Orecchiette a Barivecchia, Antonio incontra U Leng dopo le critiche social: “È sempre stato così”

Chi non ha mai visto un suo video su TikTok. Francesco U Leng è sicuramente una delle web star baresi più apprezzate sui social. Lo abbiamo incontrato e fermato, per scambiare qualche parola con lui e confrontarci sul tema delle orecchiette. U Leng, in passato, ha mosso qualche critica nei confronti del nostro operato e ai nostri microfoni ha voluto spiegare la sua posizione, pur elogiando in parte la nostra inchiesta.

Bari, operaio precipita durante i lavori sulla facciata della sede Rai e muore: tre condanne – I NOMI

Il Tribunale di Bari ha condannato alla pena (sospesa) di 2 anni di reclusione due persone e una società per la morte di un operaio caduto dall’impalcatura mentre eseguiva i lavori sulla facciata della sede Rai di Bari, in via Dalmazia, il 15 ottobre 2015.

Il giudice ha condannato per omicidio colposo il datore di lavoro, Giuseppe Rogondino, e il responsabile della sicurezza del cantiere Giancarlo Mondello. Condannata alla sanzione pecuniaria di 320mila euro la ditta Rogondino Costruzioni.

L’operaio – hanno ricostruito le indagini – stava lavorando su una piattaforma mobile ad un’altezza di 25 metri e non avrebbe avuto casco e imbragatura. Morì dopo una caduta nel vuoto.

Il Tribunale, come chiesto anche dalla procura di Bari, ha assolto ‘per non aver commesso il fatto’ gli altri imputati, il committente dei lavori per la Rai, l’ingegnere Carlo Mancini (difeso dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto), il noleggiatore della piattaforma mobile su cui si trovava l’operaio e la sua società, Giovanni Mastrogiacomo e la Alta Edilizia srl (assistiti da Angelo Loizzi, studio Fps) e l’operaio che installò la piattaforma, Francesco Aresta (difeso da Maria Castrucci).

“La sentenza – dichiara l’avvocato Sisto – riconosce la assoluta estraneità della RAI e dell’ing. Carlo Mancini a quanto tristemente accaduto. Siamo da sempre stati convinti, e la decisione odierna lo conferma, di aver operato nel pieno e rigoroso rispetto delle regole”.

“Presidente vattene da Bari”, la dura vita del sosia di Luigi De Laurentiis: “Il problema è serio”

La vittoria del nuovo Bari targato Moreno Longo a Cesena è stata una boccata d’ossigeno per la tifoseria biancorossa. I tre punti hanno ridato un briciolo di speranza dopo una prima parte di stagione disastrosa. La dura contestazione dei tifosi contro il presidente Luigi De Laurentiis persiste e a farne le spese è anche il suo sosia, costretto addirittura a disertare il San Nicola per l’incredibile somiglianza con il patron biancorosso.

Immigrazione a Bari, espulsi per reati e irregolari sul territorio: rimpatriati due georgiani e un albanese

Nel corso degli specifici servizi a Bari disposti nei giorni scorsi dal Questore Annino Gargano, la Polizia di Stato ha intensificato le attività di prevenzione tese al contrasto dei reati in materia di immigrazione.

Un cittadino albanese, risultato sprovvisto di regolare titolo di soggiorno, è stato destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, emesso dal Prefetto di Bari in forza del quale è stato emesso l’ordine di immediato accompagnamento alla frontiera dal Questore di Bari: l’uomo è stato scortato presso lo scalo portuale cittadino per il rimpatrio coatto, avvenuto in serata tramite il collegamento marittimo verso l’Albania.

Inoltre, nella stessa giornata sono stati accompagnati presso lo scalo aereo di Roma Fiumicino due cittadini georgiani, gravati da numerosi precedenti penali per delitti contro il patrimonio, già espulsi dal territorio nazionale e ristretti presso il locale C.P.R..

