Bari, infermieri “infedeli” a processo. Il Policlinico ne licenzia quattro: una storia detta a metà

Torniamo ad occuparci della storia degli infermieri del centro emofilia e trombosi del Policlinico di Bari indagati per peculato con l’accusa di aver usato, tra il 2016 e il 2017, e siringhe e materiale sanitario dello stesso Policlinico di Bari per fare prelievi o somministrare farmaci a nero in casa dei pazienti.

In cambio avrebbero ricevuto soldi (tra i 10 e i 15 euro), bottiglie di vino e altri regali. I protagonisti della vicenda sono incastratati da alcune intercettazioni. A distanza di 8 anni, il Policlinico ne ha licenziati quattro su dieci, per giusta causa, senza preavviso. Sulla vicenda si sono dette diverse cose, in realtà il racconto emerso è solo a metà.

Licenziati due colleghi assenteisti, nuovo scandalo al Petruzzelli. Coperti per anni: “Vergogna”

Un nuovo scandalo si abbatte sulla Fondazione Petruzzelli di Bari. Due dipendenti sono stati licenziati in tronco dopo aver certificato, in seguito al lavoro affidato a un investigatore privato, perché per almeno quattro mesi non sono andati a lavorare. Nella sede di Palazzo San Michele, a Barivecchia, ci andavano, ma uno per timbrare l’entrata e l’altro l’uscita.

La cattiva abitudine, da qui lo scandalo, è che il periodo di assenteismo sarebbe stato di alcuni anni, forse quattro, senza che mai nessuno se ne fosse accorto. Impossibile in una sede non certo affollatissima, dove l’assenza di due persone non può passare certo inosservata.

La notizia è stata tenuta sotto traccia fin quando non abbiamo ricevuto una segnalazione anonima, che abbiamo deciso di andare a verificare sentendo il Sovrintendente della Fondazione Nazzareno Carusi.

Liberatosi da un impegno inizialmente prolungato, Carusi ha confermato la notizia della nostra fonte, pur non sbilanciandosi. Dispiace che nessuno, pur essendo un atteggiamento plateale e prolungato nel tempo, nessuno abbia espresso formalmente la sua indignazione. Dal canto nostro abbiamo ritenuto doveroso occuparci della vicenda, nel rispetto di chi un lavoro come quello abusato dai due lo cerca per tutta una vita.

Gli stipendi degli assenteisti, infatti, risultano di circa 1.800 e 2.500 euro. Uno dei due è una nostra vecchia conoscenza, già ai tempi della stagione drammatica che portò all’arresto dell’allora direttore amministrativo e dei tangentisti che pensavano di poter gestire la Fondazione e il teatro come un affare di famiglia.

Tragedia a Modugno, precipita da 6 metri durante i lavori in un capannone: muore operaio 30enne di Andria

Tragedia sul lavoro questa mattina nella zona industriale di Modugno, dove un operaio di circa 30 anni, originario di Andria, ha perso la vita in seguito a una caduta.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, dipendente di una ditta esterna impegnata in lavori di ristrutturazione, stava operando sul terrazzo di un capannone industriale.

Per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe precipitato da un’altezza di circa sei metri, probabilmente dopo aver ceduto una superficie non portante. L’impatto non gli ha lasciato scampo.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli ispettori dello Spesal dell’Area Metropolitana della ASL Bari, incaricati dall’Autorità giudiziaria di chiarire dinamica e responsabilità dell’accaduto. Le indagini sono in corso.

Furto delle mance, Antonio dà la caccia a “Trono di spade”: pietre e preghiere in piazza Umberto

Ci siamo messi sulle tracce di “Trono di spade”, uno dei due ladri che sta seminando il panico nei bar baresi portando via i salvadanai pieni di mance. La nostra ricerca è partita in piazza Umberto, uno dei luoghi frequentati dal barlettano, e come sempre l’accoglienza è stata delle migliori, con la solita immancabile omertà e il solito lancio di pietre.

Barivecchia, centro storico nel degrado. Residenti e associazioni lanciano l’allarme: “Preoccupa la stagione turistica”

Il centro storico della città di Bari torna al centro del dibattito pubblico, travolto da una crescente situazione di degrado che nelle ultime settimane è stata denunciata da associazioni del territorio, residenti e operatori commerciali. Un quadro preoccupante che, secondo molti, rischia di compromettere non solo la qualità della vita quotidiana, ma anche l’immagine complessiva della città.

Con l’avvicinarsi della stagione turistica, aumentano infatti le preoccupazioni. Il centro storico rappresenta da sempre un biglietto da visita fondamentale per visitatori e turisti, e le attuali criticità rischiano di incidere negativamente sull’attrattività del territorio. Nel frattempo, i residenti continuano a convivere con disagi concreti e persistenti, che rendono sempre più difficile la vivibilità della zona.

Le richieste sono chiare: interventi immediati e mirati per affrontare le problematiche più urgenti e restituire decoro e funzionalità agli spazi urbani. L’obiettivo è migliorare la percezione e la fruibilità del centro storico, sia per chi lo vive ogni giorno sia per chi lo visita.

