Un 41enne di Manduria ha postato oltre 300 video sui social in 146 giorni passati agli arresti domiciliari e per questo è tornato in carcere. Non contento, ha documentato anche il ritorno nel carcere di Taranto sui social. Ma non solo, l’uomo avrebbe anche organizzato giochi d’azzardo online in cui svolgeva il ruolo del cosiddetto mazziere.
Lacarpia si toglie la vita in carcere: 24 ore fa il permesso per visitare la moglie al cimitero di Gravina
Lacarpia, il 65enne che si è tolto la vita in carcere dopo aver ucciso la moglie Maria Arcangela Torturo, proprio nella giornata di ieri era riuscito ad ottenere il permesso per visitare la lapide della donna al cimitero di Gravina. La sua salma ora resta sotto sequestro nel carcere di Bari. Lacarpia è stato trovato sotto le coperte e avrebbe utilizzato una busta di plastica nera avvolgendola intorno alla testa. La sua morte sarebbe arrivata dunque per soffocamento, ma saranno gli accertamenti medici a stabilirlo.
“Picchiata da mia figlia”, mamma disabile cambia versione in aula: 19enne assolta a Bari. Era stata in carcere
Una 19enne è stata assolta a Bari dall’accusa di aver picchiato la madre disabile di 56 anni. La donna aveva denunciato la figlia lo scorso aprile e la giovane era stata arrestata. Dopo aver passato una settimana in carcere, ha poi ottenuto i domiciliari a casa del padre. In aula la mamma, al termine del processo con rito abbreviato, ha però parlato di “normali litigi” tra mamma e figlia e così la 19enne è stata condannata a 6 mesi di reclusione solo per le presunte minacce rivolte alla donna. La madre, invalida al 100% e ipovedente, nella prima versione aveva parlato di continue vessazioni che andavano avanti da due anni in concomitanza con la separazione dei genitori.
Foggia, notte da incubo in carcere: detenuti sfondano cancelli e tentano rivolta
Il racconto del sindacato Sappe. La rivolta è stata sedata dalla Polizia Penitenziaria.
Continue readingTragedia al carcere di Milano, 44enne pugliese si toglie la vita in cella: è il 75esimo suicidio nel 2024
Un detenuto di 44 anni pugliese si è suicidato in una cella del carcere milanese di San Vittore, dove è stato trovato cadavere stamani. Dell’accaduto è stata informata la pm di turno di Milano Letizia Mocciaro.
“Era in carcere per presunti reati correlati agli stupefacenti, fine pena provvisorio fissato al 2027 – spiega Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria – si è strozzato ed è stato ritrovato esanime verso le 5.30 di stamattina”.
A nulla, aggiunge De Fazio, “sono valsi gli immediati tentativi di soccorso della Polizia penitenziaria e dei sanitari”. Si tratta “del 75esimo recluso che si toglie la vita dall’inizio dell’anno, in una strage continua – prosegue De Fazio – e che non trova alcun argine dal Governo”.
Femminicidio a Gravina, la Procura insiste: “Lacarpia in carcere”. Domani i funerali di Maria Arcangela Turturo
La Procura di Bari, che non ha preso parte all’udienza di convalida del fermo nel carcere di Bari questa mattina, ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Giuseppe Lacarpia, il 65enne accusato di aver ucciso a mani nude la moglie Maria Arcangela Turturo a Gravina. La decisione è attesa domani mattina.
Gli viene contestato l’omicidio premeditato con l’aggravante del rapporto di parentela e della premeditazione che comportano la pena dell’ergastolo. Nel fascicolo, oltre alle testimonianze dei parenti e delle tre persone che hanno ripreso l’aggressione, ci sono anche i primi esiti dell’autopsia. Confermate i gravi traumi e la presenza di ustioni. I funerali Arcangela Turturo dovrebbero svolgersi domani a Gravina.
Gravina, uccide la moglie a mani nude: Lacarpia accoltellò 15 anni fa suo figlio. Soffre di problemi neurologici
Ha dato fuoco all’auto su cui si trovava la moglie e poi, quando la donna ricoperta di ustioni è riuscita a uscire dalla vettura in fiamme, l’ha raggiunta e bloccata e uccisa a mani nude. Con questa accusa è stato fermato dalla polizia Giuseppe Lacarpia, pregiudicato di 65 anni. È accusato di omicidio premeditato e aggravato. Maria Angela Turturo, che aveva 60, era ricoverata in ospedale e prima di morire è riuscita a raccontare alla figlia e alla polizia l’accaduto. Il fatto è avvenuto la notte del 6 ottobre scorso in agro di Gravina in Puglia.
L’uomo fermato, che ha precedenti per delitti contro il patrimonio e la persona, era stato in carcere quasi 15 anni fa con l’accusa di aver tentato di uccidere il figlio intervenuto per sedare una lite tra i genitori. Lo ferì con un coltello nella circostanza. Si sarebbe dovuto sottoporre in giornata ad una visita medica, nelle scorse settimane era stato ricoverato per problemi neurologici. Soffrirebbe anche di demenza senile e Alzheimer ma non in stadio grave, in passato ha anche tentato il suicidio.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’uomo ha appiccato il fuoco alla propria autovettura dentro la quale c’era la moglie che è però riuscita a fuggire dall’automobile con ustioni parziali sul corpo. A quel punto l’uomo l’ha aggredita immobilizzandola in posizione supina sull’asfalto, schiacciandola con il peso del proprio corpo e le braccia, e premendole un ginocchio sull’addome. E ha così provocato fratture allo sterno e alle costole determinando la compressione del cuore e la successiva morte che è avvenuta in ospedale. Alla vicenda avrebbero assistito alcuni testimoni uno dei quali ha anche girato un video con il proprio cellulare. La donna è stata quindi soccorsa da personale del 118 e, prima di morire in ospedale è riuscita a raccontare alla polizia e a sua figlia che cosa era successo.
Bari, ai domiciliari pubblica 133 Tik Tok in tre mesi: il 25enne Kekko Loco finisce in carcere
Pubblica ben 133 video su TikTok, in soli tre mesi da maggio ad agosto, mentre si trova agli arresti domiciliari e finisce in carcere. Protagonista il barese Francesco Orlando, 25ene noto come “Kekko Loco”, con precedenti alle spalle.
Continue readingBari, tenta di togliersi la vita in carcere: detenuto salvato dal suo compagno di cella ex soccorritore
Tenta di togliersi la vita impiccandosi in cella in piena notte, ma viene salvato da un altro detenuto svegliato dai rumori. L’episodio è accaduto nella notte nel carcere di Bari. Provvidenziale l’intervento del suo compagno di cella, ex soccorritore professionale. È stato a lui a mettere in atto le manovre di primo intervento, praticando un massaggio cardiaco. L’uomo è stato poi soccorso dal personale 118 e trasportato in ospedale.
Evasione dal carcere di Lecce, il barese Vito Gassi catturato a Grumo: aveva con sé droga e un microcellulare
Vito Gassi, il detenuto barese arrestato a Grumo Appula due giorni fa dopo essere evaso dal carcere di Lecce, è riuscito a scappare sfruttando un ricovero in infermeria. Nel casolare di campagna dove si è rifugiato con la giovane moglie, sposata qualche giorno prima in carcere, i Carabinieri hanno trovato un microcellulare, utilizzato presumibilmente per organizzare la fuga, e circa 50 grammi di hashish.








