Terrore a Molfetta, rapina armata al centro commerciale: il momento della sparatoria. Ladro ferito – VIDEO

Attimi di terrore questa mattina al centro commerciale di Molfetta dove si è verificata una rapina a mano armata in una gioielleria. Chi è entrato in azione (con una maschera al volto e da solo) pare abbia usato un mitra. Qualcuno ha ipotizzato che si trattasse di un’arma giocattolo in un primo momento.

+++ IL VIDEO DELLA SPARATORIA SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Sono stati esplosi diversi colpi, numerosi i bossoli  ritrovati sull’asfalto. Gli attimi di terrore della sparatoria sono stati immortalati in diversi video. Il bilancio è di due feriti. Uno di loro è stato trasportato in codice rosso in ospedale, è grave. Ferito anche il rapinatore, arrestato.

+++ IL VIDEO DELLA RAPINA +++

Il malvivente è stato catturato anche grazie alla collaborazione di alcune persone, tra cui l’intervento di un carabiniere fuori servizio. Sul posto 118, Carabinieri e Polizia Locale.

Terrore a Molfetta, rapina armata al centro commerciale. Esplosi colpi di pistola: due feriti uno è grave

Attimi di terrore questa mattina al centro commerciale di Molfetta dove si è verificata una rapina a mano armata in una gioielleria. Chi è entrato in azione (con una maschera al volto e da solo) pare abbia usato un mitra. Qualcuno ha ipotizzato che si trattasse di un’arma giocattolo in un primo momento.

+++ IL VIDEO DELLA SPARATORIA +++

Sono stati esplosi diversi colpi, numerosi i bossoli  ritrovati sull’asfalto. Il bilancio è di due feriti. Uno di loro è stato trasportato in codice rosso in ospedale, è grave. Ferito anche il rapinatore, arrestato.

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Il malvivente è stato catturato anche grazie alla collaborazione di alcune persone, tra cui l’intervento di un carabiniere fuori servizio. Sul posto 118, Carabinieri e Polizia Locale.

Follia a Molfetta, tenta di dare fuoco alla moglie e la ferisce alla gola davanti alla figlia di 10 anni: arrestato 43enne

Prende una tanica di liquido infiammabile e un accendino con l’obiettivo di dare fuoco alla moglie sotto gli occhi della figlia di 10 anni, non riuscendo nel suo intento impugna un coltello, l’afferra dalla gola e la ferisce.

L’episodio è accaduto ad agosto a Molfetta, i Carabinieri hanno arrestato un 43enne del posto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Tutto ha avuto origine dalla morbosa gelosia dell’uomo e dell’abuso di sostanze stupefacenti. Le violenze domestiche sarebbero andate avanti per anni.

Lo scorso mese, dopo l’ennesima lite, l’episodio più violento. La donna è riuscita a salvarsi sottraendo la tanica di benzina approfittando di un attimo di distrazione da parte dell’uomo, finito prima in carcere e poi ai domiciliari.

Omicidio Antonella Lopez, un anno fa la tragica morte al Bahia di Molfetta. La mamma: “Figlia mia dove sei?”

È passato un anno esatto dall’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore al Bahia di Molfetta il 22 settembre 2024. “Figlia mia dove sei? Sei un chiodo fisso”, il messaggio pubblicato sui social e sulle note della canzone “La Rondine” da parte della mamma.

A processo c’è il 22enne Michele Lavopa, reo confesso dell’assassinio della ragazza, accusato di omicidio e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso. Con lui Eugenio Palermiti junior, nipote 21enne del boss omonimo di Japigia, accusato di essere andato armato nel locale e reale il bersaglio di Lavopa, Mario Ruta e Giuseppe Fresa (entrambi di 22 anni), che avrebbero aiutato Lavopa a disfarsi della pistola calibro 7,65 che aveva ucciso Antonella.

Antonella Lopez è stata uccisa per sbaglio in un regolamento di conti tra Lavopa, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, e Palermiti, rimasto ferito lievemente. Tra loro c’erano stati screzi in passato. In discoteca è nato un diverbio tra le due comitive, Lavopa ha estratto la pistola e ha fatto fuoco, uccidendo la 19enne.

