“Fai schifo muori”, umilia e picchia la moglie per 10 anni: braccialetto elettronico per avvocato barese

“Fai schifo”. “Muori. “Sei una donna inutile, incapace di fare la madre. Non vali nulla, senza di me morirai di fame”. Queste sono solo alcune delle frasi proferite da un avvocato civilista barese di 36 anni nei confronti della moglie. Vessazioni che sarebbero andate avanti per 10 anni e che hanno portato la vittima a denunciare.

La gip Paola Angela De Santis ha disposto nei confronti delll’avvocato il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico. Umiliazioni, pressioni psicologiche e anche violenze fisiche. La denuncia è scatta dopo l’ennesima aggressione, la donna si è recata al Policlinico con lividi sulle braccia.

Nell’inchiesta sono state anche acquisite le testimonianze e i racconti dei genitori di lei e degli amici della coppia. I maltrattamenti sarebbero iniziati quando la donna era incinta della primogenita e proseguiti negli anni successivi, anche alla presenza della figlia. L’uomo è stato interrogato e ha negato ogni accusa. 

Bari-Pisa, papà picchiato davanti al figlio: “Fatti privati. Basta infangare la città e gli ultras”

Torniamo a parlare dell’aggressione brutale avvenuta all’esterno dello stadio San Nicola in occasione della sfida di calcio tra Bari e Pisa, valida per il campionato di Serie B. La Polizia di Stato ha arrestato nella giornata di ieri tre uomini di Terlizzi, accusati del reato di rissa pluriaggravata. 

Tra loro anche il papà del bambino scoppiato in lacrime davanti a tutta quella violenza. Pochi minuti prima, come ricostruito dalla Digos di Bari, lo stesso uomo avrebbe picchiato violentemente un’altra persona.

Il video è diventato virale in tutto il mondo e ha creato parecchio scalpore. Con l’avvocato del papà pestato, abbiamo fatto chiarezza su quanto accaduto e preso le distanze da tutto quello che è stato detto per infangare in queste ore la città di Bari e gli ultras. Quello che è accaduto allo stadio San Nicola è stato un regolamento di conti personale.

 

Corruzione e mazzette, l’ex avvocato barese Chiariello lascia il carcere: concessi i domiciliari

Giancarlo Chiariello, l’ex avvocato barese condannato a 6 anni per corruzione in atti domiciliari, si trova ai domiciliari. Il Tribunale di sorveglianza ha accolto l’istanza presentata dai suoi legali.

Chiarello si era costituito nel carcere di Lecce dopo che la Cassazione aveva respinto il suo ricorso. Data l’età e la possibilità di scontare la pena residua di 4 anni e 10 mesi ai domiciliari, è stata concessa a Chiarello la sospensione della misura cautelare in carcere.

 

Poliziotta locale diventa cieca, Giudice “restituisce” indennità revocata: scoppia il caso politico

Questa volta vi parliamo della storia di una ex poliziotta locale diventa cieca. Il Comune di Cassano le ha riconosciuto ai tempi una indennità, poi revocata e la così la dipendente si è rivolta al Giudice. A dicembre scorso le è stata riconosciuta, condannando l’ente al pagamento relativo al periodo in cui non l’ha più percepita, ma la vicenda è diventata intanto una querelle politica, fatta di accuse e propositi di querela.

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Bari, minaccia di morte avvocato per riavere 400 euro: 49enne di Modugno condannato anche in Appello

Avrebbe preteso che l’avvocato che aveva assistito il padre in una causa penale (archiviata) restituisse 400 euro, che però non sarebbero mai stati versati. E per questo, avrebbe inviato al legale lettere con pesanti minacce, rivolte anche alla moglie e al figlio dell’avvocato e al civilista che lo stava assistendo. «Restituisci i 400 euro agli eredi, altrimenti non avrò pace finché non me la pagherai carissima. Soffrirai così tanto da rimpiangere di non essere mai nato. Sono lontano da Bari ma ho parenti, amici e conoscenti disposti a tutto per vendicarmi».

Per questo il 49enne di Modugno (Bari) Giuseppe Chiumarulo, residente a Rimini, è stato condannato anche dalla Corte d’Appello di Bari alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione (confermata la sentenza di primo grado in abbreviato) per la tentata estorsione nei confronti di un avvocato penalista barese.

L’uomo dovrà anche pagare un risarcimento nei confronti del legale, del civilista, della Camera penale e dell’Ordine degli avvocati di Bari, costituite parti civili e assistite rispettivamente dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Mariarita Blasi e Domenico Di Ciaula. La vicenda inizia nel 2017, quando il padre (poi deceduto) dell’imputato si rivolse al penalista per denunciare per danneggiamento un’azienda che aveva svolto dei lavori nel condominio.

La causa penale fu archiviata ma l’uomo, oltre a non pagare l’avvocato, l’avrebbe accusato di operare senza mandato. Il penalista iniziò quindi una causa civile nei suoi confronti per ottenere il pagamento di quanto dovuto, sul quale le parti raggiunsero un accordo per una rateizzazione.

Dopo la morte dell’uomo, la causa riprese contro gli eredi. Ed è a questo punto, nel febbraio 2019, che arrivano le prime lettere minatorie per la restituzione di soldi che in realtà al penalista non sarebbero mai stati versati. Il 49enne è stato condannato in primo grado nel 2023, a marzo 2025 è arrivata la decisione della Corte d’Appello.

Auto incendiata, sa di essere indagata e chiede 1000 euro all’avvocato vicepresidente della BAT: arrestata 30enne

Una donna di poco più di 30 anni è stata arrestata dai carabinieri a Spinazzola, nel nord Barese, con l’accusa di tentata estorsione. Il compagno della 30enne, un uomo di 45 anni con precedenti penali di Cerignola (Foggia), è indagato per lo stesso reato.

Vittima della indagata sarebbe il vicepresidente della Provincia Bat, Lino Di Noia, a cui lo scorso 29 dicembre è stata data alle fiamme l’auto della moglie. Secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani e iniziate subito dopo l’attentato incendiario, la donna avrebbe preteso da Di Noia, che di professione è avvocato, mille euro.

Il denaro le sarebbe servita per difendersi dalla eventuale accusa di aver scatenato le fiamme che hanno danneggiato l’auto. Fondamentali per gli accertamenti investigativi sono state le intercettazioni telefoniche. La 30enne è in carcere a Trani.

Da 18 anni sulla sedia a rotelle, Luigi truffato dall’amico avvocato: “Voglio i miei 405.000 euro”

Diciotto anni fa Luigi Carrassi, agente della Polizia Penitenziaria, resta gravemente ferito in un incidente stradale mentre si trova a bordo di un portavalori. La sua vita cambia radicalmente perché lo schianto lo costringe da allora sulla sedia a rotelle. L’uomo, convinto di fare cosa giusta, affida la pratica del risarcimento ad un avvocato, amico di famiglia da lunga data. Da qui nasce un’incredibile e triste storia.

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Agente penitenziario suicida, collega pronto a testimoniare. Mamma Rosanna: “La mia ultima speranza”

Torniamo ad occuparci della storia del suicidio di Umberto Paolillo, l’ispettore capo della polizia penitenziaria che nel 2021 si è tolto la vita con la sua pistola di ordinanza. Mamma Rosanna non si arrende, continua a lottare alla ricerca di giustizia e verità, per far emergere i maltrattamenti subiti in carcere da Umberto sul posto di lavoro.

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