È Gabriele Decicco il giovane ucciso questa sera a Sannicandro nei pressi di un OpenShop24 in corso Vittorio Emanuele III, in pieno centro. La vittima è stata raggiunta da alcuni colpi di arma da fuoco. Sul caso indagano i Carabinieri, pare che possa trattarsi di una vendetta legata ad un altro precedente agguato.
Agguato a Corato, ucciso il 50enne Nicola Manzi: arrestati i due giovani fratelli Pilato. Si costituisce anche il papà
Fermata anche Marianna Balducci, moglie della vittima, con l’accusa di tentato omicidio. La 48enne, dopo aver raccolto la pistola del marito, ha inseguito i due fratelli sparando contro di loro.
Continue readingAgguato a Corato, ucciso il 50enne Nicola Manzi: arrestati i giovanissimi killer. In carcere anche la moglie
Arrestati un 18enne e un 22enne di Corato, ci sarebbe una lite familiare dietro al tragico evento. In carcere anche la moglie di Manzi che ha raccolto la pistola del marito e aperto il fuoco contro i killer.
Continue readingAgguato a Corato, muore il 55enne Nicola Manzi: usate due armi da fuoco. Ferito il fratello caccia ai killer
Sarebbero state utilizzate due armi da fuoco per uccidere Nicola Mansi, il 55enne ammazzato nel pomeriggio di oggi a Corato, nel Barese, e per ferire suo fratello.
È quanto emerge dai primi rilievi eseguiti dai carabinieri in via Salvi, zona popolare della città. I militari stanno ascoltando chi ha assistito al delitto: tra questi la moglie della vittima 55enne. Almeno quattro i bossoli repertati dai militari. I colpi sarebbero partiti da un’auto in corsa a bordo della quale c’erano almeno tre persone, molto probabilmente componenti di una stessa famiglia. Non si esclude che gli investigatori, coordinati dalla Procura di Trani, siano già sulle tracce degli autori dell’agguato che avrebbero agito per un regolamento di conti tra famiglie criminali rivali.
Agguato a Massafra, 22enne ferito per errore con un colpo di pistola all’addome: tre arresti
Non era però lui il bersaglio dell’agguato. Dalle indagini è emerso che gli indagati raggiunsero l’abitazione della vittima per punire uno degli occupanti della casa, che ritenevano responsabile di aver molestato l’amica di uno dei tre arrestati.
Continue readingGravina, imprenditore pianifica con boss agguato allo zio: 6500 euro per scaricare un caricatore. Tre arresti – VIDEO
Un imprenditore di Gravina in Puglia, motivato da un desiderio di rivalsa nei confronti dello zio – ritenuto colpevole di condotte aggressive verso alcuni membri della famiglia nell’ambito di dissidi per motivi ereditari e di vicinato – si è accordato con un esponente di spicco della criminalità organizzata locale, pianificando un’azione intimidatoria mirata a colpire l’auto della vittima con diversi colpi di arma da fuoco.
Continue readingBari, sparatoria a San Girolamo dopo lite in discoteca: chieste condanne a 12 anni per 3 giovani baresi – NOMI
I tre, arrestati lo scorso 16 febbraio, hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato e rispondono di tentato omicidio e detenzione illegale di arma, aggravati dal metodo mafioso.
Continue readingAgguato mafioso a Valenzano, passante ferito per errore: Nicola D’Amore condannato a 10 anni
Il pregiudicato Nicola D’Amore, ritenuto vicino al clan Capriati, è stato condannato a 10 anni di reclusione e 4mila euro di multa per il tentato omicidio mafioso avvenuto il 9 ottobre 2002 a Valenzano, davanti al circolo del boss Salvatore Buscemi. La sentenza è arrivata al termine del processo di primo grado.
Continue readingOmicidio Ivan Lopez a San Girolamo, la mamma in aula: “Era tranquillo e non aveva nemici”
“Ivan era tranquillo, non aveva nemici. Il fratello Francesco ha fatto qualche sbaglio, mai avrei immaginato che questo potesse ripercuotersi su di lui”. Sono queste le parole della mamma di Ivan Lopez, il 31enne vicino al clan Strisciuglio raggiunto da 5 colpi di pistola il 29 settembre 2021 sul lungomare di San Girolamo mentre tornava a casa a bordo di un monopattino.
Nel processo sono imputati Davide Lepore, ex vicino di casa della vittima, e Giovanni Didonna per con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso. Il primo è accusato di essere l’ideatore e l’esecutore materiale del delitto, il secondo di aver partecipato rubando l’auto usata per l’agguato. L’omicidio, secondo il pm, sarebbe avvenuto per vendicare le estorsioni subite da Lepore, gestore di alcune autorimesse, dai fratelli Lopez. La mamma, come suo figlio Francesco diventato collaboratore di giustizia, si trova in una località protetta. “Davide Lepore non venne al funerale, il giorno dopo lui e la sua famiglia cambiarono casa”, ha aggiunto la donna che ha parlato anche della nipote Antonella, la 19enne uccisa per errore il 22 settembre scorso in una discoteca di Molfetta.
Ferito in un agguato nel 2016 a Japigia, Nicola Girone “dimentica” tutto e salva chi ha sparato: “Non l’ho visto”
Ha detto di non aver visto chi aveva sparato e di aver pensato, in un primo momento, di essere stato colpito per sbaglio. E solo successivamente ha capito che quei colpi erano diretti a lui, probabilmente per le frasi che diceva in giro, nel quartiere Japigia di Bari, sulla madre e sul padre di Filippo Mineccia, ritenuto esponente di rilievo del clan Palermiti, ora in carcere per gravi vicende di mafia (tra cui l’omicidio di Walter Rafaschieri del 2018, per il quale Giovanni Palermiti, figlio del boss Eugenio, è stato condannato all’ergastolo).
Nicola Girone, per qualche mese compagno della madre di Mineccia, è stato ascoltato ieri in tribunale a Bari. Per la Dda, nel 2016 sarebbe stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola che lo ferirono a una coscia e a un fianco, ferite per le quali rimase a lungo in ospedale. Ma nell’agguato rimase ferito al piede anche un altro uomo.
Girone per sua stessa ammissione avrebbe fatto commenti poco eleganti nei confronti della madre di Mineccia e dell’ex marito della donna. E questo, secondo gli inquirenti, avrebbe scatenato la reazione dello stesso Mineccia, che non avrebbe tollerato l’affronto e avrebbe reagito ferendo Girone. L’agguato avvenne il 24 febbraio 2016 davanti a un chiosco di via Caduti Partigiani, nel quartiere Japigia, in cui la vittima si era recata per bere una birra.









