Policlinico Bari, nasce con grave malformazione respiratoria: operato neonato di 4 giorni. Sta bene

Un bambino nato con una grave difficoltà respiratoria causata da una malformazione congenita delle coane nasali è stato operato con successo al Policlinico di Bari a soli 4 giorni di vita, grazie all’intervento tempestivo e coordinato di un team multidisciplinare di specialisti.

Il piccolo, nato con atresia delle coane, una condizione che impedisce il normale passaggio dell’aria dalle cavità nasali alle vie respiratorie, si è trovato fin da subito in una situazione critica, che gli impediva di sopravvivere senza intervento immediato. Subito dopo la nascita, il neonato è stato intubato in neonatologia, diretta dal prof. Nicola Laforgia, per garantire la ventilazione e stabilizzare le sue condizioni. Il prof. Nicola Quaranta, direttore dell’unità operativa di otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari, dopo un’attenta pianificazione con i neonatologi e con gli anestesisti per la gestione del problema anestesiologico, ha operato con il dott. Paolo Berardi il neonato.

“L’operazione è andata molto bene – spiega il prof. Quaranta – abbiamo ‘aperto’ le cavità nasali per metterle in comunicazione con il resto delle vie aeree, ripristinando così le normali funzioni di respirazione e deglutizione”.

“Grazie alla competenza dei nostri specialisti e a un approccio multidisciplinare possibile solo in un grande ospedale, un neonato che sarebbe stato trasferito fuori regione per l’intervento, è stato trattato a Bari, dov’è nato, e il Policlinico ha dimostrato ancora una volta la sua eccellenza nella gestione di casi complessi come questo”, aggiunge il direttore generale, Antonio Sanguedolce. Il piccolo dopo un periodo di osservazione post operatoria in neonatologia, assistito dai suoi genitori, è tornato a casa avendo recuperato le normali funzioni respiratorie.

Tragedia nel Leccese, neonato muore in culla: indagati due medici. L’ipotesi di una bronchite curata male

Ci sono due indagati nell’inchiesta della Procura di Lecce aperta sulla tragica morte del bimbo di due mesi trovato privo di vita in culla dai genitori a Campi Salentina lo scorso 14 febbraio. Sono il suo medico curante e il medico di turno presso il pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce che ha disposto le dimissioni poche ore prima della tragedia. Il neonato è rimasto soffocato poco dopo probabilmente dal suo stesso muco.

A lanciare l’allarme sono stati i genitori dopo aver trovato il piccolo privo di sensi. La giovane mamma ha preso il figlio e ha raggiunto l’abitazione di un medico di famiglia per chiedere aiuto, sul posto sono poi intervenute un’ambulanza e due auto mediche del 118. Le operazioni di rianimazione sono durate per circa un’ora, ma il cuore del piccolo ha smesso di battere. Sul posto sono poi intervenuti anche i Carabinieri. La vittima già da qualche giorno non stava bene per un raffreddore, tanto da essere andato in ospedale con i genitori per un consulto. Gli inquirenti dovranno stabilire l’operato dei due indagati e capire se le terapie e le cure siano state corrette e tempestive. L’ipotesi al vaglio è che il piccolo Francesco sia morto per una bronchite curata male.

Tragedia nel Leccese, bimbo di 2 mesi muore in culla: aperta inchiesta. Si indaga per omicidio colposo

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sulla morte del bimbo di due mesi trovato privo di vita in culla dai genitori a Campi Salentina. Il reato ipotizzato a carico di ignoti è quello di omicidio colposo, un passaggio necessario per effettuare l’autopsia sul corpo della piccola vittima. Il conferimento dell’incarico è previsto nella giornata di domani.

A lanciare l’allarme sono stati i genitori dopo aver trovato il piccolo privo di sensi. La giovane mamma ha preso il figlio e ha raggiunto l’abitazione di un medico di famiglia per chiedere aiuto, sul posto sono poi intervenute un’ambulanza e due auto mediche del 118. Le operazioni di rianimazione sono durate per circa un’ora, ma il cuore del piccolo ha smesso di battere. Sul posto sono poi intervenuti anche i Carabinieri. Il corpo del bambino è stato trasferito nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. La vittima già da qualche giorno non stava bene per un raffreddore, tanto da essere andato in ospedale con i genitori per un consulto. Potrebbe essersi soffocato con lo stesso suo muco.

Tragedia nel Leccese, bimbo di 2 mesi muore in culla: i medici hanno provato a rianimarlo per un’ora

Tragedia questa mattina a Campi Salentina dove un bimbo di 2 mesi è morto in culla. A lanciare l’allarme sono stati i genitori dopo aver trovato il piccolo privo di sensi. La giovane mamma ha preso il figlio e ha raggiunto l’abitazione di un medico di famiglia per chiedere aiuto, sul posto sono poi intervenute un’ambulanza e due auto mediche del 118. Le operazioni di rianimazione sono durate per circa un’ora, ma il cuore del piccolo ha smesso di battere. Sul posto sono poi intervenuti anche i Carabinieri. Il corpo del bambino è stato trasferito nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. La vittima già da qualche giorno non stava bene per un raffreddore, tanto da essere andato in ospedale con i genitori per un consulto. Potrebbe essersi soffocato con lo stesso suo muco.