I dettagli della notizia pubblicata qualche giorno fa su Quinto Potere. Sulla pistola si procederà ad effettuare le necessarie comparazioni balistiche per accertare il suo eventuale utilizzo in pregressi fatti di sangue.
Continue readingMarijuana coltivata nel bosco, 5 arresti nel Foggiano. Trovate 1808 piante: giro d’affari da oltre un milione di euro
I carabinieri di San Severo (Foggia) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della procura, nei confronti di 5 persone (quattro originarie della provincia e uno straniero) accusate a vario titolo e in concorso tra loro del reato di coltivazione di marijuana destinata allo spaccio.
Le indagini hanno consentito di rinvenire, in un’area boschiva di circa 5mila mq di macchia mediterranea sottoposta a vincolo paesaggistico e abusivamente spianata, situata in agro di San Nicandro Garganico, 1808 piante di marijuana distribuite su due piantagioni, che sarebbero state coltivate – anche grazie a efficienti sistemi di irrigazione – dai 5 indagati.
Sono più di 120mila le dosi di stupefacente ricavabili dagli oltre 4 kg di principio attivo pronte per essere lavorate e immesse sul mercato illecito, per un volume d’affari stimato superiore a un milione e mezzo di euro.
Spaccio a Canosa, vedette in monopattino e giro controllato da circolo sportivo: 4 arresti – I NOMI
Un gruppo ben organizzato che, secondo i carabinieri, aveva trasformato l’area di piazza Galluppi a Canosa di Puglia nel nord Barese, in un centro di spaccio controllato da vedette che in monopattino monitoravano le vie circostanti utili allo smercio di sostanze stupefacenti. In cinque sono finiti nei guai nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, e denominata Rossoblù, come i colori del Canosa calcio e del circolo sportivo in cui avveniva, secondo quanto accertato dai militari, lo spaccio di droga. Quattro sono stati arrestati (tre in carcere e uno ai domiciliari con obbligo di indossare il braccialetto elettronico) e una quinta persona è stata denunciata.
Per tutti l’accusa è detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. In manette sono finiti Roberto Mennoia di 41 anni, la fidanzata di 40 anni Niculina Lenuta Matei, Giuseppe Di Stasi di 30 anni e Giuseppe Pennella di 49 anni. Tutti risiedono a Canosa e hanno precedenti. Una donna di 33 anni invece, è stata denunciata. L’indagine, durata diverse settimane, è nata dopo alcuni esposti presentati dal comitato dei residenti della zona che lamentavano “degrado e spaccio” che avveniva anche in pieno giorno, per le strade del rione. I carabinieri hanno così iniziato una lunga attività di monitoraggio e controllo dell’area. Hashish, marijuana e cocaina le sostanze smerciate anche a minorenni a prezzi che si aggiravano sui 10 euro a dose.
Le strade vicine al ritrovo sportivo erano controllate da vedette che avvisavano dell’arrivo delle forze dell’ordine. In una occasione i carabinieri hanno notato la 40enne prendere soldi da un cliente, passarli al compagno che le ha dato una dose di droga poi ceduta all’uomo che attendeva sull’uscio del club rossoblu. Per la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, non ci sono dubbi che “gli indizi ravvisati a carico degli indagati sono gravi, precisi e concordanti”. A supporto delle investigazioni, foto e video realizzati dai militari appostati vicino al circolo.
Moto rubate nel Barese, fine della corsa: arrestati 4 ragazzi di Triggiano. Erano scappati dopo un folle inseguimento
Sfuggono ad un inseguimento sulla ss100 all’altezza dell’Ikea a Mungivacca, dopo aver abbandonato moto di grossa cilindrata appena rubate, a distanza di settimane però vengono arrestati durante l’ennesimo tentativo di rapina. La Polizia ha arrestato 4 giovanissimi di Triggiano. Da mesi rubavano moto di grossa cilindrata a Bari e zone limitrofe.
Mafia nel Foggiano, duro colpo al clan Li Bergolis: 39 arresti e 10 milioni di beni sequestrati. I capi al 41-bis
Sono 39 le persone ritenute appartenenti al clan Li Bergolis di Monte Sant’Angelo (Foggia) arrestate questa mattina (37 in carcere, due ai domiciliari) perché accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, altri reati in materia di droga e armi e diversi episodi estorsione, rapina, furto e favoreggiamento. Per tre degli arrestati, considerati capi dell’organizzazione, è stato disposto il regime carcerario speciale del 41-bis.
