Tragedia a Cannes, trovato morto il 26enne barese Francesco Silecchia. Giallo sul decesso: attesa l’autopsia

Nella notte tra il 28 e il 29 agosto, sulla spiaggia di Cannes, è stato trovato il corpo senza vita di Francesco Silecchia, 26enne barese del quartiere San Paolo. Il giovane si trovava lì per lavoro con alcuni colleghi.

Alloggiava presso l’Hotel Le Florian, l’albergo messo a disposizione dall’azienda che si era aggiudicata un appalto di carpenteria. Si è registrato regolarmente in reception, ha lasciato i documenti e in stanza e ai colleghi ha detto che sarebbe uscito per un giro.

Poi è sparito nel nulla, anche il cellulare era spento, fino al tragico ritrovamento del corpo senza vita da parte di un passante sulla spiaggia. I familiari si sono recati subito in Francia, ma non hanno potuto vedere il corpo.

Il riconoscimento, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, è avvenuto solo tramite i documenti di riconoscimento. È stata disposta l’autopsia che potrebbe essere eseguita in Francia nella giornata di domani. Poi la salma potrà tornare a Bari.

Tragedia a Ginosa, frontale sulla provinciale 580. Auto prende fuoco: un morto e un ferito grave

Tragedia questa mattina sulla strada provinciale 580 tra Ginosa e Ginosa marina. Stando alle prime informazioni si è verificato un frontale tra due auto e una persona ha perso la vita nell’incidente stradale. 

La vittima è rimasta incastrata nella sua auto che ha preso fuoco dopo l’impatto. Il conducente dell’altra vettura è rimasto ferito gravemente ed è stato trasportato in ospedale con prognosi riservata.

Tragedia a Bitonto, 53enne trovato senza vita in via Cagnano: il corpo presenta ferite alla testa. Indagini in corso

Il cadavere di un uomo di 53 anni è stato trovato nella tarda mattinata di oggi in via Cagnano a Bitonto, in provincia di Bari.

La vittima è il contadino Arcangelo Barbone e il corpo avrebbe delle ferite alla testa. Guidava una bici elettrica.

Sull’accaduto indagano gli agenti di polizia che al momento non escludono alcuna pista investigativa.

A chiarire quanto accaduto sarà l’autopsia. Il ritrovamento del corpo è stato successivo a una segnalazione arrivata al 118 e il personale sanitario ha poi allertato il commissariato cittadino.

Sparatoria a Taranto, ucciso il pregiudicato Carmelo Nigro: fermato Michele Caforio. Tre feriti uno è gravissimo

C’è un fermo, ed è il fratello di uno dei feriti, per la sparatoria avvenuta ieri sera in via Machiavelli, al rione Tamburi di Taranto, in cui è stato ucciso il 45enne Carmelo Nigro e sono rimasti feriti gravemente il figlio Michael di 20 anni e il 34enne Pietro Caforio (colpito alla testa, le sue condizioni sono definite critiche), mentre il 65enne Vincenzo Fago ha riportato una ferita non grave ad una gamba.

A quanto si è appreso, su disposizione del pm Salvatore Colella e del pm Milto Stefano De Nozza della Dda di Lecce, è stato fermato Michele Caforio, di 36 anni, fratello di Pietro, che durante la notte era stato condotto in Questura per essere interrogato.

Tra le piste seguite anche presunti contrasti nelle piazze dello spaccio della droga. Lo scontro sarebbe avvenuto tra alcuni componenti delle famiglie Nigro e Caforio.

La sparatoria si è verificata nella zona delle case-parcheggio, dove il 16 dicembre del 2020 fu ammazzato un 39enne, Graziano Rotondo, di Palagianello, che era stato sorpreso all’interno di un bunker a rubare sostanze stupefacenti. Diversi chili di droga furono sequestrati dalla polizia, oltre ad armi e munizioni. Per quell’episodio sono state condannate in primo grado tre persone, due all’ergastolo e una a 20 anni di carcere.

Sul luogo del conflitto a fuoco avvenuto ieri sera (mentre al borgo era in corso la processione del Carmine), gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto una decina di bossoli. Uno di questi si sarebbe conficcato nel muro di una palazzina accanto a una finestra. Carmelo Nigro era stato coinvolto nell’operazione antidroga Leon che aveva portato a una serie di arresti il 6 dicembre 2024. Da poco era tornano in libertà dopo un periodo ai domiciliari.

Tragedia a Taranto, sparatoria ai Tamburi: un morto. Tre feriti tra loro anche un bambino: uno è gravissimo

È di un morto e tre feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta in serata in via Machiavelli, nella zona delle cosiddette case parcheggio, al rione Tamburi di Taranto.

Secondo fonti dell’Asl, un uomo è deceduto poco dopo il trasporto al pronto soccorso, un altro – colpito alla testa – è in gravissime condizioni ed è ricoverato in rianimazione.

Una terza persona ha riportato ferite serie ed una una quarta è stata ferita alla gamba destra ma non è grave.

Sul posto polizia, carabinieri e polizia locale. Diversi i bossoli repertati dalla Scientifica. Tra i feriti ci sarebbe il figlio della persona deceduta.

