Bari, al liceo scientifico Salvemini spunta la bandiera palestinese: “Non in nostro nome”

Una bandiera palestinese con la scritta ‘Non in nostro nome’ è stata affissa sul cancello di ingresso del liceo scientifico Salvemini di Bari. Il riferimento è a quanto alle condizioni di vita nella Striscia di Gaza e alla brutalità degli attacchi israeliani.

La bandiera è stata sistemata questa mattina prima del suono della campanella ed è il modo degli studenti e delle studentesse per manifestare vicinanza alla popolazione palestinese e chiedere lo stop delle ostilità.

Bari–Bordeaux, da domani parte il nuovo collegamento Volotea: due voli settimanali – INFO

Volotea inaugura ufficialmente domani, sabato 31 maggio, il suo nuovo collegamento internazionale tra Bari e Bordeaux. La rotta, operata in esclusiva dalla compagnia aerea delle piccole e medie città europee, segna un importante passo in avanti nella connettività tra il Sud Italia e la Francia.

Infatti, il collegamento, disponibile con 2 frequenze settimanali – ogni martedì e sabato – e un’offerta di oltre 16.200 posti, rappresenta un’opportunità unica per i passeggeri pugliesi di scoprire una delle città più affascinanti della Francia, celebre per il suo patrimonio enologico, la sua eleganza architettonica e l’atmosfera culturale vivace. Allo stesso tempo, la rotta consentirà ai viaggiatori francesi di raggiungere con facilità le bellezze naturali e artistiche della Puglia.

“Con il primo volo da Bari a Bordeaux di domani celebriamo un nuovo ponte tra l’Italia e la Francia – ha dichiarato Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea –. Crediamo fortemente nel potenziale del territorio pugliese e continuiamo a lavorare per offrire collegamenti comodi, diretti e di qualità verso alcune delle destinazioni europee più affascinanti, generando così nuove opportunità di viaggio e sviluppo turistico”.

“I nostri aeroporti stanno vivendo una stagione segnata da una straordinaria fase di crescita, soprattutto per quel che riguarda i collegamenti internazionali – ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile -. Frutto di una pianificazione attenta e ragionata, condivisa con la Regione Puglia, che ha individuato e valorizzato i flussi incoming che in questi ultimi anni si sono distinti per appeal e capacità attrattiva, Bordeaux, e più in generale il mercato francese, che oramai è diventato uno dei primi per l’industria del turismo pugliese, rientrano a pieno titolo tra quelli da noi attenzionati. Il resto lo ha fatto la forte intesa commerciale con Volotea, la sinergia con il territorio e la nostra caparbietà nel proseguire l’attività di sviluppo del network e la qualificazione delle nostre infrastrutture. Un impegno premiato con l’apertura di nuove destinazioni e, o forse soprattutto, con gli eccellenti incrementi del traffico passeggeri. Salutiamo, quindi, con grande soddisfazione l’avvio del nuovo volo che, ne siamo certi, saprà soddisfare la crescente domanda di collegamenti che arriva sia dai mercati esteri, sia dal mercato interno”

Tra le novità di quest’anno del network Volotea a Bari anche il collegamento estivo verso Cefalonia, in partenza da luglio, che andrà ad arricchire un’offerta fortemente orientata all’internazionalizzazione, pensata per connettere il Sud Italia con il resto d’Europa. Per il 2025 sono 14 le destinazioni servite da Volotea presso lo scalo barese: 1 in Italia (Olbia), 2 in Croazia (Dubrovnik e Spalato); 2 in Francia (Bordeaux e Lione); 8 in Grecia (Atene, Cefalonia, Corfù, Heraklion, Mykonos, Preveza, Santorini, Zante); e 1 in Spagna (Bilbao).

Massacro nella Striscia di Gaza, la Puglia e Bari chiudono i rapporti con Israele: “Qui non sono più graditi”

Il Consiglio comunale di Bari ha approvato ieri con 22 voti favorevoli l’ordine del giorno, sottoscritto da tutti i capigruppo della maggioranza, con il quale “l’amministrazione dichiara non gradita, anche per le prossime edizioni della Fiera del Levante e nei Saloni specializzati, la partecipazione in qualsiasi forma dello Stato di Israele, o di suoi rappresentanti, sino a quando non porrà fine all’intervento militare nella Striscia di Gaza e alla violazione dei diritti umani della popolazione civile”.

Primo firmatario è il consigliere Michele Laforgia. Durante il suo intervento Laforgia ha inoltre ha chiesto al sindaco, Vito Leccese, di esporre il lenzuolo bianco come sudario da ieri in poi, per ricordare tutte le vittime della guerra in Palestina.

