Bari, in aspettativa per candidarsi alle elezioni resta a casa: assolto poliziotto penitenziario accusato di truffa

La Corte d’Appello di Venezia ha confermato l’assoluzione piena di un agente della Polizia Penitenziaria di Bari, difeso dall’avvocato La Scala, accusato di truffa per aver percepito l’aspettativa retribuita durante la sua candidatura alle elezioni amministrative di Pietraferrazzana (Chieti), senza recarsi fisicamente nel comune.

L’assoluzione era già stata decisa dal Tribunale di Verona, con motivazione che il fatto “non costituisce reato”.  Anche in appello, i giudici hanno respinto le accuse, sottolineando che la legge 121/1981 garantisce l’aspettativa speciale retribuita ai candidati, senza richiedere obblighi ulteriori sulla modalità di svolgimento della campagna elettorale.

Poliziotto muore per il fumo passivo in carcere: Ministero condannato a risarcire la famiglia con un milione di euro

La seconda sezione civile della Corte di Appello di Lecce ha respinto l’appello del Ministero della Giustizia, confermando la condanna al risarcimento di un milione di euro verso la famiglia di Salvatore Antonio Monda, l’agente della polizia penitenziaria morto a 44 anni nel 2011 a causa di un tumore ai polmoni provocato dal fumo passivo.

È stato riconosciuto il danno patrimoniale di oltre 647mila euro e il danno da perdita del rapporto parentale, quantificato in 294mila euro, calcolato sulla base dell’età della vittima e della presenza di tre figli, che all’epoca della morte del poliziotto erano minorenni.

Secondo quanto stabilito dai consulenti la vittima, che ha prestato servizio nei penitenziari di Milano, di Taranto e di Lecce, “è stata esposta al fumo passivo per 20 anni e privata di protezione dal suo datore di lavoro”.  Al poliziotto nell’aprile del 2011 venne diagnosticato un tumore al polmone, rapidamente evoluto in metastasi. Qualche mese dopo morì.

“Monda non aveva mai fumato, ma ha frequentato quotidianamente luoghi di lavoro esposti al fumo passivo e privi di sistemi di prevenzione e contrasto alla diffusione dello stesso. Da qui il nesso causale tra il fumo di sigaretta passivo cui fu esposto Monda e il tumore polmonare col successivo decesso”, si legge nelle carte..

“L’amministrazione penitenziaria era tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per impedire l’esposizione dei propri dipendenti a fumo passivo. L’omessa predisposizione di tali cautele – si legge nella sentenza – integra una violazione del dovere di diligenza e prudenza che incombe sul datore di lavoro pubblico nella tutela della salute del personale”.

“Il fumo passivo rilasciato dalle sigarette dei detenuti continua ad avvelenare quotidianamente decine di migliaia di operatori penitenziari, oltre ai detenuti non fumatori – le parole di Federico Pilagatti, segretario del Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria che ha supportato i familiari della vittima -. La sentenza, la prima in Italia e in Europa ha segnato uno spartiacque da cui non si poteva più tornare indietro”.

Agente penitenziario suicida, mamma Rosanna non si arrende: “Nuova indagine per maltrattamenti”

Torniamo ad occuparci della storia del suicidio di Umberto Paolillo, l’ispettore capo della polizia penitenziaria che nel 2021 si è tolto la vita con la sua pistola di ordinanza. Siamo tornati da mamma Rosanna nel giorno del suo 85esimo compleanno. Non si arrende, continua a lottare alla ricerca di giustizia e verità, per far emergere i maltrattamenti subiti in carcere da Umberto durante il lavoro.

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Taranto, sorpreso dalla Finanza fuori dal carcere con sim e droga: arrestato poliziotto penitenziario

La Guardia di Finanza ha arrestato un agente di polizia penitenziaria, all’ingresso del carcere di Taranto, sorpreso con stupefacenti e schede telefoniche, destinate presumibilmente ai detenuti. L’agente è stato trasferito nel carcere di Lecce e sarà interrogato nelle prossime ore. Presso la sua abitazione i militari hanno trovato altra droga, oltre ad alcuni proiettili di arma da guerra.

Agente penitenziario suicida, al via il processo civile. Mamma Rosanna al Giudice: “Ho già 84 anni”

Una giornata molto importante per la community di Quinto Potere e per mamma Rosanna. Ieri si è tenuta la prima udienza del processo civile sul suicidio di Umberto Paolillo, l’agente penitenziario che si è tolto la vita nella notte tra il 17 e il 18 febbraio del 2021.

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Agente penitenziario suicida, un briciolo di dignità: ex collega restituisce l’orologio di Umberto

Rosanna aveva chiesto la restituzione di uno degli orologi collezionati da Umberto che aveva deciso di donare all’ex collega del figlio come gesto di ringraziamento per la sua vicinanza. L’appello è servito e Rossana ha riavuto l’orologio, anche se i dubbi sul comportamento dell’uomo restano tanti.

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Agente penitenziario suicida, ex collega maltrattato cambia versione: “Vattene chiamo i Carabinieri”

Torniamo ad occuparci della storia del suicidio di Umberto Paolillo, l’agente penitenziario che si è tolto la vita nella notte tra il 17 e il 18 febbraio del 2021. Siamo andati a caccia di risposte dall’ex collega di Umberto che ha ritrattato la sua versione dei fatti. L’accoglienza non è stata decisamente delle migliori.

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