Taranto, picchia la moglie e le spacca il labbro inferiore colpendola con pugni: arrestato 35enne

Un uomo di 35 anni è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione di Taranto Salinella con l’accusa di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie, in applicazione delle norme previste dal “codice rosso”. L’arresto è scattato dopo l’intervento tempestivo di una pattuglia presso l’abitazione della coppia in seguito ad una richiesta d’aiuto proprio della vittima.

Durante l’ennesima lite, scaturita per motivi futili, l’uomo avrebbe minacciato e colpito la moglie con pugni al volto, provocandole lesioni al labbro inferiore. L’uomo è stato arrestato e trasferito presso la Casa Circondariale di Taranto su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Trani, viola i domiciliari per fare la parcheggiatrice abusiva: arrestata 40enne

Una donna di 40 anni è stata arrestata dagli agenti del commissariato di Trani con le accuse di estorsione per aver esercitato la professione di parcheggiatore abusivo. Secondo quanto accertato dalle indagini, la 40enne che abita in provincia di Taranto avrebbe esercitato in modo abusivo l’attività di parcheggiatrice a ridosso del centro cittadino.

La donna, che ha precedenti per lo stesso tipo, avrebbe violato non solo il Dacur, ovvero il divieto di accesso alle aree urbane, emesso dal questore della provincia di Barletta-Andria-Trani, Alfredo Fabbrocini, ma anche gli arresti domiciliari a cui era sottoposta. La 40enne è in carcere a Trani.

Cosparge di benzina la porta di casa e tenta di uccidere la moglie investendola: arrestato 48enne nel Foggiano

Avrebbe tentato di uccidere la moglie, dalla quale si stava separando, prima cospargendo di benzina la porta d’ingresso dell’abitazione, ma desistendo dall’appiccare l’incendio, poi investendola con l’auto, procurandole ferite alle gambe. È quanto accaduto la notte scorsa a Manfredonia nel Foggiano, dove la polizia ha arrestato un uomo, un 48enne del posto.

Poche le informazioni al momento trapelate dagli investigatori che sulla questione mantengono il più stretto riserbo anche perché è ancora in fase di ricostruzione la dinamica dell’accaduto. Da indiscrezioni, sembra che l’uomo si sia recato presso l’abitazione della donna, cospargendo di benzina la porta d’ingresso. Quando la donna ha aperto la porta, l’uomo le avrebbe gettato addosso altra benzina fuggendo. Lei è quindi scesa in strada e l’uomo, che nel frattempo era salito in auto, l’ha investita procurandole ferite alle gambe giudicate guaribili in una trentina di giorni. A dare l’allarme alla polizia, i vicini di casa attirati dalle urla della vittima. L’uomo è stato bloccato nell’immediatezza dalla polizia.

Bombe micidiali vendute su TikTok e Instagram, arrestato 22enne a Molfetta: partecipò ai disordini di Capodanno

Un 22enne barese, già coinvolto nei disordini avvenuti nella notte dello scorso capodanno sempre a Molfetta, è stato arrestato dai militari dalla Guardia di Finanza per detenzione e vendita di fuochi di artificio illegali artigianali e ricettazione. Secondo quanto ricostruito dalle indagini il giovane si occupava della vendita al dettaglio di ingenti quantitativi di esplosivo mediante social network, in particolare tramite Instagram e TikTok, e della consegna della merce nei pressi di un deposito nel centro di Molfetta di proprietà dei genitori, situato al pianterreno di una palazzina abitata e con affaccio diretto su strada, risultato privo di aerazione, dotato di impianto elettrico funzionante con diversi dispositivi elettrici collegati alla rete. Al suo interno sono stati trovati 216 petardi artigianali del peso di 40 grammi ciascuno, altri 21 manufatti artigianali del peso di 32 grammi nonché due batterie di fuochi da 500 grammi l’una.

Bari, scappa dalla Polizia ma viene sorpreso durante il pranzo di Natale: Palermiti jr arrestato finisce ai domiciliari

Eugenio Palermiti, nipote omonimo del boss del clan Palermiti coinvolto nella sparatoria nella discoteca Bahia Beach di Molfetta del settembre 2024, dove morì la 19enne Antonella Lopez, è stato arrestato il giorno di Natale dalla Polizia per un episodio che risale a settembre 2023, quando il giovane fece irruzione nella scuola dell’allora fidanzata minorenne, l’istituto Lenoci di Bari, aggredendola e portando via il suo cellulare.

