Preso a calci e pugni per il cellulare, vittima fa arrestare l’aggressore: “Nessuno mi ha aiutato”

Abbiamo incontrato Giovanni, protagonista di un recente episodio di cronaca avvenuto a Bari. Ha voluto metterci la faccia e raccontare davanti alla nostra telecamera quanto accaduto.

Giovanni è stato aggredito e rapinato da uno straniero per strada, dopo aver consegnato il cellulare ha provato a chiedere aiuto, senza successo, prima di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. L’aggressore è stato arrestato poco dopo.

Blitz di Luciano a Bari, un disastro: Carolina si fa riportare a casa. Max aggredito da una donna

Un vero e proprio blitz di Luciano con un suo amico a Bari per portarsi via Carolina. Nelle ultime ore è successo davvero di tutto. Il tentativo non è andato a buon fine perché, dopo averla inizialmente convinta, Carolina ha deciso di fare dietrofront e di tornare da Max. Luciano ha perso ogni speranza e ha voluto condividere con noi tutto il suo disappunto. Ma non è l’unica cosa accaduta.

Il sindaco Leccese incontra i ragazzi aggrediti a Pane e Pomodoro: “Questi balordi non cambieranno Bari”

Questa mattina il sindaco Vito Leccese ha incontrato, nel suo ufficio a Palazzo di Città, due delle giovani vittime dell’aggressione perpetrata sulla spiaggia di Pane e Pomodoro, la notte di venerdì, da parte di un branco di violenti.

“Mi ha turbato molto, da padre e da sindaco, la notizia dell’aggressione subita l’altra notte dai due ragazzi e dai loro amici a Pane e Pomodoro – commenta il sindaco -. Per di più in uno degli spazi pubblici più inclusivi e aperti della nostra città, da tempo simbolo di ritrovo serale per i giovani baresi e i turisti di tante nazionalità. Un momento di gioia, il festeggiamento di una laurea, che assume i contorni di un incubo, nel semplice esercizio di un diritto di cittadinanza, a tutela del mare e dell’ambiente. Evidentemente, in questa città, c’è chi fa ancora fatica a comprendere che la società civile è cambiata, è molto più responsabile e attenta al bene comune, e che lo spazio urbano non è appannaggio di pochi, ma rappresenta un’opportunità per tutte e tutti coloro che rispettano il prossimo e le regole della convivenza democratica. Mi auguro che le indagini in corso possano far luce in tempi brevi su quanto accaduto e individuare i responsabili.

Intanto ringrazio pubblicamente le giovani vittime per il loro impegno civile e ci tengo a rivolgere un appello alla comunità giovanile: continuate a vivere e frequentare le nostre spiagge, a festeggiare i vostri compleanni e le vostre lauree serenamente. Non sarà un gruppo di balordi a cambiare lo spirito della nostra bellissima città. Il Comune è al vostro fianco e sarà nostro compito rafforzarne la sicurezza e il presidio”.

Bari, follia a Pane e Pomodoro: “adulti” buttano bottiglie in mare e picchiano due giovanissimi dopo rimprovero

Due ragazzi sono stati aggrediti e picchiati nella notte tra venerdì e sabato a Pane e Pomodoro perché una ragazza del loro gruppo avrebbe rimproverato alcune persone più grandi, presenti in spiaggia, dopo il lancio di alcune bottiglie in mare.

Il rimprovero educato della ragazza non è andato giù e in poco tempo la situazione è diventata pesante. Nella comitiva dei più grandi non sono mancati fiumi di alcol e fuochi d’artificio illegali.

Dalle parole si è passati ai fatti, è nato un inseguimento e non tutti i ragazzi sono riusciti a fuggire. Due di loro sono stati raggiunti e picchiati selvaggiamente. Ieri mattina si sono presentati al pronto soccorso del Policlinico. Il più grave ne avrà per 20 giorni.

Brindisi, aggressione nel reparto di Psichiatria del Perrino: Oss colpito da paziente ricoverato con un pugno al volto

Un operatore socio-sanitario è stato aggredito la notte tra lunedì e martedì nel reparto di psichiatria dell’ospedale Perrino di Brindisi da un paziente ricoverato.

