I due facevano parte della banda che nel settembre del 2020, si era resa responsabile di un ingente furto di vini pregiati, per un valore complessivo di oltre 200.000 euro, consumato in danno della nota enoteca Vinarius, sita nel quartiere San Paolo.
Continue readingPropaganda neonazista su Telegram, tra gli arrestati un barese e un brindisino: “Ipotesi attentato alla Meloni”
Sono 25 in totlae gli indagati, di età compresa tra i 19 e i 76 anni, coinvolti nell’inchiesta sull’organizzazione suprematista e neonazista sotto la direzione delle Direzioni distrettuali antiterrorismo delle Procure di Bologna e Napoli, con il coordinamento della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Eseguite in totale 12 custodie cautelari in carcere e 25 perquisizioni a Bologna, Bari, Brindisi, Lecco, Milano, Monza Brianza, Modena, Palermo, Pesaro Urbino, Pescara, Pordenone, Ravenna, Roma, Teramo, Trieste, Vercelli e Vicenza.
Ecco i nomi dei 12 arrestati: Daniele e Federico Trevisani, 37 e 33 anni, di San Benedetto in Val di Sambro, Andrea Ziosi, 37 anni, di Bologna, Salvatore Nicotra, 45 anni, di Granarolo Emilia e Alessandro Giuliano, 51 anni, di Galliera, Luca Porta, 50 anni di Rho (Milano), Simone Sperotto, 19 anni, di Thiene (Vicenza), Valerio Tellenio, 22 anni, di Fano (Pesaro), Pierluigi Cilano, 26 anni, di Palermo, Diego Cavallucci, 44 anni, di Pescara, Davide Armenise, 36 anni, di Bari, Giuseppe (Joe) Fallisi 76 anni, tenore di Ostuni (Brindisi). Nel corso delle perquisizioni, a carico dei 25 indagati, sono stati sequestrati non solo cimeli, bandiere e materiale con simboli nazisti o neofascisti, ma anche armi da taglio e armi da sparo.
L’organizzazione, si legge in una nota diffusa dalla Questura bolognese, era attiva “anche in rete sulla piattaforma Telegram ‘Werwolf Division'”. L’accusa è quella di “avere, a vario titolo, promosso, organizzato e preso parte all’associazione ‘Werwolf division’, successivamente rinominata ‘Divisione Nuova alba’”, che “seguendo ideali suprematisti e neonazisti, nella loro espressione più estrema dell’accelerazionismo, e basandosi anche sulla negazione e sull’apologia della Shoah, mirava a sovvertire l’attuale ordinamento per instaurare uno Stato etico ed autoritario incentrato sulla ‘razza ariana’, anche con il progetto di azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni”.
Il gruppo neonazista svolgeva la propria attività di propaganda e reclutamento di “nuovi uomini e donne pronti alla rivoluzione” sia attraverso gruppi Telegram denominati “Werwolf Division Discussioni” e “Movimento Nuova Alba” (quest’ultimo ancora più ristretto e nato in un secondo momento con la finalità di occultare le progettualità più violente e strumentale anche alla formazione di “guerrieri) sia con incontri dal vivo. Il gruppo si definiva “segreto, composto da pochi camerati validi e fedeli, pronti ad agire”. L’obiettivo del gruppo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di arrivare ad un “sovvertimento dell’attuale ordinamento per l’instaurazione di uno Stato etico e autoritario” incentrato sulla “razza ariana” anche con la progettazione di azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni, tra cui il premier Giorgia Meloni. Tra i bersagli, anche un economista del World Economic Forum.
Bari, ruba la borsa a tre donne al San Pasquale: arrestato scippatore seriale 30enne. Incastrato dalle vittime
Il pomeriggio dello scorso 3 dicembre, a Bari, la Polizia di Stato ha arrestato un cittadino straniero trentenne, già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti reati contro il patrimonio. L’arresto è stato effettuato in relazione a diversi episodi criminosi, in particolare furti con strappo, verificatisi nei giorni precedenti nel quartiere San Pasquale di Bari.
