Furti al cimitero di Altamura, cittadini disperati: “Violate tombe e cappelle dei cari defunti servono più controlli”

“Con la presente desidero portare alla Vostra attenzione una situazione di crescente preoccupazione riguardante il cimitero comunale di Altamura. Purtroppo, da diverso tempo, si stanno verificando ripetuti atti di furto all’interno del cimitero, con particolare riferimento alla sottrazione di fiori, luci votive e altri arredi sacri dalle tombe e cappelle dei nostri cari defunti. Questi atti, oltre a rappresentare un grave oltraggio alla memoria dei nostri cari, sono una ferita per la comunità tutta e stanno generando indignazione tra i cittadini, che non si sentono tutelati”. Inizia così la denuncia firmata da un portavoce dei cittadini inviata all’Amministrazione comunale di Altamura dopo i furti registrati nel cimitero.

“È evidente che la mancanza di una sorveglianza adeguata, sia da parte del custode incaricato sia attraverso sistemi di video sorveglianza, sta favorendo tali episodi. Si ritiene che il cimitero comunale debba essere un luogo di rispetto e raccoglimento, e che garantire la sua sicurezza debba essere una priorità. Pertanto, chiedo che vengano presi immediati provvedimenti per rafforzare la vigilanza nel cimitero, introducendo un’adeguata e continua presenza del custode, al fine di prevenire e dissuadere comportamenti illeciti e l’installazione di un efficace sistema di videosorveglianza, per monitorare le aree del cimitero e identificare i responsabili di tali atti”.

Serie di furti in chiesa nel Leccese, via con i soldi degli offertori: arrestato 38enne. Bottino da mille euro

Si sarebbe intrufolato in diverse chiese del basso Salento asportando complessivamente circa un migliaio di euro dall’interno degli offertori e dai candelieri votivi.

Il ladro seriale, un uomo di 38 anni originario di Gagliano del Capo, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Tricase in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Lecce su richiesta della Procura. Fondamentale si è rivelata l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza delle telecamere presenti nelle zone interessate.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe reso responsabile di otto furti, consumati nel periodo compreso tra novembre 2023 e marzo 2024, in altrettante chiese dei comuni di Castrignano del Capo, Miggiano, Salve, Tiggiano e Tricase. In un’occasione l’uomo sarebbe riuscito anche a smantellare la cassetta di sicurezza per la raccolta delle offerte, incassata nella parete del santuario Santa Maria di Leuca, a Castrignano del Capo. Al 38enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato applicato anche il braccialetto elettronico.

Furti, rapina e riciclaggio di mezzi rubati ad Andria: “Gruppo spregiudicato” – I NOMI DEI 6 ARRESTATI

“Abbiamo compiuto uno sforzo ciclopico di controllo del territorio per contrastare l’attività degli indagati che si sono rivelati un gruppo organizzato, spregiudicato e pronto a tutto per di portare a termine i furti e le rapine pianificate”. Così, il comandante provinciale dei carabinieri di Barletta – Andria – Trani, il colonnello Massimiliano Galasso ha definito, nel corso della conferenza stampa a Trani, l’attività delle sei persone arrestate ad Andria con l’accusa, contestata a vario titolo di associazione per delinquere, rapina, furto e riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta denominata Raptor.

Quattro degli indagati sono in carcere, gli altri due ai domiciliari, tutti sono di Andria. Si tratta di Massimo Grillo di 51 anni, Nicola Sgaramella di 48 anni, Pietro Moschetta di 45 anni, dei 50enni Vincenzo Lombardi e Riccardo Zingaro e Giovanni Terlizzi di 39 anni. Una organizzazione retta da tre di loro che decidevano e pianificavano i furti e le rapine da compiere, gli altri invece avrebbero avuto compiti legati alla logistica oppure “erano vedette che avvisavano del possibile arrivo delle forze dell’ordine”, ha spiegato il colonnello.

L’indagine durata tre mesi, da dicembre 2023 al marzo scorso, ha permesso di accertare che il gruppo sarebbe responsabile di una rapina ai danni di una azienda di trasporti di Andria, di tre furti messi a segno a Matera, Trani e San Benedetto del Tronto, di uno tentato a Trani e del riciclaggio di un trattore stradale risultato rubato. Nel loro mirino finivano per lo più mezzi pesanti e macchine operatrici. “Una refurtiva del valore di oltre 400mila euro che abbiamo recuperato”, ha chiarito il maggiore Paolo Milici responsabile del Nucleo investigativo dei carabinieri Bat. “Tre le possibilità di uso dei mezzi rubati – ha puntualizzato Galasso – la restituzione alla vittima previo pagamento di una somma di denaro, la vendita su mercati paralleli e l’ultima consiste nell’incendiarli”. “Questi sono reati che incidono sull’economia legale perché togliere un mezzo d’opera a una impresa vuol dire non solo bloccare la produzione ma anche perdita di posti di lavoro”, ha sottolineato Galasso.

Furti, rapina e riciclaggio di mezzi rubati. Blitz dei Carabinieri ad Andria: 6 arresti

I carabinieri hanno arrestato ad Andria sei persone accusate di aver fatto parte di un gruppo che per mesi avrebbe messo a segno furti, rapine e riciclaggio dei mezzi rubati.

In quattro sono finite in carcere e due agli arresti domiciliari. Rispondono a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al compimento di furti, rapine e riciclaggio di veicoli. Le misure cautelari sono state disposte dal gip del tribunale di Trani su richiesta della procura.

L’indagine è stata denominata Raptor, ovvero Rapace, per le modalità messe in campo dal gruppo. Gli accertamenti investigativi sono iniziati nel dicembre dello scorso anno. I dettagli dell’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa nella sede del comando provinciale carabinieri Bat, a Trani.