Choc a Brindisi, violenze sessuali su dieci studentesse della scuola media: indagato collaboratore

Un collaboratore di una scuola media di Brindisi è indagato con l’accusa di atti sessuali su 10 alunne minorenni dell’istituto in cui lavorava.

Le accuse nei suoi confronti sono quelle di violenza sessuale aggravata su minori di 14 anni, con l’ulteriore aggravante di aver agito all’interno – o nelle immediate vicinanze – della scuola secondaria di primo grado frequentata dalle presunte vittime.

Gli episodi si sarebbero verificati tra il 2024 e il maggio 2025, l’uomo avrebbe approfittato del proprio ruolo e della quotidiana vicinanza alle studentesse.

Le dieci ragazzine coinvolte sono state ascoltate dagli inquirenti e i loro racconti sono stati ritenuti coerenti e attendibili. L’incidente probatorio ha confermato la solidità dei loro racconti.

Choc a Taranto, abusi sessuali su bimbi di 11 e 12 anni in cambio di giri in moto: 56enne a processo

Un 56enne di Taranto è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore. Secondo quanto ricostruito dalle indagini avrebbe costretto due bambini di 12 e 11 anni a subire violenze tra giugno e luglio scorso. Per l’uomo è stato disposto il giudizio immediato.

Le vittime sono amici di suo nipote, il 56enne sarebbe riuscito ad allontanarsi con loro offrendo alcuni giri in moto in cambio di rapporti sessuali in un parcheggio isolato.

In più avrebbe minacciato uno dei due bimbi di affogarlo in mare premendogli la testa sott’acqua a lungo. Le piccole vittime hanno però raccontato ai genitori le violenze subite e le indagini, condotte dalla squadra mobile, sono partite dopo le denunce.

Abusano di due uomini con disagi psichici, condannati 4 ragazzi nel Foggiano: le violenze in un video

Per avere abusato di due uomini con disagi psichici, un 20enne e un 50enne, quattro ragazzi tra i 20 e i 25 anni, tutti originari di Monte Sant’Angelo (Foggia), sono stati condannati per violenza sessuale di gruppo a pene comprese tra gli otto e i sei anni e otto mesi di reclusione.

Gli imputati, che filmarono le violenze, hanno scelto il rito abbreviato. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il primo episodio è avvenuto a Manfredonia la sera del 4 ottobre del 2024 ai danni di un ventenne di San Giovanni Rotondo.

La denuncia ai carabinieri da parte della vittima e le indagini coordinate dalla procura di Foggia hanno permesso di risalire all’identità dei quattro presunti responsabili. I carabinieri hanno poi accertato che gli stessi avrebbero abusato anche di un 50enne di Monte Sant’Angelo. A sostegno dell’accusa – a quanto si apprende – c’è anche un video delle violenze che gli imputati si sarebbero scambiati attraverso chat di messaggistica istantanea.

Dal video emergerebbe come i quattro, con violenza e minaccia, nonché abusando della condizione di inferiorità psichica delle vittime – ricostruiscono i carabinieri – le avrebbero costrette o comunque indotte a compiere e subire atti sessuali.

Alla luce degli elementi raccolti, il gip del tribunale di Foggia, su richiesta della procura, emise due ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite dai carabinieri rispettivamente il 31 ottobre 2024 (a carico di due imputati di 20 e 21 anni) e il 10 dicembre 2024 (nei confronti di altri due imputati di 21 e 25 anni).

Giovane seminarista denuncia di aver subito abusi da sacerdoti 30 anni fa. La diocesi: “Pronti a collaborare”

“Vicinanza” per una vicenda che crea dolore, e “disponibilità” nei confronti della magistratura. È quanto fa sapere la curia della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca che interviene sui presunti abusi che un uomo ha denunciato di aver subito 30 anni fa da due sacerdoti quando era un giovane seminarista in Salento.

La presunta vittima ha citato la curia chiedendo un risarcimento. La curia precisa di non aver ricevuto alcuna notifica della “azione legale” e rinnova “vicinanza e solidarietà a chiunque abbia subito abusi o molestie in ambito ecclesiale”. Secondo quanto denunciato dall’uomo, le molestie sarebbero state compiute da sacerdoti ora lontani dalla diocesi salentina.

“Nel ricordare che ha agito nel rispetto di quanto previsto dall’ordinamento canonico e dalla Conferenza episcopale italiana, la Curia – si legge infine nella nota – resta a disposizione della magistratura, assicurandole piena collaborazione”.

Sopravvive all’aneurisma dell’aorta e al tumore, Francesco: “Non abusate dei Pronto Soccorso”

Vi raccontiamo la storia di Francesco. Sei anni fa ha avuto un improvviso aneurisma dell’aorta ed è stato salvato grazie alla tempestività dei soccorsi. Si può dire, dati alla mano, che è vivo per miracolo.

In uno dei controlli successivi, grazie all’attenzione di una dottoressa, ha scoperto di avere un tumore al pancreas in fase embrionale. Anche in questo caso, grazie alla premura dell’equipe medica, Francesco ha potuto iniziare la sua lotta in tempo.

