La strage silenziosa, anziano si toglie la vita a Canosa: troppi suicidi in pochi giorni

Un altro suicidio si è verificato questa mattina in Puglia. Precisamente a Canosa dove un anziano ha deciso di togliersi la vita legandosi alla ringhiera del balcone. Una scena purtroppo vista da diversi residenti al loro risveglio.

Nel Barese sono stati diversi i casi negli ultimi giorni, a perdere la vita anche una ragazzina di 16 anni a Turi. Ieri invece la morte di un 42enne barese, noto nella tifoseria biancorossa.

Tragedia a Cassano, indagini sulla morte di Greta e Francesco: sequestrato il cavalcavia. Stop al transito

Parte del cavalcavia della strada provinciale 236 che unisce Cassano delle Murge a Sannicandro, dove la notte del 30 settembre sono morti i fidanzati Greta Francone e Francesco Castellaneta, è stato posso sotto sequestro. Le indagini in corso dovranno stabilire se, oltre all’alta velocità, alla base della tragedia ci sia anche la precaria condizione delle barriere e dell’asfalto.

I due erano a bordo di una Mercedes Cla, volata giù, e i loro corpi sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo. I Carabinieri così, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, hanno interdetto al traffico veicolare la rampa di accesso alla strada provinciale Cassano-Sannicadro. 

Doppio suicidio a Turi, la 16enne e il 51enne erano parenti: indagini in corso. Nessuna pista è esclusa

La 16enne e il 51enne, che sono stati ritrovati senza vita a Turi e a distanza di mesi, erano legati da un vincolo di parentela. La ragazzina è uscita da scuola e non ha fatto ritorno a casa, il suo corpo è stato ritrovato legato ad un albero di ciliegio in una zona tutto sommata trafficata.

Il cadavere dell’uomo era stato scoperto poco distante in una masseria abbandonata. Le indagini, affidate ai Carabinieri, stabiliranno se le due morti siano collegate. Apparentemente si tratta di suicidi, ma nessuna pista è esclusa. La 16enne viveva in un contesto socio culturale difficile ma è stata descritta come una persona solare dalle sue compagne di scuola.  Lunedì 7 ottobre, nella stessa giornata in cui è morta le 16enne, è stato ritrovato senza vita un giovane ragazzo straniero di 28 anni.

Gravina, uccide la moglie a mani nude. Il legale di Lacarpia rinuncia all’incarico: assisterà i suoi 4 figli

Giovanni Lacarpia, il 65enne di Gravina fermato con l’accusa di aver ucciso a mani nude la moglie 60enne Maria Arcangela Turturo, si ritrova senza avvocato. Il legale Gioacchino Carone ha rinunciato all’incarico dopo la nomina, ma sarà coinvolto lo stesso nel processo. Assisterà infatti i quattro figli di Lacarpia e Turturo. Il 65enne, in carcere da ieri, dovrà dunque nominare un nuovo avvocato o sarà assistito da un legale d’ufficio. Oggi verrà anche fissata l’udienza di convalida del fermo.

La donna è stata massacrata dal peso violento del corpo del marito. Che avrebbe tentato prima di bruciarla viva e poi di soffocarla con la forza dei suoi cento chili, rompendole le ossa della cassa toracica e strozzandole a mano nude, il cuore. Lei è morta dopo essere arrivata in ospedale e aver rivelato quanto le era accaduto. “Mi voleva uccidere”, ha sussurrato con un filo di voce prima di morire. Lui, Giuseppe Lacarpia, 65enne allevatore di bestiame da latte, è finito in manette. Sulle spalle un’accusa pesante: omicidio volontario premeditato. A incastrarlo sono state le ultime parole proferite dalla vittima e un video lungo 15 secondi, in cui il delitto è stato registrato in tutta la sua efferatezza. È successo la notte tra domenica e lunedì dopo una festa di compleanno.

 

Gravina, uccide la moglie a mani nude: Lacarpia accoltellò 15 anni fa suo figlio. Soffre di problemi neurologici

Ha dato fuoco all’auto su cui si trovava la moglie e poi, quando la donna ricoperta di ustioni è riuscita a uscire dalla vettura in fiamme, l’ha raggiunta e bloccata e uccisa a mani nude. Con questa accusa è stato fermato dalla polizia Giuseppe Lacarpia, pregiudicato di 65 anni. È accusato di omicidio premeditato e aggravato. Maria Angela Turturo, che aveva 60, era ricoverata in ospedale e prima di morire è riuscita a raccontare alla figlia e alla polizia l’accaduto. Il fatto è avvenuto la notte del 6 ottobre scorso in agro di Gravina in Puglia.