Nella tarda mattinata odierna, i predetti sono stati rimpatriati coattivamente nel loro Paese di origine, a mezzo di un volo Charter con destinazione Georgia.

“Ti faccio sparare da mio padre”, calci e pugni dalla baby gang: bulletti riconosciuti sui social

“Chiamo mio padre e ti faccio sparare”. Torniamo ad occuparci del problema delle baby gang di Bari. Questa sarebbe una delle frasi rivolte ad una vittima da parte di un giovanissimo gangster. Quello che colpisce è la loro spavalderia, tanto da pubblicare foto sui social forti di un sentimento di “onnipotenza”. Poi c’è il problema dell’omertà. Diverse vittime, pur avendo tutte le informazioni necessarie, non denunciano. Così come i loro genitori.

Bari, 4 case popolari occupate da abusivi. Sgombero a Ceglie e San Pio: nei guai anche un pregiudicato

Sono in corso da questa mattina le operazioni di sgombero di quattro alloggi popolari (tre di proprietà del Comune di Bari, uno di Arca Puglia Centrale) occupati abusivamente.

Le operazioni di sgombero, eseguite dalle forze dell’ordine sotto il coordinamento della Prefettura di Bari, son in corso nel quartiere di Ceglie del Campo (per l’appartamento di proprietà dell’Arca) e a San Pio.

Le persone che vivono negli alloggi sono indagate per occupazione abusiva e nei loro confronti vengono eseguiti decreti di perquisizione e sequestro firmati dal procuratore Roberto Rossi.

Le case erano nella disponibilità di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata e da soggetti appartenenti o contigui a clan locali. Ora saranno assegnati agli aventi diritto, secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Le operazioni sono state pianificate nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica del 23 gennaio scorso, presieduto dal prefetto di Bari Francesco Russo.

L’appartamento di Ceglie del Campo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato occupato abusivamente da un pregiudicato di 47 anni che, dopo la morte del padre – legittimo assegnatario della casa – ne avrebbe preso il possesso senza titolo. Si tratta del sorvegliato speciale, Luca Marinelli, attualmente in carcere, considerato il luogotenente del clan Strisciuglio.

E, anzi, sarebbe rimasto nell’appartamento anche dopo il formale rigetto della domanda di subentro nell’assegnazione dell’alloggio e dopo la diffida di Arca Puglia per il rilascio immediato notificata il primo marzo 2024.

Bari, abbandona elettrodomestici e mobili per strada. Beccato il lurido cittadino: scattano multa e denuncia

Abbandona durante il trasloco sul suolo pubblico elettrodomestici, reti, mobili, trasformando così via Dieta di Bari in una discarica abusiva a cielo aperto.

Protagonista un 45enne residente della zona, identificato e denunciato dal Nucleo Annona della Polizia locale di Bari per il reato di abbandono di rifiuti, previsto dal Testo Unico dell’Ambiente.

La sanzione penale prevede un’ammenda da 1.500 a 18.000 euro. Il cittadino incivile dovrà pagare anche il costo dell’intervento di Amiu che ha provveduto alla rimozione di quanto è stato abbandonato per strada.

Bari, tasse evase grazie al software informatico: 13 dentisti chiedono di patteggiare o la messa alla prova

Sono 13, su 27, i dentisti accusati di frode con visite e interventi in nero che hanno chiesto di patteggiare o di ottenere la messa alla prova. Nella mattinata di ieri si è tenuta davanti al gup del Tribunale di Bari, Antonella Carfagna, l’udienza preliminare.

Per l’accusa, negli anni tra il 2015 e il 2020, gli indagati avrebbero evaso imposte per oltre 6 milioni di euro. Le indagini, partite da una verifica fiscale avviata dal nucleo di polizia economico-finanziaria della finanza di Bari, hanno consentito di individuare un software gestionale che permetteva ai professionisti che lo utilizzavano di tenere una contabilità dei compensi ricevuti ma non dichiarati.

