Bari, bambini chiusi al buio nella “stanza di don Oronzo” per punizione: indagata maestra 32enne

All’inizio era solo un pianto serale, ostinato, inspiegabile. Una mamma poco più che trentenne ha iniziato a preoccuparsi quando suo figlio di 5 anni appena, ogni sera si rifiutava di andare a letto. Tremava all’idea di restare al buio. Tra le lacrime parlava di qualcuno, un certo “don Oronzo”. Non sapeva dire chi fosse, ma lo descriveva come una presenza cattiva, qualcuno da temere.

All’inizio poteva sembrare una fantasia infantile. Un mostro nato dall’immaginazione. Ma il dubbio ha iniziato a farsi strada nella madre, che ha deciso di parlare con altre mamme della stessa scuola dell’infanzia di Bari. È stato allora che l’inquietudine è diventata qualcosa di più concreto.

Anche altri bambini, tutti tra i quattro e i sei anni, raccontavano la stessa storia. Anche loro avevano paura del buio. Anche loro nominavano “don Oronzo”. E, soprattutto, i loro racconti combaciavano nei dettagli.

Le parole dei piccoli, raccolte e messe a verbale dai carabinieri, hanno permesso di ricostruire uno scenario inquietante: secondo l’accusa, una maestra di 32 anni avrebbe punito i bambini più vivaci chiudendoli al buio in un piccolo locale della scuola, uno sgabuzzino che ospita la centrale idrica. Quella stanza sarebbe diventata il luogo della punizione.

La minaccia, stando a quanto emerso dalle indagini coordinate dalla pm Savina Toscani, sarebbe stata sempre la stessa: «Se non fai il bravo ti chiudo nella stanza di don Oronzo». Un nome evocato per incutere ulteriore timore, trasformato dai bambini nella figura di un essere cattivo capace di fare loro del male.

L’inchiesta è partita proprio dalla segnalazione di quella prima madre. Man mano che le testimonianze si sono sommate, il quadro ha preso forma. Ora la maestra è indagata per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Il processo inizierà a marzo davanti alla giudice Antonietta Guerra. Otto mamme sono state individuate come parti offese per conto dei figli; alcune si sono già costituite parti civili.

In aula saranno soprattutto loro a raccontare ciò che i bambini hanno confidato tra le lacrime, riportando alla luce quei pomeriggi e quelle punizioni che, secondo l’accusa, avrebbero provocato nei piccoli non solo paura, ma veri e propri malesseri fisici e psicologici.

‘Giù le mani da Taranto’, sit-in di associazioni e cittadini contro l’ex Ilva: “I bambini vogliono vivere basta veleni”

Cartelli, slogan e immagini simboliche davanti al municipio di Taranto, in piazza Castello, per una nuova mobilitazione contro l’ex Ilva. Il sit-in, intitolato “Giù le mani da Taranto”, è promosso da Genitori Tarantini, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Lavoratori metalmeccanici organizzati (Lmo) e Terra Jonica.

Al centro della protesta la rivendicazione del diritto della città a decidere il proprio futuro, a partire dalla tutela della salute, dell’ambiente e delle prossime generazioni.Dalle 16 alle 18 è in programma un’assemblea pubblica aperta, convocata per costruire un documento condiviso da consegnare al sindaco di Taranto, con richieste precise sulle scelte industriali e sul destino dell’area siderurgica.

Tra i cartelloni esposti, uno elenca i “colpevoli” e gli “innocenti” della vicenda industriale, indicando tra i primi Stato, governo, istituzioni locali e sindacati, e tra i secondi bambini, cittadini e lavoratori dello stabilimento e dell’indotto.

Spicca anche una vignetta del disegnatore Leonardo Zaza che raffigura Palazzo di Città, i volti della premier Meloni, del presidente della Regione Puglia Decaro e dell’ex governatore Emiliano, del sindaco di Taranto Bitetti e di cittadini che protestano con cartelloni che riportano le scritte ‘No ex Ilva’, ‘Stop ai voltafaccia’, ‘Basta veleni’, ‘I bambini di Taranto vogliono vivere’.

Le associazioni denunciano l’assenza di una reale prospettiva di risanamento e decarbonizzazione e chiedono una soluzione strutturale: chiusura dell’impianto in tempi brevi, bonifica dell’area e avvio di alternative economiche sostenibili per il territorio, anche attraverso il reimpiego della manodopera diretta e dell’indotto.

Boom di truffe online: video e foto rubate da account di bambini malati. Davi non è Rosa

A Natale si è più buoni si sa, ma attenzione. Da recenti studi è stato dimostrato come i social network italiani si siano trasformati in un ambiente ideale per la diffusione di truffe a sfondo solidale. Difatti, approfittando della buona fede altrui e della volontà di aiutare i più bisognosi alcuni utenti, senza scrupoli e valori, costruiscono racconti carichi di emozione con l’unico obiettivo di sottrarre denaro destinato a chi è davvero in difficoltà.

Di recente la famiglia di Quinto Potere sta curando da vicino una reale raccolta fondi con protagonista la dolce e giovane Rosa Cascione. La quattordicenne con tante patologie, tra le quali la paralisi celebrale infantile, ha dato vita ad un’iniziativa tramite la piattaforma gofundme volta al raccoglimento di fondi che possano consentirle di recarsi in Messico per svolgere sedute di Cytotron.