 

Nuove risonanze magnetiche nucleari Tesla in ospedale a Putignano e Molfetta: investimento da 1,5 milioni

Gli ospedali di Putignano e Molfetta, in provincia di Bari, saranno presto dotati di risonanze magnetiche nucleari. Lo annuncia la Asl Bari che, recentemente, ha deliberato l’acquisto dei due macchinari 1,5 Tesla, destinati alle Radiologie del presidio di Molfetta, dove la risonanza non c’è mai stata, e di Putignano, dove un apparecchio è stato attivo dal 2002 al 2013.

L’investimento complessivo è di circa un milione e mezzo di euro nell’ambito di un programma complessivo che sfiora i 40 milioni di euro tra fondi Pnrr, Fesr e altre fonti di finanziamento.

Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, “avere grandi macchine di ultima generazione come le risonanze magnetiche, distribuite strategicamente in tanti ospedali, vuol dire garantire alla popolazione esami di alto livello e una capacità diagnostica certamente migliore”. Il direttore generale della Asl Bari, Luigi Fruscio, ricorda che si tratta di ultimi arrivi “di un programma molto più vasto e articolato di investimenti che tra il 2023 e il 2025 ha riguardato tutti gli ospedali della Asl ed è tuttora in corso con altri acquisti deliberati”, con l’obiettivo di “abbattere le liste di attesa aumentando l’offerta con oltre 2.500 risonanze aggiuntive, mettendo in campo le quattro Radiologie degli ospedali di Altamura, Di Venere, San Paolo e Monopoli e il personale necessario per eseguire esami serali sino alle ore 23, da lunedì a sabato e anche di domenica”.

La Asl ricorda che rientrano nel piano di potenziamento in alta tecnologia acquisti per circa 11,5 milioni deliberati e finanziati con fondi Fesr e altre fonti, mentre ammonta a oltre 13 milioni di euro l’investimento con fondi Pnrr per il rinnovo delle grandi apparecchiature diagnostiche ospedaliere. “Quasi il 90% delle grandi macchine acquistate o ordinate – conclude Asl – è già in servizio con un netto anticipo rispetto al traguardo Pnrr aggiornato e fissato al 30 giugno 2026. La ASL, infatti, su 34 nuove apparecchiature diagnostiche ne ha installate e collaudate 28, tutte operative, e due sono in fase di installazione”.

Molfetta, musicista colpito da una gomitata: l’aggressore è un 32enne con disturbi mentali. Le scuse della famiglia

Ha 32 anni, è di Molfetta, è già noto alle Forze dell’Ordine, soffre di disturbi psichiatrici ed è in cura presso il Centro di salute mentale di Molfetta. Questo è l’identikit dell’aggressore di Vincenzo Minervini, il giovane musicista colpito con una gomitata al volto l’8 settembre durante la processione della Madonna dei Martiri.

L’identificazione è stata possibile grazie alle immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza e alla testimonianza di una donna che ha fornito un resoconto dettagliato ai Carabinieri.

Non si tratta di un caso isolato e il 32enne si è reso già protagonista di episodi violenti. A marzo scorso era stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale dopo aver aggredito un agente della polizia locale nella Villa comunale.

La famiglia, tramite una nota diffusa dall’avvocato Felice Petruzzella, ha chiesto scusa per quanto accaduto.  “Intervengo pubblicamente rispetto a una vicenda molto dolorosa che ha colpito la mia famiglia – si legge nella dichiarazione – Mio figlio si è reso responsabile dell’aggressione ai danni dell’innocente musicista Vincenzo Minervini. Da tempo viviamo in silenzio il dramma della sua malattia mentale, combattendo con tutte le risorse possibili. Quanto accaduto l’8 settembre è il risultato di una crisi imprevedibile, non di un’intenzionalità violenta o premeditata”.

“Risponderà nelle sedi competenti, se sarà ritenuto necessario – ha aggiunto l’avvocato Petruzzella – ma è opportuno ribadire che si tratta di un episodio isolato, maturato in un contesto di sofferenza clinica, e non ascrivibile ad alcun disegno delinquenziale”.

