Omicidio a Monte Sant’Angelo, il nipote del boss Ricucci ucciso in auto: cadavere abbandonato tra i boschi

È stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco, con ogni probabilità fucile (arma spesso utilizzata negli agguati soprattutto sul Gargano) Leonardo Ricucci, 38 anni, assassinato a Monte Sant’Angelo (Foggia) e il cui cadavere è stato ritrovato in una zona impervia tra i boschi della zona.

Stando ad una prima ricostruzione, il cadavere è stato ritrovato nella notte (l’omicidio risalirebbe ad alcune ore prima) dopo l’allarme dato dai familiari che, non vedendolo rientrare, hanno allertato le forze dell’ordine.

Lo hanno ritrovato senza vita nell’auto con cui era arrivato sul posto, una masseria di famiglia dove si sarebbe recato già dalla mattinata di ieri. Sposato, padre di due figli, era un fornaio e lavorava nel forno di famiglia nella cittadina garganica. Ricucci aveva precedenti: uno dei più noti risale all’estate del 2013 quando morse l’orecchio ad un agente di polizia intervenuto, libero dal servizio, per sedare una rissa stradale.

Non risultano precedenti o coinvolgimenti in questioni di criminalità organizzata del Gargano. Era nipote di Pasquale Ricucci, ucciso nel novembre del 2019, e ritenuto dagli investigatori elemento apicale del clan Lombardi Ricucci La Torre, da sempre in lotta con il clan dei montanari.

Al momento l’inchiesta dei carabinieri, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, è coordinata dalla procura di Foggia. Non è escluso il passaggio dell’inchiesta alla Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Bari, anziana consegna 5500 euro per finto pacco a nipote e viene spintonata: denunciati due ladri campani

Lo scorso 9 settembre, personale della Polizia di Stato ha proceduto alla denuncia di due uomini, uno di 19 anni, incensurato, l’altro di 33 anni, pregiudicato, entrambi campani, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una truffa, degenerata in rapina, in danno di una persona anziana nella città di Bari. Accertamenti, compiuti nella fase delle indagini preliminari, necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I fatti, in relazione ai quali è stata effettuata la citata operazione di polizia giudiziaria, si inseriscono in una più ampia attività di prevenzione e repressione avviata, in Bari e provincia, da personale della Squadra Mobile, a causa della recrudescenza del fenomeno delle truffe agli anziani.

La tecnica adottata: i malviventi studiano in maniera approfondita la vittima, individuata sempre tra le persone più vulnerabili, perché anziane o semplicemente sole, per poi recuperare informazioni di carattere personale, quali il numero di telefono e il nome di un parente, al fine di utilizzarle all’atto del raggiro.

In questo caso, i due uomini hanno simulato la consegna di un pacco, indirizzato al nipote della vittima, chiedendo una cospicua somma quale corrispettivo. L’anziana signora, in un primo momento, ha consegnato 1500 euro ad uno dei due autori. Lo stesso, tuttavia, supponendo che l’anziana potesse avere ulteriori somme di denaro, è poi tornato dalla signora, dopo essersi allontanato, chiedendole ulteriori contanti o monili in oro, dicendo che la somma non era sufficiente a coprire il costo della consegna. L’anziana, vittima di raggiro, ha, quindi, consegnato ulteriori 4.000 euro.

Ravvedendosi e sospettando che potesse essere stata vittima di una truffa, all’atto della consegna della seconda somma di denaro, l’anziana ha provato a trattenere il truffatore che, spintonandola, ha poi guadagnato la fuga.

Immediata l’attività di indagine avviata dalla Polizia di Stato, segnatamente dai “falchi” della IV sezione della Squadra Mobile della Questura di Bari. Attraverso le descrizioni fornite dalla vittima e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi dell’abitazione dell’anziana, gli operatori sono riusciti a risalire ad un’autovettura sospetta che, una volta consumata la rapina, si allontanava dalla città di Bari.

L’autovettura in questione è stata poi intercettata dai poliziotti della Sezione di Polizia Stradale di Avellino che, interloquendo con gli operatori della Squadra Mobile di Bari, hanno proceduto ad effettuare una perquisizione veicolare.

All’interno del poggiatesta del lato passeggero e all’interno della plafoniera della luce di cortesia posteriore, opportunamente occultati, i poliziotti hanno rinvenuto esattamente la somma di 5500 euro.

Alla luce dei fatti emersi, i due uomini sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e la somma di denaro sequestrata in attesa di essere riconsegnata all’anziana signora.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, droga nella casa popolare occupata: arrestati nonna e nipote. Trovati anche zanne d’avorio e giubbotto antiproiettile

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Bari hanno tratto in arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed invasione di terreni o edifici in concorso (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) due italiani: Francesco Crudele., ventunenne e la nonna di quest’ultimo, S.P., cinquantottenne, entrambi con precedenti di polizia.

Gli operanti, nella tarda mattinata di giovedì 19 giugno, hanno eseguito dei controlli, avvalendosi anche dell’ausilio del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA), nel quartiere periferico di Bari dove vivono gli arrestati.