Le persone finite in carcere sono: Matteo Armillotta, Donato Bisceglia, Davide Carpano, Giovanni Caterino, Marino Arturo Pio Ciccone, Nicola Ciliberti, Giuseppe Pio Ciociola, Gianmichele Ciuffreda, Libero Colangelo, Luigi Ferri, Francesco Gallo, Michele Libero Guerra, Claudio Iannoli, Giovanni Iannoli, Orazio Pio La Torre, Matteo Lauriola, Luigi Mazzamurro, Antonio, Enzo, Leonardo e Raffaele Miucci, Raffaele Palena, Matteo Pettinicchio, Giorgio Raffaele Prencipe, Marco Primavera, Piergiorgio Quitadamo, Lorenzo Ricucci, Carmine Romano, Maria Gaetana Santoro, Lorenzo Scarabino, Giuseppe Stramacchia, Tommaso Tomaiuolo, Angelo e Pasquale Totaro, Mario Totta, Gianluigi Troiano. Ai domiciliari Maria Francesca Palumbo e il boss di Vieste, oggi collaboratore di giustizia, Marco Raduano.
L’operazione ‘Mari e monti’ ha coinvolto polizia, carabinieri e guardia di finanza. Gli arresti sono stati eseguiti tra Foggia, la sua provincia, ma anche in altre regioni. Le indagini, dirette dalla Dda di Bari, sono state coordinate dalla Direzione nazionale antimafia. Fondamentali, per le indagini, gli interrogatori resi da 18 collaboratori di giustizia, oltre che le intercettazioni telefoniche e ambientali. Agli arrestati sono stati sequestrati beni per un totale di 10 milioni.
“L’operazione di oggi colpisce una delle organizzazioni più potenti della mafia della provincia di Foggia, colmando un deficit di intervento repressivo che, per il clan Li Bergolis, durava da 15 anni”, ha detto in conferenza stampa il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. “Si tratta di una realtà di straordinaria pericolosità – ha aggiunto – nella quale, alla dimensione violenta, vessatoria e intimidatoria del gruppo si associa una capacità di operare nella modernità, dal traffico di stupefacenti al riciclaggio”. Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha sottolineato la “quantità e la qualità della risposta dello Stato. Questa operazione è stata svolta grazie a un coordinamento efficace e straordinario” di magistrati e forze dell’ordine.
Estorsioni e droga, maxi operazione all’alba contro la mafia garganica: arresti e sequestri
Maxi operazione all’alba contro la mafia garganica. Polizia, carabinieri e Guardia di Finanza stanno eseguendo numerosi arresti e ingenti sequestri a Foggia e in altre località in tutto il paese. L’operazione è stata definita “Mari e Monti” e l’indagine è diretta dalla Dda di Bari, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia. Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e altro.
Giro di droga nel nord Barese, 10 arresti. Minacce con armi a chi non pagava: “Gruppo agguerrito e tracotante”
Un gruppo “agguerrito e tracotante”. Capace di gestire la filiera dello spaccio di cocaina “con minacce e armi”. Così, il comandante provinciale dei carabinieri di Barletta-Andria-Trani, il colonnello Massimiliano Galasso ha descritto le dieci persone arrestate questa mattina nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Procura di Trani e denominata ‘Crocevia’. Le indagini, portate avanti tra febbraio e maggio dello scorso anno, sono iniziate dopo che due degli indagati “si sono parlati – ha aggiunto Galasso – a suon di minacce a armate. Si tratta di un uomo di Minervino e uno di Spinazzola, il primo dalla pesante caratura criminale. Così abbiamo scoperto l’intero sistema di approvvigionamento della droga, le piazze di spaccio e i pusher coinvolti”.
La vendita dello stupefacente “è solo il filo conduttore di altri reati – è stato spiegato – come le tentate estorsioni, le minacce e gli atti persecutori compiuti ai danni di chi contraeva debiti e non riusciva a saldarli nei tempi stabiliti dal gruppo”. Le attività investigative si sono svolte “in quattro fasi che hanno evidenziato anche il disagio vissuto dalle famiglie di chi veniva minacciato e che ha sporto denuncia”, ha evidenziato il capitano Pierpaolo Apollo, comandante della compagnia di Andria, evidenziando che “il canale di recupero della droga era Cerignola. Lo stupefacente arrivava poi a Minervino dove il presunto vertice dell’organizzazione la suddivideva con l’aiuto della moglie per poi provvedere allo smercio che avveniva nella centrale piazza Bovio”, ha continuato il capitano, sottolineando che degli indagati “due sono di Cerignola, uno di Canosa, uno di Spinazzola e gli altri sei di Minervino”.
