Andria, 16enne si toglie la vita in comunità. Condannati quattro operatori sociali: “Dovevano sorvegliarla”

Il Tribunale di Trani ha condannato a un anno di reclusione con pena sospesa il responsabile e tre dipendenti di un centro terapeutico per minori di Andria per concorso in omicidio colposo, in relazione al suicidio di una ragazza di 16 anni avvenuto il 18 giugno 2019.

Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero omesso di vigilare adeguatamente, lasciando la giovane sola in stanza con una cintura poi usata per impiccarsi. La 16enne, affetta da disturbo borderline di personalità, aveva già tentato il suicidio cinque volte nei mesi precedenti e compiuto frequenti atti autolesivi.

I quattro, insieme alla cooperativa che gestisce la struttura (responsabile civile), sono stati condannati anche a risarcire i familiari della vittima, con una provvisionale complessiva di 150mila euro.

Armi, spaccio gestito dal carcere e spedizioni punitive per i debitori: 4 arresti tra Minervino e Andria

Quattro persone d’età compresa tra 37 e 62 anni sono state arrestate per detenzione e spaccio di droga, furto aggravato, detenzione di armi e tentata estorsione dai Carabinieri. Tre di loro sono di Minervino Murge, l’altro di Cosenza ma residente ad Andria.

L’indagine, condotta tra ottobre 2024 e febbraio 2025, rientra nell’operazione “Crocevia”, conclusasi il 9 ottobre 2024 con l’arresto di 10 persone. Gli indagati rimasti in libertà, subito dopo l’esecuzione della misura cautelare, hanno subito ripreso a gestire gli affari illeciti nel centro murgiano così permettendo il proseguimento del controllo del mercato degli stupefacenti.

Per due degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per i rimanenti invece gli arresti domiciliari. Uno dei quattro soggetti continuava a delinquere anche in carcere dal cui interno continuava a coordinare le illecite attività, grazie ai colloqui con i familiari.

Impartiva ordini su come convincere i debitori più riottosi a farsi pagare anche incitando all’uso della violenza. Gli indagati, inoltre avevano a disposizione anche armi da sparo, con munizioni.

Decaro inaugura il nuovo mercato ortofrutticolo di Andria: “Regione Puglia sarà al fianco dei sindaci”

“Ci tenevo a essere qui perché ho detto che farò il presidente di tutti i pugliesi e, quindi, ci tenevo a stare vicino a una parte della comunità pugliese e vicino alla sindaca, perché credo che i sindaci siano la parte più importante della politica: sono i politici di prossimità, sono quelli più vicini ai problemi, le difficoltà, ma anche quelli più vicini alle aspirazioni dei cittadini”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro inaugurando ad Andria la sede del nuovo mercato ortofrutticolo con la sindaca Giovanna Bruno e l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.

“La Regione Puglia – ha aggiunto Decaro – sarà a supporto, a servizio dei sindaci, attraverso i sindaci, a supporto delle nostre comunità”. “Dall’eliminazione di un’interferenza con un cantiere ferroviario nasce una nuova struttura a servizio della città, anche dei comuni limitrofi”, ha continuato il presidente, spiegando che “viene restituita dignità anche al lavoro di queste persone che si svegliano prima la mattina, prima di tutti noi, per servire le attività delle nostre città, i negozi di vicinato, i mercati giornalieri”.

Per Decaro, il mercato rappresenta sia “un pezzo di economia della nostra comunità” sia “un pezzo di sicurezza, perché poi quando ci sono i negozi di vicinato con le vetrine illuminate, con le insegne illuminate, portano anche un po’ di sicurezza all’interno delle nostre comunità e ci aiutano a stare insieme, a tenere insieme unita la comunità pugliese”.

Tragedia ad Andria, 95enne cade dal letto del pronto soccorso e muore: aperta inchiesta. Un indagato

La Procura di Trani ha aperto un’indagine per accertare le cause della morte di una 95enne, deceduta nei giorni scorsi nel pronto soccorso dell’ospedale di Andria dopo essere caduta dal letto ospedaliero.