“Ho vissuto momenti difficili, diviso tra la vicinanza a un familiare in evidente difficoltà e il dovere di rappresentare la città. Ho chiesto scusa, anche a nome dell’amministrazione, a Vincenzo e alla sua famiglia. Mi auguro possa tornare presto a suonare nella banda, una realtà che ho sempre sostenuto e che oggi ha bisogno di essere tutelata”, le parole del presidente del Consiglio comunale, Robert Amato, parente dell’aggressore, dopo qualche giorno di silenzio.

Follia a Molfetta, musicista della banda colpito da una gomitata: “Vincenzo ora ha paura di uscire di casa”

“Mio figlio è traumatizzato, oltre aver aver riportato la rottura del naso e di alcuni denti. È molto spaventato e ha paura anche a uscire di casa”. Così Filomena Minervini, la mamma di Vincenzo, il musicista aggredito nei giorni scorsi a Molfetta mentre suonava con la banda per la festa patronale dedicata alla madonna dei Martiri.

Oggi, Vincenzo e sua madre hanno incontrato l’amministrazione comunale della città che ha espresso vicinanza e solidarietà. L’aggressione, immortalata in un video diventato virale sui social, è stata compiuta da un uomo che con una gomitata ha colpito al viso il musicista che lavora in Abruzzo ed era tornato a Molfetta per la festa patronale.

Si è trattato di “un gesto vile che non colpisce soltanto lui ma l’intera comunità perché ferisce chi contribuisce ad arricchire la nostra festa patronale”, si legge in una nota del Comune in cui si ricorda che “la banda è simbolo di unità, di condivisione, di festa e chi ne fa parte porta con sé un messaggio di armonia e di bellezza”.

Vincenzo ha presentato formale denuncia. “Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza e ribadiamo la nostra vicinanza, certi che la musica e la coesione civile sapranno essere la risposta più forte di qualsiasi atto di sopraffazione”, conclude l’amministrazione comunale.

Follia a Molfetta, musicista della banda colpito da una gomitata. Anbg: “Fatto indegno serve presa di coscienza”

Una “mancanza di rispetto non solo per le persone ma per la cultura e le tradizioni”. Così il presidente all’Anbg, l’Associazione nazionale bande da giro, Benedetto Grillo, commenta un’ aggressione subita nei giorni scorsi a Molfetta (Bari) da un musicista impegnato a suonare per la festa patronale dedicata alla Madonna dei Martiri. Un passante lo ha colpito con una gomitata al viso senza motivo mentre la banda avanzava per strada suonando.

Il video ha fatto il giro del web. Grillo invoca un “presa di coscienza collettiva” perché “bisogna riconoscere che ci troviamo davanti a una emergenza sociale e culturale”. La vittima è stata colpita “senza motivo e senza che qualcuno intervenisse ad aiutarlo”, sottolinea Grillo evidenziando che l’episodio è avvenuto nella città che ospita il festival nazionale delle bande da giro.

“Sarebbe auspicabile una condanna da parte del clero e che il Comune di Molfetta si costituisse parte civile per dare un segnale a chi pensa di vivere in un mondo senza regole – continua – serve dire basta alla violenza e sì alla cultura”.

“La musica bandistica, con le sue bande, le sue casse armoniche e i suoi musicisti, è un simbolo di bellezza, di comunità e di pace – conclude – difenderla significa difendere la società stessa”.

Follia a Molfetta, dalla scazzottata alla gomitata: musicista colpito durante la festa patronale da un passante

Un’altra aggressione durante la festa patronale di Molfetta. Dopo la scazzottata sull’imbarcazione che trasportava la Madonna dei Martiri, un musicista della banda è stato colpito all’improvviso da una gomitata sferrata da un passante che procedeva in senso opposto, senza alcun apparente motivo.

Il tutto è stato ripreso da un video diventato in poco tempo virale sui social. In città è tanta l’indignazione per due episodi a poca distanza tra loro.