La vittima è stata colpito con un pugno al volto ed è stata medicata in pronto soccorso. A renderlo noto è il segretario generale Uil Fpl Brindisi, Gianluca Facecchia. “C’è stata riferita l’intenzione di indire riunioni monotematiche sull’argomento tutela del personale, ma ad oggi ancora non risulta sia stato messo in atto alcun protocollo che limiti, quanto meno, tali situazioni di pericolo”, le sue parole.

“Abbiamo sollecitato la necessità di un aumento delle misure di sicurezza, l’integrazione della carenza di personale in rapporto al numero di utenti ricoverati – ha aggiunto -. Visto quanto accaduto e quanto già denunciato chiediamo un incontro urgente monotematico, per definire ed attivare ogni possibile azione volta alla sicurezza del personale della Asl di Brindisi, viste le numerose segnalazioni di aggressioni e violenza che si stanno verificando ultimamente e non solo in psichiatria, ma in ogni altro servizio e reparto”.

Follia a Canosa, uomo pestato con mazza e lasciato esanime a terra: 63enne fermato prima della fuga

Un uomo di 63 anni è stato sottoposto a fermo a Canosa di Puglia, nel nord Barese, perché considerato dagli agenti del locale commissariato di polizia, l’autore della violenta aggressione avvenuta in paese lo scorso 26 maggio ai danni di un suo coetaneo finito poi in ospedale.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, i due avrebbero avuto già in passato contrasti culminati nell’ennesima accesa discussione il giorno del pestaggio. La lite sarebbe iniziata a casa della vittima per poi spostarsi in strada.

Lì, il 63enne l’avrebbe colpita a testa e torace con mazza, lasciandola esanime sull’asfalto. A chiedere aiuto al numero unico di emergenza, sono stati alcuni passanti che hanno così permesso l’intervento di polizia e 118.

Ascoltata in ospedale, la vittima avrebbe fornito dettagli sull’aggressore che è stato individuato con certezza sia dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e sia dalle intercettazioni telefoniche.

Il 63enne, che ha precedenti per spaccio e altri reati contro la persona, risponde di tentato omicidio e stalking ed è in carcare a Trani. “Il fermo si è reso necessario – spiegano gli inquirenti in una nota – perché l’indagato era in procinto di lasciare Canosa”.

Aggredisce Antonio e vigilessa, Novira non ha più un tetto per i domiciliari: di giorno torna libero

Torniamo a parlare di Iheb Novira, il 25enne di nazionalità tunisina che ha aggredito verbalmente la nostra troupe e ferito una vigilessa in piazza Moro lo scorso 14 aprile.

Il giovane, processato con rito abbreviato, è stato condannato a 2 anni di reclusione, prima di essere scarcerato e posto ai domiciliari a casa della fidanzata.  Le accuse nei suoi confronti sono quelle di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Ci sono novità importanti, Novira si è lasciato con la ragazza e l’avvocato ha presentato un’istanza. Ora il 25enne non si trova più ai domiciliari e di giorno è libero.

 

Follia a Bari, parcheggiatore abusivo aggredisce e ferisce vigili al Molo San Nicola: arrestato. Ferito un agente

Una pattuglia della Polizia Locale di Bari, alle 12 circa di ieri, in servizio di prevenzione e viabilità sul territorio, ha notato un soggetto che passeggiava sulla carreggiata del Molo San Nicola intento ad aggirarsi tra le auto.

All’arrivo degli agenti l’uomo si è scagliato contro per costringerli ad abbandonare l’area dove, probabilmente, avrebbe esercitato l’attività di parcheggiatore abusiva.

Il soggetto, 30enne straniero, alla richiesta di documenti, ha reagito aggredendo fisicamente gli agenti che sono riusciti, con difficoltà, ad immobilizzarlo per procedere alle attività di polizia consequenziali.

Il fermato, senza alcun documento di riconoscimento, presso il Comando è stato identificato e da accertamenti successivi è risultato essere in posizione irregolare sul territorio italiano e con numerosi precedenti penali specifici.

