Orecchiette gate, il paradosso made in Bari si sposta in aula: la Procura riconosce la frode ma chiede l’archiviazione

Una nuova incredibile puntata dell’inchiesta sulla truffa delle orecchiette di Barivecchia. Questa volta le novità non arrivano dall’Arco Basso, bensì dalle aule di giustizia.

La Procura di Bari ha riconosciuto la frode nell’esercizio del commercio messa in atto nei vicoli della città vecchia, ma ha chiesto l’archiviazione per le tre persone indagate. Tra loro c’è anche Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette.

Come si legge sul Corriere della Sera, infatti per la Procura la condotta dei tre indagati integra il reato in contestazione, ma il fatto risulta di particolare tenuità per le modalità della condotta, l’esigua entità del danno cagionato e l’intensità del dolo”.

Una condotta che viene definita dal pm “non abituale”. Eppure, come testimoniato dalla nostra inchiesta giornalistica, la realtà è stata un’altra. Ora il gip deciderà se procedere con l’archiviazione oppure no.

Nell’inchiesta risulta parte offesa Gaetano Campolo di Home Restaurant, assistito dall’avvocato Carlo Taormina, che ha denunciato le signore delle orecchiette.

Policlinico Bari, interventi mininvasivi con il robot Da Vinci: “Visione tridimensionale con una piccola incisione”

Un robot che, attraverso un’incisione di due centimetri e mezzo, consente di utilizzare strumenti chirurgici di nuova generazione che permettono una visione tridimensionale altamente ingrandita e definita.

Il dispositivo di chiama Da Vinci Single Port ed è entrato in funzione al Policlinico di Bari, fra i primi centri italiani a essersi dotato di questa tecnologia grazie a un finanziamento della Regione Puglia.

Lo annuncia l’azienda ospedaliero universitaria in una nota nella quale spiega che la tecnologia “garantisce massima precisione e una libertà di movimento degli strumenti paragonabile a quella delle mani del chirurgo che, invece, opera a distanza dalla console, guidando l’intervento attraverso due controller che muovono gli strumenti su più assi”.

Il robot consente l’inserimento, attraverso un’unica incisione di pochi centimetri, di tre strumenti chirurgici articolati e di un endoscopio 3D completamente snodato, “migliorando in modo significativo la visualizzazione delle strutture anatomiche – prosegue il Policlinico – e la precisione dei gesti chirurgici”. I primi interventi sono stati effettuati dal professor Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di Urologia e del centro trapianti di rene del Policlinico.

“Abbiamo avviato il programma a dicembre con i primi interventi sulla prostata e da febbraio estenderemo l’utilizzo del robot single port anche alla chirurgia renale – spiega Ditonno -. I vantaggi per i pazienti sono concreti: in molti casi il dolore post-operatorio è quasi azzerato, la necessità di analgesici si riduce drasticamente, la ripresa intestinale è immediata e i tempi di degenza si accorciano sensibilmente, con dimissioni già in prima o seconda giornata”.

Il direttore generale, Antonio Sanguedolce, evidenzia che “l’introduzione del robot si inserisce in una strategia di innovazione tecnologica che il Policlinico sta portando avanti in modo strutturato e continuativo”.

Frode sui bonus edilizi, nei guai marito e moglie: sequestrati beni per 870mila euro a Bari

La Guardia di finanza sta eseguendo a Bari un sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca per un totale di 870 mila euro nei confronti di due persone, marito e moglie, nell’ambito di una inchiesta su proventi illeciti originati dal sistema di frode ai bonus edilizi con crediti d’imposta fittizi.

Il sequestro riguarda il profitto ottenuto con attività di riciclaggio, per un valore di circa 70 mila euro; e quello di quattro unità immobiliari, tre terreni, cinque compendi aziendali, quote societarie, diversi rapporti bancari e polizze assicurative, per un totale di 800mila euro, riconducibili al nucleo famigliare degli indagati.

I militari evidenziano che l’uomo avrebbe ostacolato l’identificazione della provenienza di alcune somme trasferendole all’estero tramite alcune società inglesi e tedesche a lui riconducibili; successivamente, dopo numerosi passaggi mediante operazioni che hanno coinvolto diversi Stati (Regno Unito, Germania e Botswana), ha fatto rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali, e ha utilizzato parte di queste risorse per l’acquisto di un immobile, intestandolo fittiziamente alla moglie.

Le complesse attività svolte dalla Guardia di finanza, informano i militari in una nota, consistite nell’analisi di compravendite, locazioni, costituzioni di società, cessioni di quote societarie, movimentazioni finanziarie per dissimulare le operazioni di riciclaggio e reinvestimento dei capitali illecitamente accumulati nel tempo, “hanno consentito di accertare che la capacità reddituale lecita dell’indagato e dei suoi familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, un tale accrescimento patrimoniale”.

