Arrestato l’ex assessore Alfonso Pisicchio, Forza Italia: “Ogni giorno uno scandalo la Puglia non merita questo”

“Noi siamo e saremo sempre garantisti, ma Bari e la Puglia non meritano di essere tormentate dalle vicissitudini politiche di chi le amministra: perciò, chiediamo che il presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, venga in Consiglio regionale e spieghi alla Puglia cosa sta succedendo. Se Emiliano ama la sua terra e la comunità, non può esimersi dal farlo”. Inizia così la nota dei consiglieri regionali del Gruppo Forza Italia Paride Mazzotta, Napoleone Cera, Paolo Dell’Erba e Massimiliano Di Cuia.

“Ogni giorno uno scandalo con al centro le persone a lui vicine e a cui ha affidato ruoli di potere, per non parlare del gioco delle “tre carte” di oggi, facendo passare un commissariamento per dimissioni. Questa è senza dubbio la pagina più triste per la Puglia”, aggiungono.

“Nel pomeriggio Michele Emiliano ha commissariato Alfonso Pisicchio, che guidava l’Arti. Dopo poche ore, Pisicchio viene arrestato per corruzione. A pensar male si fa peccato, ma è evidente che Emiliano sapesse ciò che stava per accadere. Ergo, qualcuno lo ha avvisato. E questa è una cosa gravissima”, il commento del vicepresidente della commissione Antimafia, l’onorevole Mauro D’Attis di Forza Italia.

Attirato in trappola su sito incontri e rapinato in casa: due arresti. Vittima aggredita da cane di grossa taglia

Un uomo e una donna sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri di Galatone (Lecce) con l’accusa di aver rapinato un giovane, attirato tramite un sito di incontri online. La donna con la quale il malcapitato, originario di Casarano (Lecce), si sarebbe dovuto incontrare in un bar lo avrebbe attirato in una trappola dandogli appuntamento in una casa dove però ad attenderlo c’era anche una terza persona. Si tratta di un uomo, presumibilmente complice della donna, che lo avrebbe subito aggredito istigandogli contro un cane di grossa taglia.

L’aggressore sarebbe riuscito a sottrargli due banconote da 50 euro prima che il malcapitato riuscisse a divincolarsi e a scappare per poi contattare immediatamente i carabinieri. Le indagini hanno portato subito ai presunti responsabili, in quanti entrambi già noti alle forze dell’ordine. Scattata così la perquisizione personale, i due malfattori sono stati trovati in possesso della refurtiva ed entrambi arrestati. Su disposizione del pm di turno, sono stati sottoposti ai domiciliari.

Disordini tra tifosi dopo il derby Brindisi-Taranto, 3 arresti e 5 denunce: tra loro c’è anche un minore

Tre tifosi arrestati e cinque denunciati: è questo il bilancio dei disordini che si sono verificati a Brindisi domenica scorsa al termine dell’incontro di calcio tra la formazione di casa e il Taranto valevole per la 33esima giornata del campionato di serie C. Sono stati arrestati con le accuse, contestate a vario titolo, di violazione del Daspo e porto di oggetti atti ad offendere, tra cui una mazza da baseball, tre ultras del Taranto. Un altro tifoso rossoblù e quattro supporter del Brindisi sono stati denunciati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. I cinque, tra cui un minore, avrebbero insultato i poliziotti che li avevano trovati in possesso di oggetti utilizzabili come corpi contundenti.

Il presidio di forze dell’ordine disposto dalla Questura di Brindisi con il supporto della Mobile di Taranto per tutte le fasi della partita, anche all’esterno dello stadio, ha evitato il contatto tra le due tifoserie. A quanto si apprende al termine della gara un corteo di tifosi del Taranto giunto nei pressi della Strada statale 7, per far ritorno nel capoluogo ionico, si sarebbe fermato improvvisamente creando problemi alla circolazione stradale con lanci di bombe carta e fumogeni. Sul fronte opposto a breve distanza, invece, alcuni ultras brindisini avrebbero cercato lo scontro con la tifoseria avversaria, ma sono stati fermati dall’arrivo dei poliziotti. Tutto il materiale è stato sequestrato ed il personale della Digos nei prossimi giorni inoltrerà richieste di Daspo o di aggravamento del divieto per i tifosi coinvolti nei disordini.

False assunzioni di 900 migranti in Salento, scoperta frode da 1,3 milioni: arrestati tre imprenditori

Con l’accusa di aver favorito l’immigrazione clandestina di oltre 900 extracomunitari, tre imprenditori salentini sono stati arrestati su disposizione della magistratura leccese da carabinieri e guardia di finanza. Due degli arrestati sono residenti a Monteroni, l’altro a Leverano: operano nel settore agricolo, edilizio e nella ristorazione. L’inchiesta della Procura di Lecce, avviata nei primi mesi del 2023, ha portato all’acquisizione (con perquisizioni e attraverso l’analisi dei flussi finanziari e bancari) di elementi d’indagine in base ai quali l’accusa sostiene che i tre dal 2020 hanno favorito l’immigrazione clandestina eludendo il ‘Decreto Flussi” attraverso la falsificazione di atti e documenti attestanti fittizie assunzioni.

I tre imprenditori, a cui sono stati concessi i domiciliari, avrebbero chiesto 1.500 euro per ogni pratica relativa al rilascio del permesso di soggiorno. Una volta ottenuti i soldi chiedevano al Ministero dell’Interno il “modello informatico” attestante l’assunzione dei migranti. L’attività illecita – secondo gli investigatori – ha permesso ai tre di ottenere profitti per oltre 1,3 milioni di euro. Uno degli arrestati avrebbe inoltre ottenuto anche il reddito di cittadinanza, beneficiando di circa 20mila euro.