Le indagini sono incominciate nel febbraio del 2023 quando i poliziotti della Squadra Mobile di Milano erano giunti all’identificazione di un 66enne pugliese, con precedenti per riciclaggio, sequestro di persona, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere di stampo mafioso.
Continue readingCase svaligiate con parrucche da donna e auto rubate: a capo della banda il fratellastro di Antonio Cassano
C’è anche Giovanni Cassano, fratellastro del calciatore Antonio con il quale non ha alcun rapporto e soprannominato “u curt”, tra gli 8 arrestati dell’operazione condotta questa mattina dai Carabinieri.
Continue readingFalso, ricettazione, furti di auto e in casa: 8 arresti nel Barese. Morto un componente della banda
+++ A CAPO DELLA BANDA IL FRATELLASTRO DI CASSANO +++
Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati in fase esecutiva dai militari dei reparti competenti per territorio, 6° Nucleo Elicotteri di Bari, Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, Aliquota di Primo Intervento di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella quale vengono riconosciuti, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati ritenuti appartenenti ad un sodalizio dedito ai furti in abitazione nei comuni delle provincie di Bari e BAT. Sono contestati anche reati di furti di autovetture e su autovetture, tentata rapina in abitazione, ricettazione, falso e violazione delle prescrizioni imposte dalla Sorveglianza Speciale di PS.
Il provvedimento scaturisce dall’indagine, convenzionalmente denominata “Infiniti”, condotta da novembre 2020 a dicembre 2021, dalla Compagnia Carabinieri di Monopoli – con le attività tecniche, Geo-localizzazioni, perquisizioni, sequestri ed analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza – che hanno consentito di individuare una struttura criminale ben organizzata, incline all’uso di minacce e violenza alla persona, con l’unico proposito di appropriarsi di ingenti quantitativi di danaro ed oggetti di valore che le vittime custodivano all’interno delle casseforti installate nelle proprie abitazioni, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica. Inoltre è stato documentato l’uso di auto di grossa cilindrata di provenienza furtiva, l’uso di targhe falsificate applicate su altri veicoli “propri” dei sodali, per non renderli rintracciabili, radio ricetrasmittenti e apparati telefonici dedicati all’attività illecita, disturbatori di frequenza (cd. jammer), flessibili ed attrezzi vari da taglio e scasso. Infine, è stata localizzata e documentata l’esistenza di una base logistica usata per occultare i mezzi rubati, gli attrezzi da scasso e, talvolta, la refurtiva trafugata in attesa di essere avviata nei canali del riciclaggio.
L’indagine trae origine da eventi denunciati nei mesi di novembre e dicembre 2020, nei comuni di Castellana Grotte (BA) e di Conversano (BA). Le indagini hanno permesso di raccogliere indizi anche sulle scelte delle vittime da colpire con l’acquisizione di informazioni sulle abitudini di vita e le disponibilità economiche, anche tramite pedinamenti e appostamenti ripetuti.
In particolare:
– gli associati utilizzavano, per introdursi nelle abitazioni, sia chiavi sottratte alle vittime che quelle riprodotte col favore del titolare di un negozio di ferramenta, al quale venivano fornite le foto delle chiavi da duplicare e che avrebbe percepito un compenso di 70/80 euro per ogni richiesta;
– l’individuazione delle abitazioni da colpire avveniva anche attraverso l’accesso illecito alla banca dati per la visura delle targhe di autovetture, eseguito tramite operatori compiacenti di un’agenzia di pratiche automobilistiche, in seguito al pagamento di somme di danaro;
– il gruppo aveva a disposizione anche telefoni e schede telefoniche dedicati che venivano utilizzati solo nelle attività illecite per le comunicazioni tra gli associati, intestate fittiziamente a terze persone ignare, per la riconducibilità ai reali utilizzatori;
– gli indagati disponevano di più autovetture di provenienza furtiva adoperate per raggiungere gli obiettivi già prefissati. Dalle indagini è emerso anche l’uso di un’autovettura cui era stato alterato il numero di targa per impedire di risalire all’effettivo proprietario;
– gli associati, durante i furti, erano soliti indossare parrucche da donna, cappellini, mascherine e passamontagna, rendendo difficoltosa l’identificazione.
Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri a carico degli indagati è stato condiviso dalla Procura della Repubblica di Bari che ha avanzato la richiesta di emissione di misura cautelare. Il GIP del Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta, ha disposto la cattura dei soggetti. All’esito dell’operazione, 3 indagati sono stati tradotti in carcere e 5 posti in regime di arresti domiciliari presso le proprie abitazioni. Uno degli indagati è deceduto prima dell’esecuzione della misura cautelare. Ai destinatari della misura cautelare vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, dodici furti in abitazione, cinque furti su auto, un furto di auto, ricettazione di un’autovettura, due reati di falso (alterazione di targhe), una violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di PS. L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle organizzazioni criminali dedite dei furti in abitazione ed ai reati predatori in genere che incidono sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
Sventato duplice femminicidio ad Andria, arrestato 53enne: voleva uccidere ex moglie e figlia con un coltello
Fondamentale la segnalazione del responsabile di un centro di recupero per alcolisti che ha segnalato ai Carabinieri di aver ricevuto alcuni messaggi Whatsapp dall’uomo, utente del centro, che gli aveva appena detto di trovarsi sotto l’abitazione dove le due vivevano, di avere un coltello e di volerle uccidere.
Continue readingCapodanno folle a Molfetta, auto ribaltata e vandalizzata: i nomi dei 5 giovani arrestati. Caccia ai complici
Sono in corso ulteriori indagini per risalire all’identità degli altri ragazzini, tra cui ci sarebbero anche alcuni minorenni, che assieme ai 5 giovanissimi arrestati (Felice Allegretta di 23 anni, Daniele De Pinto di 22 anni, Antonio Gigante di 27 anni e Massimiliano Squeo di 23 anni, Stefano Cormio, 24enne finito ai domiciliari) sono stati protagonisti degli episodi di guerriglia urbana attuati a Molfetta in occasione dei festeggiamenti per Capodanno. Interrogati dal gip, la maggior parte degli arrestati si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Le scene, immortalate in alcuni video registrati dalle persone presenti e diventate virali sui social network, erano state trasmesse anche dalle maggiori testate nazionali. Le stesse ritraevano un gruppo di giovani che, approfittando dei festeggiamenti, si rendevano responsabili di gravi condotte, seminando il panico tra le vie cittadine, capovolgendo e vandalizzando anche un’autovettura in sosta, colpita dal lancio di numerosi petardi ed ordigni artigianali nel tentativo di incendiarla. Le indagini non dovrebbero essere lunghe perché, tra video postati sui social e riprese delle telecamere pubbliche, il materiale a disposizione è abbastanza.
I reati contestati sono quelli di danneggiamento della “pubblica intimidazione con uso di ordigni e materiale esplodente”, reato introdotto nel Codice penale dal “decreto Caivano” e diventato legge a novembre. Il Comune di Molfetta sarà parte civile nel processo, come confermato dal sindaco Minervini. Ciò che sorprende è che nessuna delle due donne, vittime dell’accaduto, ha voluto denunciare l’episodio “probabilmente per timore di possibili ritorsioni”, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare.
Revenge porn, soldi per non pubblicare video e foto intime: arrestate due persone al Libertà
Vittima una 30enne barese che ha pagato 2mila euro. In manette un 24enne di nazionalità georgiana e un 18enne residente in provincia. Denunciato anche un minore.
Continue readingMolfetta, auto ribaltata e vandalizzata: arrestati 5 ragazzi maggiorenni – VIDEO
Grazie alle tempestive indagini coordinate dalla Procura di Trani e grazie ai video postati sui social e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, si è potuti risalire agli autori del gesto
Continue readingTraffico e spaccio, droga interrata nelle campagne di Orta Nova: 4 arresti nel Foggiano – I NOMI
Quattro persone sono state arrestate (due in carcere e due ai domiciliari) per traffico e spaccio di droga in un’indagine coordinata dalla procura di Foggia ed eseguita questa mattina dalla guardia di finanza tra Orta Nova e Foggia.
Continue readingBari, follia in piazza Moro. Aggrediscono e feriscono due Carabinieri durante il controllo: arrestati
Gli aggressori, due marocchini, avevano con loro droga e cocaina tagliata in varie dosi. Parte delle sostanze è stata recuperata, la restante è stata lanciata ad altri extracomunitari che hanno fatto poi perdere le proprie tracce.
Continue readingTraffico e spaccio di droga, blitz all’alba dei Carabinieri: 13 arresti nel Foggiano
Le indagini, condotte dall’ottobre 2022 fino al luglio 2023, hanno permesso di disarticolare il traffico di sostanze stupefacenti nei comuni ricadenti nell’area nord del Gargano, tra cui Rodi Garganico, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo.
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