L’aeroporto di Bari entra nella top15 d’Europa per la crescita del traffico passeggeri: “Meta sempre più ambita”

L’Aeroporto ‘Karol Wojtyla’ di Bari si conferma tra gli scali più dinamici del panorama continentale, entrando nella top 15 degli aeroporti europei con la maggiore crescita del traffico passeggeri. È quanto emerge da un approfondimento pubblicato da Euronews, basato sulle rilevazioni dell’Airports Council International (ACI) relativi al primo semestre del 2025.

Un traguardo importante che conferma lo scalo barese tra gli aeroporti che registrano il più alto trend di crescita a livello europeo e ribadisce la forte attrattività della Puglia, meta sempre più ambita dagli stranieri per motivi di svago e di lavoro.

Il risultato rappresenta un riconoscimento concreto alla capacità del territorio di intercettare la domanda internazionale e di valorizzare il proprio potenziale economico, culturale e turistico.

Bari, beve un caffè da Stacco e ruba il contenitore con le mance. Cliente ladrona ripresa: “Vergogna” – VIDEO

Entra per consumare un caffè al bancone, approfitta del momento giusto e della distrazione del dipendente e con un gesto fulmineo riesce a impossessarsi del contenitore delle mance dei lavoratori, nascondendolo sotto il cappotto.

L’episodio è avvenuto nella creperia Stacco e a denunciare l’accaduto è la stessa attività sui social. Il colpo è stato registrato dalle telecamere di videosorveglianza. “Vieni a Stacco per un caffè… e ti porti via pure le mance delle ragazze. No comment. Solo vergogna”, si legge nel post.

Tossico e disinvolto, tenta la doppia spaccata a mani nude in pieno centro: c’è poco da ridere

Bari città spaccata. Il ristorante Vettor nell’Umbertino, la pizzeria Taverna Caprese in via Nicolai, il pub Western Village, i barber shop Gandrè e AnniVenti. Negli ultimi giorni si sono registrati diversi assalti notturni ai danni di alcune attività.

L’ultima che vi abbiamo documentato è avvenuta direttamente nel cuore del capoluogo pugliese, in corso Vittorio Emanuele, da MastroCiccio.

Non sappiamo se si tratta della stessa persona, ma qualche notte fa un tossico, in maniera completamente disinvolta, ha seminato il panico in pieno centro.

Prima ha tentato di entrare al Tam Tam, poi nella Baresana, tutto rigorosamente a mani nude. Una situazione che desta preoccupazione tra i commercianti visti i recenti episodi di cronaca.

Bari, stacca i dispositivi salvavita della madre malata per “volontà di Dio”: 48enne arrestato per tentato omicidio

Un professionista barese di 48 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Montemurro su richiesta della pm Isabella Ginefra, con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito l’uomo avrebbe cercato di porre fine alle sofferenze della madre, gravemente malata, rimettendosi “alla volontà di Dio”. Per la giustizia italiana invece ha cercato di ucciderla.

La donna ora è ricoverata all’ospedale Di Venere in gravissime condizioni. Il 15 dicembre scorso l’uomo ha staccato gli ausili e le apparecchiature che tenevano in vita la madre. A scoprirlo un’infermiera che frequentava l’abitazione per prestare le cure domiciliari alla paziente.

L’operatrice ha allertato il 118 e i Carabinieri che hanno raccolto la sua testimonianza. Il 48enne, già in passato, è stato protagonista di comportamenti scorretti con diversi assistenti. La pm Ginefra ha chiesto l’applicazione del divieto di avvicinamento del figlio alla madre, ricoverata nel mentre in ospedale. L’uomo ha rifiutato il braccialetto elettronico ed è finito agli arresti domiciliari.

Interrogato dal gip lunedì, il 48enne ha fatto scena muta. Ai medici che per primi avevano soccorso la mamma aveva invece detto che aveva staccato i dispositivi per farla smettere di soffrire e che in tal modo sarebbe stata fatta la volontà di Dio.

Bari, il nuovo console generale della Georgia aggredito in pieno centro: fermato 40enne barese

Il nuovo console generale della Georgia a Bari, Irakli Koiava, è stato aggredito nel pomeriggio di ieri mentre percorreva la centralissima via Sparano.

I primi ad intervenire sono stati gli agenti della polizia locale che hanno bloccato l’aggressore: si tratta di un un uomo di circa 40 anni, barese, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.

La vittima non ha riportato ferite ma è in stato di shock perché sorpresa alle spalle e colpita con diversi pugni alla nuca. Ora è in ospedale per accertamenti.

