Pediatrico Bari, 30mila accessi al Pronto Soccorso nel 2024: afflussi aumentati del 33%

Mettere al centro il bambino e costruire percorsi di cura integrati per superare le barriere tra ospedale e territorio. È l’obiettivo del Policlinico di Bari che oggi, in occasione del congresso sul tema, ha evidenziato alcuni dati sull’integrazione con l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, a partire dall’analisi dell’attività dei pronto soccorso.

Negli ultimi due anni si è registrato un incremento del 33% degli afflussi al pediatrico, che lo scorso anno ha superato le 30mila prestazioni complessive al pronto soccorso.

Quanto ai minori arrivati al pronto soccorso del Policlinico, i casi trattati nell’ultimo anno sono stati oltre tremila. Il direttore generale, Antonio Sanguedolce, ha sottolineato che “ciò che deve guidarci è il bisogno del bambino e della sua famiglia. Perché, in pediatria, il paziente non è mai una sola persona: è un intero nucleo familiare che attraversa insieme questi percorsi”.

Quanto all’attività del Giovanni XXIII, Sanguedolce ha evidenziato che “è un presidio di riferimento nel sistema regionale e continua ad avere la massima attenzione all’interno della nostra azienda. Stiamo lavorando per incrementare le sinergie tra i due presidi e l’intera rete territoriale”.

Bari, il dramma di Antonia: “Mio figlio di 14 anni come Lea. Morto dopo un’ora e mezza in sala rossa”

“Dopo aver ascoltato la storia di Lea, la donna morta al Policlinico, non posso restare in silenzio. Mio figlio Domenico di anni 14, sanissimo e atleta di basket a livello agonistico, super controllato, il 2 gennaio si è svegliato con un forte dolore alla schiena. L’ho portato in ospedale all’ora di pranzo. Era un leone in gabbia nonostante i farmaci che il medico curante mi diceva di dargli. Non poteva sedersi, sdraiarsi e andava avanti e indietro”.

Inizia così il racconto inviato in redazione da una mamma. “Arrivo in ospedale al San Paolo urlando anche se lui era cosciente e parlava, io avevo capito che quei dolori lancinanti fossero qualcosa di brutto – spiega -. Lo fanno entrare, gli fanno il prelievo, l’ecocardiogramma e lui nel frattempo sviene. Chiamano la cardiologa che inizia a visitarlo e guardando lo schermo dice che non è nulla, solo una piccola pericardite e un piccolo versamento pleurico”.

“Domenico continua a lamentarsi, il dolore alla schiena era sparito ma era il petto a fargli male – continua -. La cardiologa lo tranquillizza: ‘Non è nulla Domenico ora ti passa’. Questo per un’ora e mezza, dopodiché Domenico non risponde più, non parla più. Decidono di fargli questa benedetta tac, ma è tardi. Domenico va in arresto cardiaco, esce una dottoressa e mi parla di una sospetta dissezione aortica e che va trasferito. Mio figlio stava morendo e, quando gli hanno fatto la tac, era ormai tardi”.

“Domenico è morto alle 16.30 al Policlinico, quando siamo arrivati non c’era nessuno ad attenderci, non si sapeva dove fosse la sala operatoria, ho dovuto urlare con il vigilante, ci hanno dato indicazioni sbagliate, i medici mentre rianimavano Domenico andavano da una parte all’altra per capire a che piano andare – conclude -. Arriviamo in sala operatoria, dopo un po’ arriva un medico e ci dice che avrebbe dovuto operarlo, ma quando è entrato in sala ha accertato solo la morte del mio bambino. Domenico non ha aspettato sei ore in pronto soccorso, ma è stato un ora e mezza in sala rossa in attesa di una tac che è arrivata troppo tardi. La nostra sanità è da incubo”.

“Tranquilli la dimettiamo”, 39enne muore al Pronto Soccorso. Disposta autopsia: “Giustizia per Lea”

La storia di Lea, la 39enne barese affetta dalla sindrome di Turner deceduta al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari dopo diverse ore di attesa, ha colpito e scosso la nostra community.

