Follia a Lecce, insulta e tenta di strangolare poliziotto: arrestato 27enne del Senegal

Deve rispondere dei reati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate un 27enne originario del Senegal che ieri sera ha aggredito e tentato di strangolare un agente in servizio alla Questura di Lecce, provocandogli ferite giudicate guaribili in 10 giorni.

Il giovane più volte in passato era stato fatto allontanare dai locali della stessa Questura perché minacciava e spaventava i passanti. Ieri il 27enne, apparentemente senza motivo, ha prima insultato il poliziotto, che gli ha intimato di allontanarsi, e poi lo ha raggiunto stringendogli le mani al collo.

A seguito di una breve colluttazione l’agente è riuscito a bloccare il cittadino straniero. Nel frattempo è giunta in ausilio una pattuglia della sezione Volanti e il giovane senegalese è stato arrestato. L’agente preso di mira ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari. L’aggressore ha cercato di strangolarlo con le mani e poi stringendogli al collo la collana che il poliziotto indossava.

Tenta di colpire l’ex moglie col martello davanti ai due figli minori: arrestato 33enne nel Leccese

Ha raggiunto la ex moglie nel negozio in cui lavora, e dove c’erano anche i suoi due figli minorenni, e ha tentato di colpirla con un martello da carpentiere. Per questo un 33enne della provincia di Lecce è stato arrestato dalla polizia. L’aggressione è stata compiuta sabato scorso e la polizia ne dà notizia oggi in un comunicato, precisando che il 33enne era già sottoposto alla misura dell’affidamento in prova e dopo l’arresto è stato portato in carcere a Lecce.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, anche con l’aiuto delle telecamere del negozio che hanno ripreso la scena, il 33enne, arrivato in negozio, aveva iniziato a urlare contro la donna e poi, durante una colluttazione, la ex moglie era finita a terra. E’ stato a questo punto che il 33enne è andato a prendere il martello dall’auto tentando di colpirla. Fondamentale l’intervento di un parente della donna a metterlo in fuga.

Foggia, medici aggrediti dopo la morte di Natasha. No all’arresto dei familiari: la Procura fa ricorso

La procura di Foggia ha presentato appello al tribunale del riesame contro il rigetto da parte del gip del tribunale della richiesta d’arresto (ai domiciliari) e un divieto di avvicinamento nei confronti di cinque persone accusate a vario titolo di aver aggredito medici e infermieri del policlinico di Foggia.

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Tassista accoltellato, Bari sotto choc. Arrestati Giovanni Monno e Angela Devincenzo: erano già stati in carcere

Sono Giovanni Monno, 31 anni, e Angela Devincenzo, 30 anni, le due persone arrestate ieri dopo aver aggredito e accoltellato il tassista Francesco Rubini nel tentativo di rapinarlo. Entrambi erano già stati in carcere per precedenti rapine. L’accusa nei loro confronti è quella di tentata rapina aggravata e lesioni personali in concorso. Decisive per gli inquirenti le immagini della telecamera posizionata all’interno del taxi. I due sono stati subito identificati e rintracciati a casa della donna. L’uomo si trova nella Casa Circondariale di Bari mentre la donna è nel carcere femminile di Trani. Questa mattina si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, la gip si è riservata la decisione, attesa in giornata.

Costringe la moglie a prostituirsi e la picchia, arrestato nel Foggiano: vivevano in un casolare con il figlio

Avrebbe costretto la moglie, picchiandola e ferendola anche con un coltello, a prostituirsi in un casolare alla periferia di San Severo, nel Foggiano, dove la coppia viveva con il loro bambino. Questo è quanto ha scoperto la polizia grazie a una segnalazione al 112.

Gli agenti hanno arrestato l’uomo per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e sfruttamento della prostituzione. Quando i poliziotti sono intervenuti hanno trovato l’uomo, la moglie e il loro figlio. La donna era ferita ed è stata accompagnata, con il bambino, al pronto soccorso per essere medicata. Successivamente nel casolare è stato trovato un coltello con il quale, secondo le indagini, sarebbe stata ferita la donna che poi ha sporto denuncia.

Propaganda neonazista su Telegram, tra gli arrestati un barese e un brindisino: “Ipotesi attentato alla Meloni”

Sono 25 in totlae gli indagati, di età compresa tra i 19 e i 76 anni, coinvolti nell’inchiesta sull’organizzazione suprematista e neonazista sotto la direzione delle Direzioni distrettuali antiterrorismo delle Procure di Bologna e Napoli, con il coordinamento della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Eseguite in totale 12 custodie cautelari in carcere e 25 perquisizioni a Bologna, Bari, Brindisi, Lecco, Milano, Monza Brianza, Modena, Palermo, Pesaro Urbino, Pescara, Pordenone, Ravenna, Roma, Teramo, Trieste, Vercelli e Vicenza.

