Tragedia nel Foggiano, bracciante travolto da un trattore mentre lavora nei campi: muore 30enne

Un giovane di circa 30 anni è stato travolto ieri pomeriggio da un trattore mentre stava lavorando nelle campagne di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia.

Stando alla ricostruzione degli investigatori, l’uomo, un bracciante straniero, era impegnato in alcuni lavori nei campi quando sarebbe stato travolto accidentalmente da un trattore guidato da un altro operaio che non si sarebbe accorto della presenza del 30enne che è morto sul colpo.

I soccorritori hanno tentato invano di rianimarlo. Sono intervenuti i carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Sul luogo dell’incidente anche il magistrato di turno.

Scoperti dopo furto sparano contro bracciante: 4 arresti a Francavilla Fontana. Tra loro anche una donna

Sono accusate a vario titolo, di furto aggravato in concorso, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, le quattro persone arrestate oggi a Francavilla Fontana, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della procura.

In carcere tre uomini e una donna, già noti alle forze dell’ordine, di età compresa tra i 19 e i 52 anni accusati di avere sparato e ferito un bracciante che li aveva sorpresi durante un furto in campagna.

L’attività dei carabinieri è stata avviata dopo che due degli indagati (uno di loro era ai domiciliari) il 13 giugno scorso sarebbero stati sorpresi durante un furto all’interno di un terreno di un’azienda agricola a Francavilla Fontana.

Prima di fuggire i due avrebbero minacciato un bracciante agricolo che li aveva scoperti ed altre persone che intanto erano giunte nei pressi del terreno. A distanza di pochi minuti la donna sarebbe tornata nello stesso terreno, insieme ad altri due indagati, esplodendo un colpo di pistola e ferendo alla coscia destra il bracciante agricolo che poco prima aveva bloccato il furto: per la vittima 30 giorni di prognosi.

Questa mattina nelle fasi degli arresti durante le perquisizioni le forze dell’ordine hanno scoperto tre pistole, di cui due con matricola abrasa e una con matricola non censita, perfettamente funzionanti, 37 cartucce, parti di un ulteriore pistola, strumentazione per la decodifica delle centraline della auto, un jammer (strumento destinato alla captazione e disturbo di sistemi di intercettazione ambientali), nonché cocaina e sostanze da taglio, destinate allo spaccio.

Odio razziale e lesioni, bracciante straniero aggredito a Taranto: 7 minorenni in comunità

Sono stati collocati in sette comunità differenti, ciascuno isolato dagli altri, i minori coinvolti in una violenta aggressione avvenuta lo scorso gennaio a Taranto ai danni di un giovane straniero.

La misura cautelare è stata disposta dal gip del Tribunale per i minorenni di Taranto, Paola Morelli, su richiesta del pm Lelio Festa, e notificata dai carabinieri nelle ultime ore.

I sette (tre 14enni, un 15enne, un 16enne e due 17enni), sono indagati per lesioni personali aggravate dall’odio razziale, resistenza a pubblico ufficiale, vilipendio, violenza privata e violazione del codice della strada.

Secondo l’inchiesta, il gruppo ha accerchiato un bracciante straniero di 26 anni, trasformandolo in un bersaglio umano: pietre e oggetti contundenti l’hanno colpito al volto e al corpo, procurandogli ferite giudicate guaribili in venti giorni.

Poi, a 48 ore da quell’aggressione, gli stessi minori sarebbero tornati a insultare e prendere di mira la vittima, arrivando a lanciare sassi contro la sua abitazione.

Bracciante indiano accusa malore nei campi e muore in ospedale: indagato imprenditore agricolo a Taranto

Un imprenditore agricolo è indagato dalla procura di Taranto per omicidio colposo e caporalato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di un bracciante agricolo indiano di 38 anni, Rajwinder Sidhu Singh, che il 26 maggio scorso fu portato all’ospedale San Pio di Castellaneta dopo aver accusato un malore nelle campagne di Laterza, ma quando arrivò al pronto soccorso per lui non c’era più nulla da fare.

La notizia è riportata oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno, che spiega come il racconto del proprietario del fondo (“E’ svenuto, ha perso conoscenza”) non abbia convinto in primo luogo il personale sanitario che ha poi allertato i carabinieri. Presunte discrepanze riguarderebbero dettagli, orari di ritrovamento e lo stato in cui il corpo della vittima si presentava sotto gli occhi del datore di lavoro.

Il procuratore Eugenia Pontassuglia e il pm Filomena Di Tursi hanno disposto l’autopsia, che è stata eseguita molti giorni dopo in quanto era necessario attendere la notifica dell’avviso degli accertamenti tecnici irripetibili ai familiari. Ora si attendono i risulati dell’esame per comprendere le cause del decesso e stabilire se i soccorsi siano stati tempestivi. La salma di Rajwinder Sidhu Singh è tornata in patria un mese dopo, il 26 giugno, dopo che i familiari del bracciante sono giunti in Italia e hanno ottenuto il nulla osta. Il 38enne si chiamava Singh, come l’operaio indiano morto a Latina il 19 giugno scorso, che subì l’amputazione del braccio destro in un incidente nei campi, che provocò una copiosa emorragia, e fu lasciato davanti alla sua abitazione. Il primo luglio il suo datore di lavoro è stato poi arrestato per l’ipotesi di omicidio doloso.