Ci ha contattato per denunciare quanto accaduto nei giorni scorsi in Pronto Soccorso e rivolgere un appello.

Bari, 16enne schiavizzata e costretta a prostituirsi a Torre a Mare: in 4 a processo tra loro anche una donna

Sono 4 le persone a processo a Bari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile tra Romania e Italia. Protagonista una ragazza, all’epoca dei fatti 16enne, segregata in casa e costretta a prostituirsi a Torre a Mare.

La vittima ha vissuto mesi di incubo e, solo recentemente, ha avuto il coraggio di parlare degli abusi subiti. Alla sbarra c’è anche una donna. Oltre a lei un uomo, già arrestato e condannato in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione, e altri due uomini al momento dichiarati irreperibili.

Il pm ha chiesto una condanna a 15 anni di reclusione per riduzione in schiavitù aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e dalla minore età della vittima.

Bari, abusi sulla sorella disabile: 65enne rischia il processo per violenza sessuale aggravata

Abusa della sorella disabile e finisce a processo. Protagonista un 65enne barese, la vittima ha otto anni in meno. I due vivevano nella stessa casa e la donna ha trovato il coraggio di denunciare gli abusi, che andavano avanti da mesi, solo due anni fa. L’accusa nei confronti dell’uomo è quella di violenza sessuale aggravata. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio e l’udienza preliminare è programmata il 13 gennaio 2025. La vittima è assistita dall’associazione antiviolenza Gens Nova e potrà costituirsi parte civile.

“Niente PlayStation se non vi divertite con me”, abusa delle sorellastre di 9 e 10 anni: indagato

Un giovane salentino è indagato dalla Procura di Lecce con l’accusa di violenza sessuale nei confronti delle due sorellastre di 9 e 10 anni. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe costretto le due a subire atti sessuali dietro il ricatto di non farle giocare alla PlayStation. Gli abusi sarebbero andati avanti dal 2017 al 2021 e quindi per diversi anni, le giovanissime vittime hanno poi trovato il coraggio di denunciare le molestie ai genitori. All’epoca dei fatti il ragazzo era già maggiorenne. Entrambe sono state ascoltate dal gip Anna Paola Capano della procura per i minorenni di Lecce confermando le accuse, toccherà ora ad un psicologa valutare l’attendibilità delle loro dichiarazioni.

Bari, abusa del nipote di 8 anni: dopo 15 anni la condanna diventa definitiva. La vittima ora ha 27 anni

Quindici anni dopo la sentenza di condanna di primo grado e dopo sette processi è diventata definitiva la condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione per un 50enne accusato di aver abusato sessualmente del nipote che, all’epoca dei fatti, aveva otto anni.

I fatti risalgono al 2005-2006 e si sarebbero verificati a casa dell’uomo, zio della vittima, in provincia di Bari. L’imputato nel novembre del 2009 fu condannato in abbreviato dal gup di Bari a 4 anni e 8 mesi di reclusione, la condanna fu confermata in appello nel 2017, annullata con rinvio dalla Cassazione nel 2018, riconfermata in appello nel 2020 e annullata dalla Suprema Corte nel 2022 che rinviò gli atti ad una nuova sezione della Corte d’appello di Bari che, a sua volta (nel 2023), ha riconfermato la sentenza di primo grado.

Anche questa sentenza è stata impugnata in Cassazione fino a quando, nei giorni scorsi, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, quasi alla vigilia della prescrizione del reato. Frattanto il bambino che nel 2005, quando sono cominciate le violenze, aveva otto anni, ora ne ha 27. “La vittima – spiega il legale di parte civile Gianfranco Schirone dello studio legale InJuris di Bari -, grazie alla tenacia e alla forza della madre che, immediatamente dopo aver appreso i fatti si era trasferita nel Centro Italia per tutelare l’altro figlio minore, ha dovuto attendere 17 anni dalla denuncia per ottenere giustizia, alternando momenti di speranza a momenti di sconforto e sfiducia nelle Istituzioni. Basti pensare che oggi la vittima ha 27 anni”.

Taranto, maltrattamenti e abusi su nave Martinengo della Marina: 3 indagati tra loro l’ex comandante – I NOMI

La Procura di Taranto ha notificato un avviso di conclusione delle indagini per l’allora comandante della fregata della Marina Militare Martinengo, Roberto Carpinelli, durante la missione anti-pirateria nel Golfo Persico ‘Atalanta’ tra agosto e dicembre 2021. Il provvedimento è stato notificato anche a due sottocapi di prima classe (Giovanni Napolano, di Salerno, e Gianluca Longo, di Tricase) e riguarda l’inchiesta avviata inizialmente dalla Procura militare di Napoli per presunte violenze sessuali, maltrattamenti, insulti e minacce avvenute a bordo della nave. La notizia è stata anticipata dal ‘Nuovo Quotidiano di Puglia’.