Olio di oliva adulterato in Italia e all’estero, nei guai imprenditore di Cerignola: confiscati beni per 1,6 milioni

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un decreto di confisca di beni per un valore complessivo di 1,6 milioni di euro nei confronti di un imprenditore di Cerignola pluripregiudicato che opera da decenni nella sofisticazione dell’olio d’oliva. Il decreto è stato emesso dal tribunale di Bari – sezione misure di prevenzione. L’imprenditore in passato è stato sottoposto a diverse misure di prevenzione personali e, sulla base delle condanne subite a partire dalla fine degli anni ’80, secondo gli investigatori, può essere annoverato tra i principali trafficanti di olio di oliva adulterato sul territorio nazionale e su diversi mercati esteri.

Tra i beni sottoposti a confisca figurano una società operante nel settore dell’imbottigliamento dell’olio di semi e dell’olio d’oliva, tre autoveicoli, tre appartamenti, diversi rapporti finanziari per un saldo totale di 100.000 euro e un complesso immobiliare composto dall’opificio dell’azienda e da un appezzamento di terreno, per un valore globale stimato in circa 1,6 milioni di euro.

Sequestrate 27 opere e illustrazioni di Banksy in mostra a Lecce: la società non ha mai pagato le spese

Il sequestro è stato disposto dal Tribunale di Roma che ha accolto il ricorso presentato da Mediafarm srl, la società affidataria del Comune di Lecce per la gestione degli spazi delle Mura Urbiche che vanterebbe un credito di oltre 43mila euro nei confronti della A&M (Antonelli & Marziani) Cultural Consulting srl, società detentrice delle opere di Banksy e che ha organizzato la mostra.

Continue reading