Gli agenti della Squadra Mobile della Questura, sezione Contrasto al Crimine Diffuso, avevano intensificato i controlli in quella zona per identificare l’autore, descritto come un giovane di colore, alto e dalla corporatura esile. Nel tardo pomeriggio, la Sala Operativa ha segnalato una rapina ai danni di una donna in via Amendola. La vittima aveva fornito una descrizione dell’autore, che corrispondeva a quella già in possesso degli agenti. Poco dopo, una seconda segnalazione ha riferito di un furto con strappo avvenuto nella stessa via ai danni di un’altra donna.
Durante le ricerche dello “scippatore”, gli agenti hanno intercettato un uomo con le caratteristiche fisiche descritte dalle vittime. Mentre lo stavano per sottoporre a controllo documentale, l’uomo si è avvicinato a una terza donna e, senza accorgersi della presenza dei poliziotti, le ha strappato di dosso una borsa a tracolla, fuggendo subito dopo. L’episodio si è svolto sotto gli occhi degli agenti operanti, che si sono lanciati all’inseguimento dell’uomo, a piedi, riuscendo a bloccarlo dopo pochi metri, con ancora in mano la borsa appena sottratta, e in possesso anche di oggetti riconducibili ad altri episodi delittuosi dello stesso genere.
Con la premessa che gli accertamenti sono stati compiuti nella fase delle indagini preliminari e necessitano di verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, l’arrestato accusato dei reati di furto aggravato, rapina e ricettazione è stato condotto presso il carcere di Bari.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’esecuzione della misura precautelare sarà seguita dall’interrogatorio di garanzia e dal confronto con la difesa dell’indagato. L’eventuale colpevolezza in relazione ai reati contestati dovrà essere accertata in sede di processo, nel rispetto del contraddittorio tra le parti.
Chiama il 118 ma la madre muore, va in escandescenza e aggredisce soccorritrice: 51enne arrestato in differita
L’episodio risale a due giorni fa e ha avuto luogo nel Tarantino. Il gip del tribunale di Taranto ha dato applicazione al decreto legge che prevede l’arresto in flagranza anche in differita per chi si rende responsabile di aggressione a un operatore sanitario.
Continue readingCorato, evade dai domiciliari e ruba tubazioni di rame dalle cellule frigorifere di un supermercato: arrestato
L’uomo è stato anche denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani per il reato di furto aggravato. Dopo le formalità di rito, è stato condotto nel carcere di Trani.
Continue readingBari, litiga con la moglie ai domiciliari. Cacciato da casa viene arrestato per evasione: “Fatemi andare in carcere”
La moglie lo caccia da casa mentre è ai domiciliari dopo un litigio e viene arrestato per evasione. Protagonista un 56enne barese, scarcerato dopo l’udienza celebrata per direttissima. L’episodio domenica, l’uomo si è presentato con gli affetti personali presso la caserma dei Carabinieri chiedendo di scontare la pena in carcere. Al 56enne erano state tolte anche le chiavi dell’abitazione. Ora è costretto a tornare nella stessa casa, con la moglie e con i suoi due figli minori, e ad affrontare un processo a gennaio.
Consegna droga in bici nel centro di Massafra, arrestato 32enne: nel magazzino trovati hashish e marijuana
Consegnava la droga con la bici elettrica tra le vie del borgo antico e nella centrale piazza Garibaldi di Massafra (Taranto): in carcere è finito un 32enne già noto alle forze dell’ordine. Gli agenti della sezione Falchi della squadra mobile lo hanno pedinato, documentando in più occasioni la cessione della sostanza stupefacente a numerosi giovani.
Quando il sospettato è entrato in un magazzino in disuso per prelevare le dosi è scattata la perquisizione. All’interno di uno scantinato i poliziotti hanno così scoperto e sequestrato 3 chili di hashish (30 panetti e circa 150 dosi pre-confezionate) e due chili di marijuana (contenuta in quattro buste oltre a una cinquantina di dosi pre-confezionate). Nella successiva perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno recuperato in un cassetto di un comodino della camera da letto anche 5 grammi di cocaina. Il 32enne è stato arrestato per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e condotto in carcere in attesa dell’interrogatorio di convalida.