L’uomo fermato, che ha precedenti per delitti contro il patrimonio e la persona, era stato in carcere quasi 15 anni fa con l’accusa di aver tentato di uccidere il figlio intervenuto per sedare una lite tra i genitori. Lo ferì con un coltello nella circostanza. Si sarebbe dovuto sottoporre in giornata ad una visita medica, nelle scorse settimane era stato ricoverato per problemi neurologici. Soffrirebbe anche di demenza senile e Alzheimer ma non in stadio grave, in passato ha anche tentato il suicidio.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’uomo ha appiccato il fuoco alla propria autovettura dentro la quale c’era la moglie che è però riuscita a fuggire dall’automobile con ustioni parziali sul corpo. A quel punto l’uomo l’ha aggredita immobilizzandola in posizione supina sull’asfalto, schiacciandola con il peso del proprio corpo e le braccia, e premendole un ginocchio sull’addome. E ha così provocato fratture allo sterno e alle costole determinando la compressione del cuore e la successiva morte che è avvenuta in ospedale. Alla vicenda avrebbero assistito alcuni testimoni uno dei quali ha anche girato un video con il proprio cellulare. La donna è stata quindi soccorsa da personale del 118 e, prima di morire in ospedale è riuscita a raccontare alla polizia e a sua figlia che cosa era successo.

Bitritto, anziana si lancia nel vuoto dal terrazzo e muore. A Carbonara uomo si toglie la vita impiccandosi

Terribile tragedia questa mattina a Bitritto dove un’anziana si è lanciata nel vuoto dal terrazzo condominiale. Pare vivesse sola e non avesse figli. La donna è morta sul colpo.

Si tratta del terzo suicidio avvenuto in pochi giorni. Giovedì un uomo si è impiccato ad un albero alle porte di Bari in via Bitritto, venerdì stesso copione a Carbonara. Le vittime erano più giovani della prima.

Tragedia a Cassano, Procura apre fascicolo sulla morte di Greta e Francesco: verifiche di due tecnici del Ministero

Due tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, nota anche attraverso l’acronimo ANSFISA e alle dipendenze del Ministero dei Trasporti, si sono recati a Cassano sul luogo in cui la scorsa domenica hanno perso la vita la 21enne Greta Francone e il 24enne Francesco Castellaneta.

I due giovanissimi si trovavano a bordo di una Mercedes che ha sfondato il guardrail di viale Europa prima di precipitare giù dal cavalcavia della morte con un volo di 8 metri. I tecnici hanno valutato le condizioni generale della strada, a partire dalla segnaletica fino all’illuminazione, analizzando anche lo stato del guardrail a protezione della curva. La Procura della Repubblica di Bari ha aperto un fascicolo contro ignoti e senza indagati.

Tragedia a Cassano, la mamma di Greta ai familiari di Francesco: “Morta per colpa vostra sapevate che correva”

“Sapevate che gli piaceva fare lo stile e andare veloce. Lo avete anche scritto. Mi avete portato via la mia unica ragione di vita. Vivrete solo con i rimorsi e vi porterete sulla coscienza non solo la morte di vostro fratello bensì di due persone…Ora lo posso gridare, Greta è morta per colpa vostra. Ci si rivede presto”. Questo è lo sfogo pubblicato sui social da Sabrina Francone, la mamma della 21enne Greta, morta nel tragico incidente stradale avvenuto a Cassano nella notte tra il 29 e il 30 settembre.

L’auto su cui era a bordo, una Mercedes Cla, ha sfondato il guardrail di viale Europa ed è precipitata da un cavalcavia. Alla guida il suo fidanzato, Francesco Castellaneta, 24enne di Capurso. I due sono morti sul colpo dopo essere stati sbalzati dalla vettura.

“Greta dì a Francesco di andare piano”, il messaggio inviato da una persona a Greta in riferimento proprio alla guida del giovane. La mamma lo ha pubblicato sui social assieme alla sua denuncia. Proprio l’alta velocità, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe alla base del tragico incidente.