Ecco i nomi dei 12 arrestati: Daniele e Federico Trevisani, 37 e 33 anni, di San Benedetto in Val di Sambro, Andrea Ziosi, 37 anni, di Bologna, Salvatore Nicotra, 45 anni, di Granarolo Emilia e Alessandro Giuliano, 51 anni, di Galliera,  Luca Porta, 50 anni di Rho (Milano), Simone Sperotto, 19 anni, di Thiene (Vicenza), Valerio Tellenio, 22 anni, di Fano (Pesaro), Pierluigi Cilano, 26 anni, di Palermo, Diego Cavallucci, 44 anni, di Pescara, Davide Armenise, 36 anni, di Bari, Giuseppe (Joe) Fallisi 76 anni, tenore di Ostuni (Brindisi). Nel corso delle perquisizioni, a carico dei 25 indagati, sono stati sequestrati non solo cimeli, bandiere e materiale con simboli nazisti o neofascisti, ma anche armi da taglio e armi da sparo.

L’organizzazione, si legge in una nota diffusa dalla Questura bolognese, era attiva “anche in rete sulla piattaforma Telegram ‘Werwolf Division'”. L’accusa è quella di “avere, a vario titolo, promosso, organizzato e preso parte all’associazione ‘Werwolf division’, successivamente rinominata ‘Divisione Nuova alba’”, che “seguendo ideali suprematisti e neonazisti, nella loro espressione più estrema dell’accelerazionismo, e basandosi anche sulla negazione e sull’apologia della Shoah, mirava a sovvertire l’attuale ordinamento per instaurare uno Stato etico ed autoritario incentrato sulla ‘razza ariana’, anche con il progetto di azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni”.

Il gruppo neonazista svolgeva la propria attività di propaganda e reclutamento di “nuovi uomini e donne pronti alla rivoluzione” sia attraverso gruppi Telegram denominati “Werwolf Division Discussioni” e “Movimento Nuova Alba” (quest’ultimo ancora più ristretto e nato in un secondo momento con la finalità di occultare le progettualità più violente e strumentale anche alla formazione di “guerrieri) sia con incontri dal vivo. Il gruppo si definiva “segreto, composto da pochi camerati validi e fedeli, pronti ad agire”. L’obiettivo del gruppo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di arrivare ad un “sovvertimento dell’attuale ordinamento per l’instaurazione di uno Stato etico e autoritario” incentrato sulla “razza ariana” anche con la progettazione di azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni, tra cui il premier Giorgia Meloni. Tra i bersagli, anche un economista del World Economic Forum.

Bari, ruba la borsa a tre donne al San Pasquale: arrestato scippatore seriale 30enne. Incastrato dalle vittime

Il pomeriggio dello scorso 3 dicembre, a Bari, la Polizia di Stato ha arrestato un cittadino straniero trentenne, già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti reati contro il patrimonio. L’arresto è stato effettuato in relazione a diversi episodi criminosi, in particolare furti con strappo, verificatisi nei giorni precedenti nel quartiere San Pasquale di Bari.

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura, sezione Contrasto al Crimine Diffuso, avevano intensificato i controlli in quella zona per identificare l’autore, descritto come un giovane di colore, alto e dalla corporatura esile. Nel tardo pomeriggio, la Sala Operativa ha segnalato una rapina ai danni di una donna in via Amendola. La vittima aveva fornito una descrizione dell’autore, che corrispondeva a quella già in possesso degli agenti. Poco dopo, una seconda segnalazione ha riferito di un furto con strappo avvenuto nella stessa via ai danni di un’altra donna.

Durante le ricerche dello “scippatore”, gli agenti hanno intercettato un uomo con le caratteristiche fisiche descritte dalle vittime. Mentre lo stavano per sottoporre a controllo documentale, l’uomo si è avvicinato a una terza donna e, senza accorgersi della presenza dei poliziotti, le ha strappato di dosso una borsa a tracolla, fuggendo subito dopo. L’episodio si è svolto sotto gli occhi degli agenti operanti, che si sono lanciati all’inseguimento dell’uomo, a piedi, riuscendo a bloccarlo dopo pochi metri, con ancora in mano la borsa appena sottratta, e in possesso anche di oggetti riconducibili ad altri episodi delittuosi dello stesso genere.

Con la premessa che gli accertamenti sono stati compiuti nella fase delle indagini preliminari e necessitano di verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, l’arrestato accusato dei reati di furto aggravato, rapina e ricettazione è stato condotto presso il carcere di Bari.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’esecuzione della misura precautelare sarà seguita dall’interrogatorio di garanzia e dal confronto con la difesa dell’indagato. L’eventuale colpevolezza in relazione ai reati contestati dovrà essere accertata in sede di processo, nel rispetto del contraddittorio tra le parti.