All’esito della perquisizione domiciliare presso la loro abitazione ed anche in altro appartamento, dello stesso stabile, di proprietà dell’A.R.C.A. Puglia Centrale, occupato abusivamente dagli arrestati, i carabinieri hanno rinvenuto, complessivamente, 6 confezioni ed una busta in plastica per un peso complessivo di 260 grammi di marijuana, una busta in plastica contenente 50 grammi di hashish, cinque panetti per un peso totale di 450 grammi di hashish, tredici dosi di per un totale di 70 grammi di hashish, una busta in cellophane contente “cocaina in pietra” per un peso di 313 grammi, tre piante di marijuana, un giubbotto antiproiettile, denaro contante per un totale di 230 euro, cinque bilancini di precisione, una macchina per sottovuoto, un apparecchio contasoldi ed attrezzature per il taglio e confezionamento delle stesse.

Sono stati rinvenuti, inoltre, un carapace di tartaruga “caretta caretta” e due zanne in avorio di elefante, di cui C.F. non era in grado di dimostrare la lecita provenienza e per tale motivo è stato denunciato anche per la violazione della specifica norma inerente il commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione.

Gli indagati sono stati dichiarati in arresto; C.F. è stato condotto presso la Casa Circondariale di Bari, mentre la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di udienza di convalida a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri a loro carico è stato condiviso dalla Procura della Repubblica di Bari che ha avanzato, nei confronti di entrambi, richiesta di emissione di misura cautelare accolta dal G.I.P. del Tribunale di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza degli indagati, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti

Bari, casa popolare occupata da abusivi trasformata in centrale di spaccio: arrestati nonna e nipote di 58 e 21 anni

I Carabinieri hanno scoperto una casa popolare in via Giustina Rocca, situata nel quartiere Japigia di Bari, trasformata in centrale di spaccio e deposito di droga. L’appartamento è stato occupato da qualche mese abusivamente dal nipote del legittimo proprietario deceduto con moglie e figlio piccolo ed è stato trasformato in laboratorio per lo stoccaggio e il confezionamento della droga.

A detenere le chiavi nonna e nipote, entrambi arrestati. Arresti domiciliari per la 58enne, carcere per il 21enne. Nelle prossime ore compariranno davanti al gip. All’interno dell’abitazione sono stati trovati 60 grammi di marijuana e 170 di hashish.

In un altro alloggio della stessa palazzina è stato trovato materiale per confezionare dosi di stupefacenti pronte per il mercato, oltre a 400 grammi di hashish, 300 di marijuana e 313 di cocaina in un unico pezzo. L’abitazione è stata restituita all’Arca.

 

Lavori in ritardo, irruzione negli uffici Arca a Bari. Pc all’aria e minacce ai dipendenti: condannate zia e nipote

Zia e nipote di 50 e 24 anni sono state condannate con due decreti penali e con due multe da 500 euro per aver fatto irruzione e seminato il panico negli uffici baresi dell’Arca Puglia, in via Crispi. 

L’episodio il 19 gennaio 2024 quando le due donne si sono presentate sul posto chiedendo di mandare qualcuno nell’alloggio popolare di via Umbria nel quartiere San Paolo, a causa di alcuni problemi all’impianto elettrico.

La risposta è stata prevedibile e alle due viene detto che l’intervento non può essere immediato e che le tempistiche sono piuttosto lunghe. La 50enne spinge il divisorio in plexiglass e il monitor del pc verso l’addetta allo sportello, poi entrambe decidono di scavalcare il desk, di salire sulle sedie, di oltrepassare la postazione e di accedere ai piani superiori dalla parte posteriore.

Tutto è stato documentato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Arrivate al primo piano, insultano e minacciano anche il presidente Pietro De Nicolo, prima dell’arrivo sul posto di una pattuglia della Polizia.

I reati ipotizzati dalla Procura sono quelli di interruzione di pubblico servizio di undici minuti e di violenza ad un incaricato di pubblico, per zia e nipote è arrivata la condanna alla pena pecuniaria di 500 euro. La zia non si è opposta e ha ammesso il suo comportamento, la nipote ha impugnato il decreto penale.

Truffe agli anziani, si fa consegnare 200mila euro in soldi e gioielli da 90enne barese: arrestato 31enne di Napoli

Alle prime luci dell’alba della decorsa giornata, personale della Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un giovane napoletano, di 31 anni, con precedenti per truffa, ritenuto l’autore di una rapina, perpetrata nei confronti di un’anziana signora, 90enne, di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti. I fatti, in relazione ai quali è stato emanato il provvedimento cautelare in argomento, risalgono alla mattina del 25 gennaio, allorquando, è stato perpetrato un tentativo di truffa nei confronti di un’anziana donna, residente nel centro di Bari.