In questo contesto, emerge con forza il ruolo della cittadinanza attiva e il principio di sussidiarietà orizzontale, considerati strumenti fondamentali per affrontare le criticità. Chi vive quotidianamente il territorio chiede di essere parte integrante delle soluzioni.

Un primo segnale di apertura arriva dall’amministrazione comunale. Gli assessori alla Cura del territorio, all’Ambiente, allo Sviluppo economico e al Turismo, insieme alla Presidenza del Municipio I, hanno accolto l’appello e convocato un incontro pubblico.

L’appuntamento è fissato per lunedì 23 alle ore 14.30, presso la sede del Municipio I in via Trevisani 206. Un momento di confronto aperto tra istituzioni e cittadinanza, promosso dalle associazioni “We Are in Bari Vecchia”, Circolo Acli Dalfino, “I Custodi della Bellezza” e dai rappresentanti dei residenti.

Busta con proiettile di kalashnikov: nuova intimidazione alla magistrata salentina Francesca Mariano

Nuovo grave episodio intimidatorio ai danni della magistrata salentina Francesca Mariano, in servizio presso l’ufficio gip/gup di Lecce. Nei giorni scorsi, la polizia avrebbe intercettato una busta a lei indirizzata contenente un proiettile di kalashnikov. La missiva è stata bloccata durante i controlli, prima che potesse raggiungere gli uffici del Tribunale.

Si tratta dell’ennesimo atto intimidatorio nei confronti della giudice. Solo un mese fa, infatti, era stato rinvenuto un ordigno artigianale a Galatina, nei pressi di un locale riconducibile alla famiglia Mariano.

La magistrata vive sotto scorta dal novembre 2023, dopo essere stata bersaglio di una serie di minacce e intimidazioni che hanno reso necessarie misure di protezione rafforzate. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili di questi gravi episodi.

A gennaio scorso era stata fatta recapitare una lettera con un ‘augurio di morte’ nel suo ufficio del Tribunale di Lecce di viale De Pietro. Il magistrato dal settembre del 2023 vive sotto scorta per le minacce di morte ricevute dopo aver disposto, nell’ambito dell’operazione The Wolf, gli arresti per 22 affiliati al clan Lamendola-Cantanna, ritenuto vicino alla Sacra corona unita (Scu).

Nel novembre scorso, nel cimitero di Galatina, a pochi metri dalla tomba del padre della giudice Mariano, fu trovata una testa mozzata di un capretto ed un coltello. Fu la stessa magistrata a fare la macabra scoperta.

Nel febbraio 2024 alla giudice venne recapitata una testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello da macellaio, accompagnata da un biglietto su cui era scritto ‘Così’: la testa dell’animale fu lasciata davanti alla porta della sua abitazione.

Nell’ottobre del 2024, nell’aula di udienza del tribunale di Lecce, dove Mariano era impegnata come gup, venne trovata la sua foto, presa da un quotidiano locale, circondata dal disegno di una bara fatto con un pennarello nero, con tanto di croci. Il ritaglio di giornale riguardava un’inchiesta salentina, sempre di mafia, che all’epoca giungeva a sentenza.

Policlinico Bari, violenze su operatori sanitari in calo dal 51 al 31%. Nel 92% dei casi sono aggressioni verbali

Negli ultimi due anni il numero degli operatori sanitari del Policlinico di Bari vittime di episodi di violenza si è ridotto dal 51,0% al 31,5%.

I dati sono stati presentati oggi a Bari nel corso dell’evento ‘Gestire la violenza per curare meglio: strategie di prevenzione, contenimento e risposta in favore di operatori sanitari e socio-sanitari nelle aree a rischio’.

L’indagine è stata condotta dall’unità operativa di Medicina del Lavoro diretta da Luigi Vimercati, nell’ambito del programma nazionale Italian Total Worker Health, finanziato dal Ministero della Salute attraverso il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr.

Lo studio ha previsto la somministrazione, su un campione di 200 operatori sanitari, di due questionari per una valutazione multidimensionale della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro. La violenza verbale si conferma la tipologia più frequente, rappresentando circa il 92% degli episodi, mentre le molestie sessuali registrano un lieve calo (dall’1,9% all’1,5%).

Nei pronto soccorso la prevalenza degli episodi di violenza si è ridotta dal 76,3% al 58,6%, anche grazie all’introduzione di interventi mirati come l’introduzione dell’infermiere di accoglienza e processo e la riorganizzazione dei percorsi.

“I dati confermano che le azioni messe in campo stanno producendo effetti concreti – ha dichiarato il direttore sanitario del Policlinico Danny Sivo – . Tra gli interventi più rilevanti va ricordato il protocollo attivato con la Prefettura, che consente un intervento più rapido delle forze dell’ordine nei casi di criticità, insieme all’attivazione di un canale strutturato di comunicazione con i familiari dei pazienti, con un numero di telefono dedicato e uno sportello attivo. Abbiamo inoltre investito – ha concluso – nel miglioramento dei percorsi di accoglienza e accesso, nella segnaletica interna, nella formazione degli operatori e in una gestione più attenta delle relazioni con l’utenza”.