Lesioni lievi per uno degli agenti operanti. L’uomo, quindi, è stato tratto in arresto ed associato alla casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Taranto, pretendono servizi agli sportelli e aggrediscono le assistenti sociali: panico in Comune

Mattinata di tensione negli uffici dei Servizi Sociali del Comune di Taranto, situati al secondo piano di uno stabile in via Lazio.

Due donne si sono presentate presso gli sportelli pretendendo l’erogazione di alcuni servizi che, secondo le operatrici comunali, non rientrano tra quelli previsti dalla normativa vigente.

Il confronto si è rapidamente acceso, fino a degenerare in un’aggressione. Lo riferisce la Cisl Fp del Comune di Taranto, aggiungendo che una delle due donne si sarebbe scagliata fisicamente contro le assistenti sociali, generando il panico tra il personale presente.

Le impiegate hanno chiesto aiuto alla guardia giurata in servizio al piano terra e, subito dopo, è stato allertato il 118. Le due dipendenti comunali sono state trasportate in ospedale per accertamenti.

In una nota il segretario aziendale della Cisl Fp, Fabio Ligonzo, esprime “la ferma condanna per l’aggressione avvenuta questa mattina presso gli Uffici dei Servizi Sociali nei confronti di due colleghe”.

“Un episodio di tale gravità – aggiunge – rappresenta un inaccettabile atto di violenza nei confronti di lavoratori e lavoratrici impegnati quotidianamente nel garantire servizi essenziali alla cittadinanza, spesso in condizioni difficili, sia dal punto di vista logistico sia sotto la pressione lavorativa”.

Ligonzo ha quindi rivolto un appello all’Amministrazione: “Chiediamo con determinazione che vengano adottate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’incolumità del personale comunale, mediante l’implementazione di protocolli di prevenzione, l’installazione di adeguati sistemi di sicurezza e il coinvolgimento delle autorità competenti”.

Soccorritore 118 aggredito da un uomo a Palagiano: “Pensavo mi avrebbe ucciso. Ho detto alla collega di scappare”

“Ho detto alla collega di andarsene perché mi dispiaceva per lei. Penso che mi avrebbe ucciso se avesse avuto qualcosa in mano o mi avrebbe ucciso comunque di botte. Ho iniziato a barcollare. Allora mi sono allontanato uscendo dal cancello, ma lui mi ha inseguito e ha continuato a picchiarmi: non so quante botte mi ha dato”.

Questa è una testimonianza drammatica quella rilasciata alla Fp Cgil di Taranto dall’operatore del 118 che ieri pomeriggio, mentre con una collega prestava soccorso ad un uomo a seguito di una lite famigliare a Palagiano, ha subito un pestaggio dalla stessa persona che voleva aiutare, venendo colpito con una testata al volto e pugni al torace. L’autore dell’aggressione, un uomo di 32 anni, è stato arrestato.

Il video in cui parla l’operatore sanitario, con volto oscurato e voce camuffata, è stato pubblicato sul canale youtube della Cgil ionica. “Non riuscivo a stare in piedi, a un certo punto – racconta ancora la vittima dell’aggressione, iscritto alla Cgil – mi sono buttato a terra e ho pensato: può fare quello che vuole, non ho le forze per reagire. In quei momenti sei solo, sei completamente solo. E se avessi reagito e lui avesse sbattuto la testa a terra? Cosa sarebbe accaduto? Sarei stato indagato per eccesso di legittima difesa? Sarei stato sospeso dal lavoro? No, mi dispiace”.

“Non possiamo più assistere inermi. In gioco – sottolineano il segretario della Fp Cgil di Taranto, Mimmo Sardelli, e il segretario provinciale Alessio D’Alberto – c’è la vita e la dignità di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno, con professionalità e sacrificio, servono la collettività. Chiediamo con forza l’attivazione di un tavolo di crisi aziendale con la Asl Taranto e la convocazione di un tavolo prefettizio che coinvolga forze dell’ordine, sindacati e autorità competenti. La sicurezza di chi lavora per salvare vite deve diventare una priorità assoluta”.