L’ordine del giorno ribadisce inoltre “la più ferma condanna del terrorismo e dei crimini di guerra perpetrati nella Striscia di Gaza ed esprime la propria piena solidarietà al popolo palestinese e al popolo di Israele, che hanno diritto a vivere in sicurezza negoziando il loro futuro in pace mediante rappresentanze legittime e rispettose del diritto internazionale”.

Il documento segue la mozione approvata dallo stesso Consiglio comunale lo scorso 13 gennaio, con la quale si impegnava il sindaco a trasmettere al governo italiano la richiesta di riconoscimento dello Stato di Palestina come entità sovrana e indipendente, conformemente alle risoluzioni delle Nazioni Unite e al diritto internazionale.

“A causa del genocidio di inermi palestinesi in atto da parte del Governo Netanyahu”, il governatore pugliese Emiliano ha poi invitato “tutti i dirigenti e dipendenti della Regione, delle sue Agenzie e delle società partecipate” ad “interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto Governo e con tutti quei soggetti ad esso riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella Striscia di Gaza”. Si tratta di “una posizione nei confronti del governo Netanyahu, non del popolo israeliano”.

Droga nell’auto, parla l’imprenditore incastrato da Loprieno e Filograno: “Minacciato di morte e seguito”

«Ho ricevuto minacce di morte, ho trovato feci davanti alla porta di casa, la mia macchina è stata distrutta, avevo persone sotto casa che mi seguivano e che io ho denunciato. Ogni volta che mi spostavo con la mia compagna ricevevo la chiamata di Filograno. Vedevo spesso una persona sotto casa mia, poi riconosciuta nel garagista Nicola Piperis».

A parlare, ascoltato come testimone in tribunale a Bari, è un imprenditore di Gioia del Colle (Bari), attuale compagno dell’ex moglie dell’avvocato e professore universitario Gaetano Filograno. Filograno è stato condannato in via definitiva a due anni e otto mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti, in quanto – secondo quanto ricostruito – avrebbe fatto in modo che nel 2014, durante un controllo, la Guardia di finanza trovasse della cocaina nell’auto dell’imprenditore. Questi fu arrestato in flagranza ma poi assolto con formula piena nel 2017.

Questo «complotto» contro l’imprenditore sarebbe stato organizzato per l’accusa insieme a Nicola Loprieno, avvocato e consigliere comunale del centrosinistra a Bari, attualmente a processo con le stesse accuse contestate a Filograno.

Ma, a differenza di quest’ultimo, Loprieno non ha scelto il rito abbreviato. Ieri, quindi, l’imprenditore è stato ascoltato come testimone e ha raccontato le minacce e le intimidazioni subite per circa un anno da Filograno, che per questo fu denunciato per stalking.

«Mi minacciava, mi ha sputato in faccia più volte, mi ha dato dei calci». Figura importante in questa vicenda è il garagista Nicola Piperis. Che, ha raccontato ieri l’imprenditore, in passato si sarebbe appostato sotto casa sua: “La mia compagna lo riconobbe perché era il garagista della famiglia Filograno».

Qualche tempo dopo l’assoluzione, l’imprenditore incontrò Piperis (“non sapevo ci fosse, l’incontro è durato solo un minuto e poi sono andato via”) e fu quest’ultimo a raccontargli la vicenda della droga: «Pieperis mi ha detto che a organizzare tutto questo erano stati Filograno e Loprieno. Dopo quell’incontro non l’ho mai più visto».

Dopo la deposizione dell’imprenditore, in aula è stato ascoltato anche il maresciallo della guardia finanza Francesco Furchì, che condusse insieme ad altri colleghi la perquisizione del 2014 durante la quale fu trovata la cocaina. Furchì, rispondendo alle domande dei pm, ha detto di aver ricevuto da Loprieno la «soffiata” sull’imprenditore: al finanziere, infatti, sarebbe stato raccontato che l’uomo spacciava droga perché in difficoltà economiche.

La deposizione del maresciallo è durata a lungo, e nel corso della sua testimonianza (incalzato dai difensori di Loprieno e anche dal Tribunale) si è ripetutamente contraddetto, stando alle valutazioni della difesa. Si tornerà in aula il prossimo 23 ottobre.

Università di Bari, Roberto Bellotti è il nuovo rettore: dall’1 ottobre prenderà il posto di Stefano Bronzini

Roberto Bellotti è stato eletto rettore dell’università Aldo Moro di Bari. Al termine della seconda giornata del secondo turno elettorale, con le urne chiuse alle 16, il direttore del dipartimento interateneo di Fisica ha superato la maggioranza assoluta dei voti, ovvero 853 preferenze da parte di docenti, studenti e personale tecnico amministrativo.