Ve ne abbiamo dato notizia ieri. La donna ha accusato il 7 dicembre scorso dolori toracici mentre si trovava a casa con la sua famiglia. Prontamente è stato allertato il 118, Lea così è stata trasportata al pronto Soccorso di Policlinico di Bari in codice rosso, con problemi cardiaci accertati.

È arrivata alle 15.40, prima di essere declassata in codice verde e poi nuovamente classificata come codice rosso a causa dell’insistenza dei familiari e dei continui dolori. Ha atteso diverse ore prima di essere visitata e presa in cura. Alle ore 22 la 39enne è deceduta. Il personale sanitario-medico è stato subito messo a conoscenza della patologia, ma questo non è bastato.

Ci siamo recati dalla sorella Sabina e dalla zia di Lea per raccogliere la loro disperata testimonianza e la ricostruzione della tragica dinamica. È stata disposta l’autopsia, bisognerà accertare la causa del decesso ed eventuali responsabilità mediche. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. La pm Luisiana Di Vittorio ha iscritto nel registro degli indagati la dottoressa del pronto soccorso che avrebbe preso in carico la paziente nelle prime ore e ha acquisito la documentazione clinica. Ieri è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Liliana Innamorato e dal cardiochirurgo Massimo Villani. Anche la famiglia, assistita dall’avvocato Felice Petruzzella, e l’indagata, difesa da Pino Giulitto, hanno incaricato propri consulenti.

Bari, affetta dalla sindrome di Turner accusa malore e aspetta 6 ore al Pronto Soccorso: muore 39enne

Una 39enne barese, affetta dalla sindrome di Turner, ha accusato il 7 dicembre scorso dolori toracici mentre si trovava a casa con la sua famiglia. Prontamente è stato allertato il 118, la donna è stata trasportata al pronto Soccorso di Policlinico di Bari in codice rosso, con problemi cardiaci accertati.

Leonarda, anche se tutti la chiamavano Eleonora, è arrivata alle 15.40, prima di essere declassata in codice verde e poi nuovamente classificata come codice rosso a causa dell’insistenza dei familiari e dei continui dolori.

Ha atteso diverse ore prima di essere visitata e presa in cura. Alle ore 22 la 39enne è deceduta. Il personale sanitario-medico è stato subito messo a conoscenza della patologia, ma questo non è bastato.

La Procura ha disposto l’autopsia e oggi c’è stato il conferimento dell’incarico. Bisognerà accertare la causa del decesso ed eventuali responsabilità mediche.

 

Sopravvive all’aneurisma dell’aorta e al tumore, Francesco: “Non abusate dei Pronto Soccorso”

Vi raccontiamo la storia di Francesco. Sei anni fa ha avuto un improvviso aneurisma dell’aorta ed è stato salvato grazie alla tempestività dei soccorsi. Si può dire, dati alla mano, che è vivo per miracolo.

In uno dei controlli successivi, grazie all’attenzione di una dottoressa, ha scoperto di avere un tumore al pancreas in fase embrionale. Anche in questo caso, grazie alla premura dell’equipe medica, Francesco ha potuto iniziare la sua lotta in tempo.

Ci ha contattato per denunciare quanto accaduto nei giorni scorsi in Pronto Soccorso e rivolgere un appello.

Bari, 39enne di Bitonto va in ospedale con una ferita d’arma da fuoco al piede: “Mi hanno sparato”

Un 39enne, originario di Bitonto, si è presentato nelle scorse al Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari con una ferita da arma da fuoco ad un piede.

Ai medici e alla Polizia ha raccontato di essere riuscito a salvarsi da un agguato sotto casa. In azione alcuni individui incappucciati, l’uomo è stato poi raggiunto da un proiettile al piede. L’episodio sarebbe avvenuto due giorni fa, sono state avviate le indagini.

Regionali Puglia, l’attacco di Lobuono: “Pronto soccorso indecenti e in collasso la situazione è inaccettabile”

“La sanità è uno dei miei punti fondamentali: non è una questione di destra o sinistra, ma di civiltà. Oggi ci troviamo in una situazione incivile: i pronto soccorso sono in continuo collasso e per una visita specialistica si devono aspettare anche due anni, cosa inaccettabile”.