Scandalo all’Asl Bari, la funzionaria Sciannimanico arrestata il 12 novembre: la difesa chiede i domiciliari
La difesa di Concetta Sciannimanico, la funzionaria dell’Asl Bari finita in carcere il 12 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti per appalti nell’azienda sanitaria, ha chiesto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari nei confronti della sua assistita.
Sciannimanico è accusata di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso. Lo scorso 12 novembre furono arrestati in 10: oltre a Sciannimanico, anche i suoi colleghi Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, tutti sospesi, finirono in carcere gli imprenditori Giovanni Crisanti, Nicola Minafra e Ignazio Gadaleta (dal 15 novembre ai domiciliari).
Per altri quattro furono invece disposti i domiciliari, revocati – ma con divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno – per l’imprenditore Cataldo Perrone. La richiesta della sostituzione del carcere con i domiciliari per Sciannimanico è stata formulata oggi, davanti al tribunale del Riesame, dal suo avvocato Gaetano Sassanelli. La Procura (in aula il Procuratore Roberto Rossi e la pm Savina Toscani) ha chiesto invece il rigetto dell’istanza. La decisione arriverà entro venerdì. Sciannimanico è detenuta nel carcere di Taranto e in sede di interrogatorio di garanzia si avvalse della facoltà di non rispondere.
Giornata contro la violenza sulle donne, minaccia l’ex moglie con katana: 52enne arrestato a Canosa
“Ti posso ammazzare”, le ha urlato brandendo una katana da 29 centimetri. E lei, impaurita ha chiesto aiuto alla polizia che ha arrestato il presunto aggressore. Si tratta di un uomo di 52 anni, di nazionalità rumena, ex marito della vittima, arrestato a Canosa di Puglia, nel nord Barese. Il 52enne, già sottoposto al divieto di avvicinamento, è finito in carcere per aver violato la misura ed è stato denunciato per porto di arma impropria.
L’episodio risale a qualche giorno fa quando l’uomo ha raggiunto la ex moglie mentre era a lavoro nei campi con la sorella. Avrebbe iniziato a insultarla e a minacciarla con la spada tradizionale giapponese. “Ti posso ammazzare, tanto fino a dicembre non mi possono fare nulla”, avrebbe detto convinto che la misura a cui era sottoposto non poteva aggravarsi. E invece, gli agenti lo hanno arrestato anche dopo aver ascoltato chi era presente al momento dell’aggressione. La spada è stata trovata e sequestrata.
Nasconde due tonnellate di esplosivo in furgoni, case e depositi: arrestato 38enne a Ugento
Aveva in alcuni depositi e in un furgone circa due tonnellate di materiale esplosivo e articoli pirotecnici di produzione clandestina. Per questo i carabinieri hanno arrestato un 38enne, ieri a Ugento, in provincia di Lecce. In un garage adiacente alla sua abitazione sono stati rinvenuti anche 12 petardi di fabbricazione non autorizzata e altro materiale destinato alla produzione di artifici, tra cui due dispositivi smontati e privi di sicurezze.
Inoltre, all’interno di un magazzino della sua abitazione sono state trovate circa 2.304 cartucce da caccia e dispositivi di controllo per l’accensione di artifici pirotecnici. “Ancora più preoccupante – sottolineano i carabinieri – è la scoperta di un furgone, non marciante, adiacente all’abitazione, utilizzato come deposito per circa 1.300 chili di materiale esplosivo non classificato, insieme a 49 artifici pirotecnici artigianali e numerosi mortai da lancio”.
Da “sottolineare – proseguono che la prossimità dei luoghi di stoccaggio del materiale esplosivo ad abitazioni civili mette a rischio la sicurezza della popolazione, sollecitando un intervento tempestivo da parte degli uomini dell’Arma”. In seguito all’arresto, sono state sequestrate 19 armi regolarmente detenute dal 38enne. L’uomo è stato sottoposto ai domiciliari.









