Bari, litiga con la moglie ai domiciliari. Cacciato da casa viene arrestato per evasione: “Fatemi andare in carcere”

La moglie lo caccia da casa mentre è ai domiciliari dopo un litigio e viene arrestato per evasione. Protagonista un 56enne barese, scarcerato dopo l’udienza celebrata per direttissima. L’episodio domenica, l’uomo si è presentato con gli affetti personali presso la caserma dei Carabinieri chiedendo di scontare la pena in carcere. Al 56enne erano state tolte anche le chiavi dell’abitazione. Ora è costretto a tornare nella stessa casa, con la moglie e con i suoi due figli minori, e ad affrontare un processo a gennaio.

Consegna droga in bici nel centro di Massafra, arrestato 32enne: nel magazzino trovati hashish e marijuana

Consegnava la droga con la bici elettrica tra le vie del borgo antico e nella centrale piazza Garibaldi di Massafra (Taranto): in carcere è finito un 32enne già noto alle forze dell’ordine. Gli agenti della sezione Falchi della squadra mobile lo hanno pedinato, documentando in più occasioni la cessione della sostanza stupefacente a numerosi giovani.

Quando il sospettato è entrato in un magazzino in disuso per prelevare le dosi è scattata la perquisizione. All’interno di uno scantinato i poliziotti hanno così scoperto e sequestrato 3 chili di hashish (30 panetti e circa 150 dosi pre-confezionate) e due chili di marijuana (contenuta in quattro buste oltre a una cinquantina di dosi pre-confezionate). Nella successiva perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno recuperato in un cassetto di un comodino della camera da letto anche 5 grammi di cocaina. Il 32enne è stato arrestato per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e condotto in carcere in attesa dell’interrogatorio di convalida.

Scandalo all’Asl Bari, la funzionaria Sciannimanico arrestata il 12 novembre: la difesa chiede i domiciliari

La difesa di Concetta Sciannimanico, la funzionaria dell’Asl Bari finita in carcere il 12 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti per appalti nell’azienda sanitaria, ha chiesto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari nei confronti della sua assistita.

Sciannimanico è accusata di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso. Lo scorso 12 novembre furono arrestati in 10: oltre a Sciannimanico, anche i suoi colleghi Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, tutti sospesi, finirono in carcere gli imprenditori Giovanni Crisanti, Nicola Minafra e Ignazio Gadaleta (dal 15 novembre ai domiciliari).

Per altri quattro furono invece disposti i domiciliari, revocati – ma con divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno – per l’imprenditore Cataldo Perrone. La richiesta della sostituzione del carcere con i domiciliari per Sciannimanico è stata formulata oggi, davanti al tribunale del Riesame, dal suo avvocato Gaetano Sassanelli. La Procura (in aula il Procuratore Roberto Rossi e la pm Savina Toscani) ha chiesto invece il rigetto dell’istanza. La decisione arriverà entro venerdì. Sciannimanico è detenuta nel carcere di Taranto e in sede di interrogatorio di garanzia si avvalse della facoltà di non rispondere.

Giornata contro la violenza sulle donne, minaccia l’ex moglie con katana: 52enne arrestato a Canosa

“Ti posso ammazzare”, le ha urlato brandendo una katana da 29 centimetri. E lei, impaurita ha chiesto aiuto alla polizia che ha arrestato il presunto aggressore. Si tratta di un uomo di 52 anni, di nazionalità rumena, ex marito della vittima, arrestato a Canosa di Puglia, nel nord Barese. Il 52enne, già sottoposto al divieto di avvicinamento, è finito in carcere per aver violato la misura ed è stato denunciato per porto di arma impropria.

L’episodio risale a qualche giorno fa quando l’uomo ha raggiunto la ex moglie mentre era a lavoro nei campi con la sorella. Avrebbe iniziato a insultarla e a minacciarla con la spada tradizionale giapponese. “Ti posso ammazzare, tanto fino a dicembre non mi possono fare nulla”, avrebbe detto convinto che la misura a cui era sottoposto non poteva aggravarsi. E invece, gli agenti lo hanno arrestato anche dopo aver ascoltato chi era presente al momento dell’aggressione. La spada è stata trovata e sequestrata.