Questo l’attacco del candidato del centrodestra per la presidenza della Regione Puglia, Luigi Lobuono. “Esistono soluzioni e le metteremo in atto, così da garantire ai cittadini più risorse economiche per vivere una vita serena. Poi ci concentreremo anche sull’agricoltura e sui giovani”, ha poi aggiunto.

Pediatrico Bari, inaugurato il nuovo Pronto Soccorso: “Spazi più sicuri e accoglienti per bimbi e famiglie”

Più spazio a disposizione dei bambini e delle loro famiglie e due spazi distinti, per garantire percorsi differenziati: uno dedicato all’accoglienza generale e uno che può essere isolato e riservato alla gestione delle emergenze, attrezzato con gas medicali e sale a pressione negativa. Sono le caratteristiche della nuova area di accoglienza del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, riaperta oggi.

Erano presenti, fra gli altri, il direttore generale del Policlinico di Bari Antonio Sanguedolce, il direttore sanitario Danny Sivo, il direttore medico del presidio pediatrico Livio Melpignano e il sindaco di Bari, Vito Leccese.

L’area include un piccolo spazio giochi dedicato ai bambini e un punto ristoro, inoltre sono stati attivati due nuovi ambulatori dedicati ai codici minori, pensati per la gestione rapida e appropriata delle urgenze non gravi.

Tra le principali novità spicca la nuova sala triage, cuore del sistema di accoglienza, dedicata alla valutazione generale dei piccoli pazienti, che vengono poi indirizzati verso gli ambulatori dedicati, tutti collocati sullo stesso piano: sala gessi, odontoiatria, otorinolaringoiatria, radiologia e ambulatorio chirurgico, per consentire una gestione integrata e coordinata.

“La riapertura della nuova area di accoglienza pediatrico – ha detto Sanguedolce – segna un passaggio importante nel percorso di riqualificazione del Giovanni XXIII e, più in generale, nella modernizzazione delle nostre strutture sanitarie. Abbiamo voluto creare spazi più funzionali, sicuri e accoglienti, capaci di rispondere in modo sempre più efficiente ai bisogni di salute dei bambini e delle loro famiglie”. I collegamenti diretti tra le diverse aree sono ancora oggetto di lavori.

“La seconda fase dei lavori – ha concluso il direttore generale – prevede l’apertura della nuova sala gessi, dei posti letto di Medicina d’urgenza e l’attivazione di percorsi dedicati alla gestione delle urgenze e delle emergenze ad alta complessità”.

Bari, trasportato al Pronto Soccorso per esami medici urgenti: detenuto aggredisce poliziotto con testata al volto

Un agente della Polizia Penitenziaria, in servizio nel carcere di Turi, è stato aggredito da un detenuto al Pronto Soccorso di un ospedale barese dove era stato condotto per accertamenti medici urgenti.

L’agente è stato colpito con una violenta testata al volto davanti ad altri pazienti e agli operatori sanitari. Per le lesioni riportate gli sono stati riconosciuti 5 giorni di prognosi. A denunciare l’accaduto è la FNS CISL Bari-Bat.

Casarano, 52enne litiga con i medici al Pronto Soccorso e accusa malore. Aperta inchiesta: 8 indagati

Ci sono otto persone indagate, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, nell’inchiesta della Procura di Lecce sulla morte di Danilo Pellegrino, il 52enne di Collepasso morto lo scorso 3 settembre al pronto soccorso dell’ospedale di Casarano dove si era recato, accompagnato dalla moglie, per dei forti dolori al petto.

Il pm titolare dell’inchiesta ha iscritto sul registro degli indagati i nomi di otto persone in servizio quel pomeriggio nei reparti di pronto soccorso e cardiologia del nosocomio salentino.

Il reato ipotizzato è il concorso in responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. L’uomo sarebbe morto per l’aggravarsi delle condizioni mentre era in attesa di essere preso in carico dal cardiologo e – secondo quanto denunciato dalla moglie ai carabinieri – invano avrebbe sollecitato i medici affermando di non stare bene. Il conferimento dell’esame autoptico al medico legale Roberto Vaglio è stato fissato per lunedì 8 settembre.