Bari, paura in via Fanelli: auto inghiottita dalla voragine aperta sull’asfalto

Attimi di forte apprensione nel pomeriggio di oggi in via Fanelli, dove un’automobile è finita all’interno di uno scavo aperto per lavori stradali. Secondo le prime informazioni disponibili, il veicolo sarebbe precipitato nel cantiere per cause ancora in fase di accertamento.

Non è chiaro, al momento, se si sia trattato di una perdita di controllo del mezzo o di una segnalazione insufficiente dell’area interessata dai lavori. Restano ancora sconosciute le condizioni degli occupanti dell’auto.

Malamovida a Bari e Putignano, emessi 5 daspo Willy per violenze nei locali: due sono per minorenni

La Polizia di Stato a Bari, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni riconducibili alla c.d. “Mala Movida” e, più in generale, alle forme di violenza che si manifestano nei luoghi di aggregazione giovanile, ha adottato 5 provvedimenti di divieto di accesso ai locali pubblici.

In particolare a seguito di un’attenta analisi ed istruttoria, condotta dalla Divisione Anticrimine della Questura di Bari, il Questore dr. Annino Gargano ha emesso 5 provvedimenti di divieto di accesso agli esercizi pubblici, c.d. “Daspo Willy”, nei confronti di altrettanti giovani ritenuti responsabili di gravi condotte, tali da mettere in pericolo la sicurezza pubblica.

Il primo episodio risale allo scorso autunno, quando in un locale di Putignano, un gruppo di ragazzi ha aggredito un altro avventore. A seguito di tali fatti per i soggetti coinvolti, due minorenni ed un maggiorenne, il Questore che ha disposto il divieto di accedere presso lo stesso esercizio per 2 anni e, nel contempo, stazionarvi nelle immediate vicinante in orari notturni.

Il secondo episodio risale allo scorso febbraio, alcuni giovani, in un pub del capoluogo, con atteggiamento aggressivo e minaccioso, avrebbero preteso consumazioni senza pagarle, per poi danneggiare il locale. L’intervento tempestivo degli equipaggi della Squadra Volante ha consentito di bloccare ed identificare due dei responsabili. Nei loro confronti è stato adottato il provvedimento di divieto di accesso al locale per due anni e di stazionamento nelle immediate vicinanze nelle ore notturne.

La Questura di Bari ribadisce il proprio impegno nel garantire la sicurezza dei cittadini ed, in tale ottica, è importante anche l’attività di collaborazione dei gestori dei locali e dei cittadini, segnalando tempestivamente situazioni di rischio o comportamenti violenti.

Fisioterapista ucciso a Poggiofranco, Vassalli condannato all’ergastolo: “Omicidio Di Giacomo premeditato”

L’omicidio di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso a Bari la sera del 18 dicembre 2023, non avvenne al termine di una colluttazione né come risposta a insulti e minacce.

Ma fu “premeditato (…) ben prima della sua esecuzione”. Il presunto killer, l’operaio di Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) Salvatore Vassalli, “ha certamente serbato il suo proposito per un apprezzabilissimo lasso temporale”.

Lo scrivono i giudici della Corte d’Assise di Bari (presidente Sergio Di Paola, estensore Michele Parisi) nelle 92 pagine di motivazioni con cui Vassalli, lo scorso 8 gennaio, è stato condannato all’ergastolo. Nei suoi confronti sono state riconosciute le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi.

Quella sera, Vassalli aspettò Di Giacomo sotto la sua abitazione di via Tauro, nel quartiere Poggiofranco di Bari e poi, per la Corte, lo aggredì sparandogli contro sei colpi di pistola e colpendolo con il calcio dell’arma quando il fisioterapista era già a terra. Al termine dell’aggressione Vassalli risalì in macchina e tornò a Canosa.

