Traffico di droga, arrestato in Spagna il latitante tarantino Emanuele Capuano: era irreperibile dal dicembre 2024

La Polizia di Stato ha arrestato in Spagna un latitante tarantino di 45 anni, Emanuele Capuano, irreperibile dal dicembre 2024 dopo essere sfuggito a un mandato di cattura.

L’uomo era destinatario di un ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Taranto: deve espiare oltre 13 anni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione.

Secondo quanto riferito dalla Questura, è ritenuto un pericoloso broker del narcotraffico internazionale. Le indagini della Squadra Mobile di Taranto, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con il supporto del Servizio centrale operativo, del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e della direzione centrale per i Servizi Antidroga, hanno consentito di localizzarlo all’estero.

Il 45enne si era rifugiato nel sud della Spagna, contando sull’appoggio di alcuni complici. In esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura Generale di Taranto, su richiesta degli investigatori jonici, è stato rintracciato dalla Guardia Civil in una località balneare nei pressi di Alicante. Attualmente è detenuto in territorio spagnolo in attesa dell’estradizione in Italia.

Mafia, tentato omicidio e armi. Rintracciato a Mola il latitante Carlo Biancofiore: deve scontare due condanne

I militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, con supporto in fase esecutiva di personale dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, hanno rintracciato a Mola il latitante, dal mese di luglio, Biancofiore Carlo, classe 1979. L’uomo era l’unico elemento del clan Velluto di Bari riuscito a scappare nel blitz nella scorsa estate.

È destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per i reati (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Pistola, proiettili e documenti falsi in casa. Arrestato latitante albanese a Fasano: era ricercato dal 2022

I finanzieri del GICO del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno arrestato a Fasano un cittadino albanese, latitante internazionale, destinatario di un mandato di cattura emesso il 10 marzo 2022 dal Tribunale Penale di Lushnja.

Doveva scontare due anni di reclusione per possesso illegale di armi ed esplosivi, reato commesso nel 2015 all’interno di un bar in Albania. Alla vista dei militari, il latitante è stato fermato e gli è stato notificato il provvedimento di arresto provvisorio ai fini estradizionali.

Durante una perquisizione domiciliare, è stata trovata una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e quattro proiettili nel caricatore, oltre a documenti falsi che gli consentivano di coprire la latitanza.

Per detenzione abusiva di armi e munizioni sul territorio nazionale, l’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Brindisi e condotto nel carcere locale in attesa di giudizio. Sono in corso accertamenti sulla responsabilità di una connazionale che gli ha offerto ospitalità.

Arrestato a Bari dopo 26 anni di latitanza, viene scarcerato dopo 3 mesi: “Mancano documenti per l’estradizione”

Per mancanza di documenti a supporto della richiesta di estradizione, è stato scarcerato, dopo poco più di tre mesi trascorsi in carcere, il 60enne svizzero Daniel Earl Ricardo Connor, arrestato il 10 ottobre scorso dalla Guardia di finanza su mandato d’arresto internazionale, emesso nel 1999.

L’uomo, ricercato da 26 anni per una presunta frode su titoli finanziari per oltre venti milioni di dollari commessa a New York, fu trovato a bordo di un catamarano al largo di Bari. Il 60enne è tornato in libertà su decisione della Corte di Cassazione.

Stando al mandato di arresto, l’uomo è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode su titoli finanziari e riciclaggio dei proventi illecitamente acquisiti. Avrebbe svolto – secondo i magistrati di New York – un ruolo chiave agendo come prestanome offshore in transazioni su titoli per i dirigenti di una società di intermediazione mobiliare e riciclando i proventi di frodi sui titoli. Avrebbe così riciclato 20 milioni di dollari partecipando a numerose manipolazioni azionarie proponendosi come banchiere e consulente attraverso il suo studio ‘Connor &Associates a Ginevra.

Subito dopo l’arresto, era stata avviata la procedura di estradizione verso gli Stati Uniti: la Corte di Appello ha fissato l’udienza e il ministro della Giustizia ha comunicato alle autorità americane l’avvenuta carcerazione. A quel punto sono scattati i 45 giorni di tempo per il deposito dei documenti. Decorsi i termini, dagli Usa sarebbe pervenuta solo una nota diplomatica.

La difesa del 60enne, gli avvocati Francesco Maria Colonna e Eziana De Nora, a fine novembre ha chiesto la scarcerazione per documentazione incompleta. I giudici baresi hanno respinto la richiesta, così i legali si sono rivolti alla Cassazione, che ieri ha annullato senza rinvio il provvedimento di rigetto della Corte d’Appello. L’indagato ha lasciato ieri sera il carcere di Bari. Il 27 gennaio è fissata in Corte d’appello l’udienza per decidere sull’estradizione

“Finto pastore” si nasconde nel presepe tra le statue giganti, la scoperta choc: era latitante. Arrestato 38enne

Deve scontare una pena di 9 mesi e 15 giorni per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, è latitante e si nasconde nel grande presepe allestito in piazza Crocifisso a Galatone.

Protagonista un 38enne originario del Ghana, destinatario di un provvedimento di esecuzione di carcerazione emesso dalla Procura di Bologna. L’uomo, dopo essere stato scoperto, è stato trasferito nella casa circondariale di Lecce per l’espiazione della pena. Ad accorgersene è stato il sindaco Flavio Filoni: il “pastore” infatti si muoveva e parlava con le altre figure.

