La 43enne, ricoverata in osservazione nel reparto di terapia intensiva del policlinico di Bari dopo un intervento subito in chirurgia toracica, è sveglia e le sue condizioni sono stabili.
Continue readingBraccio amputato dalla motosega, reimpiantato al Policlinico: 74enne di Brindisi riprende a muovere le dita
Aveva il braccio completamente amputato, ma dopo un intervento di ortoplastica durato 6 ore, eseguito dal team multidisciplinare di ortopedici e chirurghi plastici al Policlinico di Bari, un uomo di 74 anni ha ripreso a muovere le dita
Continue readingModugno, 13enne raccoglie un petardo e lo fa esplodere: amputata mano e parte del braccio
L’adolescente, in prognosi riservata, è stato operato nella notte presso il Policlinico di Bari, dove è ricoverato in rianimazione.
Continue readingTragedia sulla sp231 a Bitonto, migliorano le condizioni dei due feriti: saranno operati nei prossimi giorni
Il 21enne Cristian Fatone, ricoverato nel Policlinico di Bari, è sveglio e cosciente ed è in grado ora di respirare autonomamente, senza il supporto di macchinari clinici. La fidanzata 19enne si trova in Rianimazione al Di Venere.
Continue readingPoliclinico Bari, rientra dopo 60 giorni di malattia ma non ha un’assegnazione: “Mi pagano per non fare niente 7 ore”
Il racconto: “Sono qui a girare l’ospedale senza fare nulla, mentre ci sono tanti reparti che necessitano di personale. Paghiamo soldi pubblici per cosa?”.
Continue readingPoliclinico Bari, medici salvano 38enne in fin di vita. Spunta una lettera all’ingresso del Pronto Soccorso: “Grazie angeli”
La lettera è stata scritta da un paziente che ha assistito dal vivo al salvataggio del 38enne, condotto in ospedale per un arresto cardiaco mentre era in palestra.
Continue readingSanità, il dramma delle liste d’attesa: “Visita urgente ma la prima disponibilità è a settembre”
“A mia moglie sono stati riscontrati dei linfonodi ingrossati e per questo il medico aveva fatto una richiesta di una visita endocrinologica urgente, ovvero entro le 72 ore, peccato però che al Policlinico la prima visita utile è a settembre”. Torniamo a parlare del grave problema delle liste d’attesa in Puglia. Tanti pazienti, con richieste di prestazioni urgenti, nel momento in cui si trovano a dover prenotare al Cup o sul portale di Puglia Salute, vedono date incompatibili con l’urgenza. “La cosa più allucinante che intramoenia, ovvero comunque a pagamento, sono disponibili tra qualche giorno. Mi ha anche detto che se non ci fosse stata l’urgenza, la prima disponibilità era l’anno prossimo. Quindi chi non si può permettere di pagare deve pregare di non morire. Che schifo”.
Policlinico e Pediatrico di Bari, dopo 3 anni riaprono gli sportelli del Cup per prenotare gli esami: tutte le info
La forma di pagamento resterà elettronica. Gli sportelli saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 18.30.
Continue readingBari, la denuncia dal Policlinico: “Mio padre malato da giovedì è su una barella al Pronto Soccorso”
“Vorrei segnalare dei gravi malfunzionamenti al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari. Mi presento con mio padre, affetto da mieloma multiplo, un tumore maligno. Combattiamo da due anni questa malattia e passiamo più tempo in ospedale che a casa per le terapie. In un mese ho dovuto accompagnare mio padre per due volte al Pronto Soccorso”. Inizia così il racconto inviato da un nostro lettore alla nostra redazione. “Sia la prima che la seconda volta ha ricevuto lo stesso trattamento. La prima volta precipitiamo per un’emorragia nasale, viene messo in codice azzurro e rimane seduto su una poltrona per 48 ore – si legge nella lettera -. Chiedendo delle spiegazioni mi hanno sempre risposto che erano incasinati e che ci sono pazienti più gravi di lui, rispondendomi in modo maleducato senza neanche ascoltare la mia richiesta. La seconda volta invece, a distanza di un mese, viene portato in ambulanza incosciente e lasciato su una poltrona in sala d’attesa sempre incosciente per mancanza di ossigeno causa polmonite. Dopo svariate ore finalmente lo fanno entrare in Pronto Soccorso e chiedo di entrare con lui perché incapace di intendere in quel momento, non mi fanno entrare e insisto per rimanere affianco a lui perché non capiva neanche dove si trovava. Chiamano la Polizia lì presente senza prima controllare i suoi parametri nonostante cercavo di spiegare la sua gravità, loro si preoccupavano solo di farmi uscire fuori. Nel frattempo cambia anche il turno e la dottoressa di quel turno non l’ha neanche visitato. Finalmente lo visitano e lo fanno entrare nella stanza arcobaleno (alleluia). Non mi fanno entrare e la situazione si è degenerata, mio padre incosciente purtroppo sputa addosso ad un infermiera e mi vengono a chiamare d’urgenza dicendo che mio padre è ingestibile. Tutto questo non sarebbe accaduto se mi ascoltavano o visitavano subito il paziente”.
“Credo di capire benissimo quando una persona è molto occupata e quando si parla di problemi personali al lavoro o di vacanze. Durante i 5 giorni in pronto soccorso, (scandaloso) per mancanza di posto letto, mio padre rimane senza ossigeno e ogni informazione che chiedo ho il timore che mi rispondono male. Per non finire un infermiere oppure OSS lo vedo che barcollava, mi avvicino e sento odore di alcol nonostante il suo stato di ebbrezza è stato l’unico ad ascoltarmi e rispondere alla mia domanda adeguatamente. I bagni si trovano fuori dal reparto del pronto soccorso e per arrivare un paziente che deve attraversare la sala d’attesa del pronto soccorso rischiando di essere infettato da altre persone presenti. Un altro argomento importante da sollevare sono le attrezzature mancanti che gli infermieri vanno in giro per il pronto soccorso a cercare – conclude -. Ascoltando le lamentele del personale fanno almeno 50 ore di straordinario per mancanza di personale forse è questo il problema. Da giovedì mio padre sta ancora in pronto soccorso in una barella e pieno di dolori, qualsiasi domanda esposta agli infermieri, mi rispondono scocciati: ‘non preoccuparti’ oppure ‘tra un po’ arriva il medico’. Non avevano neanche i medicinali come i cerotti per la terapia del dolore e li hanno iniettato la morfina senza sapere neanche rispondere alla mia domanda di quanti mg, e che la morfina va in contrasto con il cerotto. Finalmente martedì pomeriggio lo ricoverano in medicina generale e sembra ricevere le cure necessarie. Spero questa mia segnalazione serva almeno a risolvere queste gravi e preoccupanti problematiche, non solo per mio padre ma anche per fare capire alle autorità competenti che ci sono delle grosse lacune nella nostra sanità”.
Covid hospital, versati 439mila euro per l’energia elettrica. Rebus smantellamento: Regione attende risposta da Roma
Le bollette dell’energia elettrica continuano ad arrivare: fra settembre e ottobre il Policlinico, che ha gestito la struttura Covid voluta dalla Regione, ha versato 439mila euro. Senza dimenticare l’affitto dei padiglioni.
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