L’anziana, a quanto si apprende, era ricoverata nel pronto soccorso da alcuni giorni in attesa di essere trasferita in reparto.

Come atto dovuto, la Procura ha iscritto una persona nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo e ha disposto l’autopsia, che è stata eseguita oggi dal medico legale Federica Mele nel Policlinico di Bari.

Gli accertamenti medico legali dovranno stabilire se la caduta abbia contribuito al decesso e quindi attribuire le eventuali responsabilità.

Andria, cade dal monopattino e sbatte la testa sull’asfalto: grave bimbo di 10 anni

Un bimbo di 10 anni è ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Riuniti di Foggia dopo essere caduto dal monopattino nella serata di ieri ad Andria. Ha riportato diversi traumi, in particolare alla testa, dopo l’impatto con l’asfalto.

Sul posto è intervenuto il 118 per i soccorsi. Il ragazzino è stato prima trasportato all’ospedale Bonomo di Andria, poi trasferito al Riuniti di Foggia dove è ricoverato nel reparto di Neurochirurgia pediatrica. Le sue condizioni restano serie.

Sul caso sono state avviate le indagini. Al momento, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, non sarebbero coinvolti altri mezzi. Il monopattino è stato sequestrato.

Furti d’auto a Barletta e Margherita di Savoia, fermata la banda del riciclaggio con base ad Andria: 4 arresti

Misure cautelari per quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di furto pluriaggravato di autovetture e ricettazione in concorso. Si tratta di un uomo di Cerignola e tre di Andria, di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Tutti sono stati trasferiti in carcere.

Tra dicembre 2023 e marzo 2024 la “batteria criminale” con base ad Andria ha commesso numerosi furti di veicoli, prevalentemente nel comune di Barletta e talvolta a Margherita di Savoia. Le parti meccaniche e di carrozzeria, smontate nelle campagne di Cerignola, venivano poi rimesse sul mercato dei pezzi di ricambio. Venivano utilizzate utenze telefoniche fittiziamente intestate per la fase organizzativa e un linguaggio criptico per comunicare.

Tutto è partito quando i Carabinieri hanno fermato un’Audi A3 che trainava una Peugeot 208 rubata. Alla vista del posto di controllo, l’autista dell’Audi ha tentato la fuga con manovre pericolose: dopo essere stato riconosciuto da un Carabiniere, ha accelerato la marcia ponendo deliberatamente in pericolo il militare e, proseguendo ad altissima velocità, non ha esitato a speronare un’autovettura militare che tentava di sbarrargli la strada, sottraendosi temporaneamente alla cattura. L’uomo è stato rintracciato e arrestato, subito dopo aver abbandonato e incendiato l’Audi priva di targhe in un’area rurale di Andria.

Nonostante gli arresti in flagranza, il sodalizio si è riorganizzato, munendosi di nuove schede SIM fittizie e di un’altra auto. Un successivo servizio di osservazione, pedinamento e controllo ha consentito di localizzare il deposito a Corato, portando all’arresto in flagranza di altri due indagati. All’interno del covo veniva rinvenuta una Volkswagen Golf risultata rubata, oltre a un disturbatore di frequenze e ad altri attrezzi meccanici ed elettronici per la commissione dei furti.

Barletta, rubano 15 quintali di uva da tavola ma vengono incastrati dalle telecamere: arrestati tre ladri di Andria

Tre uomini di Andria sono stati arrestati e posti ai domiciliari con l’accusa di aver rubato 15 quintali di uva da tavola a settembre in un terreno agricolo situato in contrata Callano, nel territorio di Barletta.

A far scattare l’indagine è stata la denuncia presentata ai Carabinieri dal proprietario del fondo. I militari hanno visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza e sono riusciti a risalire all’identità dei tre, arrivati sul posto a bordo di due auto. La refurtiva è stata caricata nel portabagagli prima della fuga.