“L’imputato – scrivono i giudici – non ha casualmente incontrato la vittima, ma si è volutamente recato sotto la sua abitazione attendendone il ritorno, armato di una pistola illegalmente detenuta”. Per i giudici, il movente dell’omicidio è “ben preciso”, e sta nel “risentimento derivante dal ritenuto errore compiuto dalla vittima nel trattamento fisioterapico cui si era sottoposta sua figlia Ornella, per cui era incardinato un processo civile finalizzato al risarcimento del danno”. Nel 2019 la figlia di Vassalli si sottopose a una manipolazione da parte di Di Giacomo che, per la donna, le avrebbe causato danni permanenti. Ne nacque dunque un processo civile (ancora in corso e ripreso nei confronti degli eredi) nell’ambito del quale, però, una consulenza tecnica ridimensionò parecchio l’entità del danno.

Arrestato a maggio 2024, al termine di indagini condotte dalla squadra mobile di Bari e coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal pm Matteo Soave, Vassalli confessò l’omicidio. Sostenne però di essersi recato a Bari solo per parlare con Di Giacomo e di aver reagito a minacce, insulti e a un’aggressione fisica. Una versione che i giudici hanno ritenuto inattendibile “perché irragionevole, contraddittoria, inverosimile e smentita dalle ulteriori emergenze processuali”. Nel processo, i familiari di Di Giacomo sono stati assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio.

Stadio San Nicola, bando rivoluzionario: canoni e stop alle proroghe. E resta il sogno di Euro 2032

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità le linee guida per il nuovo bando di gestione dello stadio San Nicola, che per la prima volta sarà affidato a un concessionario esterno con pagamento di un canone.

Il valore della concessione è di 8,1 milioni di euro, con canoni variabili: 110mila euro in Serie B, 60mila in Serie C e 660mila in Serie A, più 60mila euro per eventi extra sportivi (ridotti dopo il quinto evento annuale).

Il bando, ritenuto equilibrato e attrattivo, potrebbe avere durata “5+5 anni” e prevedere un direttore di esecuzione per controllare la gestione. Esclusa qualsiasi proroga automatica dell’attuale concessione.

Parallelamente, lo stadio è stato ispezionato in vista della candidatura a Euro 2032: alcuni requisiti UEFA potrebbero essere ridotti, abbassando i costi rispetto ai 270 milioni stimati, anche se l’investimento resta elevato.

Il Comune dovrà confrontarsi con il Ministero dello Sport per eventuali finanziamenti, con scadenze ravvicinate per presentare la candidatura.

Bari, 26enne muore nel Cpr di Palese: ombre su traffico di metadone e ritardi nei soccorsi

Un presunto traffico interno di metadone, l’assenza di personale sanitario al momento del ritrovamento e un ritardo nei soccorsi di circa mezz’ora. Sono questi gli elementi più critici emersi dall’incidente probatorio svolto giovedì 19 marzo sulla morte di Simo Said, il 26enne marocchino deceduto l’11 febbraio nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Bari Palese.

Le testimonianze raccolte in aula, pur con alcune discrepanze, delineano un quadro preoccupante. Un primo testimone — già sopravvissuto a un’overdose — ha confermato di aver assunto metadone insieme a Said la sera precedente al decesso. La sostanza, secondo il suo racconto, veniva venduta all’interno del centro da un altro ospite, noto come “Rachid”, anche in cambio di sigarette. Lo stesso testimone è stato poi ricoverato in ospedale.

Diversa, ma parzialmente convergente, la versione del 21enne che ha trovato Said in fin di vita e ha dato l’allarme: secondo lui, la vittima non era in cura con metadone ma con altri farmaci forniti dal Sert, pur avendo manifestato l’intenzione di procurarselo. Entrambi i testimoni riferiscono però di un elemento comune: la presenza di schiuma alla bocca e il ritardo di circa trenta minuti nell’arrivo dei soccorsi, senza alcun intervento sanitario immediato.

“Queste rivelazioni suggeriscono l’esistenza di un mercato interno di sostanze e sollevano seri interrogativi sulla gestione della sicurezza e dell’assistenza sanitaria nel Cpr”, ha dichiarato l’avvocato Leonardo Lucente, legale di uno dei testimoni.

Un quadro che si inserisce in quanto già emerso nelle settimane precedenti. La deputata Rachele Scarpa, dopo un’ispezione nel centro il 13 febbraio, aveva segnalato un sistema coercitivo per la sottrazione di metadone a pazienti in terapia, costretti a cedere parte delle dosi.

