Follia durante il Rally del Salento, lancia bengala acceso in pista: arrestato 37enne. Due denunciati

Avrebbe lanciato un bengala acceso durante il 31° Rally del Salento – Città di Casarano, mettendo a rischio l’incolumità dei piloti e del pubblico presente. L’uomo, un 37enne residente a Specchia, è stato identificato e arrestato dalla polizia.

Altre due persone sono state denunciate. È accaduto sabato sera nel secondo tornante del circuito, un tratto tecnico particolarmente insidioso caratterizzato da un curvone a ridosso di un dirupo e dalla massiccia presenza di pubblico.

Gli agenti preposti al servizio di sicurezza, hanno notato l’uomo accendere una torcia pirotecnica e lanciarla al centro della carreggiata creando una situazione di alto rischio per i piloti in transito.

Mentre gli operatori hanno rintracciato il responsabile, un secondo petardo è stato scagliato nello stesso punto del circuito da un’altra persona. Il commissario di gara, a questo punto, ha esposto la bandiera gialla per imporre il rallentamento dei concorrenti mentre un operatore ha provveduto a liberare la carreggiata dal bengala in fiamme, ripristinando le condizioni di sicurezza per il passaggio delle auto. I due presunti responsabili sono stati bloccati e identificati.

I due, inoltre, durante la manifestazione, insieme ad altri soggetti avrebbero lanciato bottiglie e altri oggetti verso la Polizia, cercando di nascondersi dietro le prime file degli spettatori per evitare di essere individuati. Il presunto autore del primo lancio è stato arrestato in flagranza di reato per possesso e lancio di materiale pirotecnico durante manifestazioni sportive e il pm di turno ne ha disposto gli arresti domiciliari.

Altre due persone sono state deferite in stato di libertà, mentre la posizione di almeno altri due soggetti coinvolti è attualmente al vaglio per l’adozione di eventuali provvedimenti.

Si sottopone a Tac in ospedale, ha una reazione allergica e viene rimandato a casa. Poi muore: aperta inchiesta

Un uomo di 77 anni è morto poche ore dopo una Tac con mezzo di contrasto all’ospedale di Tricase, probabilmente a causa di uno shock allergico. Secondo i familiari, i sintomi iniziali (lesioni cutanee e difficoltà alla gola) sarebbero stati sottovalutati dal personale sanitario, che lo ha dimesso senza adeguato monitoraggio dopo la somministrazione di cortisone.

Durante il rientro a casa, l’uomo ha accusato un grave peggioramento, con difficoltà respiratorie, ed è stato soccorso dal 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, è morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Il referto parla di arresto cardiocircolatorio da shock allergico.

I familiari hanno presentato denuncia per presunta malasanità, sostenendo che non siano state seguite le linee guida, che prevedono monitoraggio e ricovero in caso di reazioni allergiche al mezzo di contrasto, e che un’adeguata osservazione avrebbe potuto evitare la morte.

Maxi frode sulle accise nel Salento, uso illecito di gasolio agricolo: 3 arresti. Indagate 23 persone

La Guardia di Finanza di Gallipoli (Lecce) ha eseguito tre arresti domiciliari e una misura interdittiva per un anno a carico di titolari di imprese agricole di Matino, Gallipoli e Galatone.

L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati in materia di accise e contro la fede pubblica. L’inchiesta ha svelato tre distinti sistemi fraudolenti legati all’uso illecito di gasolio agricolo, con oltre 500mila litri distratti e un’evasione di accise stimata in circa 156mila euro. Indagate e denunciate complessivamente 23 persone.

È in corso di esecuzione anche un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per un valore di circa 120mila euro, oltre a perquisizioni locali e personali. Gli indagati – ha accertato l’inchiesta – avrebbero costituito imprese operanti nel settore dell’agricoltura, formando documentazione ideologicamente falsa presentata ai competenti Uffici U.M.A. (Utenti Motori Agricoli), per ottenere il rilascio di Libretti Fiscali di Controllo e beneficiare così dell’assegnazione di rilevanti quantitativi di prodotto petrolifero ad aliquota agevolata.

Il carburante, anziché essere destinato al riscaldamento delle coltivazioni sotto serra ovvero all’esercizio dell’attività agricola, sarebbe stato ceduto a terzi, non aventi diritto, operanti nelle province di Lecce e Brindisi, che lo avrebbero poi destinato ad usi soggetti a maggiore imposta, quali riscaldamento e auto trazione. È stato anche documentato che un deposito commerciale di prodotti petroliferi che fungeva da distributore stradale di carburante, sarebbe stato usato per rifornire i serbatoi di alimentazione di centinaia di automezzi con gasolio destinato all’agricoltura.