Tragedia a San Giovanni Rotondo, schianto tra ambulanza e auto: muore 61enne. Mezzi in fiamme e 5 feriti

Un 61enne è deceduto in un incidente avvenuto in tarda mattinata sulla sp58 a San Giovanni Rotondo dove si sono scontrate un’ambulanza, con un paziente a bordo, e un’auto, a bordo della quale viaggiavano la vittima e sua moglie. I due mezzi hanno preso fuoco.

Sul posto sono intervenute numerose ambulanze e l’elisoccorso, mentre i 5 feriti sono stati estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco, che hanno anche spento l’incendio.

Tragedia a Racale, intossicato dalle esalazioni del motore a scoppio nel deposito: muore il 67enne Tommaso Cimino

Tragedia nelle campagne di Racale, nel Salento, dove il 67enne Tommaso Cimino è deceduto intossicato dalle esalazioni sprigionate dal motore a scoppio.

L’uomo si trovava in un deposito chiuso, senza areazione, e stava azionando la pompa di un pozzo. Il figlio ha trovato il padre ormai in fin di
vita. Sul posto sono intervenuti 118, carabinieri e vigili del fuoco.

Carabiniere ucciso a Francavilla, conflitto a fuoco a Grottaglie con i rapinatori: uno è morto l’altro è stato catturato

Un rapinatore morto e uno catturato dopo un altro conflitto a fuoco avvenuto nei pressi di una masseria a Grottaglie. Si tratta dei malviventi che questa mattina hanno aperto il fuoco contro il brigadiere capo Carlo Legrottaglie uccidendolo nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie.

Ad entrare in azione i falchi e il personale del commissariato di Grottaglie. Quando i rapinatori li hanno visti hanno aperto il fuoco al quale hanno risposto gli agenti. Il rapinatore ucciso è Michele Mastropietro, 69 anni, il suo complice, Camillo Giannattasio, 67 anni, è stato arrestato. Entrambi sono di Carosino.

Secondo quanto ricostruito questa mattina era in corso una rapina ad un distributore di carburante quando è intervenuta una pattuglia dei carabinieri. Alla vista dei militari uno dei rapinatori ha aperto il fuoco colpendo il 60enne.

I ladri si sono dati poi alla fuga a bordo di una Lancia, risultata rubata a Locorotondo, che sarebbe stata abbandonata tra Carosino e Grottaglie. Le ricerche sono state avviate subito, fino al ritrovamento in una masseria a Grottaglie e al conseguente conflitto di fuoco.

Tragedia ad Altamura, schianto tra moto e Audi: muore 17enne. Tre feriti

Tragedia nella notte ad Altamura, in Via Lago Passarello, dove un ragazzo di soli 17 anni ha perso la vita in un incidente stradale.

La vittima era alla guida di una moto che si è schiantata contro un’Audi A6.

In sella alla moto anche una ragazza, rimasta ferita e trasportata in Ospedale dal 118 intervenuto sul posto. Ferite la giovane conducente dell’Audi e un’altra persona a bordo dello stesso veicolo.

La dinamica dell’incidente è al vaglio degli inquirenti.

Bari, neonato trovato morto nella culla termica. Indagini chiuse: don Antonio Ruccia verso il processo

La Procura di Bari ha chiuso le indagini sul neonato trovato morto, la mattina del 2 gennaio, nella culla termica della chiesa di San Giovanni Battista di Bari.

Confermata l’accusa di omicidio colposo nei confronti del parroco, don Antonio Ruccia, e del tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla nel 2014 e lo scorso 14 dicembre, a seguito di alcuni blackout, ne cambiò l’alimentatore.

L’avviso di conclusione delle indagini precede solitamente alla richiesta di rinvio a giudizio. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Angela Morea, il piccolo era vivo quando fu lasciato lì – decisivo il ritrovamento di urina nella culla – e morì per ipotermia, in un lasso di tempo tra le 4 e le 10 ore successive alla sua deposizione in culla.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Bari, hanno permesso di attestare attraverso alcune consulenze tecniche come quella culla non fosse “idonea” allo scopo e anche come, probabilmente a causa di una perdita di gas, dal climatizzatore che avrebbe dovuto riscaldare il locale venne fuori aria fredda.

Il piccolo non fu soccorso perché dalla culla non partì la chiamata al cellulare del parroco, come invece avvenne in altri due casi nel 2020 e nel 2023. Il materassino che, una volta rilevato il peso del neonato, avrebbe dovuto far partire l’allarme, in base alle consulenze svolte non sarebbe stato adatto a svolgere quella funzione: si trattava, infatti, di un tappetino usato normalmente nella abitazioni come antifurto, dal costo basso e dall’alta possibilità di malfunzionamento.

Stralciata, ma non ancora archiviata, l’ipotesi di reato di abbandono di minore a carico di ignoti. Il piccolo fu ribattezzato ‘Angelo’ dal sindaco di Bari, Vito Leccese, ed è sepolto nell’ala del cimitero barese destinata ai più piccoli.