Più in dettaglio, la predetta fu contattata, sull’utenza telefonica fissa, da un individuo, il quale, spacciandosi per suo nipote, prospettò una imminente e grave situazione di pericolo per la figlia della vittima, per risolvere la quale sarebbe stato necessario raccogliere immediatamente del denaro; il “finto” nipote convinse, quindi, l’anziana donna ad aprire il portone di casa ad un altro soggetto, presentato nell’occasione come un carabiniere, il quale avrebbe avuto il compito di raccogliere il denaro, utile ad aiutare il familiare in difficoltà.

In effetti, il destinatario della misura cautelare, spacciandosi per un militare dell’Arma, riuscì ad avere accesso all’interno dell’abitazione e a far raccogliere alla proprietaria di casa soldi e preziosi, per un valore di 200.000 euro; tuttavia, la 90enne, resasi improvvisamente conto del tentativo di truffa, reagì nei confronti dell’arrestato, che, a sua volta, guadagnò repentinamente la fuga, con i preziosi, non prima di aver scaraventato a terra la povera donna.

Quanto accaduto alla vittima, rispecchia il modus operandi posto in essere da alcuni gruppi criminali, che, frequentemente, prendono di mira vittime anziane e vulnerabili, soggiogate e raggirate attraverso la prospettazione di situazioni di pericolo nei confronti di familiari in difficoltà. Le indagini, svolte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, il quale risponde del reato di rapina aggravata. Decisiva, in tal senso, è stata la visione delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, grazie alle quali è stato possibile ricostruire il percorso di fuga seguito dall’autore del reato, nonché l’analisi di una sua impronta digitale, raccolta sul luogo del reato dagli investigatori.

La nuora e il nipote hanno un incidente, va a soccorrerli ma l’auto si ribalta sulla ss16: grave anziana a Bari

Torniamo ad occuparci del terribile incidente avvenuto domenica all’alba sulla ss16, in direzione sud e all’altezza di Torre a Mare. Coinvolti nello schianto alcune auto e un camion. Tra i feriti un’anziana, ricoverata in gravi condizioni in ospedale. La donna, su richiesta del figlio disabile, si era messa in auto assieme ad altri due parenti per andare a soccorrere la nuora e il nipote, coinvolti in un altro incidente sulla ss16. L’auto su cui era a bordo si è ribaltata, l’anziana si trovava seduta nella parte posteriore. È in gravi condizioni, la donna lotta tra la vita e la morte. Ingessato il conducente dell’auto, ferite lievi per l’altro occupante.

Bari, abusa del nipote di 8 anni: dopo 15 anni la condanna diventa definitiva. La vittima ora ha 27 anni

Quindici anni dopo la sentenza di condanna di primo grado e dopo sette processi è diventata definitiva la condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione per un 50enne accusato di aver abusato sessualmente del nipote che, all’epoca dei fatti, aveva otto anni.

I fatti risalgono al 2005-2006 e si sarebbero verificati a casa dell’uomo, zio della vittima, in provincia di Bari. L’imputato nel novembre del 2009 fu condannato in abbreviato dal gup di Bari a 4 anni e 8 mesi di reclusione, la condanna fu confermata in appello nel 2017, annullata con rinvio dalla Cassazione nel 2018, riconfermata in appello nel 2020 e annullata dalla Suprema Corte nel 2022 che rinviò gli atti ad una nuova sezione della Corte d’appello di Bari che, a sua volta (nel 2023), ha riconfermato la sentenza di primo grado.

Anche questa sentenza è stata impugnata in Cassazione fino a quando, nei giorni scorsi, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, quasi alla vigilia della prescrizione del reato. Frattanto il bambino che nel 2005, quando sono cominciate le violenze, aveva otto anni, ora ne ha 27. “La vittima – spiega il legale di parte civile Gianfranco Schirone dello studio legale InJuris di Bari -, grazie alla tenacia e alla forza della madre che, immediatamente dopo aver appreso i fatti si era trasferita nel Centro Italia per tutelare l’altro figlio minore, ha dovuto attendere 17 anni dalla denuncia per ottenere giustizia, alternando momenti di speranza a momenti di sconforto e sfiducia nelle Istituzioni. Basti pensare che oggi la vittima ha 27 anni”.

Accusato di abusare della nipotina di 8 anni, parte la caccia all’uomo: lo zio 36enne si toglie la vita

Un 36enne si è tolto la vita a Terlizzi. Secondo quanto ricostruito, l’uomo era accusato di aver abusato sessualmente della nipotina di 8 anni. L’episodio incriminato sarebbe avvenuto sabato pomeriggio. Non è da escludere che la piccola possa essere stata vittima di altri episodi di violenza. La bimba ieri è stata portata in ospedale, prima di essere trasferita al Pediatrico di Bari. È qui che sarebbe emersa l’atroce verità. Dall’analisi specifica, infatti, sarebbero emerse alcune lacerazioni. La voce si è diffusa e in Paese qualcuno sarebbe stato intenzionato a farsi giustizia da solo. L’uomo, forse per il senso di colpa o perché braccato ha deciso di impiccarsi in casa.