Differente è la situazione che vede coinvolto un bambino, Davi, e la sua mamma Rosa Caputo. Da quanto evince dai social la famiglia del piccolo avrebbe raccolto più di 11.000 euro tramite PayPal per cure specifiche all’Ospedale San Raffaele di Milano. La patologia di Davi, secondo quanto dichiarato sul profilo PayPal della donazione, è una leucemia linfatica. Diverse segnalazioni ci hanno portato a riscontrare come in realtà la situazione di Davi sia reale ma…non del tutto!

Un divorzio burrascoso, l’ex marito risponde a Francesca: “Basta guerre accetta la mia proposta”

Torniamo ad occuparci di divorzi burrascosi e della storia di Francesca che ci ha contattato per raccontare la sua storia. La donna ha raccontato ai nostri microfoni di aver avuto l’affidamento diretto dei due bambini.

Ma a maggio scorso lo stesso ex marito di Francesca ci aveva contattato, senza dare seguito però ai primi messaggi. Come sempre abbiamo sentito anche la controparte, nonostante alcuni momenti di tensione iniziali. Nel video allegato gli aggiornamenti della vicenda e il nostro appello.

Un divorzio burrascoso, Francesca in crisi al suo ex: “Rispetta le sentenze per il bene dei bambini”

Torniamo ad occuparci di divorzi burrascosi, questa volta è stata Francesca a contattarci per raccontare la sua storia. La donna ha avuto l’affidamento diretto dei due bambini, la vicenda è piuttosto delicata e alle spalle ci sono diversi anni difficili.

Il giudice ha stabilito gli incontri protetti tra loro e il padre, al momento condizione non accettata dai figli dell’ex coppia. In più è stato stabilito che l’uomo deve provvedere al mantenimento economico, in ballo c’è anche la casa coniugale e il mutuo. Anche in questo caso Francesca lamenta ritardi e disagi, il rischio è anche quello di perdere l’abitazione. Nel video allegato l’appello della donna al suo ex.

Sbarcati 112 migranti nel porto di Leuca, tra loro donne e bimbi: arrivano da Afghanistan, Pakistan e Iran

Sono sbarcati poco prima della mezzanotte nel porto di Leuca 112 migranti soccorsi in serata dalla Guardia costiera a 40 miglia dalla costa salentina. Erano a bordo di una imbarcazione a vela di 12 mt alla deriva.

Tra i migranti ci sono anche donne, tra cui una in avanzato stato di gravidanza e bambini, anche di pochi mesi. Quasi tutti provenienti dall’ Afghanistan e poi Pakistan e Iran.

La donna incinta e due uomini con ferite alle gambe sono stati portati in ambulanza all’ospedale di Tricase. L’operazione di soccorso si è svolta sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto di Bari.

Maltrattata dal compagno, l’ex di Max Ranieri: “Picchiava anche me e i bambini. Salvate Carolina”

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e dei maltrattamenti subiti da Carolina. Questa volta vi proponiamo l’intervista a Maddalena, l’ex compagna di Massimo. Ci siamo messi in contatti con lei e siamo venuti a conoscenza di altri dettagli preoccupanti. 

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Doppio incidente nel Foggiano, 17 feriti tra loro 5 bambini. Una donna trasportata in elisoccorso

È di 17 feriti il bilancio di due incidenti che si sono verificati oggi in provincia di Foggia. Tra loro anche cinque bambini. Nel pomeriggio due auto si sono scontrate in via Manfredonia, nella zona industriale alle porte di Cerignola. Dieci in tutto le persone coinvolte. In sette viaggiavano a bordo di una monovolume, una Bmw serie 2.

Si tratta di un nucleo familiare composto da padre, madre e cinque figli di età compresa tra i 4 e i 15 anni. La donna e figli hanno riportato ferite lievi e sono stati trasportati in pronto soccorso all’ospedale di Cerignola. Dopo essere stati medicati, sono stati dimessi. Sull’altra auto, una Ford Focus, viaggiavano tre cittadini rumeni, un uomo, una donna e una ragazza di 24 anni.

Ad avere la peggio è stata la donna alla guida del mezzo, elitrasportata in ospedale a Foggia. Sul posto hanno operato diverse ambulanze del 118, oltre alla polizia locale impegnata nei rilievi per l’accertamento della dinamica.

L’incidente si è verificato alcune ore dopo quello avvenuto questa mattina lungo la strada statale 272 tra San Marco in Lamis e San Severo. Due le autovetture coinvolte. Una con a bordo sei cittadini stranieri, l’altra con a bordo un italiano. Tutti feriti in modo lieve tranne un cittadino straniero ricoverato in ospedale a San Giovanni Rotondo. Non è in pericolo di vita.

Scempio a Trinitapoli, scavalca il recinto del cimitero e danneggia le tombe di bambini: arrestato il responsabile

Scavalca di sera il recinto del cimitero, prende a calci alcuni crocifissi sistemati sulle tombe dei bambini facendoli cascare nel terreno e si aggira indisturbato tra i viali.

Protagonista un uomo, la vicenda a Trinitapoli, nel nord Barese. A denunciarlo è stato lo stesso Comune sui social, tutto è stato rigorosamente registrato dalle telecamere di videosorveglianza installate nel cimitero.

Il responsabile è un cittadino extracomunitario, originario del Mali, che è stato arrestato nella serata di lunedì dopo essere stato intercettato dagli agenti di Polizia Locale mentre si sbarazzava di alcuni rifiuti in via Carducci