Triggiano, bene confiscato alla mafia diventa canile con attività di pet therapy: progetto da 2,3 milioni di euro

Da bene confiscato alla mafia a luogo di accoglienza per cani randagi, ma anche luogo di aggregazione sociale, con ambienti dedicati alla pet therapy e un centro di ascolto per le vittime di maltrattamento, soprattutto donne e bambini.

È il progetto del nuovo canile intercomunale, finanziato con circa 2,3 milioni di euro, in corso di realizzazione nel territorio di Triggiano (Bari).

Oggi, nella sede della Città metropolitana di Bari, si è tenuto un incontro coordinato dal sindaco metropolitano, Vito Leccese, dedicato alla definizione di procedure condivise per la gestione della struttura, che costituisce un modello innovativo di collaborazione territoriale, con sette Comuni metropolitani, Triggiano (capofila), Cellamare, Capurso, Casamassima, Noicattaro, Modugno e Valenzano, riuniti in un’associazione di Comuni per la realizzazione e gestione del canile sanitario.

“Non è soltanto una risposta concreta al fenomeno del randagismo, – ha detto Leccese – ma l’espressione di una visione pubblica che coniuga tutela del benessere animale e coesione sociale. La scelta di restituire alla collettività un bene confiscato alla criminalità organizzata conferisce a questa opera un valore politico e simbolico ancora più forte: dimostra come la collaborazione tra istituzioni possa trasformare luoghi sottratti all’illegalità in presìdi di cura e di inclusione, capaci di generare benefici duraturi per tutto il territorio”.

Bari, maltrattato e abbandonato in un recinto pieno di escrementi: pastore tedesco salvato dai volontari del Canile

“Storie di ordinaria follia e maltrattamenti perpetrati ai danni di chi non può assolutamente difendersi. Abbandonato dai suoi stessi proprietari in un recinto stracolmo di escrementi, con minacce di abbandono e.. peggio, se non fosse stato portato via subito”.

Inizia così il racconto pubblicato sui social dall’Associazione Nati per Amarti OdV che gestisce il Canile Sanitario del Comune di Bari. “Siamo veramente ma veramente curiosi di capire se i carabinieri e la polizia locale si attiveranno per una denuncia penale – si legge -. In un sistema che ormai è crollato e fa acqua da tutte le parti”.

“A noi resta solo di salvare il salvabile e all’orizzonte si profila un contaccio veterinario che ricadrà interamente sulle nostre spalle. Ma che peccato abbiamo commesso?? Solo quello di amarli e rispettarli”, conclude l’associazione.

Alberobello, gatto gettato con un calcio nella fontana: 15enne presterà servizio in un canile per 7 mesi

La ragazzina di 15 anni, finita un anno e mezzo fa al centro delle polemiche per aver spinto il gatto randagio Grey nella fontana gelida di Alberobello, per 7 mesi dovrà occuparsi degli animali ospitati nel canile.

La storia ha creato tanta discussione sui social, in seguito alla pubblicazione di un video diventato virale, e la giovane si ritrovò al centro di una gogna mediatica.

Il tribunale dei Minorenni ha disposto un percorso di messa alla prova che prevede anche un corso di educazione alla legalità e colloqui in un consultorio familiare.

La ragazzina, secondo quanto riferito anche dal legale di famiglie, si è resa conto dell’errore fatto. Ha anche adottato un cagnolino al quale è già molto legata.

Concussione e minacce a gestore del canile comunale: rinviati a giudizio ex sindaco ed ex assessore di Grumo

La gup del tribunale di Bari Anna De Simone ha disposto il rinvio a giudizio, per concussione, dell’ex sindaco di Grumo Appula (Bari) Michele D’Atri, e dell’ex assessore Nicola Lella. I due sono accusati di aver costretto il gestore del canile comunale «a consegnare loro la somma di 2.500 euro, mediante la minaccia consistita nel pretendere la somma di 10mila euro in due tranche e nella prospettazione, manifestata materialmente da Lella, in caso di mancata adesione, di bloccare i pagamenti di fatture già scadute relative al servizio di ricovero e mantenimento di cani randagi accalappiati nel territorio del Comune di Grumo».

I fatti risalgono al 2017: il Comune di Grumo Appula si è costituito parte civile con l’avvocato Nicola Selvaggi. Il processo si aprirà il 4 marzo 2025 davanti ai giudici della seconda sezione penale.

Lella ad aprile fu arrestato (in carcere, poi è tornato libero) con l’accusa di essere parte dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale diretta – per l’accusa – da Sandro Cataldo, fondatore di ‘Sud al centrò. In quell’inchiesta è indagata anche l’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia; per l’accusa l’associazione avrebbe inquinato le elezioni comunali di Grumo Appula del 2020, le Regionali dello stesso anno e le amministrative di Triggiano del 2021. A Lella, in quel filone investigativo, è contestato anche un episodio di corruzione per aver chiesto soldi a un imprenditore – in qualità di assessore – per un incarico.