Allerta arancione in Puglia, esonda il Fortore nel Foggiano. Salvato automobilista intrappolato nel fango

A causa della forte ondata di maltempo che da ore si abbatte sul territorio della provincia di Foggia, i vigili del fuoco stanno operando incessantemente insieme ai volontari delle protezioni civili per intervenire sulle situazioni più delicate.

È esondato il fiume Fortore tra Ripalta e Serracapriola con allagamenti delle campagne. Un automobilista ad Ischitella, sul Gargano, è stato tratto in salvo dopo che era rimasto intrappolato nella sua autovettura a causa dell’acqua e fango formatosi lungo la carreggiata.

La Provincia di Foggia, a causa di smottamenti, allagamenti, esondazione di torrenti, ha disposto la chiusura temporanea alla circolazione veicolare la strada provinciale 105 che collega Foggia ad Ascoli Satriano in corrispondenza del Ponte Romano, la strada provinciale 109 di Lucera, al km 48+280, e l’intero tratto in prossimità delle rampe di Sant’Antonio, la provinciale129 tra Biccari e Roseto Valfortore, la Sp 122 Bovino-Deliceto oltre alla Sp 133 Tertiveri-Biccari-Castelluccio Valmaggiore in prossimità del Ponte.

Le abbondanti piogge stanno creando smottamenti e cedimenti di parte delle arterie stradali, come lungo la Roseto Valfortore Biccari. I sindaci dei Comuni del Foggiano invitano i cittadini a prestare massima attenzione e ad utilizzare le autovetture solo in casi strettamente necessari.

Non solo il Foggiano, tutta la Puglia, in queste ore, sta affrontando le conseguenze di piogge abbondanti e persistenti. Cia Agricoltori Italiani di Puglia sta monitorando la situazione ed esprime “preoccupazione per le conseguenze sul comparto primario”. Situazione critica anche nel Salento, preoccupazioni crescenti anche nell’area metropolitana di Bari, nella Bat e nelle province di Brindisi e Taranto.

Armato tenta rapina in casa, picchia anziano, la badante e due carabinieri. Follia nel Salento: arrestato

Un giovane moldavo, già noto alle forze dell’ordine, ha fatto irruzione sabato sera in una casa a Parabita tentando un furto. Ha minacciato e aggredito violentemente un anziano e la sua badante, cercando di rapinarla, mentre era sotto l’effetto di alcol e droga e armato di coltello.

All’arrivo dei carabinieri, ha opposto resistenza e aggredito due militari, che sono stati medicati in ospedale. Dopo circa un’ora, grazie anche all’intervento del personale sanitario, è stato calmato e portato in caserma.

È stato denunciato per diversi reati, tra cui violazione di domicilio, rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, e porto abusivo di armi. Nel suo zaino sono stati trovati due coltelli.

Furti di rame e ricettazione nel Salento, danni fino a 75mila euro: 4 arresti e 8 indagati – I NOMI

I carabinieri hanno arrestato quattro presunti componenti di una banda dedita a furti di rame e ricettazione nel Sud Salento. Nell’inchiesta, coordinata dal Dda di Lecce, sono indagate complessivamente otto persone.

Le indagini hanno preso il via dopo l’attentato incendiario commesso la notte del 13 settembre 2024 ai danni della ditta che gestiva il bar dello stadio comunale Capozza di Casarano. Il carcere è stato disposto per Salvatore Vitali, 48enne di Casarano e Riccardo Attilio Viva 28 anni di Taviano, mentre per Ivan Umberto Vitali, 19 anni di Casarano, figlio di Salvatore, e Maria Rita Borasci, 24enne di Taviano, moglie di Viva, sono stati disposti gli arresti domiciliari. I reati sarebbero stati commessi tra febbraio 2024 e marzo 2025.

Tra gli episodi più rilevanti emersi dalle indagini, il furto commesso tra il 27 e il 28 ottobre 2024 in un cantiere di Cannole, di circa 10 quintali di cavi elettrici per alta tensione, per un valore stimato di 25.000 euro, successivamente consegnati a una ditta di Racale dietro pagamento di oltre 5.000 euro. C’è poi il furto commesso nella serata del 9 marzo 2025 presso un impianto fotovoltaico di una società agricola di Andrano, dove furono asportati 50 cavi di rame per una lunghezza complessiva di circa sei chilometri e mezzo, con un danno stimato in circa 75.000 euro.