Il sistema gestionale avrebbe consentito di creare delle “schede cliente” nelle quali, dopo aver premuto il tasto F12 della tastiera e digitato una password, era possibile rendicontare i compensi percepiti in nero. Il gestionale permetteva anche di memorizzare la contabilità parallela su supporti esterni, rimovibili in caso di controlli e non accessibili senza prima aver premuto F12 e digitato la password.

Il sistema permetteva quindi di tenere distinti due archivi informatici: uno interno definito “gestionale” con i dati delle fatture, uno esterno chiamato “storico” per raccogliere “i dati nella loro totalità”, come spiega la finanza in un comunicato, e dunque anche quelli non annotati nella contabilità ufficiale. A processo anche il creatore del software, l’ingegnere informatico di Palo del Colle di 60 anni, Tommaso Carbone.

Molti degli imputati hanno nel frattempo regolarizzato la rispettiva posizione fiscale, presupposto indispensabile per accedere ai patteggiamenti: l’ipotesi per alcuni è di chiudere con una pena di un anno e 4 mesi. Il gup ha rinviato al 13 aprile per la decisione.

Bari, la spiaggia di Santo Spirito invasa da alici e sardine diventa virale sui social: la ricostruzione

Un vero e proprio mistero sulla spiaggia di Santo Spirito dove sono stati trovati migliaia di pesci morti lungo la riva. La testimonianza social di Onofrio Pinto ha scatenato diverse reazioni e suscitato curiosità per l’accaduto.

Si tratta di alici e sarde. Secondo le prime ricostruzioni pare che alcuni pescatori, a causa dell’eccessivo carico del peso del pescato, abbiano liberato parte in mare. I pesci sono poi stati trascinati fino alla spiaggia per la pazza gioia dei gabbiani e di qualcuno che ne ha approfittato armato di secchi.

Palazzina crollata in via Pinto a Bari, nuovi scavi per accertare le cause del cedimento: via i pilastri ancora presenti

I piastri ancora presenti nel cratere di via Pinto 6 a Bari, dove si trovava la palazzina crollata il 5 marzo 2025, verranno rimossi per permettere ai tecnici di accedere agli spazi in cui c’era il piano interrato dello stabile.

È quanto deciso oggi nel corso di un sopralluogo svolto – nell’ambito dell’incidente probatorio – dal perito nominato dal Tribunale con i consulenti tecnici della Procura di Bari, degli indagati e dei proprietari dell’immobile.

I tecnici si riaggiorneranno il prossimo 9 febbraio e poi, nell’ultima settimana di febbraio, inizieranno le operazioni di rimozione dei pilastri ancora visibili, cioè quelli dei piani superiori dello stabile crollato.

Al momento, non si sa se i pilastri delle fondamenta dell’immobile, imploso su se stesso nel tardo pomeriggio del 5 marzo (era stato già sgomberato un anno prima a causa delle criticità strutturali individuate dal Comune di Bari), siano stati distrutti dal crollo o se siano ancora presenti ma danneggiati. L’esame di quei pilastri potrebbe chiarire le cause del cedimento.

Nel fascicolo della Procura di Bari (coordinato dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis con la pm Silvia Curione) sono indagate nove persone per crollo colposo: il rappresentante dell’impresa Dell’Aera Costruzioni, a cui furono affidati dal condominio i lavori di messa in sicurezza dello stabile, i progettisti, i direttori dei lavori e i collaudatori che iniziarono le operazioni pochi giorni prima del crollo; i rappresentanti delle due imprese che, dopo lo sgombero della palazzina, si erano occupate dei puntellamenti dello stabile, e un perito che nel 2021 confermò in una relazione la stabilità dell’edificio. Al momento del crollo, nella palazzina si trovava la 74enne Rosalia De Giosa, estratta viva dalle macerie dai vigili del fuoco dopo oltre 25 ore di ricerche.