Poste e Distretto Asl chiusi, Caterina agli amici del San Paolo: “Mò avast. Facciamo la rivoluzione”

Disagi a non finire nel quartiere San Paolo di Bari. Ci siamo recati in piazza Europa dove l’ufficio postale è chiuso da maggio creando un disservizio a tutti i residenti, infuriati e costretti a recarsi tutti in viale Lazio.

Al momento non è noto sapere se e quando riaprirà. Ma non è l’unico disservizio, anche lo sportello non permette il prelievo. A guidare la rivoluzione c’è Caterina.

Poste Italiane disattiva gli ATM di notte, fallisce colpo nel Salento: ladri in fuga a mani vuote

La scorsa notte hanno fatto esplodere il Postamat della filiale di Villa Convento, in provincia di Lecce, ma non hanno trovato denaro al suo interno perché Poste Italiane, dopo recenti assalti in altri comuni salentini, ha deciso di disattivare gli sportelli automatici durante le ore notturne come misura preventiva.

La banda di ladri è quindi fuggita a mani vuote. Le abitazioni vicine all’ufficio postale sono state danneggiate: la deflagrazione ha infatti provocato la rottura di infissi e vetri.

Sul luogo sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e polizia che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per risalire agli autori del colpo: il sospetto è che siano gli stessi che lo scorso fine settimana hanno assaltato gli sportelli bancomat di Frigole e San Pietro Vernotico.

Maxi colpo a La Spezia, via con 140mila euro dalle Poste: arrestati due ladri brindisini. Caccia ai complici

Due uomini di 53 e 49 anni sono stati arrestati a Brindisi perché ritenuti responsabili in concorso tra loro di rapina aggravata, sequestro di persona e furto aggravato.

Assieme ad altri due complici, non ancora identificati, il 31 dicembre scorso sono entrati con il volto travisato da una maschera e hanno puntato la pistola contro la direttrice dell’Ufficio Postale di Prati, località di Vezzano Ligure, riuscendo a portare via ben 140mila euro. L’arresto è arrivato 8 mesi dopo il colpo.

Durante l’esecuzione delle misure cautelari sono state effettuate anche le perquisizioni domiciliari che hanno consentito di sequestrare un orologio Rolex, di dubbia provenienza, oggetti da scasso, un disturbatore di frequenze ed inoltre sono stati sequestrati due veicoli “puliti” – dotati di doppio fondo dove nascondere la refurtiva – utilizzati per raggiungere gli obiettivi delle scorribande.

Barletta, esplosione in via Canosa. Fatto saltare in aria il bancomat della Posta: banda in fuga a mani vuote

Lo sportello automatico dell’ufficio postale in via Vincenzo Casale a Barletta è stato fatto esplodere la scorsa notte intorno alle tre.

La deflagrazione ha danneggiato l’erogatore di banconote e due auto parcheggiate nelle vicinanze. Non si registrano feriti. I malviventi sono fuggiti a mani vuote, non riuscendo a portare via il denaro.

Secondo quanto emerso finora, avrebbero usato la cosiddetta tecnica della marmotta, inserendo materiale esplosivo nella fessura per il prelievo delle banconote. Indagano i carabinieri.

Frode fiscale, maxi sequestro e 10 arresti nel Barese: nei guai imprenditore di Altamura e dipendenti di Poste

Fatture false emesse per evadere il fisco. Società cartiere create per fatturare operazioni inesistenti. È quanto avrebbero fatto le dieci persone indagate dalla procura di Bari e accusate, in concorso e a vario titolo, di associazione per delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. Quattro sono finiti in carcere, sei ai domiciliari.

Nell’inchiesta sono coinvolte altre 4 persone tra direttori e dipendenti di uffici postali, che avrebbero aiutato gli indagati e beni per oltre 5 milioni di euro sono stati sequestrati perché considerati frutto di reati. Secondo quanto accertato dalle indagini dei finanzieri del nucleo di polizia economico- finanziaria, l’associazione per delinquere ruotava attorno ad un imprenditore di Altamura (Bari), responsabile di una impresa attiva nella produzione, commercializzazione e posa in opera di serramenti, infissi e arredi per esterni. L’uomo tra il 2019 e il 2022 avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 17,5 milioni di euro nei confronti di una trentina di committenti del Barese che, secondo i finanzieri, contabilizzavano costi inesistenti per ridurre le tasse. Inoltre, l’imprenditore avrebbe creato, assieme agli altri indagati, società cartiere per emettere fatture false ed evadere le tasse per quasi 4 milioni di euro. I finanzieri hanno rilevato che le società coinvolte avevano una capacità operativa incongrua rispetto ai volumi d’affari rilevati. Ad esempio non avevano dipendenti o magazzini appropriati all’attività. Secondo l’accusa, inoltre, grazie all’aiuto dei direttori e dei dipendenti delle Poste, gli indagati utilizzavano i conti delle società cartiere per prelevare enormi quantità di denaro contante da restituire ai committenti principali delle false fatturazioni.

Bari, timbra il cartellino della collega ritardataria: nei guai direttrice della Posta. Blitz della Polizia nell’ufficio

Blitz della Squadra Mobile nell’ufficio postale situato in via Marchese di Montrone a Bari. Secondo le prime indiscrezioni l’intervento degli agenti è scaturito in seguito alla denuncia di alcuni dipendenti. Nel mirino ci sarebbe la direttrice dell’ufficio, secondo quanto denunciato avrebbe l’abitudine di timbrare il cartellino di una collega che arrivava in ritardo.

Tenta rapina alle Poste di Barletta, arrestato 33enne: a incastrarlo le telecamere di videosorveglianza

Un uomo di 33 anni di Barletta, è stato arrestato dalla Polizia perché considerato l’autore della tentata rapina compiuta lo scorso 18 aprile ai danni della sede centrale dell’ufficio postale della città. A incastrarlo, sono stati gli indumenti che i poliziotti hanno trovato nella sua abitazione, un giubbotto nero con cappuccio e uno scaldacollo rosso, che corrispondevano a quelli indossati dal presunto rapinatore immortalato dai sistemi di videosorveglianza delle Poste.

Utili alla identificazione del 33enne, sono state anche le testimonianze dei dipendenti dell’ufficio postale che lo hanno descritto come corpulento, alto un metro e 70 centimetri e dalla inflessione barlettana. L’uomo avrebbe fatto irruzione nell’ufficio annunciando in dialetto che avrebbe commesso una rapina e poi intimato all’addetto alle casse di consegnargli i contanti. Per essere più convincente avrebbe brandito un cacciavite. Quando però ha raggiunto il cassetto in corrispondenza dello sportello, si è reso conto che era vuoto ed è scappato. L’uomo è stato trovato non lontano dalla stazione di Barletta e sottoposto a fermo, provvedimento che è stato convalidato nelle ore successive. Gli abiti che indossava nel giorno del tentato colpo, sono stati sequestrati, Il 33enne ora è in carcere a Trani.