Nasconde due tonnellate di esplosivo in furgoni, case e depositi: arrestato 38enne a Ugento

Aveva in alcuni depositi e in un furgone circa due tonnellate di materiale esplosivo e articoli pirotecnici di produzione clandestina. Per questo i carabinieri hanno arrestato un 38enne, ieri a Ugento, in provincia di Lecce. In un garage adiacente alla sua abitazione sono stati rinvenuti anche 12 petardi di fabbricazione non autorizzata e altro materiale destinato alla produzione di artifici, tra cui due dispositivi smontati e privi di sicurezze.

Inoltre, all’interno di un magazzino della sua abitazione sono state trovate circa 2.304 cartucce da caccia e dispositivi di controllo per l’accensione di artifici pirotecnici. “Ancora più preoccupante – sottolineano i carabinieri – è la scoperta di un furgone, non marciante, adiacente all’abitazione, utilizzato come deposito per circa 1.300 chili di materiale esplosivo non classificato, insieme a 49 artifici pirotecnici artigianali e numerosi mortai da lancio”.

Da “sottolineare – proseguono che la prossimità dei luoghi di stoccaggio del materiale esplosivo ad abitazioni civili mette a rischio la sicurezza della popolazione, sollecitando un intervento tempestivo da parte degli uomini dell’Arma”. In seguito all’arresto, sono state sequestrate 19 armi regolarmente detenute dal 38enne. L’uomo è stato sottoposto ai domiciliari.

Bari, il pentito Milella incastrato da Di Cosola e dalle intercettazioni. Arrestato a Genova anche il barese Maciste

Milella è stato fondamentale con le sue dichiarazioni nelle ultime inchieste più importanti dell’antimafia a Bari e dal 2020 vive in una località protetta in Liguria insieme alla sua famiglia, ma non ha per nulla abbandonato la sua attività criminale negli ultimi anni, appoggiato anche dalla moglie, Maddalena Cassano. Ora tutto questo potrebbe costare caro e portare anche alla sospensione del programma di protezione.

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Bari, il pentito Domenico Milella ci ricasca: l’ex braccio destro di Palermiti arrestato per droga a Genova

C’è anche il nome del pentito Domenico Milella, ex braccio destro di Eugenio Palermiti a Japigia diventato collaboratore di giustizia, nella lista delle persone arrestate questa mattina nell’ambito dell’operazione condotta dalla polizia di Genova che ha smantellato un’organizzazione criminale e un vasto traffico di sostanze stupefacenti ramificato in 5 regioni italiane, tra cui la Puglia, e in Spagna. Milella è stato fondamentale con le sue dichiarazioni nelle ultime inchieste più importanti dell’antimafia a Bari e dal 2020 vive in una località protetta insieme alla sua famiglia.

In questa inchiesta, come riportato da Repubblica, è coinvolto nell’episodio relativo a una presunta compravendita di stupefacenti nei pressi di un supermercato, degenerata poi in un tentativo di rapina da parte degli acquirenti. Secondo le indagini Milella avrebbe fatto parte di un gruppo criminale, in cui sono anche altri pugliesi, e operativo in Liguria nell’ambito della vendita e cessione di stupefacenti.

Omicidio a Bari, 38enne indiano ucciso in casolare a Ceglie. Arrestati tre giovani: tra loro due minorenni

Dalle prime luci dell’alba, in Bari – Ceglie del Campo – la Polizia di Stato di Bari sta dando corso all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari e dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale per i minorenni del capoluogo, su richiesta delle competenti Procure della Repubblica, nei confronti di tre soggetti, un maggiorenne e due minorenni, ritenuti responsabili dell’omicidio di un cittadino indiano, consumato a Ceglie del Campo, il 31 maggio scorso.

I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa programmata per le ore 10.30 odierne, presso la Procura della Repubblica di Bari, alla presenza del Procuratore della Repubblica.