Si tratta di un dato provvisorio, visto che lo scrutinio è ancora in corso, ma comunque sufficiente a garantire l’elezione. La conquista del rettorato di UniBa era diventata matematica già ieri sera quando Bellotti, unico candidato in corsa dopo il forfait degli altri cinque (Nicola Decaro, Danilo Caivano, Paolo Ponzio, Alessandro Bertolino e Luigi Palmieri), aveva incassato il quorum del 40% degli aventi diritto, come richiesto dallo statuto.

Il nuovo rettore entrerà ufficialmente in carica il prossimo primo ottobre, sostituendo l’attuale numero uno dell’ateneo, Stefano Bronzini, fino al 2031. La notizia è stata accolta con un lungo applauso.

Bari, Emiliano a processo per diffamazione all’ex consigliere Cipriani: la difesa chiede il trasferimento a Lecce

Il processo in cui il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è imputato per diffamazione nei confronti dell’ex consigliere comunale Luigi Cipriani, si sarebbe dovuto svolgere a Lecce e non a Bari. E questo perché Emiliano è ancora in magistratura, anche se in aspettativa, in servizio come ultima sede proprio a Bari.

È quanto segnalato oggi in udienza dall’avvocato di Emiliano, Gaetano Sassanelli. Emiliano, ha spiegato l’avvocato, “continua a essere soggetto a procedimenti disciplinari” in qualità di magistrato (l’ultimo nel 2021, un’annotazione legata al suo coinvolgimento nell’inchiesta di Torino sul finanziamento illecito, accusa dalla quale Emiliano è stato assolto), e “partecipa alle votazioni del Csm”. Per questo, per l’avvocato, il Tribunale competente per giudicare è quello di Lecce. La Procura ha chiesto il rigetto della richiesta definendola “pretestuosa e tardiva”, e anche la parte civile (avvocato Roberto Eustachio Sisto) ha sostenuto come la questione andasse posta in precedenza.

Il giudice, Mario Mastromatteo, ha acquisito la documentazione presentata dalla difesa – tra cui alcune sentenze della Cassazione – e rinviato al 12 giugno per la decisione. Oggi, da programma, era prevista la sentenza.  Nei confronti di Emiliano la Procura ha chiesto la condanna al pagamento di una multa da 2mila euro, la parte civile aveva invece chiesto un risarcimento da 30mila euro.

Secondo l’accusa Emiliano, nel corso di una trasmissione televisiva in onda su Rete 4 il 13 settembre 2018, commentando la visita dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, a Bari proprio quel giorno, avrebbe diffamato Cipriani, “insinuando negli spettatori l’esistenza di un legame tra Cipriani, il suo movimento politico e la criminalità organizzata”.

Bari, operaio precipita da impalcatura sulla facciata della sede Rai e muore: chieste due condanne 10 anni dopo

Dieci anni dopo i fatti, la Procura di Bari ha chiesto la condanna a due anni di reclusione per due persone, finite a processo per omicidio colposo nel caso dell’operaio morto mentre eseguiva dei lavori sulla facciata della sede Rai di Bari, in via Dalmazia, il 15 ottobre 2015.

Il pm Ignazio Abbadessa ha chiesto la condanna per il datore di lavoro dell’operaio, Giuseppe Rogondino, e per il coordinatore della sicurezza Giancarlo Mondello. La Procura ha chiesto anche una sanzione per responsabilità amministrativa degli enti da 320mila euro e un’interdizione di sei mesi.

Chiesta invece l’assoluzione per il committente dei lavori per la Rai, per il noleggiatore della piattaforma mobile su cui si trovava l’operaio e per l’operaio che installò la piattaforma.

L’operaio, secondo quanto ricostruito, stava lavorando su una piattaforma mobile a un’altezza di 25 metri e non avrebbe avuto casco e imbragatura. L’uomo morì dopo una caduta nel vuoto, l’impalcatura – come emerso – non avrebbe avuto dispositivi di sicurezza contro le cadute dall’alto come parapetti laterali.

Bari, ragazzo si lancia dalla ss16 in un giardino. Coetaneo minaccia di farlo in via Amendola ma viene fermato

Un ragazzo si è lanciato dalla ss16 a San Pasquale, finendo in un giardino privato. Sul posto è intervenuto il 118, al momento non si conoscono le sue condizioni.

Un altro ragazzo è stato invece avvistato a penzoloni sull’autosilo di via Amendola a Bari. Anche lui minacciava di lanciarsi nel vuoto. Fortunatamente qualcuno, allertato dalle grida della fidanzata, è intervenuto e lo ha salvato.