Giallo al cimitero, sparite le ossa di Nicola: “Dal Comune gravi affermazioni intervenga la Procura”

Torniamo ad occuparci nuovamente della sparizione delle ossa di Nicola Cazzorla, bimbo di 4 mesi morto 61 anni fa, nel cimitero di Modugno. Dopo il racconto della sorella Annamaria, sono emersi tanti dubbi attorno alla vicenda che ha colpito la nostra community.

Ci siamo recati anche nell’agenzia funebre, il cui papà titolare è stato per anni custode del cimitero di Modugno, a caccia di risposte, prima di tornare nel cimitero di Modugno al fianco di Annamaria e del suo legale per parlare delle incongruenze giudiziarie che rendono ancora più oscura la vicenda, anche se qualcuno si è avvicinato a noi interrompendo la registrazione del servizio.

Dopo aver parlato del caso con il vice sindaco di Modugno, l’assessore Giuseppe Montebruno, questa volta è il turno della risposta del legale di Annamaria. Il botta e risposta continua a distanza.

Il giallo del cimitero, sparite le ossa di un bimbo morto 61 anni fa. Video interrotto: “Andate via”

Siamo tornati nel cimitero di Modugno per occuparci nuovamente della sparizione delle ossa di Nicola Cazzorla, bimbo di 4 mesi morto 61 anni fa. Dopo il racconto della sorella Annamaria, sono emersi tanti dubbi attorno alla vicenda che ha colpito la nostra community e ci siamo così recati anche nell’agenzia funebre, il cui papà titolare è stato per anni custode del cimitero di Modugno, a caccia di risposte.

Questa volta, al fianco di Annamaria, c’è anche il suo legale. Ai nostri microfoni ha parlato di alcune incongruenze giudiziarie che rendono ancora più oscura la vicenda. Qualcuno però si è avvicinato a noi e ci ha invitato a lasciare il cimitero, interrompendo la registrazione del servizio.

“Put**na grassa ti tolgo davanti”, umilia e minaccia la moglie davanti al figlio: a processo avvocato barese

Un avvocato 45enne barese è finito a processo per maltrattamenti nei confronti di una moglie anche alla presenza del figlio di 4 anni. Gli eventi risalgono al periodo dal 2022 al 2024 quando l’uomo ha scoperto la relazione extraconiugale della donna con un’altra persona. L’avrebbe strattonata, minacciata e umiliata in diverse occasioni, definendola “putt**a, tr**a, grassa e parassita”.

Ma non solo. “Ti tolgo davanti”, “ti faccio dormire in ospedale”, “ti grattugio la testa a terra”, “ti butto sulla statale mentre cammino ad alta velocità”,” ti tiro un pugno e ti ammazzo”, alcune delle frasi proferite.

In un’occasione le avrebbe strappato la maglia e in un’altra avrebbe accelerato all’improvviso dicendola che l’avrebbe veramente buttata fuori dall’auto, salvo poi non farlo solo per l’arrivo dei Carabinieri. Si tornerà in aula il 26 febbraio prossimo dove la vittima fornirà il proprio racconto.

“Non sai contro chi ti stai mettendo se vai dai Carabinieri sei morto”: avvocato minacciato nel suo studio

L’avvocato Gianfranco Di Sabato, di Manfredonia, ha ricevuto minacce di morte gravissime, estese anche alla sua famiglia, da due persone che si sono introdotte nel suo studio e gli hanno intimato di rinunciare all’incarico avuto da alcune persone per l’acquisto di un’abitazione. “Non sai contro chi ti stai mettendo. Se vai dai carabinieri sei morto”, gli avrebbero detto.

L’avvocato ha presentato al Commissariato di Polizia di Manfredonia una denuncia-querela nei confronti degli autori. Immediata la solidarietà del presidente dell’Ordine degli avvocati di Foggia, Gianluca Ursitti.

“Voglio esprimere la vicinanza dell’Ordine degli Avvocati di Foggia e mia personale, all’avvocato Gianfranco Di Sabato per le pesantissime intimidazioni ricevute nell’esercizio del suo mandato – le sue parole -. Si tratta di un episodio gravissimo, che non può restare impunito. Ci auguriamo che i responsabili di questo gesto volgare e criminale vengano individuati in tempi rapidi e puniti con la massima severità. È necessario che sia chiaro a tutti: gli avvocati non possono né devono arretrare di fronte a simili atteggiamenti incivili. Saremo sempre al fianco del collega e di ogni professionista che dovesse subire minacce”.