Sulla vicenda insiste anche il legale della famiglia della vittima, Arturo Covella: “È necessario chiarire come il metadone possa circolare liberamente all’interno del Cpr, chi lo distribuisce e come sia arrivato nelle mani di Said e dell’altro giovane coinvolto nell’overdose”.

L’incidente probatorio rappresenta ora un passaggio chiave per accertare eventuali responsabilità e fare luce su una morte che solleva interrogativi urgenti sulle condizioni e sulla gestione dei centri per il rimpatrio.

Bari, palazzina crollata in via De Amicis: pubblicato l’elenco degli oggetti recuperati. Sono 1047

A Bari il Comune ha reso noto il primo elenco degli oggetti recuperati tra le macerie della palazzina crollata in via De Amicis il 5 marzo 2025.

Si tratta di 1047 beni inventariati, tra cui documenti, effetti personali e oggetti di uso quotidiano, ciascuno accompagnato da una breve descrizione e dallo stato di conservazione. La pubblicazione risponde alle richieste dei residenti, che da settimane chiedevano di poter recuperare almeno parte dei propri averi.

Per ottenere la restituzione, i proprietari possono presentare domanda consegnandola a mano all’ufficio oggetti rinvenuti in corso Vittorio Emanuele oppure inviarla tramite PEC o email alla ripartizione ragioneria.

Il Comune ha inoltre attivato numeri telefonici dedicati per fornire ulteriori informazioni ai cittadini interessati 0805773506 – 0805775531 – 0805773521.

Bari, 17enne costretta ad assumere droga e poi violentata: 23enne a processo. Si trova ai domiciliari

Un 23enne di Bari è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale aggravata dall’uso di droga ai danni di una 17enne. I fatti risalgono al febbraio 2025: secondo la ragazza, sarebbe stata costretta ad assumere hashish e marijuana e poi a subire un rapporto sessuale.

La vicenda è emersa dopo il racconto agli assistenti sociali. La giovane ha confermato le accuse in incidente probatorio. L’imputato, inizialmente ai domiciliari, è ora libero con braccialetto elettronico.

Offerte di lavoro a Bari, Foggia e nella Bat: 2534 posti disponibili. Il report di Arpal Puglia

Continua la trazione turistica nella domanda di lavoro analizzata su WORKUP, il report bisettimanale promosso dai Centri per l’Impiego di Bari, BAT e Foggia di ARPAL Puglia.

In questa edizione è il settore “Servizi turistici, culturali e ristorazione” a guidare la classifica delle posizioni lavorative, con  un fabbisogno di 1.023 unità. Se a questo dato si sommano le 597 posizioni per i “Servizi ludico-ricreativi, d’intrattenimento, artistici e sportivi”, emerge come il macro-settore dell’accoglienza e del tempo libero rappresenti circa il 64% della richiesta di personale.

Oltre al turismo, mostrano segnali di vitalità il comparto “Artigianato, Commercio, Vendite e Noleggio” con 219 posizioni aperte, seguito da “Costruzioni, Impianti e Immobiliare” (179 risorse).

Inoltre, su WORKUP è presente un’offerta dedicata al Grande Reclutamento  nel settore turistico per personale housekeeping (governanti e addetti alle pulizie per strutture ricettive e di accoglienza turistica).

Il Grande Reclutamento per housekeeper permette a chi è interessato di iscriversi alle liste di disponibilità tramite questo link, generando così un elenco di candidati da proporre ai datori di lavoro che cercano personale nel settore.

Di seguito il dettaglio delle persone da assumere, diviso per aree occupazionali:

  • Servizi turistici, culturali e ristorazione: 1023;

  • Servizi ludico-ricreativi, d’intrattenimento, artistici e sportivi: 597;

  • Artigianato, Commercio, Vendite e Noleggio: 219;

  • Costruzioni, Impianti, Immobiliare: 179;

  • Servizi socio-sanitari ed educativi: 147;

  • Industria, Produzione, Metalmeccanico: 101;

  • Servizi alla persona, pulizie e manutenzione: 76;

  • Logistica, Trasporti, Magazzini: 65;

  • Servizi amministrativi, contabili, servizi professionali: 60;

  • Agricoltura, Agroalimentare, Ambiente: 34;

  • Servizi finanziari/credito e assicurativi: 15;

  • Tessile, abbigliamento e calzaturiero: 13;

  • ICT, Servizi Digitali, Comunicazione: 5.