Il movente dell’aggressione è ignoto. I poliziotti della Digos della questura di Bari, assieme agli agenti della Locale, stanno indagando per capire se quanto accaduto è collegato al ruolo rivestito dalla vittima.

«Esprimo solidarietà e vicinanza a nome della città per l’aggressione subita dal console georgiano e ringrazio gli agenti polizia locale che hanno prontamente fermato l’aggressore. Attendiamo l’esito delle indagini per risalire alle motivazioni di questo vile gesto», dichiara il sindaco di Bari, Vito Leccese.

Bari, sgomberate case popolari occupate da abusivi: tra loro il fratello del boss Faccilongo e Luca Marinelli

C’è anche il fratello di un boss tra i destinatari dei decreti di perquisizione e sequestro di case popolari eseguiti questa mattina alla periferia di Bari.
Si tratta di Giovanni Faccilongo, fratello 30enne del capo clan Saverio, reggente del clan Strisciuglio nel quartiere Santo Spirito di Bari e attualmente detenuto al 41 bis.

Giovanni Faccilongo, in carcere per un tentato omicidio mafioso, stando alle verifiche dei carabinieri, coordinati dal procuratore Roberto Rossi, avrebbe occupato abusivamente con la famiglia un alloggio di edilizia popolare nel quartiere San Pio rifiutandosi di lasciarlo anche dopo la diffida dell’Arca, l’agenzia regionale per la casa, più di due anni fa.

Complessivamente sono sette le persone indagate per occupazione abusiva, in questa prima tranche dell’inchiesta della procura di Bari che riguarda quattro appartamenti, tutti sgomberati oggi. Oltre Faccilongo, ci sono altri indagati già noti alle forze dell’ordine o ritenuti vicini a clan mafiosi della città. Tra questi il 46enne Luca Marinelli, attualmente in carcere per una estorsione e con alle spalle diversi procedimenti penali anche per reati di criminalità organizzata.

Gli investigatori hanno accertato che almeno da aprile 2023, dopo il decesso del padre al quale era assegnato l’immobile, avrebbe occupato abusivamente l’alloggio nel quartiere Ceglie del Campo. Agli sgomberi e ai relativi sequestri di oggi ne seguiranno altri nei prossimi giorni, continuando – a quanto si apprende – con le case occupate da soggetti vicini alla criminalità organizzata e poi con gli abusivi risultati con redditi e altre proprietà.

“Non è più tollerabile l’occupazione abusiva di immobili dello Stato. Ogni casa popolare occupata abusivamente è una casa sottratta a una famiglia che ne ha sicuramente più bisogno. È una questione di giustizia” è il commento di Piero De Nicolo, presidente di Arca Puglia, che ha fornito i dati delle occupazioni abusive nel territorio: 500 nel capoluogo, circa mille in tutta l’area metropolitana di Bari.

Bari, case popolari occupate da abusivi e sgomberate: erano in mano alla criminalità. Presto altri sequestri

Erano “nella disponibilità di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata” i quattro alloggi popolari che vengono sgomberati oggi a Bari. Le case, di proprietà del Comune di Bari e dell’Arca Puglia, nei quartieri di Ceglie del Campo e San Pio, erano occupate abusivamente anche “da soggetti appartenenti o contigui a clan locali”.

Lo comunica la prefettura di Bari evidenziando che ora “saranno assegnati agli aventi diritto, secondo le procedure previste dalla normativa vigente”. Le attività di sgombero sono state condotte congiuntamente da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, con l’ausilio di personale dei Vigili del fuoco e della Polizia locale. Le operazioni sono state pianificate nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica del 23 gennaio scorso, presieduto dal prefetto di Bari Francesco Russo

Agli sgomberi e ai relativi sequestri di quattro alloggi di edilizia popolare eseguiti questa mattina ne seguiranno altri nei prossimi giorni, partendo – a quanto si apprende – da occupazioni abusive da parte di soggetti vicini alla criminalità organizzata.

Poi si proseguirà con occupanti abusivi con redditi e altre proprietà. È l’esito dell’indagine della Procura di Bari, coordinata dal procuratore Roberto Rossi, sulle occupazioni abusive di case popolari, basata sulle indagini dei carabinieri e partita dalle segnalazioni dell’Arca (l’agenzia regionale per la casa). I sequestri eseguiti oggi dovranno essere convalidati nei prossimi giorni da un giudice.

Nel corso degli sgomberi, sono state anche effettuate perquisizioni. Complessivamente in questa prima tranche dell’inchiesta gli indagati sono sette, accusati di aver occupato da anni, senza averne titolo, quattro diversi appartamenti, rimanendo al loro interno con le rispettive famiglie anche dopo le diffide dell’Arca al rilascio degli immobili.