Femminicidio a Gravina, Lacarpia si toglie la vita in carcere a Bari. Dubbi sulla morte: aperta inchiesta

La Procura vuole vederci chiaro sulla morte di Giuseppe Lacarpia, il 65enne che si è tolto la vita nella sua cella del carcere di Bari nella notte tra lunedì e martedì. L’uomo era stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie, la 60enne Maria Arcangela Turturo, a Gravina.

Lunedì aveva fatto visita per un’ora alla tomba della moglie nel cimitero di Gravina, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso. Poche ore dopo si sarebbe tolto la vita in cella. La figlia, dopo aver “festeggiato” sui social la morte del padre, ha poi precisato: “Non è un festeggiamento, è giustizia per la mia mamma. Sono tutte preghiere fatte per lei”.

Le indagini dovranno stabilire se ci sono state falle nel sistema di sicurezza e se il suicidio poteva essere evitato. In passato Lacarpia infatti aveva già tentato due volte di togliersi la vita, senza successo, tanto da finire anche in ospedale. Bisogna capire anche perché ad esempio non è stata disposta la sorveglianza a vista per 24 ore. Sul corpo verrà effettuata l’autopsia.

Lacarpia si toglie la vita in carcere: 24 ore fa il permesso per visitare la moglie al cimitero di Gravina

Lacarpia, il 65enne che si è tolto la vita in carcere dopo aver ucciso la moglie Maria Arcangela Torturo, proprio nella giornata di ieri era riuscito ad ottenere il permesso per visitare la lapide della donna al cimitero di Gravina. La sua salma ora resta sotto sequestro nel carcere di Bari. Lacarpia è stato trovato sotto le coperte e avrebbe utilizzato una busta di plastica nera avvolgendola intorno alla testa. La sua morte sarebbe arrivata dunque per soffocamento, ma saranno gli accertamenti medici a stabilirlo.

Giornalista “suicida”, incongruenze e indagini sommarie. La famiglia Nettis: “Vogliamo l’autopsia”

È ancora mistero attorno alla morte di Patrizia Nettis, la giornalista 41enne originaria di Gioia del Colle trovata impiccata il 29 giugno 2023 nell’appartamento in cui viveva a Fasano, in provincia di Brindisi. La Procura di Brindisi ha chiesto l’archiviazione del caso, la famiglia non ha mai creduto alla tesi del suicidio e per questo aveva già avanzato diverse richieste per disporre l’autopsia, sempre negata. Poi è arrivata anche la comunicazione di non luogo a procedere da parte della Procura generale di Lecce per l’avocazione delle indagini.

Nell’inchiesta per la morte di Patrizia Nettis era indagato un uomo, che in passato ha avuto una relazione sentimentale con la donna. L’imprenditore era accusato di istigazione al suicidio e atti persecutori. Ce ne occupiamo questa volta con il criminologo Candiano e il medico legale Bacco. Ci sono troppe incongruenze e le indagini appaiono piuttosto sommarie. La famiglia non si arrende, si è opposta alla richiesta di archiviazione del caso e continua ad insistere affinché venga disposta l’autopsia.

La strage silenziosa, anziano si toglie la vita a Canosa: troppi suicidi in pochi giorni

Un altro suicidio si è verificato questa mattina in Puglia. Precisamente a Canosa dove un anziano ha deciso di togliersi la vita legandosi alla ringhiera del balcone. Una scena purtroppo vista da diversi residenti al loro risveglio.

Nel Barese sono stati diversi i casi negli ultimi giorni, a perdere la vita anche una ragazzina di 16 anni a Turi. Ieri invece la morte di un 42enne barese, noto nella tifoseria biancorossa.

Doppio suicidio a Turi, la 16enne e il 51enne erano parenti: indagini in corso. Nessuna pista è esclusa

La 16enne e il 51enne, che sono stati ritrovati senza vita a Turi e a distanza di mesi, erano legati da un vincolo di parentela. La ragazzina è uscita da scuola e non ha fatto ritorno a casa, il suo corpo è stato ritrovato legato ad un albero di ciliegio in una zona tutto sommata trafficata.

Il cadavere dell’uomo era stato scoperto poco distante in una masseria abbandonata. Le indagini, affidate ai Carabinieri, stabiliranno se le due morti siano collegate. Apparentemente si tratta di suicidi, ma nessuna pista è esclusa. La 16enne viveva in un contesto socio culturale difficile ma è stata descritta come una persona solare dalle sue compagne di scuola.  Lunedì 7 ottobre, nella stessa giornata in cui è morta le 16enne, è stato ritrovato senza vita un giovane ragazzo straniero di 28 anni.

Doppio suicidio a Turi, 16enne si toglie la vita in un terreno: era appena uscita da scuola

La 16enne che si è tolta la vita ieri pomeriggio, in un terreno di Turi, si era recata regolarmente a scuola. Frequentava un istituto di Castellana Grotte, ma non ha fatto rientro a casa. Il suo cadavere è stato ritrovato nel pomeriggio impiccato ad un albero di ciliegio. Le indagini sono affidate ai Carabinieri, tutto fa pensare ad un gesto estremo.

Stesso discorso per il ritrovamento di un altro cadavere appartenente ad un uomo di 50 anni, scoperto poco distante in una masseria abbandonata utilizzata solo per feste private.

Omicidio-suicidio a Bari, spara alla moglie e si toglie la vita: lunedì le autopsie sui corpi di Giovanni e Grazia

Saranno effettuate lunedì prossimo le autopsie sui corpi di Giovanni Buzzotta di 84 anni, e Grazia Franco di 83 anni, i coniugi trovati morti ieri in un appartamento di via Lucarelli a Bari.

Sarebbe stato l’83enne a sparare con una pistola contro la moglie, gravemente malata, per poi togliersi la vita. Gli accertamenti autoptici saranno eseguiti da Biagio Solarino dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Secondo quanto ricostruito finora, l’84enne avrebbe premuto il grilletto colpendo la moglie che è morta sul colpo. Dopo pochi istanti si sarebbe suicidato. A trovare i due cadaveri è stato il figlio della coppia che ha chiamato i soccorsi. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Omicidio-suicidio a Bari, 84enne spara alla moglie allettata e si toglie la vita: arma sequestrata. I dubbi sulla tragedia

Torniamo ad occuparci della tragedia avvenuta ieri pomeriggio in via Lucarelli a Bari dove un uomo di 84 anni ha ucciso con un colpo di pistola la moglie 83enne per poi togliersi la vita con la stessa arma. Secondo quanto emerso, pare che l’anziana fosse malata e costretta a letto.

Indagano sull’accaduto i carabinieri che hanno trovato e sequestrato l’arma. A trovare i due cadaveri che erano nella camera da letto dell’appartamento di via Lucarelli è stato il figlio della coppia. L’uomo tornato a casa ha chiamato i genitori senza ricevere risposta. Ha raggiunto la stanza da letto e si è trovato davanti ai corpi senza vita del padre e della madre. È stato lui a chiamare il 112 e il 118. All’arrivo, però, il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso dei due anziani.

I coniugi sono stati trovati insieme evidentemente perché l’uomo aveva stabilito il da farsi, a quanto pare non è stato un gesto improvviso. Le condizioni della donna allettata erano gravissime, mentre l’84enne era invalido al cento per cento. Non si comprende come sia stato possibile per lui, invalido totale, avere un regolare porto d’armi una pistola e un fucile.