 

Consegna cellulare a detenuto in carcere, sorpreso dagli agenti penitenziari: arrestato avvocato di Brindisi

Un avvocato del foro di Brindisi è stato arrestato dopo aver tentato di consegnare un cellulare ad un detenuto nel carcere di Palermo. Il legale aveva chiesto un colloquio con il suo assistito, condannato in primo grado a 20 anni accusato di fare parte della Sacra Corona Unita. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno notato però il passaggio del cellulare.

Truffa delle orecchiette e tradizione, l’idea dell’avvocato Genchi: “Marchio unico e fondazione”

Torniamo ad occuparci della truffa delle orecchiette ancora una volta a Barivecchia, direttamente dall’Arco Basso. Questa volta al fianco dell’avvocato Genchi, difensore “simbolico” delle pastaie, che propone un iter sociale-culturale-economico-turistico-gastronomico mirato a riunire tutte le signore in un’unica fondazione con un marchio unico.  L’avvocato Genchi ci parla di alcune idee e spiega le possibili iniziative per creare una vera e propria experience tra i vicoli della città vecchia.

In galera 19 anni dopo la condanna. Maria non si dà pace: “Incastrato da papà e amici. Ho le prove “

Per la rubrica Povero a chi capita vi raccontiamo la storia di Benito. Sta scontando una pena di 6 anni e 8 mesi in carcere senza aver avuto un processo regolare e senza essere stato mai ascoltato.

Abbiamo incontrato la compagna Maria per cercare di andare a fondo in una vicenda estremamente intricata e complessa. I dubbi attorno alla vicenda sono tantissimi. Nel video allegato tutti i dettagli.

Prostituta picchia Antonio e lo caccia dal posto di lavoro: “Chiamo l’avvocato e ti denuncio”

Siamo tornati in via Glomerelli a Bari dopo l’aggressione subita. Questa volta ad “attenderci” c’era solo una delle 6 prostitute, quella che ha iniziato a colpirci con il lancio della Red Bull piena.

Abbiamo avuto un confronto acceso con lei che ha cercato di “cacciarci” dal suo posto di lavoro, minacciando di chiamare il suo avvocato e di denunciarci.

Baby escort a Bari, l’avvocato Stefano Chiriatti a processo: chiesti 2 anni di reclusione e 3000 euro di multa

Chiesta una condanna a 2 anni di reclusione e 3.000 euro di multa per l’avvocato leccese Stefano Chiriatti, accusato di prostituzione minorile nell’inchiesta a Bari sul giro di cui sarebbero state vittime, tra il 2021 e il 2022, quattro giovani baresi.

Questa è la richiesta avanzata dal pm del Tribunale di Bari Matteo Soave. Chiriatti ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato che si sta celebrando davanti al gup Anna Perrelli.

Secondo l’accusa l’avvocato avrebbe avuto nel gennaio 2022 un rapporto sessuale a pagamento con due ragazze minorenni in un hotel di Bari. La prossima udienza è fissata il 15 ottobre e verrà dato spazio alla difesa. Chiriatti ha detto di non essere consapevole dell’età anagrafica delle ragazze.

Ricordiamo che Antonella Albanese e Nicola Basile sono stati condannati rispettivamente a 3 anni e un mese e a tre anni e quattro mesi di reclusione. Albanese, 21enne, avrebbe – insieme a Marilena Lopez, Federica Devito ed Elisabetta Manzari, attualmente a dibattimento con rito ordinario – indotto, favorito, sfruttato e gestito la prostituzione delle minorenni, «traendone un vantaggio economico», come scritto nel capo di imputazione.

Stessa accusa mossa a Basile, imputato anche per aver avuto dei rapporti sessuali a pagamento con due minori. Albanese e Basile hanno risarcito le due ragazze costituite parti civili. Un presunto cliente ha poi patteggiato a un anno e otto mesi.

Bari, casa popolare occupata a Japigia: abusiva condannata a 8 mesi dopo 5 anni. A processo anche il suo avvocato

Occupa abusivamente una casa popolare a Japigia senza avere titolo, portando anche i suoi bambini all’interno, e a distanza di 5 anni viene condannata in primo grado a 8 mesi di reclusione e 200 euro di multa. Protagonista una donna di 33 anni, tra 60 giorni saranno rese note le motivazioni della sentenza.

Assolto invece il suo avvocato “perché il fatto non sussiste”: il legale era finito a processo con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale per aver discusso animatamente con gli agenti di Polizia locale la mattina del 29 settembre 2020 in via Caduti dei Partigiani, nel tentativo da parte degli agenti di sgomberare l’appartamento.