 

Folle inseguimento con i Carabinieri tra Minervino, Andria e Canosa: arrestato 19enne di Barletta. Complici in fuga

Un 19enne di Barletta è stato arrestato e posto ai domiciliari dopo un folle inseguimento con i Carabinieri. Il giovane era a bordo di un’auto intercettata dai militari nella zona dell’ospedale di Minervino Murge, con lui altri due individui incappucciati.

La vettura non si è fermata all’alt e così è nato un inseguimento lungo la sp230 in direzione Andria. L’auto, risultata rubata a Milano, ha provato a speronare la pattuglia dei Carabinieri, durante la fuga sono stati lanciati anche oggetti contro l’auto dei militari.

All’altezza di Canosa, lungo la sp231, l’auto ha terminato la corsa contro un muretto a secco. Due degli occupanti sono riusciti a fuggire a piedi, il 19enne è stato bloccato. All’interno del veicolo, i militari hanno rinvenuto diversi strumenti da scasso, tutto sottoposto a sequestro.

Andria, 18enne alla guida investe ragazzino in centro mentre attraversa la strada: 16enne in coma

Un ragazzo di 16 anni è ricoverato in stato di coma nell’ospedale di Bonomo di Andria dopo essere stato investito da un’auto mentre a piedi attraversava via Gramsci, strada del centro cittadino.

L’incidente risale alla notte tra domenica e lunedì scorsi ma se ne è avuta notizia solo oggi. Alla guida dell’auto era un diciottenne che si è fermato a prestare soccorso.

Sarebbe risultato negativo all’alcoltest. È indagato per lesioni e la sua auto è stata sottoposta a sequestro. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Bombe e proiettili, minaccia imprenditori ad Andria: arrestato Oscar Davide Pesce. Solo una vittima ha denunciato

Avrebbe minacciato una decina di imprenditori di Andria facendo leva sulla sua caratura criminale. “Mettiti in regola” le parole affidate a sms e in alcuni casi a lettere spedite assieme a proiettili calibro 7×65 a tre titolari di aziende di Andria attive nei settori del commercio di ortofrutta e dei trasporti.

Sono stati i carabinieri a identificare il presunto autore e a notificargli in carcere un’ordinanza di custodia cautelare. Si tratta di Oscar Davide Pesce, 36 anni di Andria, accusato di minacce ed estorsione. Delle vittime, solo una ha trovato il coraggio di denunciare, “le altre – spiegano i militari – hanno scelto il silenzio”.

Uno degli imprenditori minacciati avrebbe pagato 40mila euro assecondando le richieste estorsive dell’indagato che tra giugno e agosto di due anni fa avrebbe “a tappeto minacciato gli imprenditori della città”, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di Bari.

In una occasione la vittima, un imprenditore del settore dei trasporti, sarebbe stata intimidita con l’esplosione di una bomba carta sistemata davanti al portone di una palazzina di sua proprietà. Alla deflagrazione sarebbe poi seguito un sms inviato dal 36enne, hanno ricostruito gli inquirenti, da un telefono intestato a un cittadino straniero e dal contenuto intimidatorio.

Durante gli accertamenti investigativi, i militari hanno intercettato nel centro meccanizzato postale di Modugno (Bari) tre diverse lettere indirizzate a diversi imprenditori andriesi operanti nel settore dei trasporti e nel commercio di prodotti ortofrutticoli, con all’interno una cartuccia 7×65 e un foglio manoscritto riportante lo stesso invito a “mettersi in regola”.

“Anche in questo caso l’indagine consentiva di registrare l’inoltro di sms estorsivi, perfettamente sovrapponibili nei contenuti, ai danni dei destinatari delle lettere”, evidenziano i militari spiegando che “il silenzio favorisce l’azione delle organizzazioni criminali mentre la denuncia costituisce l’unico strumento per garantire la tutela delle vittime e la difesa del tessuto economico e sociale del territorio”.