Operazione antidroga tra Bari e Tirana, latitante albanese estradato in Italia: è stato arrestato a Durazzo

È giunto nella tarda serata di ieri ed è stato immediatamente consegnato alle autorità italiane un cittadino albanese, arrestato a Durazzo (Albania) il 21 maggio 2025 nell’ambito dell’operazione internazionale “URA”.

L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Speciale Procura Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, aveva riguardato l’ esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa).

Il cittadino albanese, proveniente dal carcere di Tirana, è giunto in Italia presso l’aeroporto di Roma Fiumicino scortato da personale del Servizio Centrale per la Cooperazione di Polizia e, dopo le formalità di rito effettuate da personale della Direzione Investigativa Antimafia e della Polaria, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.

L’odierna attività di polizia giudiziaria si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volto a contrastare l’imponente traffico internazionale di cocaina ed eroina gestito dalle organizzazioni criminali albanesi

Ricercato dal 2023, arrestato il latitante Onofrio Margaritondo: era nascosto in una villa tra Fasano e Locorotondo

Onofrio Margaritondo, esponente di vertice della Sacra Corona Unita e latitante dal 2023, è stato arrestato dai Carabinieri di Brindisi in una villa nelle campagne tra Fasano e Locorotondo.

Il 49enne di Fasano, secondo gli inquirenti, è stato uno storico referente di organizzazioni criminali albanesi nel territorio, responsabile anche di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di traffico di extracomunitari.

Nel 2023 è stato colpito da un’ordine di carcerazione a oltre 7 anni per estorsione e danneggiamento. I militari hanno trovato durante le perquisizioni una pistola clandestina, denaro e documenti falsi. Il proprietario dell’immobile e la sua compagna sono stati denunciati per favoreggiamento aggravato.

Foggia, arrestato il latitante Leonardo Gesualdo: era tra i più pericolosi. Si nascondeva da 5 anni

È stato arrestato all’alba di oggi il latitante foggiano Leonardo Gesualdo, di 39 anni, ritenuto dagli investigatori elemento di spicco della ‘Società foggiana’, ricercato dal 2020 dopo essere sfuggito al blitz Decimabis e condannato in primo grado a 12 anni per associazione mafiosa.

Era inserito nella lista dei latitanti più pericolosi. I carabinieri del Gis lo hanno bloccato in un’abitazione alla periferia di Foggia mentre stava dormendo. Non ha opposto resistenza.

Nel corso della perquisizione è stata ritrovata una pistola con sei colpi nel caricatore. Nel rifugio Gesualdo era stato localizzato nei giorni scorsi a conclusione delle indagini svolte in questi mesi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia sotto il coordinamento della Dda di Bari, guidata dal procuratore Roberto Rossi.

Bari, nascosto fra la merce in un camion diretto in Albania: latitante albanese arrestato al porto

La Guardia di Finanza e la Polizia di Frontiera hanno arrestato al porto di Bari un latitante albanese. L’uomo era nascosto tra la merce di un camion in partenza per l’Albania.

I militari hanno ispezionato un autoarticolato carico di materiale elettrico pronto a imbarcarsi e hanno scoperto l’uomo, dagli accertamenti si è scoperto che si trattava di un cittadino albanese ricercato da mesi.

Su di lui pendeva infatti un mandato di cattura internazionale emesso dal Tribunale di Valona lo scorso 10 febbraio. È accusato di gravi reati commessi in Albania, tra cui maltrattamenti in famiglia, rapimento e minacce. L’uomo è stato stato portato nel carcere di Bari.

Sorpreso in compagnia del figlio di 4 anni: arrestato il latitante Daniele Di Palmo. Era ricercato da mesi

Il 35enne Daniele Di Palmo, latitante da oltre sei mesi, è stato arrestato dai carabinieri a Leporano, in provincia di Taranto. L’uomo – ritenuto dagli investigatori al vertice di un clan dedito al narcotraffico internazionale – era in compagnia del figlio di quattro anni che – a quanto si apprende – sua moglie spesso affidava agli uomini del clan perché lo portassero a trascorrere qualche giorno con il papà.

I militari in borghese lo hanno sorpreso mentre faceva una passeggiata in bici con il bimbo e Di Palmo non ha opposto resistenza. Non aveva armi con sé e neppure nell’abitazione che era l’ultimo dei covi utilizzato per nascondersi.

Di Palmo era ricercato da settembre scorso per aver ferito a colpi di arma da fuoco un’altra persona a Francavilla Fontana, Dopo questo episodio fece perdere le sue tracce. Su di lui pendevano tre ordinanze di custodia cautelare: due del gip del tribunale di Lecce e una del giudice di Brindisi. E’ accusato di ricettazione aggravata, detenzione, porto in luogo pubblico e cessione di arma clandestina, evasione ed esplosione pericolosa commessa in concorso di cause.

In questi mesi le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e dalla procura di Brindisi e sono state condotte dai carabinieri. Ora Di Palmo si trova i carcere.

Nell’ambito dell’indagine finalizzata alla ricerca del latitante sono state già arrestate tre persone ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e porto di armi clandestine, munizioni e manufatti esplodenti, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Inoltre sono state sequestrate complessivamente cinque pistole di cui tre con matricola abrasa, 185 cartucce di vario calibro. Sequestrati anche 336 ordigni artigianali contenenti 18 chili di esplosivo, 250 grammi di cocaina e 800 grammi di marijuana.