Gli agenti della Polizia hanno eseguito un’ordinanza agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale del Riesame di Bari che ha accolto il ricorso della Procura di Bari contro il “no” del gip che non dispose la custodia cautelare. All’origine dell’episodio la gelosia asfissiante di Palermiti che non riuscì ad accettare la fine della relazione con la giovane e la sua nuova storia. Fu fermato da una professoressa e da una collaboratrice scolastica, ma riuscì a scappare via riuscendo a portare con sé il telefonino. Immediatamente dopo fu raggiunto da un equipaggio della Polizia di Stato, al quale oppose resistenza, e per questo fu tratto in arresto, nella flagranza dei reati di rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Palermiti ha chiesto scusa, ma dopo l’emissione del provvedimento cautelare si era reso irreperibile. La Polizia lo ha sorpreso durante il pranzo di Natale.

È importante, tuttavia, sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Nascosto in una masseria a Calimera: trafficante di migranti arrestato la notte di Natale dai Carabinieri

Accusato di traffico internazionale di migranti e destinatario di un mandato di arresto europeo, un cittadino romeno di 39 anni è stato arrestato la notte di Natale dai carabinieri mentre si nascondeva in una struttura ricettiva in provincia di Lecce, una masseria a Calimera.

L’uomo – secondo quanto accertato dai militari – è accusato di aver nascosto, ad agosto del 2022, 31 persone, tra cui 21 cittadini dell’India e 10 del Bangladesh, in un autotreno diretto in Romania.

La sua vita – evidenziano i carabinieri in una nota – era segnata da violenze, con una condanna per aver aggredito brutalmente una vittima con calci e pugni alla testa. E il 16 aprile scorso era stato condannato in Romania a una pena di quattro anni e due mesi di reclusione. Al suo arrivo nella struttura ricettiva salentina, il suo nominativo è stato inserito nella banca dati delle forze dell’ordine e i carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti, anche a livello internazionale, riuscendo ad arrestarlo. Il 39enne non ha opposto resistenza ed è stato portato in carcere a Lecce.

Bari, picchia la compagna di 27 anni a Natale e la manda in ospedale: arrestato 47enne

E’ stato arrestato il compagno della giovane donna finita in ospedale a Bari nel giorno di Natale per le percosse. E’ un uomo di 47 anni arrestato dagli agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Bari perché ritenuto il responsabile della violenta aggressione che è avvenuta attorno alle 5 di ieri mattina.

La giovane donna, che ha 27 anni, è ricoverata al policlinico di Bari. L’uomo è accusato di lesioni aggravate. A chiamare il numero di emergenza sarebbe stato proprio lui affermando che la vittima aveva avuto un malore e non riusciva a respirare. Al loro arrivo, vedendo le condizioni in cui era la donna e la situazione della casa, i poliziotti hanno rapidamente capito quanto accaduto: la 27enne era riversa sul pavimento priva di sensi e l’appartamento era a soqquadro con diverse suppellettili rotte. Il presunto aggressore è stato arrestato in flagranza.

Terlizzi, picchia con il bastone la compagna e la costringe a prostituirsi: arrestato 37enne rumeno

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pregiudicato rumeno di 37 anni, emessa dal Tribunale di Trani – ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari- su richiesta della Procura della Repubblica di Trani. L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di lesioni, atti persecutori e sfruttamento della prostituzione, nei confronti della propria compagna.

Il 12 ottobre 2024 una giovane prostituta rumena di 30 anni subì un violentissimo pestaggio, con un bastone, mentre esercitava l’attività di meretricio nella zona rurale di Terlizzi; nella circostanza, la violenza dei colpi inferti causarono alla giovane varie fratture e lesioni, costringendola, in seguito, ad un lungo ricovero in ospedale.