All’interno di WORKUP sono presenti le proposte targate #MareASinistra, dedicate alla strategia regionale della Regione Puglia per l’attrazione, la valorizzazione e il rientro dei talenti sul territorio.

 

Nella sezione Avvisi e concorsi è presente il bando per la selezione di 65.964 operatori volontari da impiegare in progetti afferenti a programmi di intervento di Servizio civile universale da realizzarsi in Italia e all’estero.

 

È possibile candidarsi attraverso la piattaforma DOL entro le ore 14 di mercoledì 8 aprile 2026.

 

Complessivamente, sono richiesti:

 

  • 148 volontari nella Bat;

  • 157 volontari nella provincia di Foggia;

  • 429 volontari nella provincia di Bari.

Su WORKUP c’è anche spazio per le offerte dedicate alla mobilità in Europa con la selezione di annunci di lavoro EURES, la rete europea dei servizi per l’impiego,  selezionati dagli assistenti EURES Regione Puglia.

Tra le opportunità EURES si segnala la ricerca di educatori della prima infanzia per gli asili nido pubblici della città di Helsinki.

Tutte le informazioni sui requisiti richiesti sono presenti a questo link.

La sezione dedicata del report indirizza al portale EURES da cui è possibile avanzare le proprie candidature.

WORKUP è consultabile al seguente link: https://www.calameo.com/accounts/7407171

Le offerte di lavoro pubblicate su WORKUP possono essere consultate integralmente su Lavoro per te Puglia, disponibile anche su Google Play e App Store.

Ulteriori notizie e curiosità sul mondo ARPAL Puglia e dei Centri per l’impiego sono presenti sulla pagina Linkedin dedicata.

I team IDO presenti nei Centri per l’impiego sono a disposizione con servizi dedicati per l’utenza e le aziende che cercano personale.

Fondazione antiusura a Bari, nel 2025 erogati più 360mila euro: “Serve coraggio e denunciare”

Quattro mutui, sei finanziamenti, beneficenza e sovvenzioni per un totale complessivo di 361mila euro. È in questi numeri che si sintetizzano le attività svolte dalla fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici che nel pomeriggio di ieri a Bari, ha presentato il bilancio relativo allo scorso anno.

Nella relazione, firmata dalla presidente Antonia Bellomo e intitolata ‘Una mano tesa ai più fragili’, sono stati elencati gli interventi operati, ovvero quattro mutui ipotecari con garanzia dei fondi Stato per un totale di 295mila euro, sei finanziamenti a medio-lungo termine per 66mila euro a cui si sommano beneficenze per poco più di 87mila euro e fondi della solidarietà per 14mila euro.

“Il bilancio delle attività della Fondazione non è fatto soltanto di numeri ma di persone che trovano il coraggio di riconoscere la propria fragilità e di chiedere aiuto”, dichiara Bellomo spiegando che “ogni pratica portata a termine richiede un lavoro complesso che richiede tempo, ascolto e pazienza”.

Come avviene per il gioco d’azzardo che resta la principale cause di sovraindebitamento. Per Bellomo, “è indispensabile che le Istituzioni collaborino con gli enti del Terzo settore per promuovere iniziative di prevenzione e percorsi di educazione finanziaria per favorire una gestione più consapevole e sostenibile del reddito”.

Nella relazione si evidenzia “il persistere del muro dell’omertà” e si ricorda che “il silenzio resta il miglior complice delle mafie”. Da qui le iniziative messe in campo, ovvero “un pool di esperti da affiancare alle vittime, la costituzione di parte civile da parte della Fondazione nei processi per usura oltre alla necessità di seguire l’esempio di chi denuncia”.