi di sicurezza”

Con una comunicazione giunta questa mattina è stato annullato “per motivi di sicurezza” l’evento ‘Mai Più Terrorismo’ in programma alle 10 nell’aula magna del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia, al quale avrebbe dovuto partecipare, tra gli altri, di Sergio D’Elia, già dirigente di Prima Linea e segretario dell’associazione Nessuno Tocchi Caino.

L’annuncio della sua partecipazione aveva suscitato molte polemiche. Anpi, Arci, Flc Cgil, Legambiente e Udu Link avevano chiesto a docenti e studenti di disertare la manifestazione. L’università ha chiarito che “l’evento è annullato per motivi di sicurezza e preoccupazioni legate all’ordine pubblico”.

“La decisione, presa questa mattina – si evidenzia nella nota di UniFg – è il risultato di un’attenta valutazione della situazione a seguito di segnalazioni di disordini.  Dopo aver consultato le autorità competenti, l’Università ha ritenuto necessario adottare questa misura per garantire l’incolumità di tutti i
partecipanti, in particolare, degli studenti universitari e delle scuole superiori coinvolti nell’evento”.

“Per i ragazzi presenti all’università sarebbe stato utile sapere che il peccato originale non sia né a destra né a sinistra, ma sta nella concezione della violenza come forma di lotta politica. Questo volevamo fare capire ai ragazzi oggi”. Lo ha detto Sergio D’Elia, ex dirigente di Prima Linea e segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino, durante una conferenza stampa organizzata dopo l’annullamento dell’evento.

“Siccome io ne ho fatto esperienza – ha proseguito – forse avrei avuto qualche titolo per dire non seguite la mia strada, quella di 50 anni fa. Non è vero che il fine giustifica i mezzi, non è vero che la violenza è elevatrice della storia. Sarebbe stato utile per ragazzi di 17-18 anni (avrebbero partecipato anche studenti di istituti superiori), coetanei di quelli che sono stati assassinati per questa visione di ritenere il proprio nemico uno da uccidere, da abbattere, e non uno con cui cercare un dialogo”.

D’Elia ha evidenziato che si voleva parlare di terrorismo e ha domandato “cosa dovevamo fare: mettere insieme uno delle Br e uno dei Nar per equilibrare? Il merito di questa iniziativa era celebrare la vita di due giovani vittime dei confini della visione identitaria, settaria ma alimentata da odio ideologico (Benedetto Petrone, militante comunista barese ucciso nel ’77; e Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel ’75, ndr)”.

L’università, ha concluso, è “il tempio del sapere e se non c’è il confronto, il dubbio, il dialogo tra saperi diversi diventa un luogo monotono, un cimitero della saggezza. Le persone che oggi non sono venute hanno deciso che quel luogo non andava frequentato perché erano presenti persone diverse da sé, hanno manifestato di non essere liberi, di essere in un recinto ideologico”.