L’inchiesta ha messo in evidenza come i quattro agissero in modo organizzato e collaudato, con il materiale che una volta rubato veniva successivamente venduto ai centri autorizzati di raccolta di Melissano e Racale, mentre gli attrezzi da lavoro venivano ceduti, a prezzi irrisori, a compiacenti acquirenti. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i carabinieri hanno effettuato perquisizioni personali, locali e domiciliari nei comuni di Casarano, Taviano e Tuglie, con il supporto delle unità cinofile dell’Arma.

Tragedia nel Salento, schianto tra auto e carambola sulla provinciale: muore 81enne. Un ferito grave

Tragedia sulla strada provinciale che collega Presicce alla marina di Lido Marini dove un 81enne di Presicce è deceduto in seguito ad un incidente stradale. Due le auto coinvolte, una Toyota Rav 4 e una Nissan Micra guidata dalla vittima.

Nell’incidente è rimasto coinvolto anche un motociclista che sostava fermo nei pressi di un incrocio, è rimasto ferito ma lievemente. Gravi invece le condizioni dell’automobilista della Toyota, trasportato in ambulanza in ospedale in codice rosso.

Femminicidio nel Salento, niente permessi premio al killer: la mamma di Noemi Durini deposita proposta legge

La proposta di legge di iniziativa popolare ‘Noemi Durini’, finalizzata a non concedere permessi premio a chi si macchia di delitti efferati come il femminicidio, sarà depositata questa mattina a Roma presso la Cassazione da parte di dieci promotori, primi firmatari Imma Rizzo e il suo avvocato Valentina Presicce.

Imma Rizzo è la madre di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia (Lecce) uccisa e sepolta quando era ancora viva dal suo fidanzato anche lui minorenne , il 3 settembre 2017. La proposta di legge sarà pubblicata oggi, 23 febbraio, sulla Gazzetta Ufficiale, segnando l’inizio della raccolta delle 50.000 firme necessarie.

“Siamo noi familiari delle vittime a vivere il vero ergastolo in vita. Non mi basta e non accetto solo restrizioni dei permessi premio. Mia figlia è sottoterra, non tornerà più a casa, aveva tutta la vita davanti e il suo assassino respira già aria di libertà, quella libertà che lei non potrà più avere. A chi si macchia di reati così efferati non devono essere concessi benefici di pena” dichiara Imma Rizzo”.

Lucio Marzo, assassino reo confesso della 16enne “ha beneficiato di più permessi premio, – prosegue la donna – a distanza di soli tre anni dall’omicidio e a un anno dalla sentenza definitiva di condanna a 18 anni e 8 mesi. Durante uno di questi permessi, nel 2023, è stato fermato ubriaco alla guida. Permessi concessi anche dopo il rientro positivo ai cannabinoidi o per motivazioni incomprensibili, come la partecipazione alle partite del Cagliari, la frequentazione di una ragazza o il permesso premio per recarsi alle urne per votare nonostante l’interdizione dai pubblici uffici. Una situazione inaccettabile in un paese civile come l’Italia”.

“Oggi Noemi sarà con noi, – afferma l’avvocato Valentina Presicce – insieme al progetto di legge abbiamo depositato anche una sua immagine. Una promessa che le abbiamo fatto e abbiamo mantenuto. Aiutateci a portare avanti l’urlo di giustizia di Noemi e di tutte le vittime per restituire loro la dignità che meritano”.

Esonda il fiume Idume a causa del maltempo in Salento: acqua anche in casa. Il livello ha raggiunto gli 80 centimetri

Nella Marina di Torre Chianca, in provincia di Lecce, è esondato il fiume Idume che si trova nell’area del parco naturale di Rauccio. L’allarme dei residenti è scattato nella serata di ieri.

Il livello dell’acqua, che è entrata in alcune abitazioni, ha raggiunto gli 80 centimetri. Le piogge intense e le mareggiate di questi giorni e delle ultime ore, a cui si aggiunge l’ostruzione della foce che si ripete ciclicamente con le forti ondate di maltempo, hanno causato l’esondazione.

Sul posto stanno operando i vigili del fuoco e i tecnici comunali. E sta per arrivare una squadra della Protezione civile per aprire un canale artificiale e ripristinare il deflusso naturale delle acque.