“Il controllo del territorio diventa essenziale come anche saper ascoltarlo, saper cogliere quel disagio che porta a scoprire gruppi di questo tipo che con tracotanza si imponeva su chi contraeva debiti”, ha ripetuto Galasso. Nel corso delle indagini sono state arrestate per spaccio cinque persone e una è stata denunciata e sono stati sequestrate dosi di cocaina, cellulari e schede sim; mentre un’altra personaè stata denunciata perché trova in possesso di armi che sono state sequestrate.
Operazione antidroga, spaccio di cocaina da Cerignola al Nord Barese: 10 arresti. Avevano anche armi
Una rete ben organizzata di vendita di cocaina con un nutrito numero di clienti di diversa età e provenienza. Un gruppo che oltre a smerciare droga era in possesso di armi. Sono dieci le persone a cui i carabinieri del comando provinciale di Trani hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare. In sei sono finite in carcere, quattro ai domiciliari. Tutte sono accusate a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente in concorso, detenzione e porto in luogo pubblico di armi e relativo munizionamento, minaccia aggravata, ricettazione, rapina, tentata estorsione e atti persecutori.
Gli indagati, tutti uomini, sono di Minervino Murge, Spinazzola, Canosa di Puglia e Cerignola (Foggia) e secondo quanto accertato dalle attività investigative coordinate dalla Procura di Trani, erano soliti rifornirsi di droga dal comune del Foggiano per poi smerciarla nei paesi del nord Barese. I dettagli dell’operazione denominata Crocevia saranno forniti in una conferenza stampa che si terrà a Trani, nella sede del comando provinciale dei carabinieri.
Assalto armato a furgone blindato sulla ss16 e sequestro di persona nel Barese: arrestate 3 persone
La Polizia di Stato, alle prime ore di questa mattina, con l’impiego degli agenti delle Squadre Mobili della Questura di Bari e della BAT, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre soggetti, ritenuti responsabili di una rapina ad un furgone blindato, adibito al trasporto di generi di monopolio in tutta Italia. Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, i tre indagati dovranno rispondere, nel dettaglio, del reato di sequestro di persona a scopo di rapina e porto abusivo di armi da sparo.
I fatti risalgono al 31 gennaio 2023; quella mattina, un furgone blindato, contenente tabacchi lavorati esteri, della società di trasporto PMD Transport s.r.l. operante per conto della multinazionale Logista Italia S.p.A. veniva agganciato, sulla SS16 in direzione sud, da un’autovettura con a bordo almeno tre soggetti incappucciati ed armati. I malviventi, dopo aver costretto il conducente del furgone ad uscire allo svincolo di Mola di Bari, salivano a bordo del mezzo e sotto la minaccia delle armi costringevano l’autista a dirigersi in una vicina ed isolata zona interpoderale, dove, indisturbati, asportavano i tabacchi contenuti nel furgone. Nelle indagini, di fondamentale importanza sono state le intercettazioni telefoniche ed ambientale che hanno consentito di raccogliere importanti fonti di prova nei confronti degli indagati.
L’indagine si è rivelata altamente articolata, in quanto, gli elementi di prova a carico dei tre individui erano contenuti in distinti procedimenti penali nell’ambito dei quali la Squadra Mobile di Bari stava conducendo due parallele indagini. È stato necessario, pertanto, un lavoro di coordinamento da parte di questa Procura Distrettuale che ha consentito di stralciare le posizioni degli odierni indagati per i reati a loro contestati. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare in argomento, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.
Spaccio di droga in Puglia, 15 indagati e 12 arresti della Dia: tra loro un barese. Giro d’affari per 3,5 milioni
Undici arrestati sono della provincia di Foggia ed uno di Bari. Le indagini hanno consentito di documentare e di raccogliere un solido quadro probatorio a carico dell’associazione indagata che, tra luglio 2020 e novembre 2021, ha distribuito sul mercato illecito oltre 20 chilogrammi purissima equivalenti ad oltre 83.000 dosi.
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