Nell’immediatezza dei fatti, la vittima raccontò al personale della Polizia di Stato intervenuto, di aver subito un tentativo di rapina, ad opera di alcuni soggetti sconosciuti, con il volto travisato. Tuttavia, l’attività investigativa posta in essere dagli investigatori della Squadra Mobile di Bari, diretta dalla Procura della Repubblica di Trani, ha consentito di riscostruire una vicenda ben diversa, raccogliendo, piuttosto, elementi probatori nei confronti del compagno della vittima.

Le evidenze investigative acquisite, infatti, hanno portato alla luce una situazione di completa soggiogazione della vittima nei confronti del suo compagno/sfruttatore, il quale la costringeva a prostituirsi, per poi sfruttarne i ricavi, ricorrendo anche alla violenza fisica e psicologica per sottometterla e controllarla continuamente.

In mancanza di collaborazione da parte della vittima, evidentemente spaventata ed impaurita per le eventuali ritorsioni che il proprio compagno avrebbe potuto attuare nei suoi confronti, al fine di accertare la verità dei fatti, sono stati decisivi gli elementi acquisiti a seguito dell’esame del cellulare della vittima.

È importante, tuttavia, sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Follia nel Leccese, lite per i lavori: ferisce con accetta titolare dell’impresa edile in un cantiere. Arrestato 58enne

Un uomo di 58 anni, Rocco Reho, di Casarano (Lecce), è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri dopo aver aggredito all’interno di un cantiere edile un 66enne titolare di una ditta del posto, colpendolo alla testa con un accetta.

La vittima, che ha riportato gravi lesioni ma non è in pericolo di vita, stava eseguendo lavori di intonacatura su un muro che confinava con l’abitazione dell’aggressore, che ha agito – secondo quanto riferito dai militari – per motivi “apparentemente futili e incomprensibili”. Il 58enne, incensurato, ora deve rispondere dei reati di lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere. L’episodio risale al primo pomeriggio di ieri.

I carabinieri, intervenuti dopo una segnalazione al numero unico di emergenza 112, hanno trovato la vittima ferita ma cosciente. L’imprenditore è stato soccorso dal 118 e trasportato in ospedale, mentre l’aggressore è stato sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura di Lecce. Nei pressi del cantiere, a quanto si è appreso, è stata rinvenuta e sequestrata l’accetta che sarebbe stata utilizzata per l’aggressione.

Lancia un petardo contro lo steward nello stadio di Altamura: Polizia arresta un tifoso ultras dell’Avellino

A seguito di elaborate indagini condotte in collaborazione con la D.I.G.O.S. della Questura di Bari, nella prima mattinata di domenica 15 dicembre, personale D.I.G.O.S. della Questura di Avellino ha tratto in arresto differito, per lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive, un tifoso ultras dell’US Avellino Calcio, classe 85, già noto alle Forze dell’Ordine per analoghi precedenti e per essere stato già destinatario di DASPO. L’arresto, operato in differita ai sensi dell’art. 8 della Legge 401/1989, è la conseguenza della sua condotta criminosa realizzata all’interno dello stadio “Tonino D’Angelo” di Altamura lo scorso 13 dicembre; in occasione dell’incontro di calcio tra Team Altamura ed Avellino valevole per il Campionato di calcio di serie C, dal settore ospiti riservato alla tifoseria irpina, l’uomo ha lanciato un petardo in direzione di uno steward posizionato a bordo campo, creando pericolo concreto per la sua incolumità.

La visione delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio di Altamura fornite dalla D.I.G.O.S. della Questura di Bari e la conoscenza dell’ambiente ultras da parte della D.I.G.O.S. della Questura di Avellino, ha consentito la ricostruzione di quanto accaduto e la compiuta identificazione del supporter avellinese nei confronti del quale veniva, altresì, eseguita una perquisizione domiciliare scaturita poi nel sequestro del giubbotto da lui indossato in occasione dell’incontro di calcio, del tagliando d’ingresso allo stadio “Tonino D’Angelo” di Altamura e di un fumogeno. Pertanto l’uomo è stato condotto in Questura e, a conclusione delle formalità di rito, su disposizione del Pm di turno, è stato posto agli arresti domiciliari, misura convalidata in data odierna dal G.i.p. e tramutata nella misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla p.g. Le contestazioni sono allo stato provvisorie e la colpevolezza sarà accertata solo all’esito del giudizio definitivo.